Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1254 del 9 febbraio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1254/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'acquisto da parte della Regione del Castello giudiziario di Derby".

Bertin (Presidente) - Punto n. 30 dell'ordine del giorno. Si è prenotato il consigliere Brunod per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Prendendo atto delle notizie pubblicate sabato 22 gennaio sul giornale La Vallée Notizie, apprendiamo dal titolo dell'articolo le seguenti informazioni: "Castello giudiziario" e il Sindaco che afferma: "Aspettiamo una risposta dalla Regione che può far valere il diritto di prelazione". Al momento la proprietà del Castello giudiziario, Castello costruito nel XIII secolo, appartiene alla parrocchia di Derby che ha ereditato la struttura, che in tempi abbastanza recenti pare sia stata valutata intorno ai 600 mila euro. Nell'articolo citato si apprende che il Sindaco di La Salle riferisce che, secondo indiscrezioni, la trattativa sia più che avviata per la cessione del Castello a un privato. Sempre il Sindaco di La Salle afferma all'interno dell'articolo le seguenti dichiarazioni: "Il Comune sarebbe disponibile a compartecipare, sarebbe importante riuscire a trovare fondi europei o capire se l'acquisto potrebbe essere sostenuto dal Piano Nazionale di Resilienza che sta prendendo forma in questi periodi".

Considerato che, nonostante il Comune di La Salle sia potenzialmente interessato alla struttura, non vi sia però la capacità finanziaria per l'acquisto, né per la ristrutturazione.

Inoltre vogliamo anche citare alcuni passaggi del DEFR 2022-2024, nel paragrafo relativo alla cultura: "Per quanto concerne i beni storico-artistici, il programma è quello di proseguire con attività di salvaguardia e tutela dei beni mobili e di interesse storico artistico locale, in particolare di quelli ecclesiastici. Inoltre risulta necessario terminare i lavori ancora in corso presso siti archeologici e castelli e impostare un progetto efficace per la valorizzazione e la fruizione integrata di tutto il patrimonio storico-archeologico, nell'ambito dei vari circuiti turistici culturali già attivi e da incrementare. I beni culturali della Regione costituiscono infatti il volano di quel turismo culturale che ormai è diventato uno dei pilastri dell'economia valdostana".

Inoltre sempre nel DEFR, in questa sezione della cultura, vi è un passaggio molto importante che è stato citato anche dal Sindaco all'interno dell'articolo e viene ripreso coerentemente all'interno del DEFR: "La possibilità di accedere a finanziamenti dell'Unione europea, seppure nel settore della cooperazione, tramite i programmi a gestione regionale, ha di certo grande valore per integrare la parte economica regionale con fondi europei e dovrebbe essere sempre più sviluppato in modo coerente e sinergico con l'attività delle varie strutture organizzative".

Inoltre, dalle informazioni riportate sull'articolo, si apprende che il Sindaco afferma: "La Regione ha già effettuato un rilievo a nuvola di punti, ovvero con il laser scanner, per avere contezza di spazi e volumi della struttura, anche per capire più di preciso il quadro generale e le operazioni strutturali da effettuare.

Tenendo conto che la prassi in caso di beni artistici prevede il diritto di prelazione, in modo che il Castello giudiziario di Derby possa restare di proprietà pubblica, si interpella l'assessore competente per conoscere: quali siano le intenzioni dell'Amministrazione regionale in merito al possibile acquisto del Castello giudiziario e, nel caso di risposta affermativa, quali strade si intendano percorrere per far sì che tale monumento culturale diventi di proprietà pubblica e quindi a disposizione della collettività.

Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega Brunod. Il Castello giudiziario di Derby è dichiarato bene culturale ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004, codice dei beni culturali e del paesaggio; sorge in un'area di interesse archeologica ed è stato donato da privati alla parrocchia. Pertanto, ai sensi delle disposizioni di tutela del codice, essendo un bene di proprietà di ente ecclesiastico, la sua eventuale alienazione dev'essere preventivamente autorizzata dal Ministero dei beni culturali, le cui funzioni in Valle d'Aosta sono esercitate dall'Assessorato competente in materia, a seguito della presentazione di un programma illustrante le misure necessarie per la conservazione del bene, gli obiettivi di valorizzazione, la destinazione d'uso e le modalità di fruizione pubblica. La destinazione d'uso proposta non deve arrecare pregiudizio alla conservazione e fruizione pubblica del bene, deve risultare compatibile con il carattere storico e artistico del bene. Al momento non risulta pervenuta nessuna richiesta di autorizzazione per l'alienazione da parte della parrocchia proprietaria del bene.

Nel 2020 il Sindaco del Comune di La Salle aveva manifestato l'interesse da parte del Comune di mantenere, in capo alla pubblica amministrazione, la proprietà del Castello giudiziario di Derby e ipotizzarne un utilizzo a fini socioculturali e ricreativi. Il Comune riteneva infatti che il fabbricato potesse conferire al territorio di La Salle, ed in particolare a Derby, un'importanza culturale e una identità turistica attraverso la riqualificazione dell'area, al fine di concentrare in esso diverse attività, sia espositive che conferenziali e seminariali, così come anche celebrative di eventi di varia natura.

Nel 2021 è stato effettuato un sopralluogo congiunto tra la municipalità e i tecnici competenti della Soprintendenza, per conoscere lo stato dei luoghi e la consistenza dei beni anche ai fini della sua valorizzazione. In quell'occasione l'amministrazione comunale ha manifestato anche la volontà di trasferire nell'edificio il museo etnografico L'Homme et la Pente, che attualmente si trova a Cheverel sulla collina del Comune in posizione marginale e meno facilmente raggiungibile.

In merito all'eventuale acquisizione dell'edificio da parte del Comune, considerate le difficoltà a reperire la necessaria copertura finanziaria, il Sindaco pare abbia - così mi riferisce la Soprintendenza - ipotizzato, in alternativa, la possibilità di una convenzione per la fruizione pubblica del bene tra la parrocchia, che è l'attuale proprietario, e il Comune, eventualmente questa convenzione allargata alla Regione; questa è una proposta che è stata fatta da parte del Sindaco.

Per contro la Soprintendenza ha valutato di poter realizzare ai fini della conoscenza del bene un rilievo topografico e architettonico che è stato recentemente eseguito. Il Castello è costituito da più corpi addossati gli uni agli altri. La parte più storica è costituita da due corpi risalenti a epoche diverse, a cui è stato aggiunto in tempi più recenti un edificio a destinazione rurale. La parte più antica presenta una struttura massiccia a pianta quadrata che si sviluppa su tre piani e a cui in epoca successiva è stato aggiunto un corpo per collocarvi una scala in pietra di collegamento verticale. L'insieme conserva elementi architettonici di interesse storico importanti sia all'esterno che all'interno. In epoche recenti è stato costruito in aderenza un edificio a carattere rurale.

Alla luce di quanto esposto, la Soprintendenza ritiene che le proposte di utilizzo espresse dal Comune siano, tutto sommato, condivisibili ed evidenziano l'interesse e l'opportunità di una gestione e valorizzazione del bene a livello locale. L'acquisizione del Casello giudiziario di Derby al patrimonio regionale non risulta, però, tra le proprietà della Regione e non è nemmeno possibile, tra l'altro, acquisirlo con fondi europei; lei sa bene che non sono utilizzabili per l'acquisto di beni culturali.

Oltre alle risorse finanziarie per l'acquisto del bene, sarebbero necessarie - come lei sa molto bene - anche quelle della progettazione e realizzazione del suo recupero, nonché quelle per la gestione. Nel caso specifico parliamo in questo caso di diverse centinaia di migliaia di euro, se non addirittura milioni di euro visto lo stato di conservazione e l'entità di questo bene.

La soluzione migliore va sicuramente ricercata in una convenzione tra il Comune e la parrocchia, come ipotizzato dal Sindaco nei contatti avvenuti con la Sovrintendenza, che mi sono stati riferiti che le ho riferito, o tra il Comune e un potenziale soggetto privato. Il possesso del bene da parte di un soggetto privato, non esclude infatti a priori utilizzi simili a quelli proposti dall'ente pubblico o da sviluppare in sinergia con quest'ultimo.

Presidente - Per la replica il consigliere Brunod.

Brunod (LEGA VDA) - Grazie per la risposta molto tecnica in merito all'importanza di mantenere a disposizione della collettività questo importante monumento culturale, che fa parte di tutto il complesso di monumenti storico-culturali che abbiamo in Valle d'Aosta. Sono rimasto un po' perplesso per aver sentito dire che la Sovrintendenza le ha riferito in merito a queste interlocuzioni che ci sono state tra l'amministrazione comunale di La Salle e la Sovrintendenza stessa, in quanto pensavo che, come Assessore competente, da questo punto di vista fosse stato anche lei direttamente interessato e coinvolto maggiormente sull'importanza che merita questo Castello giudiziario. Poi adesso abbiamo capito le diverse problematiche che ci possono essere in merito all'acquisto, però quello che noi vogliamo far osservare in maniera forte e convinta è che ci sia un'azione incisiva da parte sua, come Assessorato competente, affinché si riesca in tutti i modi ad arrivare al risultato, indicato come la via migliore, di una convenzione tra Comune e parrocchia; sicuramente l'Assessorato può fare la sua parte.

Noi ci auguriamo che ci sia tutto l'impegno per arrivare a queste possibili soluzioni, in modo tale da poter fruire per tutta la comunità valdostana e non solo, perché sappiamo che a livello culturale queste strutture, come è scritto anche nel DEFR, rappresentano una notevole importanza dal punto di vista turistico e dell'immagine della Valle d'Aosta, quindi speriamo veramente che ci sia un lavoro complessivo di tutti per raggiungere il risultato sperato.