Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1312 del 23 febbraio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1312/XVI - Interpellanza: "Riproposizione alla valutazione di impatto ambientale del progetto di realizzazione dell'impianto per la derivazione d'acqua a scopo idroelettrico nel Comune di Chamois".

Bertin (Presidente) - Per l'illustrazione consigliera Minelli ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Grazie Presidente. Il lago di Lod in Comune di Chamois è, come credo molti sappiano, un piccolo gioiello paesaggistico della nostra Regione, un luogo che è frequentatissimo, soprattutto nella stagione estiva, e meta di un turismo di famiglie, di ragazzi, di bambini. Intorno al lago ci sono vari bar, ristoranti e anche un'attrezzata area picnic. Sembrerebbe, da alcune informazioni che abbiamo desunto attraverso degli amministratori, che ci sia l'intenzione di realizzare, nella prossimità del lago, una slittovia e un Family Park per migliorare ulteriormente l'attrattività di questa zona. Come molti altri laghetti alpini, il lago di Lod è formato in una conca di risorgiva che è priva di immissari e ha una tendenza stagnante, motivo per cui è molto delicato, è a rischio di impaludamento e di atrofizzazione. Già in passato ha avuto dei problemi, nel 2006 il Comune di Chamois ha ottenuto un contributo per il recupero ambientale del lago ai sensi del PSR 2000-2006, come si può vedere dalla delibera 3896 del 15 dicembre 2006. Quell'intervento, piuttosto importante, prevedeva dei lavori per contrastare il processo di proliferazione delle alghe, la posa di tubazioni, pozzetti, apparecchiature varie e cartellonistica. I lavori sono terminati nel 2012. Oggi però il lago è al centro dell'attenzione per un'altra questione, cioè per un progetto di realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica che sono in discussione da più di una quindicina di anni. Con la delibera 1448 del 15 novembre 2021, la Giunta ha rilasciato la concessione di derivazione d'acqua a scopo idroelettrico per trent'anni con prelievi dal torrente Chamois e dal torrente Saverou nonché dal lago di Lod che dovranno alimentare due centrali nel Comune di Chamois, la centrale Mulino della Pila e la centrale Sweets. Il sistema che verrebbe realizzato a Chamois è un sistema di tipo misto, in quanto sfrutterebbe sia i salti d'acqua dei due torrenti che ho citato, sia anche il lago di Lod come bacino di accumulo a monte a servizio delle due centrali.

La realizzazione dell'impianto, oltre che appunto sfruttare le acque dei torrenti, prevederebbe anche un uso che riteniamo invasivo del Lago di Lod, di cui non sono indicate nel progetto né la superficie né la profondità. Nel lago affluirebbero e defluirebbero ogni giorno, tramite una condotta forzata ed un sistema di pompaggio, 450 litri al secondo per un totale di 22 mila metri cubi, si tratta di quantità molto grandi. Questa modulazione risponde naturalmente alla volontà di turbinare le acque, di produrre elettricità nelle fasce orarie e nei giorni in cui, è normale, la vendita dell'elettricità è più conveniente, per cui nelle ore notturne il sistema di pompaggio riporterebbe nel lago l'acqua già turbinata per riprenderla il giorno seguente. A quanto ci risulta, nessuno studio è stato prodotto per esaminare l'impatto che questo regime produrrebbe sulla vita del lago, in quanto ecosistema lacustre, quindi, sulla sua flora e sulla sua fauna, e non è stato preso in esame l'aspetto dell'impatto paesaggistico che verrebbe determinato dal continuo processo di svuotamento e riempimento del bacino.

Stimando la superficie del lago sulla base di foto di Google Maps in 13 mila metri quadri, più o meno come due campi da calcio, e la sua profondità come quattro metri, come è risultato da un immersione realizzata a gennaio, prelevare e pompare un volume di 22 mila metri cubi significa abbassare e alzare il livello dell'acqua di circa 2 metri e, tenendo conto della debole pendenza che c'è sulle rive, significa spostare le sponde del lago in avanti o indietro di circa 15-20 metri nella stessa giornata, come se ci fosse un effetto di alta e di bassa marea, riducendo, quindi, la superficie del lago non proprio della metà. Questo comporta un'alterazione di quel paesaggio e non credo che ci sia motivo di pensare che le acque del lago non verranno sfruttate con continuità perché la portata dei due torrenti è limitata ed è molto variabile a seconda delle condizioni meteo e dei periodi dell'anno. La portata variabile dei torrenti nel mese di giugno è stimata come dodici volte quella che invece sarebbe disponibile nei mesi da dicembre a febbraio. Per il funzionamento regolare della centrale, bisogna per forza fare ricorso al lago. Perché si ripaghino i costi dell'impianto, stimato in 10 milioni di euro, con la vendita dell'energia e i certificati verdi, è necessario il funzionamento della potenza che è stata concessa per circa quattordici ore diurne e il ripompaggio di notte. Poi c'è anche un'altra questione, tutti abbiamo ricevuto nei giorni scorsi la lettera che Legambiente della Valle d'Aosta ha indirizzato alla Giunta in cui si evidenzia che nel provvedimento di VIA di cui alla delibera 2079 del 2010, così come anche nelle proroghe del 2015 e del 2018, non era contemplata la possibilità che il lago fosse interessato dalla realizzazione dell'impianto, quindi la delibera di concessione del novembre 2021 considera approvata una parte di progetto che però non era stata sottoposta alla VIA, proprio perché il lago in quei provvedimenti, in quelle valutazioni, non era stato considerato. Tra l'altro nel provvedimento di VIA la struttura flora e fauna sia era anche raccomandata che nel realizzare la vasca di carico vicino al lago, si tenesse conto dell'intervento di sanificazione e si rispettassero le condizioni che potevano assicurare la vita dei pesci, perché quel lago è sempre stato utilizzato anche per la pesca. Non credo che nell'ipotesi di utilizzo attuale, i pesci potrebbero sopravvivere con tutto il sistema di pompaggio e ripompaggio.

Nelle scorse settimane gli abitanti di Chamois e i proprietari di seconde case, così come altri frequentatori abituali del luogo, preoccupati per il futuro del Lago e le ricadute negative che potrebbero esserci in termini economico, turistici e ambientali, hanno aperto una sottoscrizione per chiedere che il lago venga salvaguardato e che il progetto sia sottoposto alla valutazione di impatto ambientale in considerazione del fatto che la vecchia VIA risale al 2010, è scaduta per la terza volta ma soprattutto non prevedeva l'utilizzo del lago. Quindi quello che chiediamo, alla luce di queste considerazioni, al Governo regionale è di sapere se c'è l'intenzione di riproporre il progetto alla valutazione di impatto ambientale, considerato che la stessa risale al 2010 ed è stata prorogata due volte, senza che si sia però preso atto che nel frattempo il progetto è sostanzialmente cambiato, oltre che sono cambiate - ma questo l'ho già detto in altre occasioni - le norme di riferimento. Secondariamente, se si ritiene che questa delibera di novembre con cui è stata rilasciata la concessione non sia in difformità rispetto a quanto previsto dalla via del 2010. Infine se si ritiene di sentire anche il costituendo comitato di Chamois per verificare se le loro richieste sono legittime e se è possibile cominciare a dare delle risposte fin da subito.

Presidente - Risponde il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Grazie Presidente. Non entro nel merito della puntuale disamina fatta dalla collega Minelli sul progetto, rimango nel merito della questione posta nell'Interpellanza e che compete all'Assessorato all'ambiente, quindi in particolare alla questione della valutazione di impatto ambientale. In primo luogo, i competenti uffici dell'Amministrazione regionale rilevano come il progetto, a suo tempo presentato per l'attivazione della procedura di VIA, conclusa - come lei ha giustamente ricordato - con deliberazione di Giunta regionale 2079 del 2010, prevedeva già gli interventi proposti, seppure ai sensi di elaborati relativi al progetto preliminare e ad uno studio di impatto ambientale redatti ai sensi della normativa vigente al momento della presentazione dello stesso, nella fattispecie la legge regionale 14 del 99, tant'è che è stato possibile rilasciare la successiva concessione sul progetto a suo tempo sottoposto a valutazione di impatto. I tempi della proroga rilasciata con provvedimento dirigenziale n. 3344 del 18 giugno 2018 non risultano ancora scaduti contrariamente a quanto affermato nell'Interpellanza. Infatti la legislazione d'emergenza, legata alla pandemia, ha disposto la proroga di qualsiasi parere, autorizzazione, permesso, atto abilitativo eccetera fino a novanta giorni oltre la scadenza dello stato emergenziale. Al momento, quindi, l'intervento previsto risulta in possesso di una VIA valida, in particolare, ancora per i novanta giorni successivi al termine dello stato di emergenza e quindi, di conseguenza, di una concessione idraulica recentemente rilasciata ai sensi di quest'ultimo. A questo proposito, la struttura responsabile in materia di VIA segnala peraltro che, in analogia con quanto già avvenuto con altre pratiche assimilabili a questa, in caso di scadenza della proroga attuale, che si potrebbe verificare in caso di mancato inizio dei lavori nei termini sopra richiamati, non sia comunque intenzione rilasciare ulteriori proroghe. Infine, per quanto riguarda il costituendo comitato di Chamois, da parte mia non c'è nessuna preclusione ad ascoltare componenti del comitato piuttosto che chiunque altro, coinvolgendo non solo le strutture interessate ma direi anche e soprattutto il Comune di Chamois.

Presidente - Per la replica consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Grazie Presidente. Lei dice "Non entro nella disamina del progetto"; guardi che invece bisogna proprio entrare nella disamina del progetto perché quanto viene autorizzato adesso con la delibera di novembre, poi ho visto che è stato pubblicato sul bollettino di ieri mi pare la concessione, è diverso. Il progetto non prevedeva il sistema di pompaggio e di restituzione delle acque nel lago, interessava i due torrenti; è una cosa completamente diversa. Allora i casi sono due: o va bene approvare qualche cosa che è diverso rispetto a quello che era stato presentato, oppure c'è qualche cosa che non funziona.

Per quello che riguarda le scadenze dei termini previsti, già in una precedente occasione è stato evidenziato che ci sono delle proroghe dovute alla pandemia, io però credo che qui si tratti di fare delle valutazioni un pochino più approfondite in senso generale. Abbiamo già detto più volte che un conto sono le valutazioni di tipo strettamente tecnico su quello che riguarda i tempi di durata di concessioni, di proroghe, in qualche modo di dilazioni; un altro conto è prendere delle decisioni di tipo politico riguardo al fatto che non è possibile pensare di continuare ad applicare delle normative che sono state superate ampiamente e di procedere di proroga in proroga. Questo è stato fatto in passato per molte situazioni. Prendo atto che qui si dice, se ho capito bene, che non c'è l'intenzione di effettuare una nuova proroga qualora non venissero iniziati i lavori, a differenza di ciò che è stato fatto in altre situazioni. Per quanto riguarda la legittimità della deliberazione, io mantengo qualche dubbio; faremo degli ulteriori approfondimenti. Sulla questione ultima dell'avere dei contatti con chi sta muovendosi in questa direzione, prendo atto della sua risposta, lei dice "Ci confronteremo in particolare con il Comune" come è corretto che sia, ma io immagino che con il Comune di Chamois ci siano già delle interlocuzioni e dei rapporti a vario titolo. Mi auguro che ci sia davvero la conferma di questa volontà e di quest'apertura nell'ascoltare il Comitato di Chamois. Lo dico davvero come un auspicio perché in altre situazioni non è stato così, perché io ricordo che sono state chieste audizioni fin dall'inizio della legislatura, erano state chieste audizioni per persone che avevano problemi simili e riguardavano concessioni. Non vorrei sbagliare la data, noi ci siamo insediati il 20 di ottobre e mi pare che il 23 o il 27 un comitato aveva chiesto audizione all'epoca a me e all'assessore Marzi. Avevo sollecitato all'epoca di iniziare a sentire queste persone, non è stato possibile, si è deciso che era meglio di no, siamo andati avanti e c'è qualcuno che non è ancora mai stato sentito. Allora mi fa piacere che il Presidente dica che gli abitanti e le persone che aderiranno al Comitato di Chamois verranno sentite. Grazie.