Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1309 del 23 febbraio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1309/XVI - Interrogazione: "Modalità operative di supporto svolte dalle strutture regionali nei confronti degli enti locali in ordine ai bandi finanziati con fondi PNRR" e interpellanza: "Programmazione di una formazione univoca del personale delle strutture regionali e degli enti locali valdostani che si occuperanno di fondi del PNRR".

Bertin (Presidente) - Punto n. 28. Con questo punto viene discusso anche il punto n. 10. Ricordo brevemente che ci sarà l'illustrazione del punto n. 28, la risposta, in caso specifico, del presidente Lavevaz e dell'assessore Caveri che si divideranno il tempo, in seguito, la replica dell'interrogante e dell'interpellante. Per l'illustrazione, consigliere Carrel.

Carrel (PA) - Merci Président. Questo è un tema che abbiamo già affrontato, come gruppo consiliare, diverse volte, e ne abbiamo discusso ampiamente anche durante la seduta del bilancio, su cui vogliamo assolutamente tornare per comprendere quale sia l'iter e quale sia il contributo che porterà la Regione all'attuazione del PNRR, non solamente per i progetti che riguarderanno strettamente l'Amministrazione regionale, ma anche quelli che vedranno coinvolte le Amministrazioni comunali.

Cercando di fare un po' d'ordine in tutti gli atti che sono stati deliberati dalla nostra Giunta regionale negli ultimi anni, siamo partiti dalla delibera 1144, quella di cui abbiamo già discusso con l'approvazione delle cinquantuno proposte progettuali a valenza regionale e su questo, sia noi, sia anche il collega Aggravi, abbiamo già discusso diverse volte in passato. In seguito, vi è stata la delibera 591/2021 la quale ha deliberato la Cabina di regia regionale per il PNRR, che non è null'altro che la Giunta regionale più l'aggiunta di un referente, o dei referenti, del CELVA o del Comune di Aosta, in base al tema di cui si tratta e, nella stessa delibera, si va ad approvare e a deliberare una Task force presieduta dal Segretario generale con vari coordinatori e dirigenti di II livello. In seguito, è stata approvata la deliberazione di Giunta 1684 del 2021 in cui la struttura competente - che è la Struttura Semplificazione e supporto procedimentale e progettuale per l'attuazione del PNRR in ambito regionale, incardinata presso l'Assessorato alle finanze, innovazione e opere pubbliche - va ad affidare degli incarichi di collaborazione a quattordici professionisti ed esperti. Ad oggi ci risulta, leggendo un attimo i PD - ma questo sicuramente è più complicato per noi e potrete darci qualche notizia in più, soprattutto chi risponderà, sia il Presidente che l'Assessore competente - ci risultano essere incaricati solamente cinque, quindi lontani da quelli che sono i quattordici esperti professionisti programmati e necessari per avviare questo percorso. Nella struttura che ho citato prima, abbiamo la nomina del dirigente e di un assistente amministrativo contabile.

Ho fatto tutto questo excursus perché credo che sia necessario comprendere che abbiamo una Cabina di regia, che è la Giunta regionale, abbiamo una Task force con la quale, insieme ai colleghi Brunod e Aggravi, già in Seconda Commissione, grazie alla collaborazione anche del Presidente Malacrinò, abbiamo chiesto e andremo a calendarizzare poi un incontro per meglio dettagliare tutte le operazioni messe in campo e poi abbiamo una struttura che si occupa di mettere appunto tutta quella che è la semplificazione e il supporto procedimentale e progettuale. In tutto ciò vi sono poi i bandi che riguardano i singoli Comuni, Comuni che, ahimè, come ben sappiamo e abbiamo già discusso più volte, hanno carenza di personale e hanno mille difficoltà e si vedono proiettati in questa nuova realtà, che è sicuramente un'opportunità per molti comuni e per molte realtà, ma che hanno bisogno, spesso e volentieri, di un supporto.

Quello che volevamo chiedere è come la Regione intende supportare gli enti locali e come intende programmare la propria azione all'interno del PNRR, perché il rischio è che abbiamo tantissime cabine di regia, task force, tavoli e varie strutture, ma poi, alla fine, non riusciamo realmente a valorizzare e a far rendere al meglio questi investimenti che, bene o male, verranno poi fatti in Valle d'Aosta. Questa è, credo, la nostra preoccupazione principale. Con quest'interpellanza vogliamo proprio cercare di fare il punto per comprendere come abbiamo intenzione di agire come Regione. Abbiamo, inoltre, visto che il CELVA, assieme a Confindustria, ha organizzato un corso di formazione per i segretari e per gli amministratori, ci chiedevamo pertanto se questo corso viene fatto anche dagli amministratori o dalle strutture competenti sul PNRR regionali, in modo da avere tutti la stessa formazione e parlare tutti la stessa lingua, perché sennò il rischio è che i Comuni si formano in un certo modo, la Regione, invece, adotta altri canali di formazione e talvolta anche altre modalità operative. Il rischio è che non parliamo la stessa lingua e rischiamo di perdere importanti investimenti che credo che possano essere necessari per la nostra Regione; ma, come sappiamo, i fondi europei hanno bisogno di competenza, di progettualità e hanno bisogno poi di una fase che è quella successiva, cioè non solo di seguire i lavori, ma anche quella di rendicontazione, che è una fase sicuramente molto delicata e sulle quali i nostri enti, ma anche la nostra Regione ha necessità di andare a formare dei giovani e delle persone professionalmente competenti per poter dare le risposte che i valdostani aspettano.

Presidente - Come detto, risponderà il presidente della Regione Lavevaz e in seguito l'Assessore.

Lavevaz (UV) - Grazie Presidente. Io rispondo in merito ai quesiti posti dall'interpellanza, il collega Caveri risponderà invece più nel merito dell'interrogazione, che in parte è contenuta anche nell'interpellanza, quindi sulla parte relativa, in particolare, ai rapporti con gli enti locali.

Il collega Carrel ha fatto una disamina puntuale di tutto l'iter che c'è stato in questi mesi relativo al PNRR. Avremo modo in Commissione, nei prossimi giorni, di confrontarci anche con gli Assessori competenti e fare il punto in maniera precisa sull'organizzazione. Io qua rimango sulla questione richiesta, che è quella della formazione, e faccio il punto che gli uffici mi hanno dato rispetto a tutte le iniziative che sono state organizzate e alle quali i nostri dipendenti hanno partecipato in queste settimane e in questi mesi. Va premesso che, come lei sa, collega Carrel, è in fase di elaborazione ormai avanzata il cosiddetto PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione), nel quale è inserito anche il Piano della formazione del personale per il prossimo triennio e nel quale vengono anche definite le strategie, gli obiettivi sia trasversali che puntuali, quindi anche in riferimento al tema del PNRR. Però, per rimanere sulla richiesta puntuale, le posso dire e illustrare quali sono le attività che sono state svolte fino ad oggi.

Nel periodo settembre 2021 - marzo 2022 ai dipendenti regionali - dirigenti e personale delle categorie D e C2 - è stato proposto il percorso formativo del Piano nazionale per l'aggiornamento del RUP previsto all'articolo 7, comma 7-bis, della legge 120/2020 e realizzato dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, dalla Scuola nazionale amministrazione ITACA, Fondazione IFEL, con il supporto delle collaborazioni istituzionali alla rete di osservatori regionali dei contratti pubblici. I dipendenti regionali che hanno aderito all'iniziativa sono stati duecentoquarantaquattro, suddivisi in: centosettantotto iscritti al corso base, Linea A, formazione e-learning asincrona in materia di procurement pubblico (composto da ventisei lezioni da cinquanta minuti circa, più test di apprendimento finale, eccetera); numero sessantasei iscritti alla Linea B, con dieci webinar specialistici in materia di procurement pubblico. La scadenza prevista per la conclusione della formazione in argomento è fissata per il 31 marzo 2022. Ad oggi, i dipendenti che hanno concluso il percorso formativo Linea A sono cinquantadue, mentre quelli che hanno completato la Linea B sono trentatré. Nell'ambito dello stesso percorso formativo, è prevista una serie di webinar tematici in materia di PNRR e sostenibilità ambientale, Linea C, che al momento non è stata ancora attivata. Nel periodo maggio - dicembre 2021 è stata inoltre autorizzata la formazione individuale per due dirigenti, due funzionari e un dipendente di categoria C2 per i seguenti corsi: 'Il PNRR per la pubblica Amministrazione, governance, soggetti attuatori, risorse umane e finanziarie', organizzato da Promo P.A., 'L'affidamento dei contratti PNRR e PNC' - un altro corso - proposto da Maggioli e 'Fondi strutturali 2021-2027 Recovery Fund. Le azioni per la ripresa', organizzato da Eurosportello Confesercenti.

Si chiede poi quali siano i costi e le percentuali di adesione del personale interessato a questi corsi di formazione. L'intero percorso formativo del Piano nazionale per l'aggiornamento del RUP non ha comportato costi per la realizzazione, essendo proposto da piattaforme ministeriali totalmente gratuite, mentre per la formazione individuale sopracitata il costo complessivo è stato pari a circa 2 mila euro.

Si chiede poi se sia intenzione dell'Amministrazione di confrontarsi per effettuare una formazione univoca assieme agli enti locali. L'Amministrazione ha dunque scelto in questa prima fase di soddisfare i propri fabbisogni formativi in materia di PNRR rivolgendosi a piattaforme statali e, a tal proposito, ha provveduto a rinnovare l'accreditamento presso la Scuola nazionale dell'Amministrazione, anche in considerazione del fatto che la Scuola nazionale dell'Amministrazione provvede a svolgere le attività di ricerca e di studio per l'individuazione specifica di tipologie di formazione per il personale delle pubbliche Amministrazioni preposto allo sviluppo e all'attuazione delle azioni contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. L'Ufficio formazione sta, inoltre, valutando l'opportunità per il personale interessato di partecipare al corso universitario di aggiornamento professionale del PNRR proposto dal Dipartimento di Management dell'Università degli studi di Torino e finanziato integralmente dall'INPS. Come anticipato sopra, la Struttura Amministrazione e formazione del personale sta avviando la ricognizione del fabbisogno formativo per il personale di tutta l'Amministrazione al fine di raccogliere e valutare le esigenze di aggiornamento e riqualificazione delle competenze per il triennio 2022-2024, anche in funzione dei progetti che saranno finanziati con i fondi del PNRR. Pertanto, solo attraverso la ricognizione di progetti finanziati dal PNRR che interessano l'Amministrazione regionale condotta dalla struttura dedicata, incardinata presso il Dipartimento Programmazione, risorse idriche e territorio, sarà possibile individuare fabbisogni formativi più specifici e specialistici da indirizzare ai soggetti direttamente impegnati a dare piena attuazione dei progetti PNRR. A tal proposito, sono stati attivati contatti con l'Università Bocconi per acquisire un programma e il relativo preventivo di spesa per un percorso di formazione manageriale dei RUP orientata verso la gestione dei progetti finanziati dal PNRR. Quanto alle sinergie con gli enti locali, non sono certamente da escludere, considerando pertanto che alcuni funzionari e dirigenti della Regione hanno partecipato ai corsi attivati dal CELVA; reciprocamente, lo stesso potrà essere fatto per i corsi attivati dalla Regione. Però su questo lascerei la parola al collega Caveri, che entrerà nel merito anche dell'interrogazione.

Presidente - Assessore Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - Grazie Presidente. Questo è un caso di scuola, nel senso che quello che è stato posto dai colleghi riguardo a questo bando, che riguarda la scuola, definisce una differenza tra bandi che vanno direttamente ai Comuni, e ai Comuni tocca interloquire in realtà direttamente con il Ministero - ed è questo il caso -, da bandi nei quali, invece, esiste una specie di intermediazione della Regione e il caso più cospicuo, in questa fase, sono i 20 milioni dei Borghi. Nel caso che, invece, mi è stato sottoposto nell'interrogazione, è molto interessante rilevare la grandissima difficoltà, ad esempio, di questo bando che viene richiamato nell'interrogazione, perché è un bando che ha previsto talmente tante clausole da creare - negli incontri che citerò e che dimostrano un elemento di collaborazione continua con i Comuni, proprio per fornire in un caso come questo un nostro sostegno - meccanismi risultati talmente macchinosi da indurre alcuni Comuni, anche se poi le cifre verranno spese egualmente - penso, ad esempio, al Comune di Arnad, solo per fare un caso, o anche al Comune di Pont-Saint-Martin - a non partecipare. Perché sono, lo ripeto, meccanismi che prevedono documentazione da presentare tambour battant (per esempio documentazione sull'antisismico molto difficile da poter ottenere in tempo utile per la presentazione della domanda) o dall'altra anche meccanismi che creano forti perplessità - ne ho già parlato qui in Aula - come per esempio la questione della progettazione che, nel caso di questo bando, verrà poi svolta direttamente. Questo suscita evidenti perplessità anche da parte del Ministero della pubblica istruzione che probabilmente vedremo - facciamo gli scongiuri -, non sembra avere quella sensibilità o poter avere quella sensibilità di poter interpretare delle costruzioni architettoniche che, in qualche maniera, corrispondano in maniera puntuale alle necessità o anche al milieu, all'ambiente all'interno del quale si esprimeranno queste costruzioni.

Comunque, sulla base delle verifiche da noi effettuate - per rispondere alla prima domanda - noi abbiamo il Comune di Valtournenche che prevede la costruzione della Scuola secondaria di primo grado, frazione Cretaz (come voi sapete il vecchio immobile ha avuto dei problemi di staticità e oggi la soluzione proposta credo sia all'interno di appartamenti, quindi non certamente congrua) e il Comune di Donnas e questo riguarda la Scuola dell'infanzia e la Scuola primaria di frazione Grand Vert. Nel caso in esame che, ripeto, è esemplificativo dal rapporto con gli enti locali, noi fin da subito - quindi parliamo del 14 dicembre 2021 - abbiamo fatto un incontro con il CELVA a cui ero presente, assieme al dirigente della struttura Programmazione edilizia e logistica scolastica e con il Presidente del CELVA, in cui abbiamo dato le prime informazioni su quanto contenuto in questo bando appena uscito, per così dire, sul sito del Ministero. Abbiamo spiegato le risorse, le tipologie, la struttura così come veniva concepita dal bando stesso, con tutti quei limiti che avevo illustrato. Successivamente, è stata mandata, alla vigilia di Natale, una mail circostanziata in cui abbiamo spiegato l'insieme delle procedure dei bandi; dopodiché, dopo un ulteriore approfondimento, sempre da parte della stessa struttura, il 14 gennaio, vista l'imminenza della scadenza del bando "Scuole nuove", che scadeva l'8 febbraio, abbiamo di nuovo convocato una riunione con i Comuni, i Comuni che avevano manifestato, nella rilevazione del fabbisogno, l'esigenza di demolizione e ricostruzione dell'edificio scolastico, perché questa era la particolarità. Tranne casi eccezionali, si trattava di ricostruire in loco - sosteneva il Ministero nei contatti che abbiamo avuto - per evitare lo spreco del suolo e quindi doveva essere costruita in linea di principio in loco, tranne che ci fossero degli impedimenti. Il 28 gennaio abbiamo ulteriormente contattato i Comuni e lo stesso è avvenuto il 2 febbraio e, nel contempo, l'insieme delle informazioni che venivano ritenute necessarie è stato, per così dire, esplicitato.

Quando ci incontreremo, credo il 7 di marzo, di fronte alle tre Commissioni che sono interessate alla nostra audizione, potremo approfondire la varietà di casi che si stanno manifestando rispetto al complesso dei bandi, perché la logica, purtroppo, alla quale ormai ci siamo dovuti abituare, è quella dei bandi. Aspettiamo ancora, in particolare da parte della ministra Gelmini, delle notizie rispetto ai tre progetti che noi abbiamo mandato, che erano stati richiesti alcuni mesi fa come progetti prioritari; ancora di recente, in occasione di un incontro telematico che ho avuto assieme ad altri Assessori sulla nuova legge della montagna che è sempre nelle mani del ministro Gelmini, la Ministra ci ha assicurato che alcune questioni all'interno del PNRR non dovranno essere a bando, ma si ritiene che potranno, in qualche maniera, riflettere quelle richieste prioritarie che, a suo tempo, noi abbiamo fatto. Purtroppo, al momento attuale, noi non abbiamo ancora una chiarezza definitiva su che cosa arriverà, così come oramai - e ne parleremo il 7 - è stata conclusa una prima ricognizione dei bandi ai quali noi parteciperemo e, ripeto, ne parlerò tra poco nella prossima interpellanza. Intanto, tambour battant, arriva altro materiale che deve essere in qualche maniera interpretato e al quale poi noi possiamo partecipare.

È chiaro che, se uno dovesse esprimere un giudizio, in linea di principio, è del tutto evidente che il fronte comune delle Regioni e il fronte comune anche degli enti locali, non solamente delle Regioni, è estremamente critico nei confronti di questo modus operandi da parte del Governo, perché i soggetti che vengono chiamati sul territorio, i soggetti della democrazia locale, che siano Comuni, Province, Regioni, vengono di fatto investiti di bandi, ma senza avere alcuna possibilità, non facendo parte di nessuna cabina di regia nazionale; le Regioni, fin dall'inizio, hanno chiesto di far parte almeno di quella specie di Task force, per usare questa espressione che abbiamo usato anche noi in una nostra delibera. Questa logica di Task force di Palazzo Chigi, che è estremamente tecnocratica e priva di rappresentanti della democrazia locale, ha evidentemente creato dei meccanismi che rendono farraginosa e anche difficile l'interpretazione delle diverse proposte a menu che vengono fatte e in qualche maniera vengono imposte senza tenere conto, perché questo è quanto è avvenuto fino ad oggi, delle priorità che ogni territorio aveva poste in campo all'inizio della discussione sul PNRR. È una situazione complessa e si cerca, nel limite del possibile, di inseguire le diverse potenzialità, sapendo naturalmente che questo significa avere anche da noi, in Regione, delle strutture centralizzate, soprattutto per evitare una dispersione della conoscenza dei dati, ma poi, in realtà, come abbiamo oramai vissuto sulla nostra pelle, devono essere anche le singole strutture dei diversi Dipartimenti in grado di poter interpretare tutto quanto ci viene riversato con il contagocce, con una periodicità inquietante, pensando che l'orizzonte finale è quello del dicembre del 2026 che, mese dopo mese, si avvicina sempre di più.

Presidente - Per la replica, consigliere Carrel.

Carrel (PA) - Grazie Presidente. Parto con quanto concluso dall'Assessore Caveri. Il PNRR riguarda sicuramente una struttura che deve coordinare tutti i progetti, ma riguarda anche tutti i Dipartimenti e tutti gli Assessorati. Forse proprio perché facciamo parte di quel comparto unico, sarebbe, dal mio punto di vista, necessario andare a fare una formazione univoca che vada ad essere mirata a chi è interessato alla gestione di questi fondi, andando ad individuare le persone a monte di ogni Dipartimento e delle strutture e dei Comuni, in modo da dare una formazione che non sia la formazione ordinaria. Mi permetta, Presidente, ma quella che ha elencata è la formazione pressoché ordinaria che si fa quasi sempre nell'Amministrazione pubblica, a fronte di un evento assolutamente straordinario come il PNRR, che richiede una forza sicuramente maggiore e ha necessità di andare ad essere affrontato in modo estremamente diverso. Per questo siamo seriamente preoccupati - lo abbiamo già detto diverse volte - e proprio per citare un esempio di quanto accade, proprio il bando Borghi ne è un esempio. Il Ministero della cultura ha comunicato la partenza di questo bando il 9 dicembre del 2021, la Regione ha deliberato un mese e otto giorni dopo, il 17 gennaio 2022, e i progetti devono essere presentati entro venerdì. Capite bene che i Comuni interessati hanno veramente pochissimo tempo. È vero quanto detto dall'assessore Caveri, che c'è una gestione centrale e centralizzata del PNRR, ma anche noi come Regione dobbiamo assolutamente coordinarci molto di più per cercare di poter dare la possibilità ai Comuni di partecipare ai bandi e poi di supportare anche i Comuni attraverso della gente che, però, deve essere formata, perché il personale, su questi temi, deve essere assolutamente formato e competente, perché sennò rischiamo veramente di incorrere in sanzioni in futuro e il tutto non finisce nel 2026, ma le sanzioni e gli atti proseguono anche dopo il 2026 e questo è sicuramente un altro aspetto molto preoccupante. Quindi mi permetta, Presidente, dal mio punto di vista, dal nostro punto di vista, è necessaria una formazione più puntuale e coordinata per l'intero comparto unico, perché se vogliamo veramente far fronte a queste risorse, che sono necessarie e vanno sfruttate (perché sui fondi europei abbiamo tante carenze e dobbiamo sfruttarle sicuramente meglio), ci vuole formazione, ci vogliono dei giovani - dico giovani per intendere nuova linfa - anche nei vari Dipartimenti e nelle varie strutture, per poter far fronte realmente ad una sfida che non ha assolutamente nulla di ordinario, né per la Regione Valle d'Aosta né per i Comuni valdostani.

Presidente - Sempre per replica, il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Grazie Presidente. Per aggiungere alcuni punti rispetto anche a quello che ha rappresentato molto correttamente il collega Carrel. Che l'impostazione a bando del PNRR fosse portatore di problematiche ed inefficienze, questo ce lo siamo detti più volte e soprattutto anche il fatto che non si sia sfruttata la strategicità anche della programmazione regionale è sicuramente un elemento di forte debolezza e questo lo si è detto in più fasi. Quello che ci permetterà, io penso, di capire un po' meglio quello che si sta facendo, è sicuramente quest'audizione del prossimo 7 marzo, perché sinceramente quello che appare è uno scenario, a mio giudizio almeno, abbastanza confuso, nel senso che si è parlato di una cabina di regia, c'è il discorso degli esperti, non si capisce però effettivamente il coordinamento quanto sia efficace e soprattutto come funzioni. Dico anche questo perché, in particolare, l'interrogazione da noi proposta viene da delle sollecitazioni, o meglio, delle segnalazioni che arrivano direttamente dagli enti locali.

Forse quello che manca è stato anche leggere in fase di definizione del PNRR - e qua parlo in particolare delle strutture tecniche - quello che sarebbe poi stato il modus operandi. Questo ha portato, e porta oggi, sicuramente a rincorrere i singoli bandi, che sono molto complicati, però, se qualcun altro ce la fa e qualcun altro spenderà questi soldi, dobbiamo interrogarci e capire il perché noi non riusciamo a farlo; se la debolezza è nell'ente locale o se la debolezza è nella Regione, bisogna cercare di risolverlo, perché altrimenti facciamo delle strutture di coordinamento che in realtà dovrebbero coordinare già sé stesse.

Presidente - A questo punto sospendiamo per arieggiare i locali.

La seduta è sospesa dalle ore 17:11 alle ore 17:41.