Oggetto del Consiglio n. 1255 del 9 febbraio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1255/XVI - Interpellanza: "Individuazione di soluzioni espositive volte a valorizzare la Collezione Cerise custodita presso i locali del Collegio Saint-Bénin ad Aosta".
Bertin (Presidente) - Punto n. 31 all'ordine del giorno. Si è prenotata la consigliera Spelgatti, ne ha facoltà.
Spelgatti (LEGA VDA) - Ormai vari anni fa l'Assessorato istruzione e cultura, dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali, ufficio patrimonio storico artistico, aveva inviato una relazione all'allora Presidente della Regione in merito alla collezione Cerise, depositata già dalla metà degli anni '90 presso il Castello Sarriod de La Tour e poi spostata, a seguito dei lavori di adeguamento degli impianti del castello, presso i locali del collegio Saint-Bénin, in attesa di suo collegamento presso Maison Caravex.
Già anni fa la situazione della collezione era definita critica a causa di attacchi di insetti xilofagi e gli uffici competenti dichiaravano di non aver potuto provvedere ad attuare le necessarie disinfestazioni, in quanto non disponibili locali adeguatamente risanati ove collocare gli oggetti una volta appunto risanati. Per questo noi interpelliamo la Giunta regionale per sapere se siano state prese delle misure per mettere in sicurezza la collezione, se ci sia l'intenzione di individuare delle soluzioni espositive per una collezione di così immenso valore.
Sempre dalla relazione citata, che era stata fatta per il Presidente della Regione, la collezione si dice che è frutto di un paziente lavoro di raccolta condotto dal signor François Cerise per circa trent'anni sul territorio regionale, in particolare nella Valle del Gran San Bernardo, luogo in cui il collezionista è nato, purtroppo è mancato, e comprende un numero consistente di oggetti, circa quattromila e cinquecento, espressione della vita agropastorale, del lavoro artigianale, delle suppellettili domestiche. La raccolta documenta un complesso di materiali eterogenei, propri della cultura demo-etno-antropologica della Valle d'Aosta, oggetti che risultano quanto mai preziosi per la ricerca e lo studio. Una piccola parte di tale collezione fu esposta in occasione della mostra svoltasi nel comune di Gignod nel 1981, dal titolo "Arte sacra e cultura materiale".
Con deliberazione della Giunta 5372 del 30 giugno 1994 si prevedeva di destinare il Castello Sarriod de La Tour a sede del museo etnografico regionale, ma con delibera di Giunta 8523 del 1994 si approvava l'intervento per studio e schedatura della collezione Cerise per dotazione del costituendo museo etnografico di Gignod, Maison Caravex.
Se andiamo a vedere poi la descrizione della collezione per settori, il patrimonio è immenso, al di là del valore materiale che è elevatissimo, ma dal punto di vista culturale è importantissimo. Trasporti: carretti, veicoli, oggetti per trasporto animale, umano, eccetera. Scienza e tecnica: strumenti ottici e strumenti di misura di lunghezza, di superficie o di volume, strumenti di misura del tempo e meteorologici. Sport: alpinismo, giochi collettivi, sci. Abbigliamento: costumi tradizionali, calzature, accessori come bottoni, occhiali eccetera. Giochi per bambini. Religione: rosari, crocifissi e mobilio di culto. Allevamento e cura degli animali: ferratura, medicina, tosatura, mungitura, pulizia stalla, campanacci, gioghi, eccetera. Trasformazione dei prodotti d'allevamento: strumenti lattiero-caseari, macelleria, panetteria, bevande. Oggetti e arredi domestici: igiene personale, mobilio, oggetti a uso domestico, illuminazione a olio, candele a petrolio, oggetti per camino, scaldaletto. Caccia: trappole e quant'altro. Istruzione e strumenti scolastici. Artigianato: lavorazione di pietra, fibre vegetali, metalli non ferrosi, legno, cuoio, ferro, oggetto per calzolaio, bottaio, Sabatier. Preparazioni alimentari: tostasemi, paletti, imbuti, coltelli, macellazione, conservazione contenitori. Architettura: porte, finestre, grondaie, serrature e scale. Lavori agricoli: irrigazione, dissodamento terreni, aratura, arboricoltura, viticoltura, trasporto fieno, battitura, mietitura. Questi sono solo degli esempi, perché ci sono chiaramente tutti gli "eccetera, eccetera".
"La collezione era depositata già dalla metà degli anni novanta - si legge sempre nella relazione - presso il castello Sarriod de La Tour e fu poi spostata, a seguito dei lavori di adeguamento degli impianti del Castello, presso i locali del collegio Saint-Bénin, ex Istituto geometri, in attesa di un suo futuro collegamento presso Maison Caravex"; è una vicenda che inizia negli anni ottanta e purtroppo la conosciamo bene.
"La situazione attuale della collezione - si diceva allora - è da considerarsi critica a causa di evidenti attacchi di insetti xilofagi. Gli uffici competenti non hanno potuto provvedere ad attuare le necessarie disinfestazioni in quanto non sono disponibili locali adeguatamente risanati ove collocare gli oggetti una volta trattati."
Riteniamo tutti che questo patrimonio sia appunto di un valore incommensurabile, al di là del valore che è stato dato nella perizia, perché certi beni non hanno soltanto chiaramente un valore economico dato così, ma sono unici. Perdere questo patrimonio significa perdere un pezzo fondamentale delle nostre radici e molti di questi oggetti diventano poi assolutamente insostituibili.
Chiedo se ci sia l'intenzione finalmente di fare qualcosa per cercare di salvaguardare questo patrimonio.
Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega Spelgatti. Eravamo piccoli quando è cominciata questa vicenda. Lei ha parlato del 1981 quando per la prima volta fu fatta, in occasione della mostra svoltasi nel Comune di Gignod, una prima esposizione di questi beni e, come lei ha evidenziato, nel 1994 cominciò a essere approvato lo studio per la schedatura della collezione Cerise, in previsione proprio dello spostamento nella Maison Caravex. Quindi parliamo di quasi trent'anni, periodo lunghissimo che ha attraversato credo tutte le legislature e gli intendimenti già negli anni ottanta e novanta poi li ritroviamo e se li ritrovano puntualmente gli assessori e le legislature che si susseguono.
Diciamo che adesso, rispetto alla situazione di allora, ci sono alcune novità. Voi già l'anno scorso avete presentato un'iniziativa su Maison Caravex. A integrazione della risposta che vi fu data, aggiungo che l'Assessorato finanze, innovazione, opere pubbliche e territorio ha commissionato un progetto di fattibilità tecnico-economica per il completamento della struttura di Maison Caravex. In data 30 dicembre 2021 il suddetto Assessorato ha inviato una bozza progettuale dello studio di fattibilità tecnico economica per il completamento della struttura, richiedendo agli uffici della Soprintendenza un parere sul progetto in ordine alla rispondenza dello stesso alle richieste già espresse per la realizzazione di spazi di deposito nella, appunto, incompleta - lei conosce benissimo la storia - Maison Caravex a Gignod, proprio in vista del previsto il trasferimento della collezione di cui stiamo trattando, in locali adeguati e immediatamente connessi con la Maison de l'Artisanat International. Questo parere non è ancora stato rilasciato dal 30 dicembre dell'anno scorso, però funzionari e tecnici dei due assessorati si sono già visti diverse volte e si sono richieste delle integrazioni rispetto al parere. In particolare mi riferiscono, credo: certificazioni dei vigili del fuoco e altri tipi di certificazione, in modo tale da poter comporre poi un parere definitivo che, in linea di principio, mi risulta essere comunque propenso all'andare avanti rispetto a questo progetto di fattibilità con questa precisa destinazione. La informerò non appena il parere sarà composto, mi dicono che è una questione tecnica, ma ci stanno già lavorando.
Riguardo alla conservazione, la struttura patrimonio storico-artistico in questi ultimi anni si è occupata più volte di cercare di mantenere, per quanto possibile, e di monitorare questa collezione che, come lei ha evidenziato, risale a moltissimi anni fa.
È stata schedata ed è oggetto di un regolare monitoraggio e di interventi manutentivi e di condizionamenti. I pezzi più minuti sono confezionati all'interno di scatole in modo tale da preservarli dalla polvere. Mi è stato però detto che il lavoro di risanamento, e quindi di conservazione di questa collezione, riguardo agli insetti xilofagi, eventuali muffe ed altro, che peraltro sono quelle che attaccano con più frequenza la parte lignea, richiede una definitiva ricollocazione della collezione, perché come lei sa - io non lo sapevo, ma mi è stato detto dai tecnici - per poter sanificare e in qualche modo sterilizzare i pezzi della collezione, occorrono dei camion dentro i quali vengono inseriti pochi pezzi per volta, questi camion hanno la capacità di erogare delle microonde che uccidono l'insetto, le larve e anche le uova; è proprio un'opera di disinfestazione e di sanificazione totale. Il problema è che se poi questi pezzi vengono riposizionati in un luogo che non è sano, perché per motivi strutturali e per motivi di altro genere non è costruito apposta, non ha una climatizzazione, non ha un sistema programmato per una conservazione di questo tipo di beni culturali, poi si ricomincia da capo, cioè i pezzi si spostano da una parte, poi si devono riposizionare e si è di nuovo da capo.
Si fa una manutenzione di carattere ordinario, si cerca di conservare il più possibile questa collezione che, come lei ha ricordato, forse lo ha accennato, è stata donata alla Regione, la quale l'ha acquisita con donazione nel 2003. Questa è una collezione che girovaga dagli anni ottanta, ma la vera acquisizione da parte della Regione risale a meno di una ventina di anni fa. Da allora si è scelto di acquisire questa collezione e quindi di farsene carico anche dal punto di vista della conservazione e della valorizzazione.
Per concludere, non appena si troverà la soluzione, spero presto, spero già in questa legislatura visto che come accennavamo questa è una storia che ormai si trascina da decenni, quando il luogo che è stato individuato come più idoneo, cioè Maison Caravex, sarà ultimato e potrà essere quindi destinato a quest'uso, a questo punto la collezione verrà trasferita con una preventiva opera di sanificazione pezzo per pezzo, attraverso - mi dicono - questa tecnologia. Poi magari andremo avanti e se nel frattempo subentreranno altri impedimenti verranno applicate altre tecnologie, ma pare che questa, per quanto riguarda gli insetti, le muffe o comunque questi elementi di disturbo, sia la più efficace.
Presidente - Per la replica la consigliera Spelgatti.
Spelgatti (LEGA VDA) - Cosa dire?! Speriamo che effettivamente le cose vadano avanti, che questo iter trovi finalmente un lieto fine; lieto non tanto ormai, visti tutti gli anni che sono passati. Il punto è di cercare di capire - io non lo so, perché non ho mai avuto la possibilità di analizzare questa situazione - se non esista nel frattempo una soluzione intermedia che si possa adottare: questa è la domanda. Non abbiamo degli altri locali dove poterli posare, anche se non sarebbero visibili e visitabili dal pubblico, dopo aver fatto queste opere di sanificazione nei camion? Il suggerimento è: ben venga che si vada avanti con Maison Caravex, però non è che io sia tanto ottimista, poi spero veramente di sbagliarmi, ma mi sembra la storia infinita. Nel frattempo, siccome non possiamo permetterci di perdere questo patrimonio, per lo meno provate a valutare se con tutti gli immobili regionali che abbiamo, possiamo comunque trovare una situazione intermedia, nell'attesa di poterli poi esporre adeguatamente e come meritano tutti questi beni a Maison Caravex, evitando che questo patrimonio venga perso. Se sono 180 metri quadri, non mi sembra una roba gigantesca; poi magari sto dicendo delle scemenze e non abbiamo minimamente dei locali idonei di questo tipo, però credo che degli spazi forse magari li possiamo anche avere; non lo so, questo non glielo so dire. Fate comunque questa valutazione, se esiste questa possibilità intermedia.
