Oggetto del Consiglio n. 1087 del 1° dicembre 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 1087/XVI - Interpellanza: "Risoluzione delle criticità relative alla procedura di valutazione comparativa per il conferimento dell'incarico di Direttore della Fondazione per la Formazione Professionale Turistica".
Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Siamo al punto n. 25 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, consigliere Sammaritani.
Sammaritani (LEGA VDA) - Parliamo questa sera della Fondazione per la Formazione Professionale Turistica a cui fa capo anche l'Istituto Professionale Regionale Alberghiero, quindi l'IPRA di Châtillon per intenderci, e parliamo dell'avviso di selezione pubblica per titoli ed esami per il conferimento dell'incarico a tempo determinato del direttore di questa Fondazione.
All'interno di questo avviso non risultano esplicitati i criteri di valutazione dei curricula dei soggetti candidati così come non viene specificato se sia previsto un punteggio assegnato in base alla tipologia di laurea.
Osservato che l'articolo 8 dell'avviso prevede che sia la stessa Commissione di valutazione che in sede di prima riunione stabilisca fra l'altro i criteri per la valutazione di quanto dichiarato dai candidati nella domanda redatta secondo il modello allegato all'avviso e nel curriculum allegato alla stessa in riferimento ai titoli e all'esperienza professionale; osservato altresì che tale modalità di azione attribuisce alla Commissione di valutazione un ambito di discrezionalità inopportuna se si considera che la nomina del direttore in questione vede poi la totale discrezionalità di scelta da parte del Consiglio di amministrazione, come stabilisce lo stesso articolo 12 dello Statuto della Fondazione per la Formazione Professionale Turistica, anche se poi quell'articolo 12 non è poi così chiaro, a mio avviso;
rilevata un'evidente criticità nel sistema d'individuazione dei criteri di valutazione, anche alla luce del disposto dell'articolo 6, che parla appunto della Commissione di Valutazione al comma 3, dove si prevede che non possono far parte della Commissione coloro che si trovino in situazioni d'incompatibilità e che componenti sottoscrivano al momento dell'insegnamento apposita dichiarazione di assenza di ragioni di incompatibilità, come è naturale e logico peraltro in tutti i procedimenti di questo genere;
interpelliamo il Governo regionale per sapere se condivide l'esistenza delle criticità sopra elencate e in caso positivo se ritiene di mettere in campo delle iniziative per far sì che le procedure di valutazione comparativa tra candidati aspiranti a ruoli dirigenziali siano il più possibile oggettive e trasparenti.
Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Se mi permette, vorrei fare, prima di entrare nel vivo della sua domanda, una breve premessa che credo sia utile per inquadrare meglio l'interpellanza.
La Fondazione per la Formazione Professionale Turistica è soggetta al controllo della Regione Valle d'Aosta, la quale finanzia l'attività dell'ente con un contributo annuale di oltre 4 milioni di euro.
Ad oggi il numero dei dipendenti della Fondazione è pari a novanta persone per soli duecentottanta alunni e anche in virtù di questo rilevante carico assunzionale accumulato negli anni e i conseguenti costi di personale che può bene immaginare, collega Sammaritani, insistono in modo importante sul bilancio della scuola, all'attuale Consiglio di amministrazione è apparso necessario, prima ancora che opportuno, dotarsi di una adeguata disciplina che potesse regolamentare la complessa attività di reclutamento del personale, naturalmente parlo di quello non docente, ciò anche al fine di effettuare selezioni atte a garantire all'ente l'acquisizione delle migliori professionalità. Ci si è dunque adoperati per effettuare una verifica al fine di capire se il citato regolamento assunzioni fosse adeguato.
Dall'analisi è emerso che in passato, fino al 2019, più precisamente fino all'insediamento del rinnovato CdA, la fondazione si atteneva a una procedura che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere finalizzata a individuare le modalità e i criteri sottostanti le attività di selezione, assunzione e gestione, al fine del percorso di carriera del personale, nel rispetto dei principi meritocratici di trasparenza, imparzialità e correttezza e di tracciabilità del processo decisionale.
Tuttavia, l'esaminata procedura adottata ante 2019, proprio con riguardo alla fase di reclutamento e di selezione delle candidature, è apparsa alquanto deficitaria proprio riguardo ai criteri di trasparenza, imparzialità e tracciabilità del processo decisionale, infatti per il reclutamento del personale non docente era - mi riferisco sempre al periodo antecedente l'insediamento dell'attuale CdA - semplicemente previsto che il direttore, in base all'elenco dei curricula vitae direttamente acquisiti, contattava - se presenti - più potenziali candidati ed effettuava il colloquio tecnico e attitudinale sulle competenze, riportando il giudizio a margine del curriculum vitae.
Una volta effettuata la valutazione da parte del direttore, l'eventuale assunzione doveva essere deliberata dal Consiglio di amministrazione.
Pertanto, a ben vedere, era sostanzialmente insussistente un'effettiva procedura selettiva, non era infatti prevista - fino appunto al mese di settembre del 2019 che è la data di approvazione del regolamento vigente- alcuna forma di pubblicità inerente all'avvio della selezione né tantomeno erano esplicitate le modalità per prendervi parte.
Fino ad allora si faceva riferimento appunto a curricula direttamente acquisiti dal direttore, senza che fossero in alcun modo indicate le loro modalità di acquisizione.
Ai fini dell'assunzione era prescritto soltanto l'espletamento di un colloquio tecnico-attitudinale sulle competenze che individuato quale unica prova, a prescindere dalla figura professionale ricercata, difficilmente consentiva un'effettiva valutazione meritocratica dei candidati, valutazione peraltro rimessa in via esclusiva al direttore, disancorata da qualsiasi criterio oggettivo predeterminato.
Il CdA ha dunque deliberato di rivedere il regolamento assunzioni per garantire il rispetto dei principi meritocratici di trasparenza, imparzialità e correttezza e di tracciabilità del processo decisionale.
Per quanto concerne la procedura di selezione della figura del direttore, lo statuto prevede che il direttore della fondazione venga nominato dal Consiglio di amministrazione su proposta del Presidente, senza altre specificazioni, dunque la nomina del direttore della fondazione sarebbe potuta avvenire con la massima discrezionalità da parte del Consiglio di amministrazione; quest'ultimo però, proprio al fine di garantire un'adeguata trasparenza e oggettività alla procedura, nonché garantire all'ente l'acquisizione delle migliori professionalità presenti sul mercato, ha ritenuto opportuno procedere a tale nomina attraverso una selezione pubblica che fornisse una rosa di nomi tra cui scegliere.
Come chiaramente si evince da una completa lettura dell'avviso di selezione, nell'ambito di tale procedura la Commissione di valutazione ha svolto le proprie mansioni, quindi esame dei curricula e prova orale dei candidati ammessi alla procedura nel rispetto dei criteri stringenti nei termini indicati dall'articolo 7 e dall'articolo 8 dell'avviso di selezione.
In altri termini la Commissione si è limitata ad attribuire i sottopunteggi ai criteri presenti nell'avviso di selezione, come chiaramente indicato al comma 5 dell'articolo 8 dell'avviso, in forza del quale la Commissione, cito testualmente: "Esaminerà le domande pervenute ed attribuirà i punteggi e i curricula nel rispetto di quanto previsto nel presente articolo nonché dall'articolo 7".
Il passaggio dell'articolo 8 comma 1 dell'avviso di selezione citato nell'interpellanza, deve quindi essere letto in rapporto agli ulteriori commi della stessa disposizione e dell'intero avviso di selezione.
Da una completa lettura dell'articolo 8 dell'avviso di selezione si evince che in esso erano esplicitati i criteri di valutazione dei curricula, massimo dieci punti per i titoli e massimo trenta punti per l'esperienza professionale, quindi si confronti, tra l'altro, l'ultima parte dell'articolo 8 comma 1.
Lo stesso dicasi rispetto al peso attribuito al percorso di laurea. Sul punto infatti, premesso che ai sensi dell'articolo 3 comma 2 lettera A dell'avviso - per accedere alla selezione era richiesto tra le altre cose il possesso di qualsiasi laurea nell'ambito dell'attribuzione dei punteggi riservati ai titoli, sempre in base all'articolo 8 comma 2 dell'avviso di selezione - ai fini della valutazione di ciascun candidato la Commissione era vincolata in ogni caso a tenere conto dei seguenti titoli preferenziali:
a) il possesso di una laurea nell'ambito delle discipline economiche, aziendali e giuridiche o del management turistico;
b) la votazione finale del corso di laurea;
c) il possesso di altri titoli di studio, come a titolo esemplificativo: dottorato di ricerca, diploma di master o specializzazioni, segnatamente in materia attinenti all'ambito delle discipline economico, aziendali e giuridiche o del management turistico;
d) le pubblicazioni o riconoscimenti scientifici segnatamente in materia attinenti all'ambito delle discipline economico aziendali e giuridiche o del management turistico.
Quanto indicato nell'ultima parte della premessa all'interpellanza, rispetto alla disciplina dell'incompatibilità cui sono soggetti i membri della Commissione, per come è espresso non appare correlato ai punti precedenti dell'interpellanza medesima.
In ogni caso, si precisa che tutti i Commissari hanno regolarmente attestato l'assenza di cause d'incompatibilità con i candidati.
Quindi in conclusione, visto il ruolo di fondamentale importanza rivestito dalla Fondazione in merito alla formazione in ambito turistico, settore economico estremamente importante in Valle d'Aosta, il CdA ha fortemente voluto una procedura che garantisse, a tutela della scuola e dell'Amministrazione controllante, il migliore più adatto profilo professionale possibile.
I criteri di ammissione sono stati attentamente valutati, a solo titolo esemplificativo l'attuale avviso di selezione ha indicato la necessità del possesso della laurea come criterio di accesso per i candidati, titolo che peraltro non è mai stato specificamente richiesto in passato.
In breve, il Consiglio di amministrazione attuale sta cercando di garantire all'Amministrazione regionale una governance attenta alle esigenze del mercato, una gestione improntata all'efficienza e alla performance con uno sguardo attento ai criteri di trasparenza e meritocrazia consoni alla gestione di un ente finanziato con soldi pubblici.
Presidente - Per la replica, consigliere Sammaritani.
Sammaritani (LEGA VDA) - Vorrei fare nella replica due premesse, innanzitutto, sicuramente la prima di carattere generale: ci muoviamo in un territorio sempre piuttosto insidioso che è quello delle nomine e quindi ben comprendo l'intento di tutti gli enti, della Regione in primo luogo e dei controllati, per dare la maggior trasparenza possibile a queste nomine, ci mancherebbe!
Seconda premessa è che sicuramente, oltretutto credo che questa selezione sia ancora in corso quindi non voglio in alcun modo neanche indirettamente influenzare in questo tipo di procedura, sicuramente non avverrà ma sono certo che chi fa parte della Commissione ha tutte le competenze e gli intenti di operare nel migliore dei modi, questo è fuori discussione.
Il discorso è che purtroppo quando ci si muove in questo tipo di settore di ambito, forse bisognerebbe essere, ma lo dico proprio in termini generali, molto trasparenti, nel senso molto decisi e a volte non utilizzare l'ipocrisia, nel senso che sarebbe bene, io lo dico anche per convinzione personale, io personalmente sarei per lo spoil system per i livelli apicali, quindi a questo punto, capirà bene, che il mio orientamento è in quel senso, cioè chi governa decide, chi sta al vertice dei vari settori e poi se ne assume le responsabilità, naturalmente, se poi ci vuole mettere persone senza capacità peggio per lui, chiaramente avrà, spero, i risultati politici e amministrativi che si merita.
Per entrare un po' nel merito invece di queste criticità che io credo di aver rilevato e credo che siano state segnalate anche da qualche sindacato in modo un po' generico perché non si capisce bene, ma parto un po' dal fondo, cioè quella questione della incompatibilità, non è un problema in sé stesso, nel senso che il comma 3 dell'articolo 6 chiaramente prevede la clausola classica d'incompatibilità, chi fa parte di una Commissione deve dichiarare le sue incompatibilità, ed è giusto che sia così, ci mancherebbe. Per fare questo inevitabilmente deve sapere chi partecipa alla selezione, questo è indubbio, perché altrimenti non si potrebbe sapere se si è incompatibili, quindi nella prima seduta - dice questo comma - si devono dichiarare le eventuali incompatibilità, quindi l'assenza d'incompatibilità. Ma se messo in relazione questo articolo con l'articolo 8 che sono i lavori della Commissione che dice anche al comma 1 che in occasione della prima riunione la Commissione di valutazione definirà i tempi e le modalità di svolgimento dell'incarico nonché i criteri per la valutazione, quindi non il punteggio ma i criteri, ecco che allora una criticità secondo me sorge perché prima devi sapere chi partecipa all'avviso e dopo stabilisci i criteri di valutazione di certe cose che possono essere titoli eccetera.
Non mi sembra del tutto ideale come funzionamento, perché è evidente che nel momento in cui già so chi partecipa teoricamente - questo tutto a livello teorico, ci mancherebbe, nessun caso specifico - a quel punto chiaramente potreste attribuire punteggi maggiori o individuare dei criteri favorevoli a qualcuno piuttosto che a qualcun altro, questo sempre nel mondo delle teorie, delle idee, quindi siamo a livello platonico.
Questo è il tema tecnico essenziale che probabilmente chi ha formulato la risposta non aveva colto.
Per quanto riguarda invece il tema più generale, dico che fare questi sistemi misti, cioè da una parte la nomina viene discrezionalmente dal CdA ma dall'altra parte si fa una prima selezione, quindi si attribuiscono dei punteggi eccetera, può essere a volte - come spesso accade, ed è accaduto nella normativa anche nazionale - pericoloso addirittura, perché si tende a mettere più condizioni possibili per la trasparenza, quindi con un intento perfettamente di buona fede, e si ottiene il risultato contrario.
Per cui io ipotizzo - e qui io faccio un po' l'avvocato del diavolo come sempre, perché è un po' il mio mestiere, quindi è chiaro che mi viene in mente sempre la patologia delle situazioni - pensiamo a tre candidati rimasti, uno bravissimo con un punteggio altissimo e gli altri due molto, molto meno, magari entrati per il rotto della cuffia e poi il CdA sceglie uno di questi due.
Ho paura che potrebbe creare delle problematiche.
Per questo pensavo a ragionare su queste dinamiche e su questi temi, perché è un discorso importante tornando alla premessa iniziale che secondo me invece sarebbe meglio, per certi tipi di ruoli, probabilmente scegliere lo spoil system che chiaramente ha le sue criticità anche questo, perché la Cassazione si è più volte pronunciata in ordine a queste materie però, secondo me, forse quella è la direzione nella quale andare.
