Oggetto del Consiglio n. 85 del 11 febbraio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 85/VII - RIFORMULAZIONE DEL BANDO DI AVVISO DI CORSO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DI ADDETTI ALLE STRUTTURE E SERVIZI DI APPOGGIO PER MINORI INTEGRATIVI DELLA SCUOLA E DELLA FAMIGLIA - (Reiezione di mozione).
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Minuzzo:
MOZIONE
VISTA la delibera di Giunta n° 5635 del 20 novembre 1981;
CONSIDERATO che la qualifica di assistente-educatore non rientra nello stato giuridico del personale delle unità sanitarie locali;
PRESO ATTO che l'avviso del corso per assistenti-educatori non specifica bene i parametri che verranno usati per l'ammissione al corso stesso dei candidati in quanto viene detto testualmente "per essere ammessi al corso gli aspiranti allievi dovranno sostenere una prova di selezione attitudinale per esame colloquio";
VALUTATO che chi svolge un corso di 25 giorni non può essere parificato ad un'assistente sociale e tanto meno può essere configurato come assistente-educatore;
DELIBERA
1) di revocare la delibera n. 5635 del 20 Novembre 1981;
2) di impegnare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale di riformulare il bando di avviso di corso per la formazione professionale addetto alle strutture e servizi di appoggio per minori integrative della scuola e della famiglia.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Presumo che questa mozione porti via poco tempo anche perché è già successo una volta che l'Assessore, dopo avergli fatto rilevare alcune incongruenze, si è reso disponibile a riformulare un bando di concorso. Comunque è stato riformulato un bando di concorso per iniziativa dell'Assessore e non sollecitato dal Consigliere Minuzzo. Ritengo sia necessario riformulare questo bando di corso o concorso, per alcuni motivi fondamentali. Innanzitutto per la poca chiarezza di questo bando, soprattutto per quanto concerne le modalità per l'ammissione a questo corso, in quanto nel bando si dice che si viene ammessi al corso solo dopo aver sostenuto un esame-colloquio preliminare. Si precisa poi che solo 13 persone possono partecipare a questo corso, e non abbiamo capito bene il perché di questo numero chiuso. Oltretutto sono previsti dei posti coperti obbligatoriamente da personale già dipendente dalla Regione nelle strutture di appoggio. Inoltre mi chiedo come mai l'Assessore ha formulato questo bando di concorso tenendo presente che non c'è personale attualmente impiegato alla Regione in possesso dei requisiti richiesti per poter partecipare a questo corso - come lo stesso Assessore ha affermato rispondendo alla mia interrogazione di stamani.
E' stata prevista l'obbligatorietà alla partecipazione di questo personale, è prevista un'indennità di corso ai partecipanti e non si riesce a capire che rapporto viene instaurato fra gli eventuali dipendenti regionali che frequenteranno questo corso. Inoltre viene riconosciuta una qualifica pari a quella di assistente tecnico e questo è quanto ritengo discriminatorio perché chi frequenta un corso di 25 giorni, seppur dilazionato in otto mesi, non può essere parificato a chi ha dovuto studiare per tre o quattro anni, tanto più che c'è del personale che sta attualmente facendo quei corsi per essere inquadrato nel ruolo tecnico e precisamente anche nella tabella. Per questo motivo chiedo all'Assessore che il bando venga riformulato con più chiarezza.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Mi spiace deludere il Consigliere Minuzzo, dicendo che non concordo con le sue affermazioni. Chiarito che in precedenza a proposito delle assistenti sociali c'era stata quella riformulazione, tenuto conto delle osservazioni fatte dai rispettivi ordini, forse c'è stato un malinteso. La figura che si sta istituendo non è una figura sanitaria, quindi non fa riferimento al 761. Non entra in collisione con la figura dell'Assistente sociale e Assistente sanitario che ha tutta una altra preparazione specifica, riservata come figura istituzionale allo Stato. Noi abbiamo creduto fare queste due figure di riqualificazione degli ex-inservienti, perché questa era la qualifica iniziale: mi riferisco al prosieguo dell'interpellanza fatta stamani, cioè del numero di personale che partecipa a questo corso, perché si è dovuto tener conto in base alle normative C.E.E. di una differenza di qualifica iniziale, in quanto c'è chi ha un determinato titolo di studio che in una qualifica futura, legata al campo assistenziale, non poteva essere inquadrato con chi invece ha un titolo di scuola superiore. Questo il motivo per cui si è diviso questo corso in due parti: una che è già iniziata come ho detto il 21 gennaio e che riqualifica il personale dell'ex-brefotrofio un'altra che deve iniziare e che è legata a personale che abbia una determinata qualifica di scuola superiore. Questa è la differenza sostanziale per cui forse c'è stato un malinteso o un fraintendimento. A chiarimento del come è stato interpretato il bando, penso che le domande - ben 63 - hanno dimostrato che il bando è stato capito ed anche interpretato in modo corretto, tant'è vero che già i primi esami-colloqui hanno accertato quali sono le intenzioni di questo personale, per seguire poi sotto un certo livello integrativo con quello che è la parte della scuola, il campo dell'inserimento dell'handicap. Difatti li abbiamo chiamati assistenti educatori, figura anomala perché rientra nel campo assistenziale e non in quello sanitario. Se rientrasse nel campo sanitario, la Regione in base alla lettera Q dell'art. 6 della 833, non potrebbe estendere nessuna norma. Sarebbe illegittimo. Infatti quella materia non è di competenza regionale ma di competenza dello Stato, essendo figure professionali. Stiamo parlando di una qualifica di assistente educatore, che è da inserire nel campo assistenziale, ed è per quello che non ritengo di dover accedere alle richieste, perché non c'è confusione, non c'è fraintendimento di ruoli. Il Consigliere Minuzzo ha confuso l'assistente educatore con quella che in futuro sarà la figura dell'Assistente sociale. In base alle osservazioni che ho fatto, non considero valide le obiezioni avanzate e non ritengo di dover revocare la delibera.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Leggo il titolo della delibera per i colleghi che non lo conoscessero: "Istituzione di un corso teorico-pratico di formazione professionale per il conseguimento del titolo di assistente educatore". Questa è una professione che qualcuno si è inventata. Si continua dicendo "Posizione funzionale, assistente tecnico, ruolo tecnico del servizio sanitario nazionale, addetto alle strutture e servizi di appoggio per minori integrativi della scuola e della famiglia". Quindi non può venirmi a dire l'Assessore che questa qualifica non entra nel ruolo tecnico del servizio sanitario.
Nella delibera al punto 2) si dice di "stabilire che al corso venga obbligatoriamente iscritto nel limite dei posti previsti il personale in possesso del diploma di scuola media superiore, che attualmente opera o presta servizio nell'ambito dei servizi e strutture di appoggio pubblici per minori handicappati, operanti nella Regione, secondo un apposito elenco nominativo predisposto dall'Assessorato alla Sanità ed Assistenza sociale". Questo cosa vuol dire? Che secondo l'Assessore, c'è qualcuno che obbligatoriamente deve essere inserito in questo corso perché già opera nella Regione.
Stamani l'Assessore mi dice che non c'è nessuno che opera attualmente in questa struttura con il titolo di scuola superiore, quindi mi chiedo il perché è stato formulato questo punto, il perché è stata inventata una professione nuova che chiaramente nessuno riesce a capire. E' chiaro che ci sono 63 domande con la gente che ha bisogno di lavorare.
Ribadisco la mia posizione: l'Assessore è libero di respingere questa mozione, ma chiaramente non ritengo che l'Assessore abbia l'autorità ad inventarsi delle nuove professioni. A questo punto con gli strumenti in possesso di un Consigliere, si andrà a verificare il perché, visto che non mi è stato risposto, sono stati previsti esclusivamente 13 posti a questo corso e quali sono i criteri di ammissione. L'Assessore può respingere la mozione, ma dovrà aspettarsi delle interrogazioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Il numero di 13 posti, mi ero scordato prima di rispondere, non è stato scelto per la cabala né per altri motivi, ma unicamente per una questione legata alla possibilità di svolgere la pratica, dato che questo corso è teorico-pratico.
Siccome ci sono disponibilità di locali, per motivi contingenti, che hanno determinate dimensioni - il Consigliere Minuzzo sa quale è la posizione del Centro handicappati - non era possibile per un primo avvio prevedere un numero superiore. Diversamente non sarebbe stato possibile svolgere tutta la parte pratica che è abbastanza complessa.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti: ventisei; votanti: ventisei; favorevoli: nove; contrari: diciassette.
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Abbiamo esaurito l'ordine del giorno, l'unico argomento rinviato al 18 è l'oggetto n. 13. Pertanto i lavori di questa adunanza terminano qui. Direbbe il Consigliere Bordon, e la Presidenza si associa: "Buonanotte".
L'adunanza termina alle ore 22.15
