Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1316 del 23 febbraio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1316/XVI - Interpellanza: "Promozione di uno studio volto a valutare le prospettive per il rilancio dei comprensori sciistici valdostani".

Bertin (Presidente) - Punto n. 35. Si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Grazie Presidente. Assessore, mi è sembrata un po' surreale la sua risposta perché mi sembra di essere stata chiara sia nel dibattito di novembre sia oggi. Non stiamo parlando della telecabina, stiamo parlando della struttura che viene fatta in cima. Non stiamo parlando dell'impianto!

Mi sembra veramente che si vogliano mettere in bocca alle persone parole che non hanno detto.

Io le ricordavo già nel mese di novembre scorso, quando abbiamo affrontato la questione degli impianti di sci e i finanziamenti, che peraltro noi abbiamo votato, la nostra assoluta volontà di mantenere quell'impianto perché è un impianto che svilupperà Pila e ne siamo assolutamente consapevoli.

Le portavo ad esempio un'interessante strada percorsa dall'Alto Adige proprio per valutare uno sviluppo regionale che interessava proprio i comprensori sciistici. Già nel 2017 si dotavano ed eliminavano impianti vetusti oppure di comprensori che da lì a poco sapevano che non avrebbero più avuto storia per dedicarsi ad altro. Vi invito anche solo a guardare "Generazione bellezza" per capire che cosa possono essere le nostre valli e in che cosa potrebbero essere votate quelle valli che molto probabilmente, purtroppo, non avranno più la disponibilità di neve ma che devono già attrezzarsi e pensare adesso alla strategia.

In quello studio vi era poi un interessante connubio fra i diversi livelli della società che ha fatto sì che insieme ad attori diversi abbiano avviato congiuntamente una riflessione e siano intervenuti in maniera proattiva su tale cambiamento.

Noi siamo fermi ancora ad un semplice bando di graduatoria come quello della legge 8.

Allora per quello che riguarda, e lo ripeto per l'ennesima volta, la Pila-Couis, invece ribadiamo le nostre preoccupazioni sulla parte alta del progetto, ossia sulla parte della Platta de Grevon, visto che tutti noi conosciamo i vincoli legati alla rilevante instabilità geologica e valanghiva, come evidenziato peraltro anche da altri Consiglieri che giustamente si dicevano preoccupati per la presenza del permafrost. Lo dicevano per il Col Tsa Seche, se guardiamo le cartografie, vediamo che in questa presenza c'è anche la Platta de Grevon.

La normativa vigente in questo momento non consentirebbe fra l'altro la realizzazione di quella mega stella e la realizzazione di nuove piste sottoposte a caduta di massi, ma dopo le modifiche apportate in Consiglio comunale e poi la vostra DGR del 14 febbraio che va a modificare gli ambiti inedificabili, si porterà quest'oggi in Consiglio comunale a Gressan un'ulteriore deroga che definirà quell'intervento di comprovati e rilevanti interessi economici e sociali nella fascia media e alta pericolosità per poter permettere quella costruzione.

Io non vorrei che dovessimo poi pentirci fra un po' e sono curiosa di capire quali sono gli studi fatti per dire che quella struttura, e ribadisco non la telecabina ma quella stella stellona che tutti abbiamo visto, porterà questo interessante sviluppo economico per la società Pila.

Del progetto poi non si evince, inoltre, l'entità dell'aumento di fabbisogni idrici determinati dalla nuova struttura della Platta o l'interferenza tra le opere e la sorgente di Pos o del gruppo sorgivo denominato La Nouva.

Sappiamo già che Pila soffre di mancanza d'acqua attualmente e basta andare nelle vasche in questi giorni.

In ultimo non è chiara la sostenibilità della proposta di prevedere il bar ristorante in relazione alla necessità di dotazione di infrastrutture di servizi essenziali, gestione dei rifiuti e gestione energetica, tenuto conto dell'offerta territoriale che potrebbe invece essere fatta dalla valorizzazione delle strutture di cui parlavo prima.

Non mi stupisce poi Assessore, io l'avevo ascoltata nell'aprile del 2019 quando è venuto a presentare il progetto insieme all'Assessore Laurent Viérin a Gressan, già lì erano emerse possibilità diverse, un direttore di pista come Guido Regruto che tutti noi abbiamo stimato a Gressan, aveva fatto delle valutazioni e quelle considerazioni non sono mai state prese considerazione.

Le ribadisco che quanto sta accadendo non mi stupisce, visto che per la prima volta nella storia di Gressan, credo, la Pila S.p.A. nel suo Consiglio di amministrazione non ha nemmeno un "gressaens". Grazie.

Presidente - Risponde l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Dovrei chiedere una mozione d'ordine perché ha presentato un'interpellanza, ne ha raccontata per una lunga parte dell'esposizione un'altra, nel senso che mi chiede di Pila e poi è finita su tutto un progetto turistico che sinceramente lei chiede dei comprensori sciistici nella seconda domanda, non di un progetto turistico, però, per fortuna si collabora a livello di Giunta e possiamo anche lavorare in questo senso, però, ripeto, ha raccontato un'interpellanza un po' diversa da quella che ha presentato.

Dico solo che, secondo me, ci si sta accanendo su questi impianti a fune in maniera un po' esagerata rispetto al beneficio che oggi gli impianti ancora danno e che, per fortuna nostra, daranno ancora per lungo tempo.

Gli impianti a fune in Valle d'Aosta occupano lo 0,41% della superficie del nostro territorio, leggo così non mi sbaglio: 1.353 ettari, 13,5 chilometri quadrati di piste. Abbiamo quattrocentoventotto piste. Ogni volta che si fa un investimento, sembra che si stravolga la Valle d'Aosta.

C'è un po' di Valle d'Aosta che è occupata dagli impianti, tutto il resto è libero e vi invito ad andare in qualche vallata, ma che conoscete probabilmente meglio di me visto che vi occupate di montagna e di ambiente in maniera molto attenta, a vedere dove non ci sono gli impianti cosa sta succedendo, perché molte volte la situazione è addirittura peggiore di quella che viene descritta, perché non so cosa c'è di meglio a livello ambientale se un'infrastruttura, che porta un po' di sviluppo e anche un po' di progettualità per il territorio, o se valli che purtroppo si spengono perché non c'è del lavoro, perché la gente vive di lavoro. Senza lavoro non ce la facciamo, neanche in Valle d'Aosta, ad andare avanti.

Probabilmente c'è qualcuno che ha un'attenzione e anche delle visioni politiche diverse da quelle che possiamo aver messo in campo noi fino adesso e che vorremmo ancora mettere in campo ma noi per dare del lavoro, per sviluppare le nostre valli e per creare delle attenzioni per il futuro vediamo ancora una lunga progettualità degli impianti, soprattutto rispetto alla limitata occupazione che questi impianti hanno sul territorio.

Se tutti gli investimenti che avessimo fatto avessero portato un rapporto di PIL prodotto rispetto alla superficie occupata di questo livello, forse non avremo queste difficoltà in alcune valli.

Detto questo, le cose che ha letto rispetto alla strategia dell'adattamento al cambiamento climatico, per ogni struttura lo abbiamo fatto noi Assessori, quindi le cose che ha letto, sono le cose che vogliamo fare assolutamente, ma per fortuna la Valle d'Aosta si giocherà una lunga partita sullo sci perché abbiamo impianti molto alti. La quota dei nostri impianti, per fortuna, ci permetterà di guardare un po' più a lungo e dovremo essere bravi a guardare, rispetto a quello che abbiamo, ottimizzarlo e garantire una vitalità del nostro territorio cercando di portare qui nuova clientela, nuovi sciatori e non sono sciatori, perché oggi la montagna anche nei comprensori sciistici non è frequentata per forza di cose da sciatori o da persone che vogliono passare la loro giornata esclusivamente attraverso lo sport.

C'è gente che viene sui nostri comprensori per starsene tranquillamente a godersi una giornata al sole, mangiarsi qualche cosa, aspettare il bimbo o il marito o il compagno che si fa la sciata per stare insieme.

Quella strategia, è una strategia che abbiamo costruito insieme e che vorremmo sviluppare e continuare a sviluppare in futuro, e passa per la razionalizzazione di alcuni impianti.

Rispetto all'impianto che viene citato, e veniamo all'interpellanza, quello della Pila, noi sicuramente non ci mettiamo a dire a chi amministra e a chi progetta che tipo di impianto deve fare, diamo degli indirizzi sì, cioè andare a migliorare gli impianti e migliorare la qualità di questi impianti e cercare di renderli più utili all'utenza che è sempre più diversificata, soprattutto razionalizzare i costi di gestione. Ci sono impianti che, come questo, permetteranno di ridurre gli impianti che ci sono attualmente e cercare di razionalizzarli.

L'iter che indicate, è un iter che è ancora in corso, l'istruttoria non è completata, tant'è vero che ci sono delle osservazioni e su queste bisognerà esprimersi.

Rispetto a questo, quando si sarà completata l'istruttoria, verificheremo come la struttura competente, che ovviamente agisce in maniera autonoma, deciderà di promuovere il proprio parere e la propria valutazione dell'impianto. Quello che è stato fatto, è un'istruttoria che prevede proprio questo e vedremo alla fine che cosa succederà.

L'indicazione non è quella di andare a fare dei disastri ambientali come quelli che vengono descritti, anzi, proprio va tutta in un'altra direzione; è chiaro che gli investimenti, per loro natura, hanno una ricaduta sul territorio che va valutata dalle strutture delle quali è dotata l'Amministrazione regionale e non solo. Su questo vedremo come ci si esprimerà e che cosa si potrà fare.

Sul secondo aspetto, l'idea di una prospettiva riferita ai comprensori sciistici, se parliamo dell'invernale, perché immagino che si parli dell'invernale, tutti quelli che dicono che bisogna costruire un'offerta parallela, ma poi ci dicono che non ci sarà più la neve, che offerta parallela costruiamo?

Se vogliamo investire nei comprensori sciistici pensando che porteremo la gente a sciare, a fare dello sci alpinismo, a fare delle ciaspolate, a divertirsi sulla neve come famiglia, credo che quantomeno dobbiamo partire dallo stesso punto di partenza, perché se vogliamo costruire un prodotto complementare, dobbiamo comunque sempre avere la neve. Per avere la neve, ci siamo dotati e continueremo a dotarsi di impianti di innevamento sempre più performanti che dovranno essere, in una logica di programmazione del prossimo ventennio, inseriti in contesti che permettano ai bacini che daranno risposta agli impianti di innevamento anche a dare risposta all'agricoltura, a dare risposta a tutti gli aspetti che per esempio stiamo vivendo in questo momento, l'elemento legato agli incendi boschivi e a tutto questo, ma questa è una programmazione che è da costruire anche se questi impianti già oggi danno questo tipo di risposta, perché quando si cita tutta l'occupazione degli impianti, oggi ci sono pascoli utilizzati proprio perché sono arrivati gli impianti da sci ed in una buona parte della stagione, gli impianti permettono completamente l'utilizzo del territorio, tant'è vero che l'occupazione del terreno viene pagata solo per il periodo invernale tanto per essere chiari.

La strategia è portare sicuramente avanti degli investimenti che ci permettano di qualificare sempre di più i nostri servizi, di fare in modo che l'offerta complementare che oggi è sperimentale in alcuni territori diventi un'offerta complementare della Valle d'Aosta, il Consigliere Brunod ce l'ha ricordato più volte, c'è una mozione da portare avanti, in questo anno ci lavoreremo per esempio sullo sci alpinismo. Ci sono prodotti come lo SkiAlp del Monte Rosa che vanno valorizzati in più comprensori, ma è ovvio che quelli sono prodotti che rendono un'offerta migliore ma non un'offerta unica.

Noi al 14 febbraio avevamo fatto 53 milioni di euro di fatturato grazie ai comprensori di sci e poi abbiamo dato anche la possibilità di fare qualcos'altro.

Recentemente, abbiamo lanciato una mozione sull'inclusione rispetto agli sport invernali su un progetto di inclusione dei nostri comprensori anche rispetto alle persone con disabilità, ci stiamo lavorando e ci lavoreremo per dare questa risposta.

Stiamo ovviamente lavorando su un discorso di strategia, lo studio che è stato assegnato a Finaosta per dare al Consiglio regionale la possibilità di guardare ad un assetto futuro, ci permetterà di dire, rispetto al governo attuale delle società, se ci sono progetti che renderanno ancora più performante la nostra attività.

Potrei raccontare il progetto "Scivolare a scuola" che permette di portare i nostri ragazzi con lo Skipass sui nostri impianti da sci ma soprattutto per fare in modo che i ragazzi possano diventare un domani dei professionisti degli sci, dei lavoratori in quegli impianti, delle persone che possono essere occupate.

Sulle strategie ce ne possono essere tante e nuove, per noi la strategia è fare in modo che i comprensori sciistici continuino a dare l'occupazione, il fatturato e soprattutto lo sviluppo che stanno dando in questo momento con tutti i vantaggi per la comunità.

Presidente - Per la replica la consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Grazie Presidente. Mi è sembrata un po' surreale la sua risposta perché mi sembra di essere stata chiara sia nel dibattito di novembre sia oggi, non stiamo parlando della telecabina, stiamo parlando della struttura che viene fatta in cima, non stiamo parlando dell'impianto.

Mi sembra veramente che si vogliano mettere in bocca alle persone parole che non hanno detto.

Io le ricordavo già nel mese di novembre scorso, quando parlavamo della questione degli impianti di sci, che peraltro noi abbiamo votato, quindi a maggior ragione ribadisco la nostra assoluta volontà di mantenere quell'impianto perché è un impianto che svilupperà Pila e ne siamo assolutamente consapevoli.

Le portavo ad esempio un'interessante strada percorsa dall'Alto Adige proprio per valutare uno sviluppo regionale che interessava proprio i comprensori sciistici. Già nel 2017 si dotavano ed eliminavano impianti vetusti oppure di comprensori che da lì a poco sapevano che non avrebbero più avuto storia per dedicarsi ad altro. Vi invito anche solo a guardare "Generazione bellezza" per capire che cosa possono essere le nostre valli e in che cosa potrebbero essere votate quelle valli che molto probabilmente, purtroppo, non avranno più la disponibilità di neve ma che devono già attrezzarsi e pensare adesso alla strategia.

In quello studio vi era poi un interessante connubio fra i diversi livelli della società che ha fatto sì che insieme ad attori diversi abbiano avviato congiuntamente una riflessione e siano intervenuti in maniera proattiva su tale cambiamento.

Noi siamo fermi ancora ad un semplice bando di graduatoria come quello della legge 8.

Allora per quello che riguarda, e lo ripeto per l'ennesima volta, la Pila-Couis, invece ribadiamo le nostre preoccupazioni sulla parte alta del progetto, ossia sulla parte della Platta de Grevon, visto che tutti noi conosciamo i vincoli legati alla rilevante instabilità geologica e valanghiva, come evidenziato peraltro anche da altri Consiglieri che giustamente si dicevano preoccupati per la presenza del permafrost. Lo dicevano per il Col Tsa Seche, se guardiamo le cartografie, vediamo che in questa presenza c'è anche la Platta de Grevon.

La normativa vigente in questo momento non consentirebbe fra l'altro la realizzazione di quella mega stella e la realizzazione di nuove piste sottoposte a caduta di massi, ma dopo le modifiche apportate in Consiglio comunale e poi la vostra DGR del 14 febbraio che va a modificare gli ambiti inedificabili, si porterà quest'oggi in Consiglio comunale a Gressan un'ulteriore deroga che definirà quell'intervento di comprovati e rilevanti interessi economici e sociali nella fascia media e alta pericolosità per poter permettere quella costruzione.

Io non vorrei che dovessimo poi pentirci fra un po' e sono curiosa di capire quali sono gli studi fatti per dire che quella struttura, e ribadisco non la telecabina ma quella stella stellona che tutti abbiamo visto, porterà questo interessante sviluppo economico per la società Pila.

Del progetto poi non si evince, inoltre, l'entità dell'aumento di fabbisogni idrici determinati dalla nuova struttura della Platta o l'interferenza tra le opere e la sorgente di Pos o del gruppo sorgivo denominato La Nouva.

Sappiamo già che Pila soffre di mancanza d'acqua attualmente e basta andare nelle vasche in questi giorni.

In ultimo non è chiara la sostenibilità della proposta di prevedere il bar ristorante in relazione alla necessità di dotazione di infrastrutture di servizi essenziali, gestione dei rifiuti e gestione energetica, tenuto conto dell'offerta territoriale che potrebbe invece essere fatta dalla valorizzazione delle strutture di cui parlavo prima.

Non mi stupisce poi Assessore, io l'avevo ascoltata nell'aprile del 2019 quando è venuto a presentare il progetto insieme all'Assessore Laurent Viérin a Gressan, già lì erano emerse possibilità diverse, un direttore di pista come Guido Regruto che tutti noi abbiamo stimato a Gressan, aveva fatto delle valutazioni e quelle considerazioni non sono mai state prese considerazione.

Le ribadisco, non mi stupisce, visto che per la prima volta nella storia di Gressan, credo, la Pila S.p.A. nel suo Consiglio di amministrazione non ha nemmeno un "gressanese". Grazie.

Presidente - Per fatto personale.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Per dire, senza far polemica, che né nell'interpellanza né in quello che c'è scritto qua si parla del ristorante, si sta dicendo altro, c'è scritto un'altra cosa qua.

Non è un indovinello venire in Consiglio, si fanno le interrogazioni, le interpellanze e si risponde alle interrogazioni e alle interpellanze. Non c'è scritto da nessuna parte quello che lei dice e nelle domande c'è scritto "Valuta di richiedere alla Pila S.p.A., per il tramite di Finaosta, la revisione del progetto al fine di renderlo meno impattante e più sostenibile".

Lei nel primo paragrafo dice "Dove evidenziavamo diverse criticità rispetto al progetto della telecabina Pila-Couis", c'è scritto questo. Poi se vogliamo parlare di quello, parliamo di quello, ma io lo chiedo al Presidente del Consiglio. Se noi dobbiamo venire a rispondere, rispondiamo a quello per il quale veniamo interrogati, non per altre cose, sennò è un altro gioco.

Ognuno qua viene, fa il tema libero e poi racconta quello che vuole.

Non è così. Guardi, io cerco sempre di essere educato e rispettoso, però, se lei mi fa una domanda, io rispondo a quella domanda, no ad un'altra. Non è neanche corretto.

Mi scuso perché non voglio far polemica con lei, però ha presentato una cosa diversa da quella che ha scritto.

Presidente - Per fatto personale ma si attenga al fatto personale.

Guichardaz E. (PCP) - Solo per sottolineare che il progetto che c'è depositato al VIA si chiama "Progetto Pila, telecabina Pila-Couis" e contiene anche il ristorante, tant'è che all'interno di quel progetto c'è anche in maniera strutturata tutta questa parte.

Mi sembra di essere stata molto chiara, si parla della conferenza dei servizi tenuta su quel progetto e quel progetto prevede anche il ristorante. Poi non so cosa dirle, è questa la dicitura che c'è lì sopra. Si preoccupi con l'Assessorato o chi ha scritto l'oggetto di quel progetto perché in quel progetto nei 39 milioni, 5 milioni sono dedicati a quella struttura.

Presidente - Va bene, chiudiamo questa discussione. Consigliere Restano per mozione d'ordine.

Restano (GM) - Solamente per dire che il tema è molto interessante, forse, gradiremmo tutti partecipare, allora possiamo fare un Consiglio ad hoc, ma se sfruttiamo un'interpellanza per parlare delle mezz'ore di progetti strategici della Valle d'Aosta, mi dispiace per l'interpellante e per l'Assessore, ma vorremmo dire anche noi la nostra e non solo stare ad ascoltare.

Ci sono le Commissioni, ci sono altri strumenti, ma non mi sembra corretto parlare dell'universo mondo sportivo e turistico ed avere la diretta a disposizione.

Presidente - Consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Volevo anche io fare una mozione d'ordine e prendere spunto da quanto abbiamo sentito, perché penso che tutti noi siamo interessati a capire due cose, primo sicuramente le prospettive di sviluppo delle nostre stazioni ma anche puoi capire se i progetti di cui abbiamo sentito sono effettivamente quelli.

Io colgo la proposta del Consigliere Restano e vorrei sottoporre però all'attenzione di tutta l'Aula se, in particolare, su questo progetto si possa fare un approfondimento nella Commissione competente, che tra l'altro poi si occuperà anche dello sviluppo dei comprensori sciistici in senso lato, quindi penso che possa essere sicuramente interessante sia per quello che ha detto la collega Guichardaz, sia per quello che ha detto l'Assessore Bertschy e anche per quello che tutti e due non hanno detto, cioè nel senso che almeno cerchiamo di capirci e magari di approfondire, come ha detto il collega Restano, la materia e l'oggetto del contendere.

Penso che la Commissione deputata sia il luogo dove tutti si potranno esprimere in tal senso.

Presidente - Va bene Consiglieri, con questo chiudiamo la discussione. Chi è interessato, può proporre la richiesta al Presidente della Commissione che si occupa di questi argomenti e credo che la Commissione potrà approfondire la questione. Le Commissioni sono anche istituite per questo.

Consigliere Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Sono stato chiamato in causa Come Presidente della Quarta Commissione, quindi non posso che associarmi alle dichiarazioni dei colleghi Restano e Aggravi e, naturalmente, dare la disponibilità della Quarta Commissione per affrontare questo tema nel corso del quale magari andremo ad approfondire tutto quello che oggi è emerso dall'esposizione della collega Guichardaz.

Non credo che sarà l'unico tema sul quale ci confronteremo in materia di sviluppo degli impianti in quota ma credo che questo sia il punto di partenza, quindi la Quarta Commissione è a disposizione.