Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1352 del 9 marzo 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1352/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito ai tempi di attesa previsti per gli interventi chirurgici nei presidi ospedalieri valdostani".

Bertin (Presidente) - Punto n. 20 all'ordine del giorno. Risponde l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - I Consiglieri interrogano giustamente l'Assessore, per sapere se i fatti riportati nella lettera apparsa sulla testata Aosta Oggi in data 19 febbraio 2022, dal titolo "Costretti a cambiare regione per un'operazione chirurgica, tempi di attesa troppo lunghi", corrispondono al vero. In riferimento a quanto riportato dalle premesse dell'interrogazione, non è possibile, in assenza di elementi per identificare il caso specifico, dare una risposta puntuale.

Ciò premesso, come è noto, l'ondata ulteriore di Sars-COV-2 ha nuovamente rallentato le prestazioni non urgenti. É quindi possibile, anche se non certo, che tale prestazione rientri in questa fattispecie. Invece, è del tutto incomprensibile, perché destituita di alcun fondamento, il riferimento allo spostamento del personale ai reparti Covid per questioni economiche vantaggiose.

Inoltre, preciso che, al fine di recuperare le liste di attesa chirurgiche, così come le altre prestazioni sospese, è stato approvato, con deliberazione della Giunta regionale n. 91 del 31 gennaio 2022, il piano operativo regionale relativo al recupero delle liste di attesa, che individua degli step di recupero delle prestazioni sia in termini di quantità che di tempistica. A tale attività è stato, inoltre, correlato un obiettivo assegnato all'azienda per l'anno 2022 con la deliberazione della Giunta regionale n. 78 del 2022.

Presidente - Per la replica il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Per completezza di informazione, giustamente anche per le persone che ci ascoltano da casa, ritengo opportuno leggere la breve lettera che è stata trasmessa e poi inserita all'interno dell'interrogazione. La lettera riporta le seguenti frasi: "Gentile redazione, scrivo per segnalare quanto sta accadendo sui tempi di attesa per gli interventi. Siamo una coppia residente ad Aosta, il mio partner è portatore di patologia chirurgica subacuta e necessiterebbe di un intervento chirurgico in tempi abbastanza rapidi. Dopo la visita specialistica, il chirurgo di Aosta demoralizzato ci ha riferito che attualmente, a causa dello spostamento del personale nei reparti Covid per questioni economiche vantaggiose, quell'intervento richiederebbe tempi di attesa molto lunghi con il rischio che si verifichino gravi complicanze durante l'attesa. Siamo dunque costretti a recarci in un ospedale di altra città dove sono garantite attese brevi. Riteniamo il fatto scandaloso e irresponsabile e degno di essere reso noto".

A fronte di una segnalazione sicuramente molto grave, abbiamo ritenuto opportuno sollecitare una risposta da parte dell'Assessorato. Prendo atto di quanto dichiarato dall'Assessore rispetto anche alle liste di attesa e quant'altro, però io credo che tutti i colleghi qui possono testimoniare di essere assolutamente invasi dalle segnalazioni di ritardi anche nelle visite definite urgenti, che in realtà subiscono numerosi ritardi.

Noi comprendiamo la situazione e quello che poi abbiamo discusso anche in V Commissione. Ricordo che c'era stata l'impegnativa a luglio di una risoluzione che aveva previsto di impegnare a tagliare e riaprire alcuni reparti che erano rimasti chiusi addirittura da marzo 2020, che non erano mai stati riaperti. A fronte di questo impegno, ci era stata presentata una tabella che riportava tutta una serie di collocazioni in colore verde, in colore rosso o in colore giallo, che appunto verificavano quali erano i tempi e se rispettavano i tempi venivano collocati in verde rispetto all'attesa, in arancione o in rosso, forse in giallo credo, e di questi pareva che a fronte del 2020, e addirittura anche del 2019, ci fosse stato un grosso passo avanti. Quello che possiamo osservare nella realtà è che i tempi, dal 2019 a oggi, non si sono ridotti e sono enormemente aumentati. Auspichiamo davvero che si possa arrivare a tagliare questi tempi, anche perché altrimenti costringiamo davvero i cittadini a doversi recare in un'altra regione e i costi comunque continueremo a pagarli noi, se non garantiamo in tempi utili e brevi una risposta da parte della nostra sanità.