Oggetto del Consiglio n. 1260 del 9 febbraio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1260/XVI - Interpellanza: "Soluzione delle criticità organizzative e delle ricadute ambientali derivanti dalla raccolta separata dei rifiuti domestici di soggetti positivi al COVID-19".
Bertin (Presidente) - Punto n. 36 all'ordine del giorno. Si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - La pandemia ha costretto le nostre istituzioni regionali ad affrontare nuove sfide. In alcuni casi la risposta è stata adeguata, tenuto conto anche dell'eccezionalità della situazione, in altre invece si è assistito a incomprensibili ritardi e tentennamenti. L'impressione è che anche il Governo regionale si limitasse ad aspettare il passaggio della nuova ondata di contagi, senza trarne gli adeguati insegnamenti per affrontare quella successiva.
Anche in questo caso il sistema dei Comuni valdostani pare aver reagito in maniera più efficace, spesso supplendo alla mancanza di indirizzi chiari da parte della Regione. In questo senso l'autonomia degli enti di base andrebbe forse meglio riconosciuta e valorizzata, tenendo anche conto che, lasciando troppo solo gli enti a gestire le situazioni, si creano delle uguaglianze dato che non tutti i Comuni hanno le medesime risorse umane e finanziarie.
Soprattutto in quest'ultima ondata un aspetto che ha messo in crisi i Comuni è stato quello della raccolta dei rifiuti. La separazione dei rifiuti di soggetti isolati ha creato problemi organizzativi ai Comuni, che già normalmente vivono situazioni di crisi di personale e risorse economiche di cui spesso parliamo in quest'aula. La gestione diretta di questo servizio vuol dire infatti impiegare dei dipendenti per i contatti con gli isolati e per il ritiro dei rifiuti. L'eventuale esternalizzazione del servizio all'appaltatore incaricato della raccolta ordinaria, comporta invece naturalmente dei costi extra che ricadono sulle Unité des Communes.
Con il prolungarsi della pandemia, secondo quanto riportato su alcuni organi di stampa, diversi Comuni hanno cominciato di fatto a semplificare la procedura. Rispetto poi alla situazione del novembre 2020, data dell'ordinanza ancora oggi applicata per questo servizio, le procedure di isolamento e quarantena dei positivi o dei contatti stretti sono notevolmente cambiate. L'aggiornamento delle conoscenze scientifiche riferite al virus, inoltre, ci fanno pensare che le direttive del maggio 2020 potrebbero essere superate.
Con quest'interpellanza, frutto del confronto con alcuni degli amministratori di PCP sul territorio e con il movimento ADU VDA, chiediamo al Presidente della Regione se riconosce le criticità da noi segnalate, se i Comuni gli hanno in qualche modo rappresentato queste e altre problematiche e se intenda utilizzare appieno le possibilità fornite dalla normativa per disciplinare in maniera più chiara quest'aspetto della gestione della pandemia.
Abbiamo citato il decreto 3 aprile 2006 n. 152, in particolare l'articolo 191, il quale dispone che qualora si verifichino situazioni di eccezionale urgente necessità di tutela della salute dell'ambiente, si possa provvedere altrimenti. Il Presidente della Regione può emettere ordinanze contingibili e urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti. Naturalmente sappiamo che queste ordinanze non possono essere adottate per raggiungere finalità differenti da quelle normativamente ammesse e possono essere reiterate per un periodo che complessivamente non può superare i ventiquattro mesi.
Chiediamo quindi se il Presidente abbia pensato di avvalersi di questa o di altra norma per intervenire. Rispetto invece alla raccolta differenziata la nostra interpellanza vuole sollecitare un intervento del Presidente, affinché nelle sedi a ciò deputate si valuti un ritorno a questo tipo di raccolta. In tal senso il documento della Commissione europea "Gestione dei rifiuti nel contesto dell'emergenza Coronavirus" del 14 aprile 2020 prevedeva, nel contesto della crisi provocata dal Coronavirus, ancora più importante che i cittadini differenzino correttamente i loro rifiuti e assicurino il conferimento di flussi puliti di materiali riciclabili verso gli impianti di trattamento.
Presidente - Per la risposta il Presidente della Regione.
Lavevaz (UV) - Collega Guichardaz, la rassicuro subito. Avete sicuramente fatto un buon lavoro di confronto con i vostri amministratori locali, con ADU, con i vostri alleati; le posso dire che abbiamo anche noi qualche amministratore locale con il quale parliamo, quindi la problematica è sicuramente conosciuta ed è stata affrontata con difficoltà da parte di tutti, in particolare quando le ondate e i numeri dei positivi sul territorio diventavano più importanti. Va anche detto, e colgo l'occasione di quest'interpellanza per farlo, che in particolare per la gestione dei rifiuti legati alle persone in quarantena, molto spesso i Comuni hanno dovuto fare sforzi immani, utilizzando anche volontari e del personale che, mi ricordo in particolare nella prima fase, era non solo non formato ma addirittura che aveva difficoltà anche a reperire i DPI; mi ricordo alcuni passaggi nella prima fase molto delicata.
Al di là di questo, come è noto, la materia della salute pubblica, come ci è stato ricordato anche dalla Corte costituzionale, è una materia che risponde direttamente al Ministero della salute. In questo caso c'è una parte di tutela dell'ambiente che risponde direttamente al Ministro dell'ambiente e in particolare, sulla questione della gestione dei rifiuti in relazione alla trasmissione dell'infezione, ci sono delle indicazioni molto chiare che sia le Regioni sia i Comuni hanno dovuto seguire. Gli uffici regionali hanno dapprima recepito con una propria ordinanza i contenuti di queste direttive, poi mantenuto un contatto strettissimo in particolare con gli uffici tecnici delle Unité des Communes, per cercare di gestire al meglio questa gestione dei flussi.
Certamente si tratta di un aspetto importante della pandemia, sicuramente non il più drammatico e come dicevo le difficoltà sono state molto diverse in questi due anni a seconda un po' dei momenti. In ultimo, nelle ultime settimane, negli ultimi due mesi, con la diffusione importante della variante Omicron che ha fatto sì che anche in Valle d'Aosta si arrivasse a dei picchi mai raggiunti prima di 6-7 mila positivi (adesso vado a memoria) nello stesso momento, questo ha reso ovviamente la gestione molto complessa.
Va anche detto, e lei l'ha ricordato in parte, che l'Italia non ha ancora recepito le indicazioni europee più recenti proprio in questo ambito, direttive europee che evidenziano una scarsa pericolosità sui rifiuti, per quanto riguarda la trasmissione del virus, però è chiaro che abbiamo al momento una direttiva nazionale che ci dà delle indicazioni che dobbiamo in qualche modo seguire.
Prima del dato economico, un dato sui flussi del 2021, l'anno centrale della pandemia nel quale abbiamo avuto un flusso di rifiuti da utenti in isolamento. Il totale è di circa 100 tonnellate che sono state conferite attraverso un flusso dedicato alle persone positive. Statisticamente è un numero abbastanza irrilevante rispetto alle circa 70 mila tonnellate complessive, ma è comunque un numero importante. È chiaro che diventa abbastanza impensabile - ma adesso stiamo facendo dei ragionamenti quasi "a babbo morto", nel senso che per fortuna siamo in una fase di superamento speriamo definitivo della pandemia, però con dei numeri che sono totalmente diversi, ma è chiaro che sono comunque dei numeri importanti - andare a suddividere i flussi con dei flussi differenziati.
Mi spiego meglio. È impensabile fare una raccolta del multimateriale per i positivi e una raccolta del multimateriale per i non positivi, eccetera. È chiaramente impensabile un trattamento di questo tipo, anche perché già solo il fatto di fare una raccolta complessiva indifferenziata per i Comuni in questa fase è stata assolutamente ingestibile per i numeri importanti.
Per quanto riguarda invece l'aspetto economico, giustamente lei diceva dei costi che vanno a ricadere sulle Unités des Communes, eccetera. Questo è parzialmente vero, perché almeno per la prima fase c'è stato un importante aiuto da parte dello Stato, che è andato a ricoprire proprio questi costi in più sostenuti dalle Unités per l'anno 2020, intanto, e ci sarà probabilmente, io spero, una misura simile per il 2021. Il totale complessivo di questi costi è stato di 90 mila euro, che sono stati ripartiti in 29.700 euro per la Grand-Paradis, 2600 per la Valdigne-Mont-Blanc, 8900 per la Grand-Combin, 20.000 per la Mont-Émilius, 29.000 per la Mont-Cervin e 8000 per la Mont-Rose. Manca ancora il dato del Comune di Aosta perché è ancora in fase di rendicontazione, ma è un numero comunque simile a quello delle Unités, perché le popolazioni sono in proporzione simile. È stata avviata una procedura simile per il 2021 e ci sarà comunque un aiuto importante da questo punto di vista, con trasferimenti statali almeno sulla parte dei costi in più sostenuti dalle Unités, quindi non andando comunque a gravare sulle tariffe degli utenti.
Sul lato ambientale invece, come dicevo, c'è la necessità di un cambio di rotta da parte del Governo, in modo che si possa andare verso una ripresa dei normali flussi, anche se speriamo che questo non sia più un problema.
Presidente - Per la replica la consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - La ringrazio anche per i dati che ci ha fornito. Evidenzio però che uno dei metri di valutazione di un'amministrazione durante una crisi è la capacità di reagire in tempi adeguati; nella speranza - come diceva lei - che tutto questo non si ripeterà e via dicendo, ma la situazione ormai si ripete da tempo. Molto probabilmente iniziare a pensare tempi, modi ed azioni per rispondere a quelle che naturalmente immaginavo che non erano solo sollecitazioni che arrivavano alle nostre persone, ma che arrivavano anche a voi, sono problemi che hanno riguardato la nostra comunità. A volte tempi, modi e soprattutto magari il pensare a bocce ferme, magari anche nel momento in cui siamo un po' più tranquilli, forse potrebbe avere dei risultati diversi. Naturalmente lungi da noi pensare di travalicare quelli che sono i limiti dell'autonomia che lei citava, perché come ben sa, quando avete approvato la legge anti dpcm, noi ci siamo giustamente sottratti a quel voto proprio per non andare in quel senso.
Quello che chiedevamo era anche di sollecitare, perché lei ha ragione soprattutto rispetto al passaggio della differenziata: bisogna sollecitare il Governo nazionale. Quindi le chiedevamo se nelle sedi opportune, visto che lei ha la possibilità comunque di confrontarsi con il Governo nazionale, questo tema poteva essere posto all'attenzione. Le facciamo un esempio, se vuole poi le lascio anche copia dell'ordinanza, ma il Presidente della Regione Toscana è già intervenuto e ha posto fine alla separazione della raccolta dei rifiuti degli isolati. Evidentemente rispetto ad alcune altre realtà, questi accorgimenti li hanno avuti e si possono avere.
Questo naturalmente sempre in uno spirito costruttivo perché, secondo noi, nella speranza comunque che naturalmente tutto questo sia finito, ma così non fosse magari per la prossima ondata, almeno sotto questo punto di vista, potremmo essere pronti.
