Oggetto del Consiglio n. 1264 del 9 febbraio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1264/XVI - Interpellanza: "Verifica dell'assegnazione dell'indennità a favore degli operatori sanitari e del settore assistenziale per le attività svolte durante l'emergenza Covid-19".
Bertin (Presidente) - Punto n. 40 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione il consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (GM) - Torniamo all'agosto del 2020 richiamando la legge 8 di quell'epoca, una legge direi molto partecipata dall'allora maggioranza che sosteneva (non sempre) la giunta Testolin, una giunta in prorogatio formata da quattro assessori e un presidente (ogni tanto mi piace ricordarlo); è rimasto superstite l'assessore Bertschy: che tenga duro. Si ricorderanno tutti, anche i consiglieri perché direi che è stata una legge sostenuta e votata anche dalle opposizioni che hanno dato il loro fattivo contributo. Direi che tutto quel Consiglio regionale aveva lavorato in modo piuttosto intenso, affinché quella legge potesse essere approvata, recependo le indicazioni che arrivavano un po' da tutte le sensibilità.
Come sapete, la legge 8 fu impugnata dall'allora Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Boccia del governo Conte bis. Questo non per segnalare il ministro di fazione avversa, bensì per sottolineare che spesso le impugnative arrivano sul tavolo del Consiglio dei Ministri su proposta dei tecnici: chi ha gestito i rapporti con Roma lo sa bene e purtroppo le note che affiancano queste dichiarazioni di impugnativa diventano quasi impossibili da discutere in quelle poche ore. Per fortuna ci vengono incontro gli attenti approfondimenti della Corte costituzionale, laddove il più delle volte le prerogative della nostra Regione, le prerogative statutarie della Valle d'Aosta, vengono evidenziate e gli atti approvati. Se non sbaglio il Presidente prima ha fatto un accenno, dicendo che meno male che la recente sentenza lo testimonia.
La legge 8 è stata impugnata in dieci articoli, quattro dei quali riguardavano il capo II sulla sanità. L'articolo 13 prevedeva assunzioni in caso di rilevante carenza di personale, riguardava assunzioni di personale in settori in cui si constatava una carenza significativa di personale, prevedeva l'assunzione a tempo determinato da ventiquattro a trentasei mesi senza il preventivo accertamento della conoscenza della lingua francese, ma condizionava e obbligava i candidati a frequentare un corso finanziato dalla USL ed effettuare la prova di accertamento entro i trentasei mesi dalla data di assunzione, per poter poi ottenere l'assunzione a tempo indeterminato.
L'articolo 14 prevedeva un'indennità valdostana con un incremento di stipendio per la dirigenza medica sanitaria veterinaria e dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, che finanziava intorno al milione e mezzo.
Poi c'era l'articolo 15, l'indennità una tantum per tutti i lavoratori coinvolti nell'emergenza Covid, che doveva essere riconosciuta al personale dell'azienda USL di qualsiasi profilo professionale e tipologia contrattuale, compresi i somministrati e il personale convenzionato che abbia prestato attività lavorativa nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, ovviamente in strutture e servizi operanti in forma diretta e indiretta per l'emergenza Covid-19; un'indennità una tantum di 3 milioni e 400 mila euro di investimento. Poi questo articolo è stato abrogato dall'articolo 3 comma 8 lettera E della legge regionale 3 dicembre 2020, quella che riconosceva i debiti fuori bilancio.
Il quarto articolo impugnato era il 22 e prevedeva un'indennità Covid-19 per i lavoratori delle Unités des Communes, un'indennità di disagio per lo stesso trimestre a coloro che avevano lavorato, le OSS e le infermiere, nelle strutture sul territorio; qui l'investimento era di 1 milione e 100 mila euro.
Valutato che il 9 ottobre 2020 la Giunta di allora decise di costituirsi nel giudizio di legittimità costituzionale e di difendersi dal giudizio promosso dall'allora governo Conte a tutela delle prerogative statutarie della Regione, fondate soprattutto in materia di spesa sanitaria che è appannaggio del bilancio regionale, ribadendo l'autonomia finanziaria della Regione Valle d'Aosta sul sistema sanitario regionale, con riferimento all'articolo 34 comma 3 della legge 23 dicembre 1994 e proprio in ragione delle disposizioni di legge relative all'autofinanziamento del settore sanitario, erano state elaborate quelle specifiche norme regionali che, inserendosi nell'ambito dell'emergenza epidemiologica di allora, e anche di adesso, rappresentano misure di portata più generale volte a potenziare e a rafforzare il sistema sanitario regionale il quale, anche in ragione del particolare contesto montano - fare sanità in montagna costa il 30 percento in più, questo lo abbiamo dichiarato più volte - presenta serie difficoltà attrattive dal punto di vista professionale e soffre di una sempre più grave e generalizzata carenza di medici specialisti e di personale sanitario. Le vicende di allora le abbiamo ancora sul tavolo adesso.
Fatta questa breve storia e salutando con soddisfazione il pronunciamento della Corte costituzionale che sottolinea la bontà degli articoli di legge approvati dal Consiglio regionale, ma ringraziando anche la struttura del legislativo regionale che ha creduto nella bontà delle iniziative messe in campo e in punta di diritto ha risposto respingendo ai mittenti l'impugnativa, chiediamo all'Assessore quanto segue. Se sono ancora a disposizione le risorse previste dall'indennità sanitaria valdostana e a quali categorie sono e verranno assegnate. Se ha verificato o intenda verificare se tutto il personale sanitario della Valle d'Aosta ha ricevuto o riceverà l'indennità come era previsto dall'articolo 15 della legge 8 poi abrogato, ma so che si è fatto poi un intervento successivo per sostenere questa ipotesi, come prevedeva la legge stessa che dava un indirizzo politico chiaro e inequivocabile: tutti quelli che hanno lavorato nell'ambito del Covid devono avere il riconoscimento; questo mi pareva fosse l'intendimento di quel Consiglio regionale, se non sbaglio. Se ritiene che la possibilità di assunzione di personale della dirigenza medica che potrà essere assunto a tempo determinato, senza il preventivo accertamento della lingua francese, dia impulso alle nuove assunzioni di nuovi dirigenti medici.
Presidente - Risponde l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Il primo quesito: se sono ancora a disposizione le risorse previste dall'indennità sanitaria valdostana e a quali categorie sono state eventualmente assegnate. Le risorse relative all'articolo 14 della legge regionale 8 del 2020, pari a euro un milione e mezzo, sono state assegnate all'azienda USL con deliberazione della Giunta regionale n. 854 in data 28 agosto 2020, prenotazione n. 14.791/2020 e sono stati altresì impegnate con provvedimento dirigenziale n. 4280 del 25 settembre 2020.
L'azienda USL, da parte sua, ha comunicato che tali risorse sono state accantonate sul bilancio dell'azienda medesima, sulla base dell'informativa trasmessa alle organizzazioni sindacali aziendali in data 1 dicembre 2020.
Inoltre, informo che alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale n. 5 del 2022, l'azienda USL della Valle d'Aosta sta espletando l'iter necessario per giungere alla liquidazione delle indennità di cui trattasi; da ultima vedi deliberazione del direttore generale dell'azienda USL della Valle D'Aosta n. 75 in data 4 febbraio 2022 recante "Approvazione delle modalità di erogazione delle indennità di cui all'articolo 14 della legge regionale 8 del 2020".
Il secondo quesito: se ha verificato o intenda verificare se tutto il personale ha ricevuto e riceverà le indennità previste dall'articolo 15 della legge 8, abrogato dalla rinuncia con la DGR n. 1537 del 22 novembre 2021, come prevedeva la legge stessa. Con riferimento all'articolo 15 della legge regionale 8 del 2020, informo che il medesimo è stato abrogato dall'articolo 3 comma 8 lettera E della legge regionale 10 del 2020. In sostituzione di tale norma è stato approvato l'articolo 3 commi 1 e 2 della legge regionale 10 del 2020. Con riferimento a tale articolo, informo che l'azienda USL ha concluso le trattative sindacali e ha proceduto alla liquidazione delle somme di cui al comma 1. Quanto al comma 2 dell'articolo 3 informo che l'azienda USL sta espletando l'iter necessario a giungere alla liquidazione delle indennità di cui trattasi.
La domanda n. 3: se si ritiene che la possibilità di assunzione del personale della dirigenza medica che potrà essere assunta a tempo determinato, senza il preventivo accertamento della lingua francese e italiana, dia impulso all'assunzione di nuovi dirigenti medici. Come è noto, la sentenza della Corte costituzionale n. 21 del 2022 ha ritenuto non ammissibile il ricorso dello Stato avverso l'articolo 13 della legge regionale 8 del 2020, sicché la norma regionale è a tutti gli effetti efficace. Ritengo che tale norma potrà sicuramente rappresentare un aiuto per i reclutamenti, seppur non in maniera tale da risolvere il problema della grave carenza di personale dell'azienda USL.
Presidente - Per la replica il consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (GM) - Assessore, dalla velocità con cui legge le note che le preparano, lei sembra addirittura infastidito dai quesiti che noi poniamo.
Il quesito centrale è un po' questo: c'è un intero Consiglio regionale che ha votato una legge che diceva che le risorse dovevano andare a tutti coloro che hanno operato in quei tre mesi difficilissimi e impegnativi per infermieri, OSS, sanitari di supporto. Io le chiedo se lei ha dato indicazioni alla USL di riconoscere a tutto il personale che ha lavorato in quei tre mesi le risorse che quel Consiglio regionale all'unanimità aveva portato a compimento!
Lei, Assessore, ultimamente sta gestendo le cose un po' a modo suo, ma fin dall'inizio, mi pare. Credo che lei debba stare anche più sul pezzo rispetto a certe cose, perché ovviamente le proposte operative che anche altri hanno messo in campo, e parlo delle proposte operative per esempio della cabina di regia, ma ne parleremo magari nella mozione successiva, che era stata condotta direi con grande profitto dal professor Balduzzi, dall'epidemiologo Fabrizio Faggiano, da molti professionisti suoi colleghi della sanità, perché ovviamente quel documento è stato firmato da tante strutture e anche da professionisti della USL, perché in realtà non si sapeva che cosa stava succedendo. E guarda caso, sembra che molte di quelle cose che lei non ha voluto o che non avete voluto applicare, in questa fase di epidemia piuttosto aggressiva, del quarto passaggio del Covid-19, in qualche modo ci avrebbero dato una mano.
Devo dire che non sono per niente soddisfatto delle sue risposte. È davvero complicato dialogare con lei, in quanto lei ci legge dei comunicati, fa dei comunicati e avesse almeno il buon gusto di scrivere nei comunicati che quella legge l'aveva approvata un altro Consiglio regionale, quello del 2020, e non prendersi il merito di tutta questa roba. Buona serata.
Presidente - Per fatto personale l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Per fatto personale, nel senso che nessuno in questo momento, e tanto meno io, mi sto vantando di questa legge. Sono molto contento che la Corte costituzionale abbia dato ragione alla Regione Valle d'Aosta. Forse gliel'ho letto un po' velocemente, ma le indicazioni che sono state date dall'Assessorato all'azienda, ed è quello che le ho riportato nella risposta, sono quelle proprio di dare e pagare queste indennità a tutti quelli che sono previsti dalla norma, che è stata non abrogata dalla Corte costituzionale. Rimane fuori solamente il personale... Quella legge non l'ho fatta io, quella norma l'ha fatta lei, come l'ha ricordato, e noi la stiamo applicando. È solamente da applicare una legge e noi la stiamo applicando.
Presidente - Consigliere Baccega ne ha facoltà.
Baccega (GM) - Voglio solo ribadire all'Assessore che la legge non l'ha fatta l'assessore Baccega di allora, ma l'ha fatta un intero Consiglio regionale. É su questo che è importante che ci si concentri. L'articolo 15 al comma 1 dice: "Al personale dell'azienda USL, di qualsiasi profilo professionale e tipologia contrattuale, compresi i somministrati - che non hanno visto un euro - e al personale convenzionato - che non ha visto un euro - che abbia prestato attività lavorativa nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 in strutture e servizi operanti, in forma diretta e indiretta per l'emergenza Covid-19 spetta un'indennità di disagio una tantum". Io vorrei che si rispettasse questo indirizzo del Consiglio, niente di più, Assessore.
Presidente - L'assessore Barmasse per ulteriore precisazione, poi chiudiamo quest'interpellanza.
Barmasse (UV) - Sarò molto rapido. Il consigliere Baccega ha ragione, le leggi ovviamente le fa il Consiglio, le approva il Consiglio, su questo ha ragione. Lei era assessore alla sanità in quel momento, non sono stato così preciso. Lei mi ha fatto una domanda e io le dico che la legge prevede che questa indennità venga erogata a tutti, compresi i somministrati, e la stiamo erogando a tutti compresi i somministrati.
