Oggetto del Consiglio n. 84 del 11 febbraio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 84/VII - ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA PER ACCERTAMENTI SUI RAPPORTI TRA LA REGIONE E L'ISTITUTO RADIOLOGICO VALDOSTANO" (Reiezione di mozione).
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Minuzzo, Mafrica e Carlassare:
MOZIONE
CONSTATATO che, dalle risposte scritte dell'Assessore alla Sanità ad interrogazioni di alcuni gruppi consiliari, risulta che:
1) alcune suole hanno sottoposto i propri allievi a visita medico-sportiva presso l'Istituto Radiologico Valdostano, senza autorizzazione regionale e di conseguenza senza riconoscimento delle spese da parte della Regione;
2) che almeno 114 soggetti sono stati sottoposti a visita medico-sportiva presso lo stesso Istituto Radiologico Valdostano, pur non essendo iscritto a Federazioni sportive e che quindi per tali casi l'Istituto Radiologico Valdostano ha introitato somme non dovute;
3) che l'autorizzazione sanitaria per i locali in cui vengono effettuate le visite è stata rilasciata soltanto in data 21 gennaio 1982 e di conseguenza per il periodo precedente le prestazioni fornite dall'Istituto Radiologico Valdostano non corrispondevano ai requisiti richiesti;
AL FINE di accertare:
a) se esistano altri elementi di mancato rispetto delle convenzioni fra Istituto Radiologico Valdostano e Regione;
b) le responsabilità politiche, amministrative e pecuniarie di amministratori, pubblici funzionari o privati cittadini in merito alle ricordate violazioni delle convenzioni stipulate;
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
DEL I B E R A
di istituire, ai sensi dell'articolo 24 del regolamento interno, una Commissione d'inchiesta costituita da cinque Consiglieri regionali, di cui due di minoranza.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Inizio l'illustrazione della mozione facendo un passo indietro fino al 15.12.1981, quando presentai un'interrogazione con risposta scritta all'Assessore Rollandin. La risposta avrebbe dovuto pervenire entro il 4.1, secondo i termini del regolamento, e invece è giunta molto in ritardo, come ebbi modo di fare notare all'Assessore Rollandin in occasione della passata adunanza del Consiglio regionale. Rispondendomi, mentre si discuteva di una mozione presentata dal Gruppo comunista, l'Assessore precisò: "Per quanto riguarda l'autorizzazione della struttura, noi avevamo l'autorizzazione iniziale, quella del '75, e siccome mi era stato riferito che sono stati fatti degli ampliamenti e dei nuovi lavori nella parte sotterranea che hanno richiesto una nuova autorizzazione, l'autorizzazione in questione è quella ultima del 21 gennaio 1982, che fa riferimento a quella". Chiaramente l'Assessore si riferisce alla risposta che mi aveva fornito alla mia interrogazione con risposta scritta.
Continua: "Quindi non è che ho sollecitato l'autorizzazione, mi permetto dirlo, poi se uno vuole fare .. io ho solo voluto giustificare questo ritardo, dovuto al fatto che mi sono premurato di dare la risposta meno incompleta possibile, pur tenendo conto che magari tutte le risposte non sono di soddisfazione del Consigliere Minuzzo. Allora volevo sapere quali autorizzazioni c'erano ed ho richiesto di avere questa autorizzazione che ho ripreso in nota".
Bene, dopo questa risposta ho fatto qualche ricerca e sono andato al Municipio di Aosta, all'Ufficio tecnico, dall'Ufficiale sanitario e in quegli Uffici non risultava assolutamente nulla. Nei dossier c'era solo la documentazione inerente alla lunga trattativa portata avanti per l'apertura dell'I.R.V. a partire dal '75, che si è conclusa nel '77, però per quanto riguarda specificatamente il Centro di Medicina sportiva, questo assolutamente non esisteva.
Quindi non erano state richieste né autorizzazioni al Comune di Aosta per il centro di medicina sportiva, né autorizzazioni per effettuare dei lavori in quei locali, non c'era nessuna documentazione che potesse giustificare quello che l'Assessore ebbe a dire in quella riunione. Un Assessore per avere notizie effettive delle autorizzazioni di competenza del Comune, avrebbe dovuto almeno telefonare agli organi competenti del Comune, e questo non è stato fatto.
Poi qualcuno mi ha suggerito che queste autorizzazioni avrebbero potuto essere fatte a livello regionale, e allora mi sono recato nell'Ufficio del medico regionale. In quella sede, ho dovuto, non so perché, insistere a lungo per poter prendere visione di certe documentazioni che sono pubbliche. Sono venuto a conoscenza che in data 8 gennaio 1982 è stata inoltrata la richiesta all'Ufficio regionale sanitario per l'autorizzazione ad aprire un Centro di Medicina sportiva nei locali sotterranei a quelli dell'I.R.V.. Questa domanda è stata protocollata in data 12 gennaio 1982; il 18 gennaio 1982, dietro richiesta c'è stato un sopralluogo della Commissione o dell'addetto a questo controllo ed in data 21 gennaio 1982 con protocollo n. 210 è stata rilasciata l'autorizzazione per questo Centro dal Dott. Piergiorgio Ferrando, responsabile del servizio n. 1 di Igiene Pubblica ed Ambientale.
Come proponenti di questa mozione, abbiamo voluto sapere con quale competenza ed autorità questo dottore ha firmato l'autorizzazione, per cui lo stesso dottore in data l° febbraio 1982 successiva al mio controllo, mi rispose:
"Preg .mo Consigliere,
allo scopo di non creare inutili controversie e conscio dell'utilità di una rapida e corretta informazione, con la presente la prego qualora avesse ulteriori necessità riguardanti il servizio di Igiene Pubblica, di voler rivolgere richiesta formale al Presidente dell'U.S.L. per la relativa autorizzazione nei miei confronti".
E questo non è un caso a sè stante, anche perché sappiamo che presso l'Assessorato alla Sanità ormai tutto è top secret, per avere informazioni sulle leggi concernenti la materia sanitaria, bisogna fare la trafila dal dirigente dell'Assessorato, e se non c'è bisogna ritornare quando questo è sul lavoro. Per spiegare il perché ci chiediamo con quale autorità il Dott. Ferrando abbia rilasciato questa autorizzazione, abbiamo una lettera del Dott. De Marchi, il quale si era gentilmente offerto di collaborare alla mia ricerca, e ad una mia lettera inviatagli per metterlo a conoscenza che questa autorizzazione era stata rilasciata a livello regionale, risponde indirizzando al Consigliere Mafrica ed al Consigliere della Nuova Sinistra:
1) In risposta alla nota del 2 febbraio 1982, comunico che a tutt'oggi le competenze dell'Ufficiale sanitario non sono mutate. Pertanto è mio parere che l'autorizzazione sia per quanto concerne la trasformazione d'uso, sia per quanto compete la particolare attività, spetta al Sig. Sindaco, sentiti i pareri tecnici di cui nel caso specifico preminente quello sanitario, formulato dall'Ufficiale sanitario.
2) Non mi risulta che nuove norme abbiamo trasferito ad altri le competenze dell'Ufficiale sanitario, ma anzi le disposizioni emanate dall'Assessore alla Sanità le confermano.
3) Compete al Sindaco prendere i provvedimenti del caso, mentre è mia premura constatare le caratteristiche igieniche dell'ambiente, formandogli il parere".
Questa è la risposta che ci aveva formulato l'Ufficiale sanitario del Comune di Aosta, perché a nostro avviso ci devono essere delle autorizzazioni per consentire la trasformazione di locali nati come autorimesse e oggi utilizzati come Centro di Medicina sportiva. Tant'è che il 10 gennaio lo stesso Sindaco di Aosta al quale avevamo inviato la stessa lettera che avevamo inviato al Dott. De Marchi, risponde:
1) Le trasformazioni effettuate nei locali interrati utilizzati dall'I.R.V. quale Centro medico-sportivo non sono state oggetto di alcuna autorizzazione edilizia, sia per quanto riguarda l'esecuzione di opere che per quanto concerne l'agibilità dei locali. Risulta invece essere stato autorizzato in data 10 settembre 1975 l'intervento al piano terra, la conseguente dichiarazione di agibilità risulta rilasciata il 2 febbraio 1977 (come ho detto poc'anzi);
2) Per quanto riguarda la richiesta di cui al punto 2), si fa esplicito riferimento a quanto già affermato dal Dott. De Marchi con propria nota in data 4 febbraio 1982, n. 113;
3) Circa la verifica della regolarità degli atti sanitari, si comunica che la situazione verrà esaminata unitamente al Presidente dell'U.S.L.. L'aspetto attiene alla irregolarità edilizia e verrà controllato dai competenti organi comunali e segnalato alla Magistratura.
L' Assessore non ha certo nulla da nascondere, però ritengo che gli sarebbe costato poco rispondere chiaramente alle domande che con interrogazioni separate, gli avevamo posto sia io che i miei colleghi degli altri Gruppi dell'opposizione.
Infatti questo è riprova del fatto che l'Assessore Rollandin termina il suo lungo intervento in quella sede, dicendo testualmente: "E' chiaro che a questo punto si pone anche un problema di fiducia: o ci si fida su quello che viene detto e riportato a livello di pubblico consesso, come il Consiglio, oppure chiaramente, è inutile a questo punto che stia a parlare perché si parte con il presupposto che quello che viene affermato in Consiglio non è vero. Questo lo lascio giudicare al Consiglio. Ritengo che una relazione sia corretta quando deve essere fatta in un Consiglio, perché altrimenti questa reciproca sfiducia non penso che possa agevolare il lavoro. Ritengo che le posizioni che possono essere assunte, possono essere diversificate, però un minimo di correttezza, ai di là degli attacchi personali, possa essere garantita anche in un Consiglio".
Da parte mia anche allora c'è stata la massima correttezza verso l'Assessore, non ricambiata da parte sua con le dichiarazioni fatte, perché evidentemente lui era a conoscenza che l'autorizzazione non era stata rilasciata dagli organi competenti al limite fosse stato competente l'ufficio regionale, al rilascio di questa autorizzazione mancavano tutte le autorizzazioni di agibilità e trasformazione dei locali. Per cui mi sembra che l'Assessore in quella sede non solo non si sia comportato molto correttamente, ma che non possa voler rivendicare una fiducia da parte dei colleghi Consiglieri là dove lui stesso, o per dimenticanza o per troppa sufficienza, non cerca in qualche modo di far capire che la fiducia deve esistere in questo consesso.
Riteniamo pertanto necessario istituire questa Commissione di inchiesta per tutta una serie di motivi elencati nella premessa, affinché se ci sono state delle responsabilità politiche, o comunque responsabilità pecuniarie ed amministrative di funzionari o di privati, siano accertate. Non è concepibile che un privato che intende aprire o allargare una finestra della propria abitazione o della propria baita, faccia domande su domande, quando poi addirittura l'Amministrazione regionale va a convenzionarsi dando fior di milioni ad un Istituto che, documentazioni alla mano, è fuori legge.
Ore 19,51 - PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE FAVAL
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Mi capita talvolta di leggere sui nostri organi di stampa o di sentire alla radio descrizioni dei dibattiti che avvengono in Consiglio: o si parla di "Consiglio di normale amministrazione, piatto, scialbo" oppure si dice "vivace polemica in Consiglio". Questo è lo schema interpretativo che gli organi di informazione danno dei nostri dibattiti. Non vorrei che la discussione odierna in relazione alla mozione fosse definita una polemica.
A volte ci può essere la polemica in Consiglio, ma normalmente si tratta di momenti di confronto, di dibattito, si ricercano soluzioni, si fanno discussioni sulle diverse impostazioni, ed in questi termini credo debba essere considerato il dibattito di oggi. Non vogliamo fare nessuna polemica, a noi questo sostantivo non piace perché ha assunto un significato negativo, di strumentalizzazione e di forzatura. Con questa mozione vogliamo procurare al Consiglio uno strumento di indagine per portare chiarezza in una situazione amministrativa nei rapporti fra I.R.V. e Regione che si presenta ogni giorno più oscura e che sta diventando per alcuni aspetti un "giallo", nel senso che nuovi elementi vengono alla luce settimana dopo settimana. Siamo intenzionati ad andare avanti con fermezza e determinazione in questa ricerca, senza strumentalizzare niente, senza cercare la polemica per la polemica, ma per raggiungere degli obiettivi.
Primo obiettivo generale, è quello di arrivare ad un servizio pubblico per la Medicina sportiva. Il secondo obiettivo è quello di far eliminare la prescrizione dell'esame radiografico per tutti i casi in cui non sia strettamente necessario, come invece continua ad avvenire, perché non ci ha convinto la volta scorsa l'interpretazione di legge che ha dato l'Assessore.
Abbiamo riletto la L.R., abbiamo letto la legge 833. Si dice chiaramente all'art. 61 della legge 833: "Le modalità degli esami per le visite vanno fatte secondo i principi ispiratori della legge 1099 e secondo le normative delle Federazioni". Ora. che l'esame radiografico sia il principio ispiratore di una legge, secondo me è un'interpretazione tutta da vedere.
Il principio ispiratore di una legge può essere che l'esame è gratuito per tutti, ma non che si debba fare un esame piuttosto che un altro. Ma su questo non abbiamo oggi intenzione di discutere oltre, perché la riteniamo una battaglia permanente e vogliamo arrivare ad una reale applicazione di quella legge.
Il nostro terzo obiettivo è quello di verificare a che punto sono esattamente i rapporti fra I.R.V. e Regione e vedere fino a che punto sono state disattese, e per responsabilità di chi, le convenzioni stipulate. Intendiamo almeno giungere, come obiettivo intermedio, ad una revisione dell'attuale convenzione esistente fra l'U.S.L. e l' I.R.V. e a garantire il rispetto delle convenzioni stipulate. Crediamo di aver già raggiunto un primo risultato, abbiamo appreso nei giorni scorsi che per i 2500 giovani o meno giovani che intendono praticare gli sports popolari in Valle d'Aosta non è più richiesto per legge l'esame specifico. Sono convinto che si otterranno altri risultati in questa direzione perché sta crescendo la coscienza sia negli ambienti medici che negli ambienti sportivi dell'inutilità e dell'assurdità dell'esposizione a radiazioni inutili. Non stiamo facendo una battaglia strumentale, ma ci battiamo per la salute della gente e perché sia fatta chiarezza nei rapporti amministrativi fra una struttura privata e la Regione.
Che in questo caso i rapporti fra la Regione e l'I.R.V. non siano stati chiari, è dimostrato proprio dal venire alla luce di sempre nuovi elementi; è come una catena di cui emerge un nuovo anello ogni settimana che passa e l'ultimo è quello appena citato dal Consigliere Minuzzo, e cioè la non esistenza né di autorizzazione sanitaria né di autorizzazione edilizia per i locali destinati al Centro di Medicina sportiva presso l' I.R.V..
In questo senso, visto che abbiamo avuto queste lettere, chiedo all'Assessore perché la volta scorsa rispondendo per iscritto, poi anche verbalmente, su questo tema, non abbia spiegato come stavano i fatti e perché si è limitato a dare una risposta che poteva essere intesa come quella definitiva mentre invece non lo era. Ha detto autorizzazione, senza dire né rilasciata da chi, né per che cosa è stata data in data 21.1.1982, perché ha dato questa risposta ambigua, e non ha detto come stavano i fatti. Il dott. De Marchi ci dice che le competenze sono sue, come mai allora dall'Assessore è stata presa per buona un'autorizzazione rilasciata dal responsabile provvisorio del servizio n. 1 dell'U.S.L.? Non lo sapeva?
L'Assessore dice più volte che le leggi della Sanità sono il suo pane, ma come mai non sa che per questo tipo di servizio occorrevano delle licenze rilasciate dal Sindaco? Credo sia la legge 833 quella che attribuisce al Sindaco, unicamente, la possibilità di dare le autorizzazioni sia edilizie che per le attività di tipo sanitario. Come mai non ha rilevato l'Assessore che l'autorizzazione del Dott. Ferrando non era sufficiente? A questo punto, ammesso che non ci sia stato da parte della Giunta e dell'Assessore se non qualche elemento di non chiarezza, di non conoscenza dei fatti, una volta accertato che i fatti stanno così, come considera l'Assessore questo rapporto, che è durato un anno e mezzo, fra una struttura privata, non abilitata da nessuno ad esercitare determinate funzioni, e la Regione, che per quelle funzioni ha speso decine di milioni? Non voglio riprendere tutte le questioni, però è necessario far chiarezza dopo le cose che sono state scritte nella risposta data al nostro gruppo, in merito a studenti dell'I.P.R. che sono stati sottoposti ad esami non necessari (che non si sa da chi saranno pagati) dopo che centoquattrodici casi rilevati di persone sottoposte ad esame, visita clinica, senza avere i requisiti richiesti, ed infine dopo quanto è emerso in questi ultimi giorni in merito alle autorizzazioni. La volta scorsa un Consigliere aveva espresso dei dubbi sul fatto che si incaricasse la Commissione Sanità di fare gli accertamenti del caso, dicendo che questa Commissione ha già tanti compiti che l'incarico avrebbe costituito un aggravio di lavoro che andava oltre i compiti della Commissione stessa.
Per questo motivo oggi facciamo riferimento al regolamento e chiediamo che sia istituita una Commissione di inchiesta o d'indagine per accertare questi fatti. Siamo del parere che la mozione possa essere accolta perché propone accertamenti e controlli attraverso una Commissione che può essere istituita per compiti di verifica e di controllo che spettano al Consiglio, e perché come diceva precedentemente il Consigliere De Grandis - è diritto/dovere dei Consiglieri chiedere che vengano rispettati.
Ore 20,09 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE DOLCHI
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Faval, ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.): Che questa mozione sia puramente strumentale, è dimostrato dai seguenti fatti:
1) l'opposizione lamenta continuamente nei confronti della Giunta che questa non fa mai nulla, è statica, ferma, fa della normale amministrazione. Finalmente ci troviamo di fronte ad una legge che ci porta all'avanguardia rispetto a tutte le altre Regioni d'Italia, rispetto al resto della Repubblica fondata da Garibaldi; non c'è nessuna altra Regione che abbia ancora legiferato in materia. Alle nostre spalle quindi non c'è una tradizione, un'esperienza, alle quali fare riferimento, per cui ritengo sia normale ed umano che si siano fatti degli errori.
Nessuno degli intervenuti prima di me ha fatto notare che l'Assessorato rispetto alla farragine legislativa nei confronti della quale si trova, forse ha interpretato in modo non valido alcune delle disposizioni. E quando si parla di disposizioni dobbiamo distinguere diversi gradi, cioè fra i decreti, le leggi e via di questo passo, e qui scusatemi se ripeto un'affermazione fatta in precedenza, ma dobbiamo avere un minimo di umiltà e riconoscere che è difficile districarsi all'interno di tutte queste disposizioni. Finalmente c'è una legge che ci porta all'avanguardia in un determinato settore e cosa si fa da parte dell'opposizione? Invece di fare quella che sui giornali è definita un'opposizione costruttiva, si fa un'opposizione distruttiva, strumentale, speciosa.
L'I.R.V. è diventato la concentrazione di tutti i mali esistenti in questa Regione. Voglio ricordare un episodio.
L'I.R.V. è nato nel 1976, Giunta Oddone Bongiovanni Comune di Aosta, dopo una lunghissima discussione all'interno della Giunta comunale circa l'opportunità di concedere o no l'autorizzazione ad esercitare questa attività. Oddone Bongiovanni, Ingegnere, Preside dell'Istituto Tecnico di Aosta, comunista, ha concesso l'autorizzazione anche se molti, fra i quali il sottoscritto, erano contrari. Tanto per fare un po' di storia.
2) La Regione ha fatto questa convenzione con l'I.R.V. perché è dimostrato che la struttura pubblica non è in grado di sopportare questo peso.
3) Troppi sottoposti ad esami radiologici. E' stato detto che in una certa misura l'errore è esistito; qui faccio delle osservazioni di carattere politico generale circa l' atteggiamento che si ha rispetto all'intervento regionale nei vari settori, nei quali l'Amministrazione ha determinate responsabilità. E' stato commesso un errore, lo si ripara. Mi pare che ci sia una dichiarazione dell'I.R.V. che attesta che delle radiografie da loro eseguite non dovevano essere fatte, per quel che riguarda i pagamenti non dovuti, questi verranno rimborsati; ma il grosso problema è di ordine sanitario.
Ha detto prima il Consigliere Mafrica, che si sono condannati dei cittadini valdostani ad essere sottoposti ai raggi X. Rispondo allora al Consigliere Mafrica, che è insegnante di ruolo, che in base alle leggi esistenti gli insegnanti di ruolo devono ogni due anni, pur non facendo sports come lui per esempio, sottoporsi a raggi X. Allora mi chiedo, se è vero, come lo è senz'altro, che una eccessiva esposizione ai raggi X è dannosa, per coloro che fanno sport lo sarà anche per gli insegnanti. E' già provato, ma non è stato detto, e questo mi pare grave. Se è così nociva per quelli che fanno sport, penso lo sia ancora di più per coloro che sport non ne fanno.
Io per esempio di sport attivo ne faccio e ne sento un giovamento, pur non avendo mai fatto dei raggi X, anche perché non ho ambizioni di tipo agonistico. Per questi motivi sostengo che la mozione è speciosa e strumentale, perché quello che vi si dice, se lo si ritiene valido per alcune categorie, deve valere anche per altre. Se poi la discussione dovesse degenerare, chiederò ai sensi dell' art. 42 del Regolamento interno la discussione segreta, perché anch'io, come il Consigliere Minuzzo, dopo la discussione lunghissima dello scorso Consiglio e la ripresentazione della mozione in questo ordine del giorno, sono andato ad informarmi un po' ed ho saputo cose che definisco squallide, ma di cui non parlerò se non sarò costretto, e se lo sarò, chiederò la seduta a porte chiuse. Non è una minaccia, ma se effettivamente ci porterete su un certo terreno, dovremo dire determinate altre cose.
Nella mozione mi pare poi ci sia una certa confusione: dal punto di vista tecnico-sintattico, se mi è consentito al punto 3°, si dice "(constatato) che l'autorizzazione sanitaria per i locali in cui vengono effettuate le visite è stata rilasciata solo in data 21 gennaio 1982, e di conseguenza per il periodo precedente le prestazioni fornite all'I.R.V. non corrispondevano ai requisiti richiesti". E' da pensare che i requisiti richiesti si riferiscano ai locali più che alle prestazioni, che potevano svolgersi solo davanti a quella macchinetta che fa clic-clac. Allora qui occorre chiarire bene, in modo tale che agli atti del Consiglio rimangano delle cose che siano leggibili ed intellegibili, cioè capibili da coloro che hanno acquisito quel minimo di informazione dal punto di vista sintattico.
Questa mancanza di chiarezza porta ad una confusione di tipo politico, perché da una parte si dice che questi locali non erano agibili, in quanto non avevano i requisiti per poter svolgere una determinata funzione. E in quanto a questo la responsabilità non è nostra; rivolgetevi prima di tutto al Comune di Aosta, e non al Consiglio regionale. Dall'altra si dice che quelle visite non dovevano essere effettuate. Distinguiamo allora in modo da evitare ciò che si fa normalmente in Italia, in questa Repubblica fondata da Garibaldi, che all'epoca era un Regno, per fortuna diventata poi una Repubblica. Mazzini l'avrebbe fatta meglio, solo che è morto prima e Garibaldi ha avuto qualche problema, perché c'è stato l'altro che a Teano ha ritirato tutto.
In questo paese, dicevo, si ha la malaugurata abitudine di attribuire delle responsabilità a coloro che responsabilità non hanno, o confondendo le stesse in modo tale che ciascuno poi ne possa venir fuori pulito perché non ci si è indirizzati a colui che in effetti le responsabilità le ha.
Ultima osservazione: se dibattito e confronto politico ci devono essere, l'unica sede istituzionalmente valida dove possono avvenire è questa. Quando invece per far politica si usa la carta bollata, non mi si venga a dire che non si fanno delle mozioni strumentali. La mozione, strumentale, lo è anche per questo motivo, perché quando si scavalca l'ambito specifico nel quale noi forze politiche ci dobbiamo confrontare, quando non riusciamo ad utilizzare la sede naturale del dibattito, cercando di trasferire ad altri, che non le hanno, determinate responsabilità, non solo si è strumentali, ma anche assolutamente in malafede.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Stando alle cose che ha detto il Consigliere Faval, a partire dal fatto che ci sono degli episodi estremamente squallidi, dal fatto che ci sono delle grosse confusioni, mi pare che la deduzione più logica sarebbe proprio quella di votare a favore della mozione, perché ci sia finalmente una Commissione che faccia piena chiarezza su tutti questi episodi. Sull'I.R.V. si è discusso molto, si è parlato di strumentalizzazione e di mozioni speciose. Si chiede perché non siamo contro i raggi che vengono previsti ed effettuati in base ad altre leggi: noi siamo contro tutte le visite radiologiche che sono giudicate inutili da qualsiasi scuola di medicina esistente sulla faccia della terra, per cui siamo favorevoli a che questa legge venga modificata e le visite radiologiche siano limitate al minimo, come tutte le direttive sanitarie di questo mondo prevedono.
Siamo di fronte ad una legge che non contestiamo, è una legge che riteniamo valida, all'avanguardia, che dà la possibilità di fornire un ottimo servizio di medicina sportiva. Non contestiamo la legge, ma l'attuazione della legge, che è distorta e che ha permesso di effettuare delle visite radiologiche ad una percentuale impressionante (il 5%) della popolazione valdostana, che lo scorso anno risulta essere stata sottoposta a visite radiologiche ai fini di praticare non dello sport agonistico, bensì una normalissima attività scolastica sportiva, o dello sport perché magari uno ha la pancetta come il sottoscritto e gli viene voglia di fare una camminatina. Questo mi sembra scorretto, anche perché se è vero che ci sono stati degli errori in buona fede, un risultato, che non è quello sanitario, c'è stato e cioè l'I.R.V. ha intascato £.. 11.000 per ogni visita radiologica fatta, quando la legge che doveva essere applicata con questa convenzione, non li prevedeva per niente.
Non so se le strutture pubbliche valdostane erano sufficientemente attrezzate per fare quelle 6000 visite radiologiche, ma io dico che le strutture valdostane non "dovevano" essere attrezzate, perché quelle visite non "dovevano" essere fatte.
Un elemento di irregolarità è stato sottolineato anche stamani per quanto riguarda il comportamento di un Preside che si è rivolto all' I.R.V. per portare 600 ragazzi in una volta.
Voglio sottolineare fra le altre cose, le £ 6.600 di visita che, oltre al danno derivato dai raggi X stanno a significare un danno economico ben preciso per l'Ente pubblico che andrà a pagarle, e vantaggio economico per l'I.R.V. che queste visite ha effettuato pur non dovendo, e che penso vorrà farsi giustamente retribuire per queste visite. Lo stesso Assessore ha detto che le irregolarità sono emerse in numero di 114 durante un primo accertamento. Mi auguro che nell'ambito dell'Assessorato e degli organi competenti questi accertamenti si siano sviluppati.
Inoltre con le due lettere portate dal Consigliere Minuzzo, del Sindaco della città e del Dott. De Marchi, Ufficiale sanitario, mi pare abbiamo ampliato la misura di questi elementi di irregolarità. Permettetemi di sottolineare ancora che siamo di fronte ad una situazione dove al momento dell'apertura di questo Istituto ci sono stati non solo due anni di polemiche, o giu di lì, ma delle lunghissime trafile burocratiche per concedere i permessi. Ci troviamo di fronte ad un efficientismo addirittura insperato, quasi inspiegabile, da parte del responsabile provvisorio del primo servizio sanitario della Regione, Dott. Ferrando, che forse - è da appurare - ha rilasciato delle autorizzazioni all'I.R.V. nel giro di quindici giorni. Domanda presentata l'8 gennaio, dopo due mesi o un mese e mezzo di dura polemica che investiva anche questo aspetto della situazione, quindi mancanza di autorizzazione a svolgere certi servizi, ed il 21 gennaio il permesso viene rilasciato, tenendo conto che ci sono tutta una serie di implicazioni per quanto riguarda lo svolgimento di questa attività, che riguardano l'ufficio del lavoro e tutta una serie di condizioni da doversi ottemperare per avere gli elementi di antinfortunistica sufficienti sia per gli operatori che per i pazienti sottoposti a raggi X.
Ma esiste anche tutta una serie di altre riflessioni, che si possono fare: il discorso della carta bollata è un iter che si è iniziato per conto suo ed è sempre così spulciando le leggi, perché mi pare che le leggi debbano essere spulciate, mentre qui spesso le leggi sono ricordate solo quando fanno comodo. Per esempio la legge 833, che mi sembra abbastanza precisa, dice all'art. 44 lettera a): "Le convenzioni fra le U.S.L. e le Istituzioni private di cui all'art. precedente, da stipularsi in armonia con il piano sanitario regionale, garantendo l'erogazione di prestazioni sanitarie non inferiori a quelle erogate dai corrispondenti Presidi e Servizi di U.S.L.". Si può anche intendere questo articolo di legge nel senso che da parte dell'Assessorato e dell'Assessore prima di stipulare una certa convenzione si fosse fatta questa verifica sulle capacità reali di fornire un servizio da parte dell'I.R.V. rispetto alle capacità di fornire lo stesso servizio da parte dell'Ente pubblico. Di qui l'esigenza, prima di stipulare questa convenzione, di verificare se anche dal punto di vista burocratico, dei permessi rilasciati dalle autorità competenti, la cosa fosse effettivamente regolare. E mi pare che anche questo sia un altro punto da dover approfondire.
Ancora mi viene in mente che, in risposta ad un'interrogazione scritta presentata dai Consiglieri Péaquin e Bajocco, l'Assessore diceva che avrebbe fornito nel più breve tempo possibile gli elenchi degli iscritti alla FISI, ASIVA e alla F.G.C..
Non ci piace leggere gli elenchi, ma questi sono l'elemento basilare per verificare se si sono effettuati gli esami alle persone per le quali la legge prevede una idoneità specifica. Ora, visto che l'impegno assunto dall'Assessore con questa risposta scritta non è stato ottemperato, mi punge vaghezza che questi elenchi non siano presenti in Assessorato, e forse nemmeno all'I.R.V.. Allora mi si venga a spiegare com'era possibile ottemperare ad una precisa disposizione della convenzione, per cui prima di effettuare queste visite, l'I.R.V. doveva accertarsi che le persone che si presentavano ad effettuare l'esame, avessero i requisiti previsti dalla convenzione stessa. Elemento basilare è avere gli elenchi per poter verificare se il tipo che si presenta è effettivamente quello che dice di essere.
Voglio sottolineare ancora un altro elemento di irregolarità che forse sarà marginale, ed è che la convenzione prevede che l'esame del sangue sia effettuato dal Laboratorio di Igiene e Profilassi, previo prelievo effettuato all'interno dell'I.R.V..
Una precisa disposizione di legge prevede inoltre che il prelievo del sangue possa essere effettuato solo ed esclusivamente dal personale medico o paramedico avente determinati requisiti di specializzazione. Ora, i medici all'interno dell'I.R.V. ci sono ma non effettuano il prelievo del sangue, e non mi pare ci sia del personale paramedico -e di qua l'esigenza di avere uno strumento che approfondisca anche questo elemento di irregolarità - avente le caratteristiche richieste per poter effettuare il prelievo del sangue. Quindi o all'interno dell'I.R.V. il prelievo del sangue viene effettuato da personale non qualificato, oppure non viene effettuato per niente ed in sua vece lavora come tutto sommato sarebbe più comodo e logico, il Laboratorio di Igiene e Profilassi, che effettua in realtà le analisi.
Se si verifica questa seconda condizione, non si capisce perché bisogna pagare l'I.R.V. per un servizio che non fornisce.
Questo è un piccolo elemento che si aggiunge agli altri. Ma l'elemento determinante è che queste irregolarità fanno decadere la validità di una legge che ci poteva mettere all'avanguardia e che ci poteva dare la possibilità di impiantare un buon servizio di medicina sportiva. E come corrispettivo abbiamo un Istituto privato che trae un notevole profitto da questa situazione.
E' questo un motivo che ci deve spingere ad accettare la mozione presentata ed a far sì che si crei una struttura del Consiglio che abbia l'autorità necessaria per andare fino in fondo a tutta la situazione, per verificare come si è arrivati a stipulare queste convenzioni, e di come queste convenzioni siano state tradotte nel servizio effettuato dall'I.R.V., sottolineando elementi di errore, umani del resto, ed anche nei contempo che qui ci sono degli elementi che hanno consentito ad un Istituto privato di fare dell'indebito profitto.
Per quanto riguarda la minaccia che ci ha fatto pendere sul capo il Consigliere Faval di chiedere la seduta a porte chiuse se non facciamo i bravi, personalmente penso di non avere niente da nascondere e sono disponibile a chiudere non solo la porta, ma anche la finestra, ed a dibattere sino in fondo. Non ho assolutamente elementi né di profitto, né di astio personale.
FAVAL - (U.V.): E' chiaro che chiedendo la seduta segreta non intendo assolutamente nascondere nulla a coloro che ci stanno ascoltando, ma l'art. 42 del regolamento prevede che quando si deve parlare di persone si faccia la seduta a porte chiuse. Vorrei fosse chiaro anche per coloro che ci ascoltano. Non ho nessuna intenzione di nascondere, anzi più chiare sono le cose, meglio è per me.
CARLASSARE - (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Bene, ho solo voluto chiarire che questa tua proposta per me la si può anche adottare, se la si ritiene opportuna, perché penso che l'elemento fondamentale sia quello di chiarire questa cosa sino in fondo, e personalmente non ho niente né da rimetterci né da guadagnarci.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): L'errore più grave che abbiamo commesso è stato quello di voler applicare la legge, perché il modo più semplice per non sollevare nessuna discussione era di dire "mancano i medici, non è pronto niente, non si fa niente". Sarebbero seguite due o tre interpellanze per chiedere spiegazioni alle quali avremmo risposto "Non si dà applicazione della legge perché il Centro c'è, gli strumenti sono arrivati, ma non c'è nessun medico per farlo funzionare". La stessa risposta che devo dare quando ci sono le interpellanze che chiedono: "Come mai non si fanno le visite di un certo tipo?" - "C'è l'ambulatorio, c'è lo strumentario mancano i medici". Si chiudeva tutto, ci sedevamo, gli sportivi andavano a fare l'esame a Torino, autorizzazione o no, poco importa. Tutto quello che si fa in altre zone, va sempre bene, perché guarda caso c'è un certo tipo di Amministrazione che fa sempre tutto correttamente. Detto questo, devo per correttezza fare alcune precisazioni su quanto è stato detto.
Innanzitutto al Consigliere Minuzzo, per il fatto che non vengono date le risposte in tempo utile; già l'altra volta ho detto che la risposta non era stata data in tempo non per sollecitare certi permessi; a me dei permessi, al di là della competenza nel campo, non interessa assolutamente nulla. Sono state fatte pesanti illazioni anche tramite i giornali, al momento non ho ritenuto di fare ulteriori passi ma nelle sedi opportune faremo le controdeduzioni. Era stato richiesto espressamente quando erano state rilasciate le autorizzazioni sanitarie, ed io ho letteralmente risposto a quelle.
MINUZZO - (P.S.D.I.): La domanda era: Quando sono state rilasciate le autorizzazioni previste dalla legge per utilizzare il locale definito dal Dott. Lamastra "scantinato" ove è ubicato il Centro di Medicina sportiva".
ROLLANDIN - (U.V.): Le autorizzazioni della legge che riguardano l'Assessorato alla Sanità sono che una struttura pubblica abbia l'autorizzazione sanitaria richiesta dalla legge 833. Se non ha la concessione edilizia non sono affari miei. Non è che la concessione edilizia sia un presupposto per arrivare alla concessione sanitaria. Se ho come elemento la concessione sanitaria, posso anche presupporre che non mi ero assolutamente interessato delle trasformazioni all'interno dell'I.R.V., perché nel momento in cui chiedo che mi venga fornito un servizio, ritengo sia indispensabile che ci siano gli strumenti per farlo ed il personale che deve farlo. Gli strumenti in quel momento, con la concessione che era stata citata prima, c'erano e questo Istituto privato metteva a disposizione quest'opera che aveva una determinata concessione iniziale, quindi per la Regione erano sufficienti le garanzie richieste come autorizzazione sanitaria. Per il resto non entro nel merito: le considerazioni fatte dall'ufficiale sanitario, le sue competenze specifiche, nessuno le vuole discutere. Sulla qualifica del Dott. Ferrando dico che questi è in sostituzione del Dott. Barbero, che è il medico regionale competente per il rilascio delle autorizzazioni sugli istituti che, come prima i Laboratori privati, svolgevano determinate attività in convenzione.
Questo è quanto noi abbiamo appurato ed è quanto ci siamo premurati di avere. Questa è l'autorizzazione sanitaria relativa agli articoli di legge della 833 per il convenzionamento, perché l'unica cosa che ha fatto la Regione è la convenzione con l'Istituto privato.
Per quanto riguarda gli esami radiologici, voglio ricordare che se c'è qualcuno che si è battuto contro l'abuso degli esami radiologici, questa è proprio la Giunta e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Se è stata sostenuta una battaglia contro l'esame radiologico superfluo per i silicotici, è stato fatto e realizzato con questa Giunta. Tutti gli esami doppi che si facevano prima, non vengono più fatti, come ho già detto l'altra volta; chi fa un esame radiologico per una necessità specifica e in seguito, per un certificato o scolastico o di qualsiasi altro tipo, tale esame gli viene nuovamente richiesto (valga per i macellai e per le altre categorie di utenti che necessitano per legge di esservi sottoposti) si confronta prima se è già stato fatto in un certo periodo l'esame radiologico, per evitare i doppioni. Se questo è avere intenzione di abusare degli esami radiologici, siamo fuori strada.
Per quanta, riguarda l'affermazione del Consigliere Mafrica che uno degli scopi era stato raggiunto con gli sports popolari, voglio precisare che quella è stata una decisione presa dopo aver consultato i medici, e antecedente a tutto questo problema. Mi spiace dover dare una delusione: una Federazione ha un suo regolamento interno autonomo, quindi questa interpretazione poteva essere data dopo consulto con i medici. E' stato detto che era sufficiente accedere alla medicina generica, com'è previsto dai primi due punti dell' art. 2 della legge 19.
Le parti che riguardano le autorizzazioni sui locali, al di là di quelle sanitarie, francamente non mi interessano per cui non entro nel merito né mi permetto di fare delle precisazioni sulla lettera di De Marchi: in quanto ufficiale sanitario ha dei compiti istitutivi per quanto riguarda le concessioni edilizie, e non per quanto riguarda le attività dei locali in convenzione.
Il numero degli iscritti alle Federazioni è 15.800, il numero di esami effettuati è attualmente 6.800, quindi non è in proporzione al numero degli iscritti. Sulla vicenda delle scuole stamani si è già detto ampiamente che si appurerà se ci sono stati degli errori. Non penso sia da imputare alle disposizioni date sia dal sovraintendente alla Pubblica Istruzione e dall'Assessore che al momento dell'approvazione della legge hanno fatto circolari precise a questo proposito, sia dagli indirizzi inviati da parte dell'Assessorato alla Sanità a tutti gli organismi competenti. Se c'è un errore, nessuno ha al momento provocato dei danni economici, perché questi non sono stati pagati, quindi è inutile sostenere delle tesi scorrette.
Rispetto ai controlli, ho avuto già modo di dire l'altro giorno che non era stabilito se erano mensili, settimanali o a scadenza precisa; non essendo ancora finito l'anno di attività, non abbiamo ancora finito di pagare e di avere gli elenchi dei dati degli esami fatti. Penso che un esame del enumero sia possibile farlo a fine anno, in quanto all'I.R.V. 'devono essere contenute le schede, tutti gli originali, che noi provvederemo a controllare per vedere se ci sono state delle irregolarità. Ho dato prima quel numero, 114, che mi è stato riferito, e non ho avuto nessuna difficoltà a dire che, a quanto ci risultava, questo numero non rientrava nelle intenzioni della legge.
Rispetto agli altri problemi, che sono la ripetizione di tutta la discussione già fatta precedentemente, penso non sia il caso di ripetere le stesse cose, il Consigliere Minuzzo, giustamente, si fa dare i verbali dagli uffici competenti; purtroppo il collega Minuzzo deve avere pazienza, perché non posso dire a tutti gli uffici di rispondere in tutti i momenti a "quante domande ci sono", "quanti hanno presentato domanda per il concorso", "chi sono". Non c'è nessuna segretezza, ma è logico fare la richiesta di modo che si sappia che documenti escono dall'Amministrazione, perché su questi la responsabilità, com'è evidente, è anche ad un certo livello.
Sulle altre osservazioni degli elenchi nominativi fatti dal Consigliere Carlassare, non sto a entrare nel merito, perché su quel tema ho già parlato l'altra volta, dicendo: gli elenchi vengono mandati dai Presidenti delle Federazioni all'I.R.V., con segnalati il numero ed i nominativi di quelli che dovevano essere fatti di volta in volta in quanto non tutti gli iscritti alle Federazioni dovevano essere sottoposti a visita, ma solo quelli che facevano attività sportiva agonistica. Quando c'era questo elenco, era quello che ci veniva inviato per i pagamenti, ed è questo che noi prendevamo in buona fede come corretto.
Possono essere stati fatti degli errori materiali, tenendo conto che l'I.R.V. non è centro di medicina sportiva - come afferma il Consigliere Minuzzo - e non vogliamo che lo diventi, perché si è fatto di tutto per avere l'attrezzatura che è già lì, solo che prima di chiedere all'U.S.L. di rinnovare questa convenzione, abbiamo chiesto quanti medici erano disponibili a lavorare e c'era solo un medico a trenta ore. Avremmo dovuto dire: "Non facciamo più servizi, così abbiamo eliminato i problemi". Se questo è lo scopo cui si vuole arrivare, non sono d'accordo, anche se questo può irritare e dire che porta dei guadagni ad altri. Quando sarà tutto pronto alla Piastra, non ci saranno più difficoltà, tant'è vero che la prima convenzione è stata fatta non ad un anno, ma a sei mesi, nella speranza nel frattempo di poterci rendere autonomi. La nostra volontà è quella di rendere la parte pubblica autonoma sui servizi e penso di averlo dimostrato anche perché siamo l'unica Regione a non avere convenzioni esterne con i Laboratori di Analisi. L'unico errore iniziale è stato quello di aver voluto dare subito applicazione della legge, perché ci dovevamo sedere ed aspettare alla cinese.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.
LUSTRISSY - (D.P.): Prima di esprimere un voto su questa proposta, come ebbi già ad affermare l'altra volta, vorrei capire meglio questa situazione. Naturalmente verrebbe voglia di non parlarne più, perché preso atto del ricorso alla Magistratura di alcuni Consiglieri, in base a un vecchio detto che dice: "Scelta una via non è dato il ricorso ad un'altra", dovremmo aspettare il verdetto dell'autorità cui si è ricorsi. Da tutta questa discussione però ho avuto l'impressione che siano emersi alcuni elementi di valutazione, non troppi, per permettere a noi estranei a questa vicenda di poter esprimere un giudizio. La questione ci riguarda anche sotto il profilo della correttezza amministrativa, del rispetto non tanto delle leggi in questo caso, perché è una convenzione validamente operante, ma dei rapporti fra l'Amministrazione ed il privato, per cui più che andar dietro a tutta questa serie di congerie, di illazioni su presunte volontà anche manifeste di dolo, di aver fatto delle cose in barba alla leggi, è nostro compito accertare i fatti qui posti in evidenza e su questi esprimere degli elementi di giudizio. Dirò subito che per quanto riguarda l'attività del Comune non è certo responsabile questo Consiglio, né tantomeno l'Assessore alla Sanità della mancata concessione edilizia per i locali cui è stata affidata per convenzione l'attività. L'Assessore non aveva certo il compito di andare a verificare se l'I.R.V. aveva ottenuto o meno la concessione edilizia, se era in regola con le leggi che tale concessione autorizzavano, per cui questa è una questione che riguarda il privato ed il Comune della Città di Aosta. Tutta questa attività di ricerca sulla concessione edilizia, sulla autorizzazione sanitaria, va al di fuori della sostanza dei fatti che qui sono stati evidenziati. Per quanto riguarda il fatto in sè stesso, si ravvisa uno zelo eccessivo da parte dei responsabili delle scuole che non sapendo a chi mandare questi ragazzi per la visita, hanno pensato che c'era una legge regionale, una convenzione, una legge nazionale, ed interpretando le cose a modo loro, hanno esercitato dell'attività per conto proprio, al di là dell'autorizzazione dell'Amministrazione regionale, almeno a quanto risulta da dichiarazioni fatte dall'Assessore alla Pubblica Istruzione e confermate dall'Assessore alla Sanità. Per cui già da un primo accertamento fatto dall'Amministrazione regionale sono stati riscontrati dei fatti anomali compiuti da dipendenti regionali che dovranno rispondere - come diceva stamani l'Assessore alla Pubblica Istruzione - agli Amministratori responsabili, perché è stata avviata un'indagine amministrativa nei confronti dei responsabili di queste attività. Esiste poi la situazione di coloro che pur non avendone titolo, si sono rivolti all'IRV per ottenere delle prestazioni, che l'IRV pare abbia concesso gratuitamente.
Questo non era previsto dalla convenzione, non credo che si possa entrare ulteriormente nel merito e denunciare anche le circostante legislative per cui gli accertamenti diagnostici sono di un tipo o di un altro, perché poi andremmo a fare una discussione di lana caprina a non finire perché la convenzione prevedeva che ci fossero una serie di accertamenti diagnostici, e questi accertamenti dovevano essere fatti dall'I.R.V..
Indipendentemente dalle leggi e regolamenti del C.O.N.I. e di altri Enti, per cui uno prescrive un certo tipo di esame, l'altro ne prescrive uno diverso, credo che qui ci sia più che altro una faida di operatori nel settore sanitario che si contendono il diritto di fare o meno certi accertamenti. Se ci inoltriamo in questo dedalo, non ne usciremo mai e personalmente non mi presto a valutazioni di questo tipo, ma preferisco stare ai fatti, alla convenzione che è stata fatta. Da qui ne deriva che le persone che hanno effettuato gratuitamente delle visite presso il Centro convenzionato, dovranno rimborsare le visite fatte. Almeno questo è quanto ci ha detto l'Assessore su fatti, accertati, di persone che non avevano i requisiti per poter ottenere la prestazione a titolo gratuito, e non essendo appartenenti a Federazioni o non essendo accompagnati da Federazioni, le schede, che non sono state ben compilate, mancano di generalità, e dell'identificazione del soggetto che ha richiesto la prestazione, per cui l'Assessore si è impegnato ad occuparsene.
Da questo ad arrivare a dimostrare la malafede di questo circuito, dell'I.R.V., degli Assessori e di coloro che hanno richiesto le prestazioni, credo sia tutto un gioco che non debba essere risolto da questo Consiglio. E' un accertamento che esula dalle competenze del Consiglio e che compete all'Amministrazione della giustizia, perché voi mi insegnate che i tipi di controlli di un'Amministrazione sono tre: politico, amministrativo, giurisdizionale. Voi siete ricorsi al controllo di tipo politico, prima con interpellanze, poi con mozioni, poi con una proposta di Commissione d'inchiesta. Ritenete che quanto è stato detto non sia sufficiente ancora a chiarire questa situazione di fatto; allora per poter dire qualcosa di più in sede di votazione, richiederei ai due Assessori che sono stati interessati al problema, che in virtù dell'impegno da loro preso di fronte al Consiglio, ultimati gli accertamenti, comunichino il risultato alla Presidenza del Consiglio e mettano a disposizione del Consiglio gli accertamenti.
In quanto a considerarla una situazione che ravvisi un'inchiesta, non è emerso alcun fatto particolare, è stata rilevata una distorsione applicativa di una convenzione puntualmente denunciata, c'è stato un riscontro da parte degli Amministratori che hanno verificato i fatti e si sono impegnati a risolvere il problema di fronte ad un impegno assunto in Consiglio e di comunicare i risultati di questi accertamenti alla Presidenza del Consiglio affinché i Consiglieri ne possano disporre. Questo ci potrebbe portare a superare la proposta che è stata fatta di istituire una Commissione d'inchiesta che più che d'inchiesta potrebbe essere di indagine, perché cosa va a "inchiestare" sulla responsabilità degli amministratori? Va invece a fare una indagine di fronte ai fatti denunciati, se sul piano amministrativo-politico i comportamenti dei preposti al servizio sono stati conformi alle disposizioni della convenzione, ma già quello è stato detto in qualche modo. Per cui se c'è questo impegno ci sarà un tipo di voto, diversamente cambierà anche la nostra espressione di voto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne a facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Come già il Consigliere Carlassare, dichiaro che il mio gruppo non farà nessuna difficoltà se il Consigliere Faval vuole discutere in seduta segreta.
Il Consigliere Faval dovrebbe mettersi d'accordo con sè stesso a volte, perché dice che tutta questa discussione è strumentale, perché abbiamo una buona legge ed è impossibile metterla in discussione. Allora ricordo al Consigliere Faval che accanto a questa legge proposta dalla Giunta ma votata dal Consiglio, c'era una proposta di legge del gruppo comunista, abbastanza simile, che poi è stata ritirata, in parte intercalata anche nella proposta di legge della Giunta.
Il problema però non è nell'aver la legge, ma nell'attuarla. Siamo convinti che è possibile attuarla per il futuro in modo diverso. L'Assessore la usa come argomentazione principale, dice: "Qui la struttura pubblica non può criticare l'attuale situazione, significa non volere la legge". Noi contestiamo questo all'Assessore, perché ci ha risposto per iscritto che lavorano tre medici in questo tipo di struttura e per quello che so io, si potrà verificare, uno dei medici che lavorano all'Istituto radiologico avrebbe dimissionato, quindi potrebbero diventare due.
Chiedo all'Assessore se la Pubblica Amministrazione non dispone di strumenti adeguati a fare svolgere al medico sportivo un'attività più congeniale alla sua preparazione, che non qualunque altro lavoro nell'attività pubblica.
E' anche questione di convincere, oltre che di chiedere, perché ricordo che quando i consultori cercavano un ginecologo sembrava impossibile trovarne uno. Dopo un lungo lavoro è stato possibile però trovare chi operasse in questi consultori.
Quindi uno sforzo in questo senso lo chiediamo. Siamo convinti che si è cercata la soluzione più facile, perché siamo d'accordo che fare la struttura pubblica è complesso, però si doveva continuare a lavorare in quella direzione, e si sarebbero potuti ottenere allora, e si possono ottenere adesso, dei risultati.
Il Consigliere Faval ci accusa di fare un'opposizione non costruttiva, di sollevare questioni strumentali. Allora deve mettersi d'accordo perché a volte lui ed il suo Movimento dicono che l'opposizione non esiste, a volte dicono che far l'opposizione è distruttivo: noi, distruggerli? Magari! Dal punto di vista politico portiamo avanti la nostra posizione. In questo caso ci sembra di avere trovato degli elementi di fatto, su cui un'azione politica non è puramente di schieramento, ma fondata su fatti che, come ricordava il Consigliere Lustrissy, sono venuti fuori e sono stati riconosciuti anche da rappresentanti della Giunta, per cui non si può dire che si siano date solo delle argomentazioni polemiche. Ancora il Consigliere Faval dice: "Ma rispetto a questo I.R.V. è stato un Sindaco comunista a dare la prima autorizzazione edilizia". Certo dopo due anni di resistenza, e dopo che tutte le possibilità formali erano state espletate, quando l'I.R.V. aveva ottemperato per quella licenza alle condizioni previste, il Sindaco non poteva che dare la licenza. Non è stata una scelta politica, non una particolare simpatia nei confronti di una struttura privata. Questo tanto per chiarire.
Il Consigliere Faval sempre con argomentazioni anche simpatiche mi ha ricordato che non faccio sport e che sono un insegnante. C'è da dire che lo sport ho sempre intenzione di farlo quando avrò più tempo, adesso non me ne rimane molto. Ma fra i raggi X a cui sono sottoposti gli insegnanti e quelli a cui sottoponiamo gli sportivi c'è una certa differenza. Gli insegnanti lavorano alla struttura pubblica ed anno superato da un pezzo di solito l'età evolutiva; qui in molti casi si tratta di bambini, di adolescenti. Scrivono i medici che soprattutto nei giovani queste radiazioni sono particolarmente pericolose. Questo non vuol dire che gli insegnanti, siccome hanno superato i 24 anni, siano da condannare ai raggi X ogni due anni, anzi anche loro dovrebbero fare un'azione in questa direzione.
L'argomentazione principale di tipo politico usata dal Consigliere Faval è quella che lui ha fatto tutto il possibile e se ci sono stati errori o dipendono da qualche Preside, o dal Comune, o da quelli che sono andati a farsi visitare. Non siamo assolutamente d'accordo con questa interpretazione. L'Assessore a norma di convenzione aveva l'obbligo del controllo; avete fatto un controllo che non è sufficiente e avrete almeno la colpa di aver controllato in modo superficiale; per cui ritengo che al di là di ogni cosa, questa responsabilità, Consigliere Lustrissy, della "culpa in vigilando" per lo meno l'Assessore ce l'abbia.
Poi mi è piaciuto molto, in senso negativo, quello che ha detto il Consigliere Lustrissy prima; siccome ci sono delle persone che sono state sottoposte a visita pur non avendone diritto, facciamo pagare a loro la visita. Questa ho capito fosse la tua interpretazione, non so se è la proposta dell'Assessore. Chi doveva accertare la regolarità e l'identità e l'iscrizione alla Federazione sportiva era l'I.R.V., non si pensi di far pagare a queste persone che sono state indebitamente sottoposte ad un esame dannoso, anche questa visita.
Ultima questione: le autorizzazioni sanitarie. Ho risposto - dice l'Assessore - riferendomi alle autorizzazioni sanitarie, "Io di autorizzazioni edilizie non ne so niente, chiedete al Comune".
A me sembra una risposta semplicistica, nel senso che quando si fa una convenzione con una struttura pubblica che deve dare delle determinate prestazioni, queste se vengono date in locali non idonei sono prestazioni non conformi alla convenzione. L'I.R.V. doveva fornire determinate prestazioni in locali idonei, se non c'erano, le prestazioni non erano quelle richieste dalla Regione ed in questo senso l'Assessore doveva controllare ed accertarsene.
L'Assessore dice che una sola scuola ha sottoposto i propri alunni a questo tipo di visita, ma io aggiungo anche la St. Roch ed ho un elenco; in questo caso si tratta di verificare attraverso una Commissione d'indagine, se non vi piace potete dire così anziché Commissione d'inchiesta, se questi studenti dovevano essere sottoposti a questo tipo di esame o no, e se la Regione, che ha pagato, era tenuta a farlo. Gli elenchi di cui parlava il Consigliere Carlassare, l'Assessore ha detto che ce li farà avere, quindi noi li aspettiamo da lui, non dall'I.R.V..
In risposta al Consigliere Faval, vorrei chiarire che noi, come altri, abbiamo segnalato alla Magistratura alcune cose perché abbiamo ricevuto degli esposti da parte di cittadini che ci portavano a conoscenza di fatti che potevano costituire degli illeciti. Riteniamo che nei tre compiti dei Consiglieri regionali quando sono investiti in questo modo dall'esterno, ci sia anche quello di segnalare le cose venute a loro conoscenza, quindi non è un modo di fare battaglia politica, che sono convinto si può fare in tanti altri modi, ma di rispettare gli obblighi che i Consiglieri hanno.
Non riesco a capire come mai l'Assessore possa dire: "Sono l'alfiere della battaglia contro l'inutile esposizione ai raggi X" quando lui persiste con una sua interpretazione restrittiva, e mi permetto di dire anche testarda, delle norme, a sottoporre persone che, secondo i medici e secondo coloro che hanno esaminato dal punto di vista legale quelle norme, non dovrebbero esservi costrette. Questa è la sua interpretazione, quindi la responsabilità è sua, non può ricordarci che lui non fa far due visite ai silicotici, quando la sua interpretazione è legge. Su questo punto si continuerà ancora a discutere, al di là della questione relativa a questi fatti anomali - mi è piaciuta l'espressione - noi riteniamo che l'interpretazione sia sbagliata, sia del Consigliere Faval o di chicchessia. La Giunta interpreta le leggi come le interpretano tutti, le interpreta anche male, come ha scritto per la graduatoria dei medici, dicendo: "Pensavamo che fosse valido il contratto del' 78, invece ce n' era uno del 1981".
Quindi anche la Giunta può sbagliare in tema d'interpretazione legislativa. Se comunque le cose stanno in modo così semplice e lineare come le ha volute presentare il Consigliere Faval e come le ha ripresentate l'Assessore stasera, non vedo quale difficoltà ci sia a votare una Commissione di indagine che vada a controllare queste 6000 schede e verifichi le questioni delle licenze, delle autorizzazioni e poi riferisca in tempi brevi al Consiglio.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Brevemente devo dire innanzitutto che non c'è nessun problema a voler continuare la discussione in seduta segreta.
PRESIDENTE: Scusate, vorrei precisare: la seduta segreta può essere richiesta da qualsiasi Consigliere, il quale intenda esprimere giudizi su persone. Non è un potere né del Presidente, né dei Consiglieri, ma quando si vogliono esprimere dei giudizi su una persona, si ha il diritto di chiedere che il Presidente riunisca il Consiglio in seduta segreta. Dopodichè, finito l'argomento, si riaprono le porte. Trovo quindi superfluo questo riferimento alla posizione politica che è legata a questo concetto. Prego Consigliere Minuzzo, continui.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Ha ragione Signor Presidente, io ho solo voluto dire che siccome non devo dare giudizi su persone mi va bene la seduta pubblica. Ma se ci dovesse essere l'esigenza di fare la seduta segreta, non sarei io a dire di non farla.
Vorrei ribadire il fatto che rifiuto il concetto che questa mozione sia demagogica, strumentale e di bassa lega, perché qui nessuno vuole mettere sotto accusa l'Assessore o l'I.R.V., noi vogliamo solo aver chiarezza sul Centro di Medicina sportiva. Non è che noi abbiamo delle prevenzioni nei confronti dell'Assessore: ci ha fatto sorgere dei dubbi l'Assessore con le sue dichiarazioni, con le sue risposte scritte. Noi abbiamo scritto male, l'Assessore ci ha risposto bene, nella nostra ignoranza abbiamo capito male, per cui abbiamo voluto, nel limite delle nostre capacità, andare a fondo della questione. Così facendo, ci siamo accorti che non tutto è chiaro, per cui con questa mozione vogliamo verificare meglio, tanto più che non sarebbe il primo esempio da parte del Consiglio regionale. Ricordo che è stato dato l'incarico ad una Commissione speciale di andare a verificare un certo tipo di lavoro che era stato commissionato ad uno studio privato. Sono stati fatti dei viaggi in giro per l'Italia, per andare a vedere quali studi tecnici aveva, di che tipo di apparecchiature disponeva questo Istituto per prestare l'opera alla Regione. Per cui sostengo che, anche in questo caso, se come Consiglieri regionali vogliamo andare a fondo ad una questione, ritengo non ci sia niente di strano nell'istituire una Commissione speciale, siccome non c'è una Commissione ad hoc per esaminare certi problemi della sanità. Non mi sembra assolutamente che questa mozione sia strumentale e demagogica, vogliamo solo un po' di chiarezza.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.): Sono d'accordo con alcune valutazioni di carattere politico che ha fatto il Consigliere Faval, anche se poi arriverei ad una conclusione diversa. Dico questo perché al di là della valutazione di questa mozione come strumentale o come un modo poco chiaro di affrontare determinati problemi dell'Amministrazione, ci sono alla base alcuni fatti che non sono stati contestati. I tre punti della parte esplicativa della mozione sono riscontri che hanno trovato una risposta da parte degli Assessori sia alla Sanità che alla Pubblica Istruzione, che effettivamente hanno potuto accertare alcune disfunzioni verificatesi nell'applicazione della convenzione. Non è la prima volta che si possono verificare delle disfunzioni, si possono verificare delle interpretazioni anomale e dei malintesi sul modo di procedere.
Anzi, l'Assessore Viglino ha addirittura aperto un'indagine per stabilire eventuali responsabilità di chi ha disposto indebitamente visite radiologiche, in contrasto con una circolare esplicativa. Però, al di là di questi tre punti, che essendo stati a mio avviso sufficientemente chiariti, non giustificherebbero più la Commissione consiliare per l'accertamento, resta un problema, che è quello che attraverso il dibattito sono rimaste delle ombre sui rapporti intercorsi fra l'Amministrazione regionale e l'I.R.V., ombre che non mi pare vadano a vantaggio di nessuno, ma anzi possono essere fastidiose e controproducenti agli effetti della chiarezza, dell'operato della Giunta e dell'Assessore. Dal mio punto di vista sarei favorevole ad essere sottoposto ad inchiesta quando si vogliono avanzare delle insinuazioni e fare delle affermazioni che possono ledere la correttezza del comportamento.
A me è capitato, nella mia vita di lavoro, poco prima di essere eletto Consigliere regionale di avere richiesto a voce e per iscritto che fosse aperta un'inchiesta sul mio operato. Mi è stato negato con mia somma rabbia e dolore.
Proprio per questo chiedo all'Assessore se non ritiene opportuno, proprio per tagliare definitivamente la discussione che rischia ogni momento di degenerare, lasciare che una Commissione consiliare metta in chiaro tutti quei punti ancora oscuri, oggetto di dubbio sul suo operato, in modo che una volta accertati dalla Commissione consiliare, non ci sia più l'occasione di imbastire quelle strumentalizzazioni, che secondo alcuni, queste iniziative potrebbero nascondere, né lasciare spazio ad eventuali, successive azioni che ritornino su questo argomento in maniera reiterata, senza mai arrivare ad una conclusione che invece è a vantaggio di tutti.
Evidentemente è anche interessante la proposta del Consigliere Lustrissy, che chiedeva agli Assessori di fornire al Presidente del Consiglio, quindi ai Consiglieri, una relazione particolareggiata su come si sono svolti i fatti, sulle disfunzioni che ci sono state e come vi si è posto rimedio in attesa di poter stipulare forse una nuova convenzione, prima di avere delle strutture pubbliche capaci di sopportare anche il peso di questa attività.
La legge è buona, mandandoci però gli strumenti per poterla attuare, si è dovuto ricorrere almeno per il momento ad una convenzione con un privato. Se questa convenzione è suscettibile di essere modificata e migliorata, perché dura un anno, in attesa della famosa Piastra, il mettere le cose definitivamente in chiaro ed evitare una diatriba che si prolunga senza vantaggio di nessuno, screditando anche il Consiglio nel suo insieme, potrebbe essere un modo buono di uscire da questa situazione d'impasse.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Faccio seguito ad una mozione che durante il Consiglio scorso era stata discussa e che avevo anche sottoscritto.
Ricordo che a conclusione della discussione avevo proposto una modifica al testo della mozione per raccogliere una proposta che all'origine era scaturita direttamente dall'Assessore, che era quella di una relazione alla Commissione consiliare competente, per illustrare meglio i problemi che concernevano questa convenzione. Allora quel suggerimento non era stato accolto e forse questa mozione, che non ho sottoscritto perché non condividevo le sue caratteristiche, non sarebbe stata presentata ed il problema non si sarebbe riproposto e non avremmo perso forse altre due ore in Consiglio, dove su aspetti tecnici o pratici o economici prevalgono sempre motivazioni di schieramento. Il Consigliere Lustrissy ha un po' ripreso quella proposta che rilancerei, chiedendo se possibile il parere dell'Assessore circa la possibilità di relazionare alla apposita Commissione consiliare, perché non è vero che non esiste una Commissione consiliare che si occupa dei problemi della Sanità ed Assistenza Sociale.
C'è una Commissione che se ne occupa ed oltretutto ho guardato il regolamento in precedenza, art. 24 dove si parla delle Commissioni di inchiesta e si dice che queste devono essere rappresentative di tutti i gruppi consiliari in modo proporzionale. Quindi o facciamo una Commissione d'inchiesta composta da 35 Consiglieri, o la facciamo di 11 Consiglieri, ciascuno dei quali rappresenta in voti il peso del suo Gruppo.
Mi pare che così la faccenda diventi complicata; la cosa più semplice, invece, per superare gli ostacoli e concordo con alcune motivazioni precedentemente illustrate dal Consigliere De Grandis - e trovare un accordo su certi aspetti che comportano dei contrasti più di schieramento che sostanziali, sarebbe di chiarire tutte queste cose in una relazione che l'Assessore vorrà fare in una sede un po' più calma, come quella della IV Commissione, e solo successivamente, con tutti gli elementi, venire in Consiglio. Quando si discute se la legge è applicabile o no, quando si deve entrare in questi problemi di ordine giuridico, ritengo non si possa approfondire sufficientemente in sede consiliare.
Chiedo all'Assessore il suo parere su questa proposta che mi sembra adatta a superare questo impasse.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
BORDON - (D.C.): Confortato anche dalla definizione testè suggeritami dall'amico Assessore Ramera, anch'io sono un vago comico, cioè uno che si sveglia in certe ore della notte, e ormai siamo avviati su questo tono, adesso voglio partire anch'io, perché da tanto tempo e per lunghi lustri qui dentro, definito il Mississipì del Consiglio regionale da cattive lingue, da amici, come il Presidente della Giunta, e purtroppo anche da altri amici che non sono più qui con noi, mi ero ridotto ormai da diversi mesi in questo mio scranno, a dimostrarmi che non ero il Mississipì, ma un modesto torrente, St. Barthélemy -Nus, per cui certe critiche non mi toccavano. Ma da quando qui dentro ci sono dei dibattiti che si ripetono, non ho più il dubbio; ho la certezza di questa mia riservatezza, essendo Consigliere di Maggioranza, di non pesare troppo e nello stesso momento di non voler spaccare il capello in quattro facendo parte di una maggioranza. Visto però che qui dentro da parte di qualche nostro amico non c'è questo riguardo verso l'altro collega, per cui i dibattiti si ripetono lungamente, ho l'impressione che qualche Consigliere faccia quel che sto facendo io adesso, si autoasculti spinto anche da un certo inquinamento atmosferico che sta gravando sempre più in quest'aula, e mi riferisco all'atmosfera elettorale del 1983 ormai vicina, per cui ognuno di noi vuole che rimanga a verbale qualcosa, anche se poi ci ripetiamo tutti, non solo nella stessa seduta, ma addirittura in due sedute consiliari consecutive.
Stasera ho sentito qui dentro gli stessi dibattiti dell'altra volta. Se ci fosse qualcosa di nuovo, allora doverosamente si viene qui ad ascoltare, a farsi un'opinione, ad intervenire se necessario; ma io questo piacere non l'ho avuto, ed allora penso mi spetti di diritto un'ora stasera per poter parlare nel primo intervento, non penso di consumarlo tutto, ma se lo farò, ne avrò il diritto e vado avanti. Ad un certo momento come iniziavo avevo quasi voglia di chiedere al Presidente del Consiglio, se non sbaglio abbiamo anche la seduta consiliare di domani, quindi perché questo dibattito deve andare avanti ad una certa ora, tediandoci un po' tutti e togliendoci il desiderio di partecipare a questa chiacchierata? Quindi si poteva chiedere anche il rinvio a domani, ma non credo siate d'accordo perché se fosse necessario si vada avanti. Ma quando qui dentro si continua a rimasticare le stesse cose, allora mi diverto anch'io e vado avanti con le mie considerazioni. Naturalmente cercherò di ricordarmi delle minacce fattemi dagli amici qui vicino di non intervenire, ma abbiate pazienza, stasera tocca a me.
Tanto per cominciare, vi dirò che questo mio intervento è quasi una legittima difesa, perché qui si sente, ed è giusto che sia così, l'intervento dei Consiglieri di minoranza che vengono fuori a dire naturalmente, approfondire i problemi, dibatterli, colloquiare, tutte parole ormai diventate abitudinarie, che grazie a Dio questa democrazia ci consente di portare avanti, però ad un certo momento uno risponde con una legittima difesa, perché se anch'io applico lo stesso metro di tanti altri che ripetono due o tre volte la stessa cosa, da qui non si va più via, ed è proprio quello che voglio dimostrare stasera. Lo star zitto tante volte mi costa ma lo faccio per un riguardo verso i colleghi Consiglieri che ritengo più preparati, più giovanili, più spigliati di quanto lo sia io adesso, ma oggi lascio da parte questi miei riguardi e vengo avanti con lo stesso metro di prima.
Nell'altra seduta volevo felicitarmi con i Consiglieri dell'opposizione perché effettivamente si erano ben preparati, com'è loro compito. D'altronde ogni tanto mi viene da ridere se mi sovvengo di certe battaglie fatte qui dentro, dove non ho mai sentito una minoranza, un'opposizione, che non abbia fatto se non un'opposizione costruttiva. La fanno sempre costruttiva nel modo più assoluto, ma non la "fanno", la "facciamo" perché ho l'enorme piacere di essere stato Consigliere di opposizione, là dove io mi divertivo molto di più di quanto sto facendo adesso, perché tanto ci sono pur delle cose che non vanno, che non condividiamo, non che le cose viste da noi siano perfette, ma anche viste da altri, per cui non si interviene per non creare queste discussioni-fiume che non finiscono più.
L'opposizione fa bene a prepararsi, non stia neanche a dire che fa un'opposizione costruttiva perché quando siamo in maggioranza pensiamo ad esempio che non è vero; anzi qualche volta vengono fuori dei dibattiti che mi fanno dire, ma questo accanimento contro l'I.R.V. non ha qualcosa sotto sotto?
Penso di no. Penso e parto dal principio che il Consigliere di minoranza deve fare la sua battaglia, perché ha uno scopo solo, quello di capovolgere la maggioranza per poter andare al governo; questo è sempre stato e sarà sempre: guai se non fosse così. Però è altrettanto vero che un Consigliere di maggioranza, come il sottoscritto, si deve porre alcune domande, alcune basi di discussione.
Allora arrivando qui dentro ho incominciato a sentire l'Assessore Rollandin al quale non darò mai più i miei consigli di vecchio nonno del Consiglio regionale, di non arrabbiarsi, perché fa di tutto tranne quanto gli dico io; ed allora dirò tanto per cominciare che l'I.R.V. mi ha preoccupato, perché ho sentito dire qui dentro che abbiamo una legge che tutti riconoscono buona. Quindi penso che sia anche il riflesso di certe tragedie accadute in alcune squadre di calcio, in qualche altra società, dove persone che a loro insaputa avevano una qualche disfunzione, e se ne sono andate al creatore. Se le avessimo sottoposte a visita medica - abbiamo detto - non morivano forse. E allora è venuta fuori questa legge. Naturalmente quale considerazione comincio a fare? Lì dentro il primo rimprovero che si fa, è che di questi sportivi, quelli che vogliono dedicarsi a certi sports, devono sottoporsi a visita medica, fare raggi X, altri no. Allora prima cosa: questa legge è buona ed il rimprovero che si fa all'Assessore è di essersi servito non di un servizio pubblico ma di un servizio privato. E qui l'Assessore ha risposto bene. Ripeto per la terza volta quello che mi avete spiegato per ben due volte, dimostrando così che qualcosa ho capito anch'io. Non penso di aver capito proprio tutto perché in fatto di medicina i miei studi non me lo consentono, ma cercherò di metterci tutta la buona volontà.
L'Assessore Rollandin ha spiegato con tanta buona volontà che non c'era servizio pubblico che funzionava, ripeto le sue parole, io avrei fatto una legge, però avrei detto: aspettiamo che sia pronto il servizio pubblico e non avrebbe funzionato niente e la cosa rimaneva lì. Quindi a fatto molto bene ad affidarlo a chi poteva applicare subito questa legge.
Ma c' è un'altra cosa che gli si rimprovera: si dice che si sottoponevano a raggi X anche degli sportivi che potevano esserne esentati. Effettivamente qui c'è qualcosa che non va, però vi dico che se per caso uno sportivo fosse morto per qualcosa pur non dovendo essere assoggettato a visita medica, indubbiamente qualcuno qui dentro avrebbe detto che si poteva fare a meno di fare tanta economia e che potevamo sottoporre ai raggi anche quello lì che non doveva essere sottoposto, perché questo è quello che avviene sempre.
Tanto per cominciare queste due o tre puntualizzazioni, ma c'è ancora una questione che mi preoccupa, forse sarà a causa della senilità, ma l'altro giorno ho detto a mia figlia che doveva accompagnare mio nipote all'I.R.V. per una radiografia ai denti, stai molto in gamba perché lo afferreranno, gli faranno tutte le radiografie di questo mondo, perché questa è l'impressione che mi hanno dato. Per cui dicevo al Consigliere Fosson poco fa, che io laggiù non ci passo più perché mi da l'impressione che dietro quella porta ci siano dei medici pronti ad acchiapparti per schiaffarti davanti ad una macchina, per farti spendere le 11.000 lire, questa è la realtà che ci viene comunicata qua dentro. Quindi io penso che a questo punto si stia esagerando un po'. Ma con questo non critico assolutamente l'impegno dell'opposizione, che fa il suo dovere e noi dobbiamo controbatterlo chiedendo tutt'al più un certo limite che è quello che cercherò di impormi, sennò non finisco più ed invece è giusto che si finisca. Ma in che modo? Ecco la parte più delicata, quella a cui alludeva il Consigliere Faval, che ha fatto un intervento che mi è piaciuto molto, e glielo ho detto.
Quanto alla seduta segreta, stiamo constatando che molte volte non abbiamo bisogno di chiederla, perché ormai qui dentro non c'è più nessuno, ma al Consigliere Faval avevo suggerito seduta segreta a luci rosse, e voi capite a cosa mi riferivo, pur non ritenendo personalmente che sia il caso di fare una seduta segreta, che chiunque potrebbe chiedere qui dentro. Proseguendo in questo modo, qual'è la colpa che si fa? Noi avremmo avuto un Preside che ha mandato all'I.R.V. 600 allievi, è stato giustificato, perché non credo che questo Preside si sia svegliato un mattino ed abbia detto: "Anch'io oggi sono affetto da raggi X, li sbatto tutti e 600 a farsi la radiografia". Ci sarà pur stata qualche impostazione, un motivo, a questo Preside qualcuno avrà pur detto di portarli lì. Avrà interpretato male, come mi sembra abbia detto giustamente il Consigliere Lustrissy, a giustificazione di questo fatto.
Questo Preside giustificherà il perché li ha mandati, se c'è la responsabilità di qualcuno che ha fatto spendere questi denari alla Regione, verrà fuori, perché mi sembra, ed è qui che mi voglio solo soffermare, che ad un certo punto si dica che questa convenzione è stata tutta falsata. Qual'è la colpa grave dell'Assessore Rollandin o dell'Amministrazione regionale? Avrebbero fatto delle radiografie che non si dovevano fare pur di lucrare le 11.000 lire. Ma scusate, se è vero che ci sono delle gravi colpe, si sono fatte delle statistiche, ce ne sono di quelle non autorizzate, addirittura le abbiamo pagate, chiederemo il rimborso, ma secondo me, ed è qui che voglio finire almeno per questa volta, riservandomi di vendicarmi eventualmente ancora dopo per un'altra mezz'ora, lo abbiamo fatto, lo abbiamo letto sui giornali, ho visto che è diventata una cosa scandalistica quasi. Noi abbiamo letto sui giornali che hanno denunciato alla Procura della Repubblica, era la strada da seguire. Fossi stato impostato su questa base ed avessi portato avanti il discorso, lo impostavo così perché lì è la serietà. Oggi come oggi abbiamo affidato al Procuratore della Repubblica tutto questo materiale, dicendo qui dentro c'è qualcosa che non va, allora non sono favorevole a nessuna Commissione, la Magistratura ha questo nelle mani, svolgerà le sue indagini, farà quello che ha da fare, ad un certo momento verrà fuori qualcosa, ed indubbiamente se ci saranno dei responsabili, pagheranno.
Naturalmente se adesso vogliamo continuare a chiedere la Commissione Sanità, una Commissione speciale d'inchiesta, l'Assessore Rollandin è padrone di fare tutto quello che vuole, ma avendo la Magistratura già le mani in questo, vada avanti lei e ci dica se effettivamente sono storie o se ci sono davvero delle cose gravi.
PRESIDENTE: E' chiusa la discussione generale.
Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Solo per dare un chiarimento al Consigliere De Grandis. Non è che rifiutando la Commissione, si voglia coprire qualcosa; ho già detto che mi sarei reso disponibile a dare tutti i dati in mio possesso per gli accertamenti necessari. Se questo non è sufficiente, allora verrà valutato se in base a quella relazione è carente qualche punto o verrà fatta una serie di richieste di chiarimenti su punti specifici. Non so cosa si possa fare di più, al di là degli accertamenti che già sono in corso per altra via, e che seguiranno il loro normale iter.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Volevo solo precisare che siamo a disposizione per tutte le relazioni riguardanti sia la questione Pubblica Istruzione, sia la questione sanitaria. Questo in Commissione, fuori Commissione, nel mio ufficio, dopo le riunioni di Giunta, quando volete. Ma qui le mie attente orecchie hanno sentito "culpa in vigilando", interpretazione forse originale del codice, ma comunque al solo sentirlo mi sono messo a battere i denti dalla paura, perché avendo saputo che in una sala chirurgica erano state trovate numerose spore di tetano mi sono visto alla Torre di Balivi con il Consigliere Mafrica che mi portava il "Portugal".
Perché se la "culpa in vigilando" è quella, siamo fottuti. Quindi noi respingiamo la mozione perché respingiamo la censura politica e non perché non vogliamo che si conosca a fondo dello scantinato, del garage, di sotto, di fianco, di sopra l'I.R.V. Noi abbiamo interpretato una legge come Giunta regionale, manteniamo quella interpretazione e respingiamo, la Commissione d'inchiesta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Faval, ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.): Siamo convinti che la situazione in relazione alla mozione è assolutamente chiara e limpida così com'è stato illustrato dall'Assessore Rollandin e sostenuto anche da me. Respingiamo la mozione e riteniamo non sia assolutamente necessario nominare una Commissione d'inchiesta in quanto siamo tutti convinti che l'Amministrazione ed il Consiglio regionale hanno gli strumenti istituzionali per appurare sul piano amministrativo eventuali responsabilità, là dove la votazione e la costituzione di una Commissione d'inchiesta ingenererebbe ulteriore confusione nell'opinione pubblica perché in questo paese basta il solo sospetto per condannare.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
FOSSON - (D.C.): Dopo quanto ha ampiamente detto il Consigliere Bordon, e visto che i fatti noti o meno noti sono già stati portati alla Magistratura perché faccia la sua inchiesta, non abbiamo altro da fare che aspettare i risultati di detta inchiesta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Ho ascoltato le assicurazioni date in precedenza dall'Assessore circa la domanda che avevo fatto e confermate successivamente dal Presidente della Giunta, che hanno garantito la massima disponibilità a dare in qualsiasi sede consiliare tutta la documentazione e tutte le informazioni necessarie richieste; credo a questo punto che il testo della mozione così come è stato stilato, non possa essere votato.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Il discorso che abbiamo condotto in due sedute, in forme diverse, con interpellanze, interrogazioni scritte, mozioni, non sarà servito come disse l'Assessore Rollandin per gli sportivi che sono iscritti alla Società per gli Sports popolari, ma almeno a far recuperare all'Amministrazione regionale somme indebitamente versate, quindi andando avanti in questa indagine oltre ai fatti accertati che sono gli stessi dell'altra volta, sono venute fuori carenze rispetto alle licenze edilizie che la volta scorsa non conoscevamo. L'aspetto di accertamento dei fatti è stato fatto in modo abbastanza serio. E' chiaro che c'è una censura politica, riteniamo che in questo caso da parte dell'Assessore non si sia applicata la legge che doveva essere applicata e non si siano fatti i confronti. Però questo esula dalla richiesta di oggi che era di istituzione di una Commissione per indagare sui fatti.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.
LUSTRISSY - (D.P.): Sentite le dichiarazioni del Presidente della Giunta, e dell'Assessore sciolgo la riserva e dichiaro di votare contro la mozione, anche perché così com'è formulata al punto b) soprattutto, non è accettabile sul piano politico.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Intanto vorrei ricordare che rispetto alla risposta fornitami ad una mia interpellanza dall'Assessore Rollandin che ha aperto questo battage, il senso della quale era "Meglio di così non si poteva fare, era la cosa più bella del mondo", mi pare che tutta una serie di elementi di irregolarità siano stati riconosciuti anche dalla maggioranza.
Mi aveva detto che da controlli effettuati tutto andava bene, mentre invece da controlli effettuati tutto non va bene. Poi chiaramente questa è una mozione politica perché vogliamo osteggiare sino in fondo un'interpretazione delle funzioni della Giunta e dei singoli Assessori che vogliono prendere le leggi così come sono e adattarsele alle proprie esigenze. Il problema di fondo è che secondo me vanno sciolte una serie di riserve sul piano giuridico che non ci competono, ma competono invece alla Magistratura, che svolgerà se lo riterrà opportuno, delle indagini. Ma restano da chiarire una serie di aspetti di carattere politico-amministrativo, su come si traducono in pratica leggi buone e com'è che si compiono delle leggerezze quando ci si accorda con degli Enti senza aver prima appurato fino a che punto questi Enti siano rispettosi della legge, perché tanto per fare riscontro di una battuta, quando diceva il Consigliere Bordon, mi risulta che all'I.R.V. vi siano dei medici, ma non degli infermieri, quindi, per questi motivi, io ritengo che questa mozione vada votata.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti: ventisei; votanti: ventisei;
favorevoli: nove; contrari: diciassette.
Il Consiglio non approva
