Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1311 del 23 febbraio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1311/XVI - Interpellanza: "Valutazioni in ordine all'utilizzo delle mascherine inviate alle scuole della Valle d'Aosta dal Commissario straordinario per l'emergenza Covid".

Bertin (Presidente) - Punto n. 30. Per l'illustrazione, consigliere Lavy.

Lavy (LEGA VDA) - Grazie Presidente. Parliamo adesso di mascherine, ne abbiamo già un pochino parlato questa mattina con varie notizie di sequestri e fatti giudiziari su cui non mi soffermerò, però adesso con quest'interpellanza l'obiettivo è un po' quello di fare un pochino un focus su quello che è stato ed è ancora tutt'oggi l'utilizzo teorico delle mascherine che la struttura commissariale del Governo ha mandato ai vari istituti scolastici. Io penso che l'Assessore sia già bene o male a conoscenza della situazione, non so se abbia avuto modo di vedere le mascherine che vengono inviate negli istituti scolastici ma sembrano tutto tranne che mascherine perché purtroppo o sono troppo larghe o troppo strette, hanno addirittura cattivo odore. Comunque queste mascherine erano state al centro di una vicenda che ha anche, come ho detto, comportato dei sequestri, alcune erano state inviate dalla FCA, poi si era scoperto che non erano a norma... Quindi quest'interpellanza era un pochino per fare chiarezza, per capire quante mascherine di quel genere inviate - al di là di quelle FCA che spero siano state bene o male già ritirate nel caso siano arrivate in Valle d'Aosta - siano presenti in Valle d'Aosta negli istituti scolastici. So che, poi, non è competenza sua l'impedire l'arrivo di queste mascherine in Valle, però bisogna un pochino capire qual è il numero di queste mascherine e in più, se continuano ancora oggi ad essere inviate, se si ritengano dispositivi adeguati... non è che le chiedo un parere "medico" per capire se siano adeguate o meno dal proteggere dal virus ma le chiedo se ha ricevuto dei feedback da parte semplicemente anche degli studenti o degli insegnanti per capire se ci sia effettivamente stata una conformità di queste mascherine o meno all'utilizzo nelle scuole; in caso di risposta negativa a questa domanda, se si sia fatto portavoce, o comunque, abbia segnalato alla struttura commissariale del Governo o ad un altro tipo di Istituzione che queste mascherine non erano adeguate e, nel caso, capire se ci sia una volontà per smaltirle in qualche maniera al di fuori dell'utilizzo nelle classi. Grazie.

Presidente - Risponde l'assessore Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - Questo è un esempio mirabile di che cosa sia il famoso "État-nation", cioè una roba che ti casca sulla testa senza che tu abbia in realtà alcuna possibilità di poter intervenire, se non lamentarsi, come abbiamo fatto noi, Assessori alla pubblica istruzione in tutta Italia, in occasione di diverse videoconferenze. In realtà noi non sappiamo quante ne sono state spedite perché il Generale Figliuolo, non so se di persona, spedisce alle scuole queste mascherine senza alcun contatto né con la Sovraintendenza agli studi, né con la Protezione civile, neppure con le Autorità sanitarie. Provo quindi a ricostruire il quadro sapendo, e lo abbiamo verificato ancora di recente in una videoconferenza con i dirigenti scolastici in cui abbiamo approfittato della loro presenza per avere delle informazioni sulle mascherine, che è una situazione "arcobaleno", cioè ci sono delle mascherine accettabili e ci sono delle mascherine che assomigliano alle mascherine del primo Commissario straordinario Arcuri, che erano quelle specie di stracci tipo "Mocio Vileda" che noi avevamo ricevuto per i nostri figli.

Vengo al punto. Oltre alla consueta distribuzione di mascherine chirurgiche per il personale scolastico e per gli alunni, a cura della struttura del Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, ad inizio gennaio il Ministero dell'istruzione ha avviato una rilevazione, finalizzata all'acquisizione del fabbisogno di ciascuna istituzione scolastica - quindi non c'è stato un rapporto attraverso la Sovrintendenza ma il Ministero dell'istruzione ha chiamato, nella logica dell'autonomia scolastica i dirigenti scolastici - per sapere quanti dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 fossero da destinare, per il periodo di emergenza sanitaria sino al 31 marzo 2022 - le forniture avevano questo termine - al personale preposto alle attività scolastiche e didattiche in presenza di bambini e agli alunni esonerati dall'obbligo di utilizzo delle mascherine. Con la riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie, il Commissario ha provveduto a distribuire una prima tranche di questi dispositivi. In seguito, a valle dell'elaborazione dei dati forniti dalle scuole nella sopracitata rilevazione, è stata effettuata dal Ministero una rimodulazione delle consegne sulla base delle effettive esigenze dichiarate dalle stesse. Per qualsiasi necessità e segnalazioni in merito alla consegna le mascherine, le nostre scuole non essendo inserite ancora nella piattaforma SIDI - prima o poi ce la faremo, nel senso che questa piattaforma SIDI è una piattaforma che può essere utile anche per noi e dovremmo entrarci, perché dopo richieste folli da parte dei tecnici che si occupano di questo per il Ministero, abbiamo quasi raggiunto l'obiettivo - le nostre scuole possono autonomamente rivolgersi al servizio "Help desk" amministrativo e contabile per il tramite uno specifico indirizzo e-mail. Quindi scrivono e dicono: "Abbiamo bisogno di cento, duecento, trecento...". Non è previsto, come dicevo, però alcun coordinamento da parte nostra come Sovraintendenza, ma neppure degli uffici scolastici regionali che, come lei sa, sono uffici statali nelle altre Regioni.

Se si ritengano dispositivi adeguati per gli studenti: noi non abbiamo una possibilità di rilevamento, ma come le dicevo abbiamo avuto parecchie lamentazioni da parte di dirigenti scolastici che, in caso di necessità, hanno però un fondo interno alla scuola cui si può attingere, nel caso di necessità di acquisto, quando il livello delle mascherine che, come le dicevo, è abbastanza eterogeneo, raggiunga livelli tali da obbligare la scuola a fare degli acquisti diretti; lo possono fare su decisione del dirigente scolastico.

Quali siano le intenzioni per smaltire i dispositivi non usati: ogni istituzione scolastica, sentito il responsabile del servizio prevenzione e protezione - acronimo RSPP -, il medico competente, ha indicato nel proprio documento di valutazione dei rischi le procedure di smaltimento dei dispositivi di protezione individuali, tra cui le mascherine. Si segnala a tal proposito che l'Istituto superiore di sanità ha dato delle utili indicazioni per lo smaltimento di queste mascherine nei luoghi di lavoro e questo vale anche per le scuole. La posizione di ogni contenitore, nonché il contenitore stesso, dovrebbe essere chiaramente identificata e devo dire, per onestà, che i nostri dirigenti scolastici sono - molti di voi come genitori lo avranno visto - molto ligi. I punti di conferimento devono preferibilmente essere situati in prossimità dell'uscita del luogo di lavoro per prevenire percorrenze di spazi comuni senza mascherina, guanti e senza possibilità del distanziamento. Si è raccomandato di adottare contenitori o comunque soluzioni che minimizzino la possibilità di contatto diretto del lavoratore che si disfa di questi dispositivi. I contenitori dovranno essere tali da garantire un'adeguata aerazione per prevenire la formazione di potenziali condense e dunque di sviluppo di microrganismi e dovrebbe essere preferibilmente in locali con adeguato ricambio di aria e distanti da eventi meteorici. Il prelievo del sacco di plastica che contiene questo materiale deve avvenire solo dopo chiusura dello stesso ad opera di personale addetto. L'Istituto superiore di sanità si raccomanda che prima della chiusura del sacco il personale dedicato provveda al trattamento all'interno del sacco mediante spruzzatura di idonei prodotti sanificanti. Questi ne abbiamo in grande quantità. I sacchi, opportunamente chiusi con nastro adesivo, o lacci, saranno conferiti al gestore indicativamente con un certo codice, che si chiama CER 200301, se assimilati ai rifiuti urbani indifferenziati e come tali conferiti allo smaltimento diretto, secondo le regole vigenti sul territorio di appartenenza.

Questa è la risposta, in parte burocratica. Spero, nelle premesse, di aver potuto segnalare la delusione. Sarebbe stato molto più profittevole fornire dei finanziamenti direttamente alle Regioni, che potessero sul mercato individuare dei prodotti che non siano queste specie di cineserie - con tutto il rispetto per la Cina, in questo momento in particolare - con tutto il rispetto per i fornitori, ma effettivamente, molto spesso, nelle scuole sono arrivati dei dispositivi di scarsa qualità.

Presidente - Per la replica, consigliere Lavy.

Lavy (LEGA VDA) - Grazie Presidente, grazie Assessore per la risposta. Questo è un classico esempio di comportamento di "État-nation", che crea il problema, poi lo lascia in mano agli enti subordinati, che in questo caso siano la Regione o gli istituti scolastici, ma purtroppo tanto funziona sempre così. Le avevo chiesto della questione dello smaltimento perché credo che ci saranno un sacco di mascherine non usate che dovranno essere smaltite, perché ovviamente se la loro conformità non è delle migliori, lo sappiamo che gli studenti non hanno neanche voglia di utilizzare quel genere di mascherine, proprio perché sono totalmente scomode, ci saranno degli interi lotti di mascherine in qualche magazzino che dovranno poi, a fine pandemia, essere assolutamente smaltite. Di bidoni pieni ce ne saranno un sacco.

Io spero veramente che comunque lei, insieme agli altri Assessori, come ha detto, abbiate comunque fatto pressione anche per far capire che non è il sistema migliore questo, proprio perché si generano degli sprechi assolutamente ridicoli, che hanno visto al centro, purtroppo è brutto da dire, non tanto cineserie, ma se comunque queste mascherine erano state fatte anche almeno in parte da FCA, purtroppo sono state fatte anche tendenzialmente da aziende sul territorio del paese.

La ringrazio, Assessore.