Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1154 del 12 gennaio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1154/XVI - Interpellanza: "Motivazioni della candidatura della Valle d'Aosta a Regione europea dello sport per il 2023".

Bertin (Presidente) - Prima di passare al punto n. 27 dell'ordine del giorno, segnalo che l'assessore Caveri ha un breve impegno che non gli permette di poter rispondere alle interpellanze ai punti dal n. 30 al n. 33, pertanto propongo di slittare queste interpellanze al ritorno dell'assessore Caveri appena finito il suo impegno. Per il momento continuiamo con la n. 27. Per l'illustrazione il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Quest'interpellanza nasce da una notizia che abbiamo letto sui giornali, ovvero la candidatura della nostra regione a Regione europea dello sport.

A un lettore poco attento, potrebbe quasi sembrare che questa candidatura venga fatta presso un organo europeo, che a che fare con l'Unione europea, con la Comunità europea, la Commissione europea e quant'altro. Per fortuna è stata fatta una delibera e quindi possiamo leggervi direttamente quali sono gli enti che sono dietro questa candidatura: il premio è assegnato da un'associazione senza scopo di lucro che si chiama ACES Europe, che non è quindi parte dell'Unione europea né diretta emanazione di essa e che dal 2001 consegna il premio European Capital of Sport.

L'unico legame che si può adombrare con l'Unione europea è che all'articolo 50 del Libro bianco sullo sport, che risale al 2007, quindi sei-sette anni dopo che è stato creato questo premio, si dice che la Commissione cercherà anche di promuovere una maggiore visibilità dell'Europa durante gli eventi sportivi e sostenere l'ulteriore sviluppo dell'iniziativa Capitale europea dello sport. Non c'è nessun riferimento all'associazione, nessun riferimento al premio, per esempio, delle Regioni o delle comunità che poi è seguito e specifica anche che ci sono altri 46 libri bianchi sulle materie più disparate, quindi io non utilizzerei questo per avere un legame con l'Europa; ma tant'è! Connessioni con l'Europa, direi che tendenzialmente non ce ne sono, così sgombriamo il campo e sappiamo che ci stiamo rivolgendo a un premio che viene deciso da un'associazione privata senza scopo di lucro, che non ha alcun legame con l'Europa.

Però ho voluto approfondire, perché lei nella delibera, Assessore, scrive una cosa: che questa candidatura costituisce un'importante opportunità per la promozione internazionale dell'offerta turistica sportiva della Valle d'Aosta. Io ho fatto uno sforzo e sono andato sulla pagina di ACES Europe e c'è un menu a tendina molto interessante, la voce "Premi", dove c'è l'elenco dei premi che vengono assegnati. Tra questi premi troviamo quattro categorie: municipi italiani premiati, municipi europei premiati, capitale italiana dello sport, capitale europea dello sport; nessuna menzione per le regioni. É talmente prestigioso questo premio che non viene citato neanche sul sito dell'associazione.

Si può fare uno sforzo ulteriore e andare nel menu a tendina, che è quello che ci spiega come candidarsi per questo premio nel 2023. Anche qui possiamo trovare le disposizioni per la candidatura e ci sono diversi premi anche questi assolutamente esclusivi per il 2023, cioè quello dove dovrebbe partecipare la nostra regione: capitale europea dello sport, città europea dello sport, comune europeo dello sport, comunità europea dello sport, isola dello sport, regione europea dello sport. Ci saranno almeno, come possiamo vedere dal sito, sei luoghi europei dello sport che tendenzialmente riduce un pochino il prestigio di questo fantastico premio al quale la Giunta cerca di partecipare. Tra le curiosità, per esempio, la capitale europea dello sport vede già assegnati i premi fino al 2024: nel 2021, quando è stato fatto, si sapeva già che la capitale europea dello sport nel 2024 sarà una. Io non so come abbiano fatto a stabilire che nel 2024 la città migliore per lo sport è quella, non lo so come abbiano fatto, avranno doti divinatorie ma va benissimo.

C'è ancora un elenco che continua: abbiamo la città europea dello sport, perché noi partiamo da sei posti che verranno premiati. In realtà, per la città europea dello sport nel 2023 vengono accettate un massimo di otto candidature a fronte di quattro premi, cioè quattro città vinceranno. Abbiamo la capitale e quattro città. Poi c'è il comune europeo dello sport, altre otto candidature a fronte di quattro premi, quindi già nove vincitori. Poi c'è la comunità europea dello sport, dove vengono accettate un massimo di quattro candidature a fronte di due assegnazioni; abbiamo altri due vincitori. Inoltre c'è l'isola europea dello sport, dove vengono accettate un massimo di quattro candidature a fronte di due assegnazioni; altri due vincitori.

Poi c'è la regione europea dello sport. Questo è un caso curioso, perché nelle regole di partecipazione si scrive che per questo premio viene accettata ogni anno una sola candidatura a fronte di una sola assegnazione, uno si candida e uno vince. La candidatura, c'è scritto, verrà selezionata sulla base dell'ordine cronologico di arrivo dalla lettera di candidatura: il primo che si candida vince, tanto per sottolineare il premio e il prestigio che questo premio assegna.

Peraltro non so come si possa valutare questo premio e le sue modalità di assegnazione, anche perché effettivamente le modalità di assegnazione sono quelle, ma tutta la procedura è complessa, perché nel regolamento è scritto che c'è la durata della visita di quattro giorni, c'è una commissione che viene qua per valutare, dopo che tu sei candidato e sei l'unico, se vieni preso. Per ciascuna delle strutture devi fornire una scheda in cui siano presenti i dettagli dell'impianto, caratteristiche strutturali, numero di persone che praticano sport nell'anno, accesso ai mezzi pubblici, organizzazione di eventi sportivi di carattere locale, nazionale, internazionale o altre informazioni di interesse. Poi c'è la conferenza stampa, il momento della visita destinato, affinché il responsabile del municipio presentino ai membri del comitato i punti salienti della candidatura come i principali impianti sportivi, le associazioni, le organizzazioni sportive, il programma politico da un punto di vista sportivo. Infine c'è la cena di gala con ricevimento ufficiale e infine, al termine degli atti inclusi nella visita, il municipio candidato - parlano sempre di municipio perché c'è una città che lo ospita, ma vale anche per le regioni - organizzerà tempi e spazi per far sì che il comitato possa realizzare delibere corrispondenti e procedere alla votazione del municipio; cioè votano, quando in realtà sei l'unico candidato, ma fanno questa visita.

Non ci dimentichiamo che su tutta questa visita scrivono specificamente che "sono a carico dei municipi candidati i costi di vitto, alloggio, in aereo, treno, automobile o qualsiasi altro mezzo di trasporto utile per raggiungere il municipio candidato per tutti i membri del comitato di valutazione". Quindi, io sono il primo a mandare la lettera, mi candido, vengono, mi fanno la visita, poi pago loro vitto, alloggio, trasporto, hotel, aereo, la cena di gala e quant'altro, e forse mi candidano, ma sono da solo.

Questa visita mi sono obiettivamente chiesto a cosa servisse. Però c'è un'altra cosa: dal momento che nel 2024 l'Italia ospita il titolo di capitale europea dello sport, che è stata assegnata a Genova, nel 2023 potranno essere assegnati otto titoli di città europea dello sport e otto titoli di comune europeo dello sport, praticamente raddoppiano le comunità che possono essere assegnate. Nel 2023 nel nostro Paese ci potranno essere ventuno luoghi che si fregeranno del prestigiosissimo titolo di sportivi europei, a seconda delle dimensioni del territorio.

Io credo che, sentendo e leggendo questo, ognuno di noi possa immaginare che forse questo premio non possa essere considerato una prestigiosissima vittoria se riuscissimo a raccoglierla, ma in realtà, se noi guardiamo la tabella allegata al regolamento, la verità è ancora peggio. Quello che vi ho letto sono i dati soltanto per il nostro Paese. I ventuno titoli che possono vincere la palma del luogo europeo dello sport sono quelli assegnati al solo nostro Paese, ma c'è una tabella che riporta che gli stessi premi vengono assegnati anche ad altri ventotto stati europei. Con un esercizio di stile ho fatto una somma: ci sono ventotto capitali europee, trentasei comunità europee dello sport, quarantasette città europee dello sport, quarantotto comuni europei dello sport, poi qui nella tabella non ci sono le isole, le regioni, non c'è nient'altro, ma facendo un calcolo della serva abbiamo nel 2023 centosessanta luoghi europei dello sport.

Non lo so quali sono state le valutazioni della Giunta, certo è che chiedere a un'associazione, che peraltro non ha alcun legame con l'Unione europea, di potersi candidare a questo prestigiosissimo premio, che può essere assegnato soltanto a queste centosessanta rarissime realtà europee ogni anno, a me di prestigioso obiettivamente non è che mi susciti tanto. Poi c'è tutta la questione dei costi che lei, Assessore, immagino sappia e sulla quale spero ci risponda, ma intanto io mi attengo alle domande che le ho fatto. Le ho chiesto le motivazioni di questa candidatura e mi auguro che siano un pochino più sode rispetto a quelle che lei ha inserito in delibera, anche perché la delibera di Giunta che io ho letto, rispetto alle altre che hanno pagine e pagine di motivazioni, contiene un paragrafetto e poi tutto il resto della delibera; c'è una pagina di delibera, due con la copertina. Mi auguro che ci dia delle motivazioni un pochino più sode, poi magari affronteremo il discorso dei costi.

Presidente - Per la risposta l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie per la ricerca del consigliere Manfrin, che è interessante e pur se riferita a realtà municipali, come lei ha evidenziato. Volevo solo, rispondendo alle sue domande, se quanto affermato corrisponde al vero e quali siano le motivazioni, evidenziare che rispetto alla candidatura le tematiche e le modalità sono quelle che si possono visionare tranquillamente e verificare rispetto alla medesima procedura che è stata fatta dalla Regione Piemonte per il 2022 e che ha determinato quest'anno, qualche mese fa, a seguito dei sopralluoghi che si sono svolti nella regione, il conferimento di questo label, di questo marchio, a seguito di questa candidatura. Sostanzialmente noi ci rifacciamo un po' all'aspetto legato alla questione delle Regioni europee dello sport 2023. Poi io ho seguito anche alcune vicissitudini e alcune vicende del passato relativamente alla Città europea dello sport e di altre situazioni, ma riguardo a queste il livello è differente: qua parliamo di regione europea dello sport.

La risposta è contenuta nella deliberazione della Giunta regionale che lei ha citato, è una DGR del dicembre scorso: affinché la candidatura sia accettata è necessario presentare un dossier e la lettera di richiesta è quella che è stata scritta, rappresentata sugli organi di informazione e durante la conferenza stampa, che praticamente descrive la situazione della nostra regione nell'aspettativa che venga accolta, così come è stato fatto con altre regioni italiane, in Piemonte quest'anno e gli altri anni per esempio Siviglia ed altre regioni, sulla base di valutazioni specifiche. Poi potrebbe essere benissimo che, rispetto al dossier di candidatura, ci siano delle valutazioni che non porteranno alla scelta della nostra regione, questo è quanto scritto nel regolamento. La motivazione è sostanzialmente legata alle nostre peculiarità, al fatto che la nostra regione, per esempio, vanta il più alto numero di praticanti iscritti ad associazioni sportive di Italia, che sicuramente è frutto del grande lavoro delle associazioni sportive che operano sul territorio e anche dell'elevato numero di infrastrutture e impianti per lo sport e della cultura sportiva che albergano nella nostra regione.

Indubbiamente la Regione negli anni ha sviluppato poi delle competenze settoriali e ha alzato il livello di professionalità di tutti gli attori del comparto turistico sportivo e può contare su una qualità organizzativa per le grandi manifestazioni sportive che ci è stata riconosciuta a livello internazionale, capacità ed esperienze pluriennali che hanno permesso di ospitare in Valle d'Aosta eventi di livello mondiale. Negli anni il nostro territorio è stato protagonista per più volte di tappe del Giro d'Italia e del Tour de France di ciclismo, di campionati europei giovanili di mountain bike, campionati europei e gare di coppa del mondo di downhill, per esempio quest'estate a Pila, che è una delle piste più attrezzate e stimate proprio a livello mondiale per quanto riguarda questa disciplina.

La presenza degli sport invernali è stata determinata con le gare di coppa del mondo di sci alpino a La Thuile, di coppa Europa a Gressoney, Pila e Champoluc, la coppa del mondo di sci nordico a Cogne e Brusson, la coppa Europa di biathlon a Brusson, le prove di coppa del mondo a Breuil-Cervinia nello snowbord cross. È ormai certa anche la nuova tappa della coppa del mondo di sci alpino, con le due gare veloci con partenza in Svizzera e arrivo nella cornice di Cervinia. Infatti dopo una intensa e complessa attività di preparazione del relativo dossier di candidatura, la Federazione internazionale ha ufficializzato l'assegnazione a Breuil-Cervinia e Zermatt, a partire dalla stagione 2022-2023, dell'apertura della coppa del mondo maschile e femminile nelle specialità di discesa libera e super-g per i successivi cinque anni. Nello scialpinismo la Valle d'Aosta è sede delle prove della Grande course, del Trofeo Mezzalama e del Tour del Rutor ed è sede del centro sportivo esercito, gruppo sportivo militare che crede nei valori e nell'etica della disciplina sportiva.

Agli sport del territorio è stato affiancato il calcio, che è una vetrina patinata e dal grande richiamo mediatico. Nel passato la Valle d'Aosta è stata scelta per i ritiri estivi precampionato, tra l'altro adesso con la Juventus stiamo lavorando a un progetto giovanile e stiamo lavorando nuovamente per riproporre l'ex Trofeo Topolino, oggi McLion Trophy, per il calcio giovanile, settore che lei sicuramente conosce molto meglio di me.

Tutto ciò premesso, ritengo che ottenere questo tipo di marchio sia un atout importante, un marchio che ovviamente deve poi essere utilizzato in modo opportuno ed efficace per veicolare l'immagine della Valle d'Aosta come regione sportiva a 360 gradi. Credo fermamente che lo sport sia un fattore di integrazione della società per il miglioramento della qualità della vita e la salute di chi lo pratica. Questa della candidatura deve essere sicuramente un'occasione per lavorare sull'implementazione, valorizzazione e risoluzione delle criticità attualmente presenti negli impianti sportivi valdostani. Anche su questo si sta operando un monitoraggio con il collega Marzi, che ha la delega sulla impiantistica sportiva. Lei, tra l'altro, avrà visto che di recente sono state adottate delle delibere relativamente al finanziamento degli interventi per il Palaindoor, il rifacimento della pista di atletica e per i palazzetti di Courmayeur e di Gressoney-La-Trinité.

Questo per evidenziare, visto che nella sua interpellanza molto stringata lei le ha richieste, le motivazioni che noi abbiamo indicato nella lettera di precandidatura e che rappresentano una situazione della nostra piccola regione, però molto dinamica. Una situazione che vede nello sport una grande opportunità, sia da un punto di vista di promozione proprio del benessere della salute e della cittadinanza, ma anche un grosso traino turistico che, a nostro parere, potrà beneficiare anche di questo marchio che - questo lo ammetto - se utilizzato malamente, se non ben veicolato, può - come può essere capitato in alcune esperienze - essere un semplice riconoscimento, ma non un marchio che possa avere un traino e un'azione di impulso anche di tipo promozionale sul nostro territorio.

Presidente - Per la replica il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Io la ringrazio per la carrellata di magnificenza dello sport valdostano, la ringrazio davvero per aver fatto questa vetrina. Però io le ricordo una cosa, che se lei va sul sito di ACES Europe c'è scritto che cosa si deve fare per vincere questa candidatura. "Per questo premio viene accettata ogni anno una sola candidatura a fronte di una sola assegnazione. La candidatura verrà selezionata sulla base dell'ordine cronologico di arrivo della lettera di candidatura". Lei può avere gli impianti migliori del mondo o quelli peggiori, se è il primo a mandare la lettera vince; forse questo non lo ha capito o forse non lo vuole capire. Il primo che scrive vince! Può magnificare tutti gli sport che vuole, fare gli interventi sugli impianti: il primo che scrive vince, il primo e basta! Va, con un'associazione privata che lo assegna, non l'Unione europea, e si prende questo marchio che possono avere altre centosessanta località europee. Le sembra prestigioso? Quello rilasciato da un'associazione privata che non fa riferimento all'Unione europea? Senza scopo di lucro e tutto quello che vuole, ma è un'associazione privata!

Quello di cui però lei non ha parlato sono i costi, perché non è gratis, magari fosse gratis! Intanto, a "babbo morto", si scaricano e si paga questa bell'associazione privata 7320 euro, cioè 6 mila più I.V.A., solo per iscriversi. Il punto è che nella delibera voi erogate questi soldi con fondi della Regione, ma qui nel regolamento c'è scritto che "Il municipio si impegna a individuare uno o più sponsor partner, massimo quattro, che verseranno ad ACES Europe la somma complessiva prevista in base alla dimensione del municipio". Devono essere gli sponsor a versarlo, non la Regione. Perché li versa la Regione e non gli sponsor? Per quale motivo? Non avevate sponsor? Ma lo dice il regolamento!

Poi lei dice nella delibera che versate altre 12.200 euro per predisporre il dossier di candidatura e gestire le relazioni con ACES Europe e con il comitato di valutazione, per redigere l'eventuale relazione finale in caso di assegnazione del titolo; altri 12 mila euro. Poi c'è la chicca: 23 mila euro nel caso in cui vincessimo, a fronte dei diritti di immagine del premio stesso. È il primo premio dove se vinci paghi! Lei fa le gare e quando vince una gara deve pagare? Io non l'ho mai visto! Lei paga per iscriversi, paga per il dossier e paga anche se vince? In tutto quanto spendiamo? 42 mila e rotti euro, da versare a un'associazione privata per iscriversi e, nel caso in cui vinci, 23 mila euro tiri fuori? Soldi dei valdostani a una associazione privata, Assessore? Quando il regolamento le dice che devono versarli i municipi, gli sponsor e non lei i soldi di iscrizione? Meno male, e lo dico per i valdostani, che c'è scritto anche nel regolamento che il municipio non potrà fare regali ai membri del comitato di valutazione per un importo superiore a 100 euro, almeno qui limitiamo i danni, meno male! Perché qui mi sembra che qualcuno le abbia promesso una fontana da vendere e lei ci abbia creduto.

Se vuole la prossima volta, Assessore, ce lo dica prima: costituiamo noi un'associazione, premio mondiale dello sport, io invento il marchio - glielo giuro - e lei la metà di questa cifra la dà a me e io le do il marchio, senza neanche candidarsi e predisporre il dossier. Per 25 mila euro glielo faccio io il marchio, se lei ragiona in questa maniera. Lei sa che qualcuno risponderà di questo, vero? Io mi auguro di sì.