Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1196 del 26 gennaio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1196/XVI - Interrogazione: "Richieste avanzate dai Dirigenti scolastici finalizzate a una migliore organizzazione delle scuole in periodo di pandemia".

Bertin (Presidente) - Punto n. 11 all'ordine del giorno. Risponde l'assessore Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - I docenti sospesi dal lavoro il 24 gennaio 2022 sono il 2,75% in base alle risposte pervenute dalle scuole, trentacinque risposte su trentasette scuole, quindi il 94,59%.

È il dato più aggiornato, naturalmente non è il 100% perché alcune scuole non ce l'hanno fornito.

Il numero rilevato dagli uffici della Struttura personale scolastico comprende sia i docenti sospesi assunti di ruolo, sia i supplenti annuali temporanei al 30 giugno e saltuari, totale sessantanove docenti su duemilasettecento, il 2,6%, che sono: dodici nell'infanzia, sedici nella primaria, uno al Convitto Federico Chabod, diciotto nella secondaria di primo grado e ventidue nella secondaria di secondo grado.

Le cattedre sono state coperte con la MAD, cioè la messa a disposizione, inviata da aspiranti docenti per dare la propria disponibilità a svolgere ruoli di supplenza nelle scuole. Sappiamo che questo crea delle difficoltà perché molto spesso arrivano gli insegnanti giovani, ma tant'è la situazione è di emergenza.

Seconda questione: al fine di valutare le misure più efficaci per consentire lo svolgimento delle attività didattiche in presenza in condizioni di sicurezza per gli alunni e per il personale scolastico, il Dipartimento Sovraintendenza agli studi ha proposto a tutte le istituzioni scolastiche, comprese le paritarie, un monitoraggio settimanale per la rilevazione dell'andamento dell'emergenza Covid-19.

I dati forniti dalle scuole sono i seguenti; si precisa che in un'ottica di trasparenza tali dati sono oggetto di un comunicato stampa settimanale. Non volevamo creare apprensione, io non so se voi siate d'accordo, ma quest'idea di alcuni dati quotidiani sulle scuole finiva poi per creare una grande apprensione e lunedì 17 gennaio al tavolo regionale permanente sono stati presentati alla Consulta regionale degli studenti, che tra l'altro di recente è stata rinnovata, in data 14 gennaio.

Questi dati sono sulla didattica a distanza e sulla didattica digitale integrata, perché bisogna ricordarsi che nell'infanzia c'è una differenza rispetto alle scuole, perché in alcuni casi si può fare anche una didattica mista, cioè in presenza e a distanza. Comunque il 10 gennaio 2022 la situazione era, per tutte le scuole, del 5,8%, parlo delle classi in quarantena, mentre le classi in quarantena il 17 gennaio erano salite dall'infanzia alle superiori all'8,2%, il 17 gennaio, mentre quelle miste, cioè medie e superiori, al 16,%, mentre il 24 gennaio il dato è salito molto, al 14,81%, perché qui si è creata la situazione che non potevi fare la didattica differenziata per quanto riguarda le scuole minori, le scuole più basse, mentre il 16,24% è rimasto abbastanza stabile per quanto riguarda le medie e le superiori.

Per quello che riguarda la migliore organizzazione delle scuole, è inutile dire che le decisioni contenute questa volta in un Decreto legge... la forza del Decreto Legge, è quella di rendere molto difficili delle misure integrative e sostitutive.

Il fatto certo è che le attuali misure di gestione della positività sono complesse e necessiterebbero di semplificazione, in particolare per quanto concerne la procedura di tracciamento di testing ma per ora - malgrado le promesse del Governo di cambiare queste norme - nulla è arrivato.

Noi siamo in contatto in queste ore con la Provincia autonoma di Bolzano che ha annunciato delle misure differenziate; ieri c'è stato un colloquio tra il Segretario generale della Valle d'Aosta e quello della Provincia di Bolzano per coordinarci nella ricerca di soluzioni che, ad esempio, possono ridurre il numero dei giorni di quarantena - tanto per capirci, dieci, sette - e da questo punto di vista è importante farlo in maniera coordinata: nel momento in cui uscissero a poche ore di distanza due ordinanze simili, vedremmo anche quale sarebbe la reazione del Governo rispetto a due testi molto simili.

Il protocollo previsto dal Ministero, con l'aumento esponenziale dei casi di positività in questo ultimo periodo, risulta di difficile attuazione, soprattutto a causa delle carenze di personale che vale non solo per quello scolastico - in questi mesi, soprattutto le segreterie che lei sa sono già un po' in crisi - speriamo in queste settimane con il nuovo ingresso di dipendenti dei concorsi di riuscire a renderle più efficienti, ma anche dal punto di vista del personale sanitario che si sta occupando di questo.

I dirigenti scolastici hanno segnalato al Dipartimento Sovrintendenza agli studi e al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda USL che sempre più spesso le disposizioni di quarantena delle classi, con le relative date per i tamponi, arrivano a tarda serata o nel weekend.

Abbiamo già concordato - l'assessore Barmasse ovviamente era presente all'incontro - che dovremmo a un certo punto, pur nel limite dell'emergenza sanitaria, fissare degli orari, non possiamo mandare una comunicazione la domenica sera alle ore 11:00 per l'indomani, perché crea sconcerto nei dirigenti scolastici che, come lei sa, lavorano moltissimo e sono sempre a disposizione, ma se tu metti una comunicazione sul registro elettronico, non è detto che le famiglie la leggano.

Bisognerà a un certo punto fissare un orario serale entro il quale vanno date le comunicazioni e piuttosto si daranno l'indomani quelle necessarie per consentire a tutti di evitare che ci siano comunicazioni dell'ultimo minuto alle famiglie.

I dirigenti non riescono più ad occuparsi di questioni scolastiche ma sono quasi esclusivamente occupati dall'emergenza sanitaria e sono impegnati quotidianamente a rispondere ai numerosi quesiti dei genitori, molti dei quali hanno anche il mio numero di telefono, quindi mi telefonano o via WhatsApp per chiedermi degli aspetti particolari di una certa scuola e di perché lì si è fatta una certa scelta.

La scuola in modo autonomo non può porre un limite rispetto alle normative sanitarie e ci auguriamo che da una parte un'eventuale integrazione, con un'ordinanza del nostro Presidente, concordata con le altre realtà autonome, possa almeno semplificare la situazione; per esempio io devo dirvi che sono rimasto sconcertato quando ho incontrato i rappresentanti degli studenti che a un certo punto hanno detto: "Nelle scuole superiori, piuttosto che fare questa DAD in cui ci sono malati a casa e altri in aula, facciamola la DAD per tutti".

Come voi sapete noi non siamo d'accordo, in particolare tenendo conto del trattamento un po' preferenziale che c'è rispetto a chi ha già ricevuto le vaccinazioni. Non è giusto mettere sullo stesso piano. Chi ha le vaccinazioni e la possibilità di stare in aula ci deve poter stare.

È una situazione complessa e ci auguriamo che queste norme dell'ultimo decreto legge vengano semplificate e cercheremo, naturalmente d'intesa con le autorità sanitarie, di avere un'ordinanza semplificativa che possa in qualche maniera evitare questa situazione che purtroppo viviamo quotidianamente anche come genitori.

Presidente - Per la replica, il consigliere Carrel ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Con questa nostra interrogazione volevamo fare un po' luce sui dati, che sappiamo essere settimanali, e condivido il fatto di non divulgarli settimanalmente perché di dati ne abbiamo quotidianamente persino troppi, a volte, tanto da portare talvolta anche alla confusione e a essere contraddittori. Direi di non aggiungere altra carne al fuoco.

D'altro canto però vi è un problema nella scuola non valdostana, nel "mondo scuola" che si è trovato - causa Covid - fermo praticamente per un anno, oggi riprende ma a scaglioni.

Non sono assolutamente convinto e contento del fatto di dividere le classi, soprattutto se di ragazzi e di bambini, che porta sicuramente a un disagio e a un messaggio, dal mio punto di vista, completamente sbagliato.

D'altro canto, vi sono degli insegnanti che, come ci hanno detto, non possono più insegnare per delle nuove norme e questo porta, ancora una volta, gli effetti sugli studenti, in quanto la continuità didattica viene del tutto a mancare, perché dopo un anno in cui i ragazzi sono stati a scuola tramite la DAD, tramite computer, oggi si trovano a fare metà anno con un insegnante e l'altra metà con un altro insegnante che sicuramente avrà delle competenze, essendosi candidato con la messa a disposizione, ma dall'altra parte manca sicuramente il raccordo tra gli insegnanti e una continuità che credo che sia fondamentale, soprattutto per coloro che sono magari a fine di un ciclo, in terza media o in quarta-quinta superiore, che sappiamo bene essere un momento di formazione molto importante e delicato.

Questo è un altro aspetto che, secondo me, va analizzato e di cui purtroppo vedremo le conseguenze da qui a dieci anni, perché ciò che è perso è perso. Io sono sempre stato uno studente poco modello, soprattutto fino alla terza superiore, quindi quando si poteva fare il meno possibile, si faceva, per poi pagarne le conseguenze magari dopo, e questo è sicuramente un dato che andrà analizzato e andrà messo in considerazione.

Per quanto riguarda i Presidi, conosco bene la situazione, so che sono ormai degli amministratori più che dei docenti che analizzano più la parte scolastica e questo è sicuramente un grande limite; ben venga un'ordinanza - se questa serve - a semplificare le cose, ma continuiamo a insistere - anche con il Governo centrale - che vengano cambiate queste norme perché sono veramente inaccettabili, dividono soprattutto gli studenti e mettono in seria difficoltà i presidi, le amministrazioni scolastiche e i docenti.