Oggetto del Consiglio n. 1317 del 23 febbraio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1317/XVI - Interpellanza: "Interventi per ampliare, in via provvisoria, il numero di manifestazioni fieristiche dell'artigianato di tradizione che possono essere organizzate dai Comuni valdostani".
Bertin (Presidente) - Punto n. 36. Per l'illustrazione consigliera Spelgatti.
Spelgatti (LEGA VDA) - Grazie. A causa della pandemia, molte manifestazioni fieristiche dell'artigianato valdostano di tradizione sono state annullate. La Fiera di Sant'Orso però è stata giustamente posticipata e non annullata. Tali mostre mercato sono di vitale importanza sia per i territori sui quali vengono organizzate sia per gli espositori medesimi.
Atteso che la legge regionale 2/2003 prevede norme molto stringenti in relazione al numero di manifestazioni che possono essere organizzate dai Comuni e dai soggetti che possono esporre, attenzione, tra l'altro in un "taglia e incolla" mi sono accorta che ho tagliato i riferimenti invece della legge più importante che è la legge regionale 2 agosto del 99 n. 20, in particolare l'articolo 11 bis che prevede in questo caso molte limitazioni specifiche, vado ad esempio a leggere alcune parti, si dice "I Comuni possono prevedere lo svolgimento sul proprio territorio di non più di tre mostre mercato all'anno, ognuna di durata non superiore a due giorni consecutivi, alle quali possono partecipare i soggetti che non esercitano un'attività commerciale in modo professionale ma vendono beni ai consumatori in modo sporadico e occasionale. Ai fini di cui al comma 1 sono da considerare venditori non professionali coloro che partecipano per non più di sei volte all'anno alle mostre mercato organizzate dai Comuni della Valle d'Aosta. Le partecipazioni alle mostre mercato è consentita unicamente a titolo individuale, ad un solo componente dello stesso nucleo familiare per ciascuna manifestazione. Ai venditori non professionali non sono richiesti titoli abilitativi di cui alla presente legge. Per poter partecipare alle mostre mercato di cui al presente articolo il venditore non professionale presenta apposita domanda al Comune nella quale si intende avviare l'attività contenente una dichiarazione sostitutiva resa ai sensi degli articoli 30 e 31 della legge regionale 19/2007 riportante le generalità, la residenza, lo stato di famiglia nonché la condizione del venditore non professionale. Il Comune nel quale il venditore non professionale intende avviare l'attività entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda rilascia ad ogni singolo venditore non professionale un permesso di partecipazione valido fino al 31 dicembre di ogni anno conforme ad apposito modello adottato dal Consiglio permanente degli enti locali. I soggetti di cui al comma 2 che intendono partecipare ad una mostra mercato devono presentare apposita domanda al Comune nel cui territorio si svolge contenente" e ci sono tutte le indicazioni.
"Qualora nel corso della mostra mercato si accerti che il venditore non professionale è sprovvisto del permesso di partecipazione di cui al comma 4ter, è in possesso di permesso irregolare, ovvero nei casi di violazione della prescrizione di cui al comma 3, gli incaricati dal Comune allontanano il medesimo dalla manifestazione", poi c'è tutta la parte relativa alle falsità eccetera eccetera.
Comunque sia la disciplina è molto specifica.
Al di là delle considerazioni in relazione a questa normativa e sulla validità o meno delle prescrizioni, la domanda che noi poniamo alla Giunta regionale è se vi sia l'intenzione di intervenire, quantomeno in via d'urgenza e provvisoria, al fine di derogare alla normativa di cui sopra per ampliare il più possibile il numero di manifestazioni che potranno essere organizzate quest'anno dai vari Comuni e i soggetti abilitati a partecipare alle esposizioni.
Questo perché chiaramente in un momento come questo l'obiettivo è quello di permettere ai Comuni di organizzare il più possibile manifestazioni per recuperare il terreno perduto e per cercare di attirare più turisti, far lavorare il più possibile gli espositori medesimi e quindi cercare di allargare le maglie di questa normativa che può avere un senso o meno, si potrebbe poi andare a discutere e approfondire sui dettagli di questa normativa in altri momenti, però potrebbe avere un senso cercare di venire incontro sia ai Comuni che agli espositori, quindi utilizzare anche questo strumento come rilancio dell'economia e del turismo in un momento così particolare.
Chiedevo se esiste questa possibilità e se sia stata vagliata.
Presidente - Risponde l'assessore Bertschy.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Per stemperare il clima, anche qui ha chiesto di una legge, che è la 2/2003 che è la valorizzazione dell'artigianato, però poi nell'esposizione parla della legge 15/2000 che è quella relativa a mostre e mercato, ma al di là di questo, se è d'accordo, proviamo a dare una risposta e direi poi l'Assessore Guichardaz, che si occupa di commercio, può completarla anche successivamente.
Le mostre mercato sono riferite appunto ad un'altra normativa e tutta la disciplina, il numero di manifestazioni realizzabili e le possibilità di partecipare sono limitate, per come è stato organizzato tutto questo fino ad ora, soprattutto per rispetto di più fattori, compresi quelli delle attività commerciali, perché c'è nelle varie iniziative la necessità di tener conto di dare la possibilità a tutti di sviluppare queste mostre mercato e nello stesso tempo di mantenere alta l'attenzione rispetto alle attività commerciali.
Questa è stata, per come ci è stata spiegata, una situazione che si è delineata dopo tutta una serie di confronti anche con le associazioni di categoria.
Quindi, rispetto a questo ci si può prendere l'impegno di sentire Comuni che però ad oggi non hanno espresso questa necessità e ovviamente questo dipende da una legge che si riferisce alle attività commerciali.
Per quello che riguarda la legge invece che è citata nell'interpellanza, che è quella relativa alla tutela e valorizzazione dell'artigianato valdostano, la legge non pone limiti se non quello della partecipazione dei settori non tradizionali nel limite del 30%.
Rispetto a questo, ci si può prendere l'impegno di sentire se c'è questa esigenza da parte del territorio, in particolare dei Comuni e delle associazioni, ed eventualmente di tornare a parlarne.
Presidente - Per la replica consigliera Spelgatti.
Spelgatti (LEGA VDA) - Sì, ho fatto un mea culpa iniziale, non era stato volontario, proprio nel citare e riportare le due normative, perché le due normative sono incrociate, ho riportato soltanto la prima e nel "taglia e incolla", perché era riportata in un altro periodo, è sparito il riferimento ma attenzione, ovviamente se dico "Prevede norme molto stringenti in relazione al numero di manifestazioni che possono essere organizzate dai Comuni e ai soggetti che possono esporre", visto che non è quella legge regionale che ne parla, è l'altra, in realtà la risposta doveva essere già preparata comunque dagli uffici perché basta andare a prendere la normativa che prevede esattamente il numero di manifestazioni che possono essere organizzate dai Comuni e i soggetti che possono esporre che è l'altra normativa. Quindi il contenuto c'era tutto, infatti mi aspettavo che mi sarebbe stato detto: "Non è previsto in quella legge, in realtà è previsto in quella legge", sarebbe stata una risposta più sensata rispetto a quella che le hanno preparato gli uffici, perché tutte le indicazioni, al di là appunto della citazione del numero e della data della legge, c'era e, quindi, il contenuto c'era.
La risposta, al di là del mea culpa, non la trovo minimamente soddisfacente perché è vero, la normativa iniziale, per come è strutturata, ha l'obiettivo di contemperare le manifestazioni che vengono fatte sul territorio e dall'altra parte le attività commerciali, ma anche questo tema sarebbe veramente non dico da rivedere, ma almeno da analizzare compiutamente, perché il fatto di organizzare delle fiere, dei mercati eccetera eccetera, in realtà deve essere visto come un'attrattiva turistica, dipende sempre da come viene fatta e da come viene organizzata, ma al di là di questo è il tema generale che andrebbe rivisto forse, per lo meno rivalutato.
In questo momento dare la possibilità ai Comuni di poter organizzare più iniziative possibili a maglie più larghe sul proprio territorio, non lo vedo come un qualche cosa che possa creare dei problemi al commercio, perché al massimo provi ad essere attrattivo e quindi tutti godono e beneficiano, anche i negozianti stessi, nel momento stesso in cui arrivano più persone sul territorio e soprattutto, visto e considerato che sono saltate, avere la possibilità di riorganizzare in maniera differente e in maniera più elastica il tutto, potrebbe avere un senso.
Comunque sia mea culpa per non aver riportato anche quell'altro riferimento, ma il testo era molto chiaro, quindi la risposta sarebbe potuta essere preparata.
Non è stato comunque neanche lei pronto a dirmi cosa ne pensate, anche perché era di una banalità enorme. Io dico: "Cosa ne pensate rispetto a riorganizzare ad allargare le maglie?". Sì o no.
Direi che rispondere la citazione della legge dell'artigianato che non prevede dei parametri stringenti, non è comunque una risposta, al di là degli uffici, politicamente intelligente perché basta che mi diciate "Sì, intendiamo farlo, no, non intendiamo farlo".
Andare ad interrogare i Comuni "Volete organizzare più manifestazioni?" e tutto quanto, dite anche voi che cosa vorreste fare. Che visione avete voi? Avete la visione di voler implementare le manifestazioni sul territorio e dare la possibilità ai Comuni e poi i Comuni decidono se lo vogliono fare o meno?
È una scelta vostra, dovete fare che cosa? Un questionario per iscritto a tutti i Comuni? Interrogare tutti i Sindaci per sapere cosa ne pensano? Non lo so, sono decisamente basita per la risposta. Grazie.
Presidente - Con quest'interpellanza, concludiamo i lavori del Consiglio di oggi.
Sono aggiornati a domani alle ore 09:00 e riprenderemo dal punto n. 37 dell'ordine del giorno. Buona serata.
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La seduta termina alle ore 19:50.
