Oggetto del Consiglio n. 926 del 7 ottobre 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 926/XVI - Interpellanza: "Tempistica per l'approvazione del Piano regionale dei Trasporti".
Bertin (Presidente) - Punto n. 31 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la consigliera Minelli ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Con questa interpellanza ritorniamo sul piano regionale dei trasporti, un tema che è già stato oggetto dei lavori di questa consiliatura e non solo di questa, ovviamente. La legge regionale che ha stabilito che la programmazione del sistema dei trasporti in Valle d'Aosta avvenisse sulla base di un piano specifico, di un Piano regionale dei trasporti, risale al lontano 1997, sono ventiquattro anni! Il dettato legislativo, vale a dire la legge che era stata votata allora, è stata ignorata del tutto, per ben venti anni, e soltanto nel 2017, quindi ormai quattro anni fa, una delibera di Giunta nell'estate di quell'anno ha avviato la procedura di affido dell'incarico per l'elaborazione del piano e ha stabilito una spesa di 160 mila euro. Quell'incarico è poi stato affidato a una società, la TPS di Perugia.
Nell'aprile del 2019, quindi due anni e mezzo fa, la bozza del Piano regionale dei trasporti era stata predisposta da questa società incaricata ed è stata avviata una consultazione che ha coinvolto molti soggetti: dalle categorie economiche ai comuni, alla IV Commissione, alle associazioni, ai gruppi consiliari e via di questo passo, e sono state raccolte un buon numero di osservazioni. Sappiamo tutti, poi, che nel 2019, nella seconda metà dell'anno, ci sono state le vicende politiche che conosciamo e che poi all'inizio del 2020 hanno portato allo scioglimento anticipato del Consiglio e, di conseguenza, anche al blocco delle attività. E questo testo aggiornato, con le osservazioni che erano state formulate nella primavera del 2019 e con alcune integrazioni, fra cui, per esempio, l'inserimento del nuovo contratto fra la Regione e Trenitalia per quanto riguarda il trasporto ferroviario, è poi stato consegnato dalla società incaricata all'inizio di febbraio 2021. A quell'epoca, in qualità di assessora ai trasporti, ho quindi portato in Giunta una deliberazione per avviare la procedura di valutazione ambientale strategica, che è la consultazione pubblica per le ricadute ambientali del piano.
Sottolineo che era una deliberazione per avviare la procedura di VAS, non per approvare il piano che ha un suo iter e che deve essere approvato ovviamente dopo questa valutazione. La proposta di deliberazione è stata ripetutamente respinta, non è stato possibile approvarla per una mancanza di volontà, soprattutto da parte di un gruppo di persone facenti parte della maggioranza. Allora ho inviato, come sapete, il piano in Commissione, chiedendo di formulare delle osservazioni entro il 30 di aprile.
È pervenuta una sola osservazione da parte del collega Aggravi, che io ho chiesto poi di inserire nel piano.
Da lì mi pare che tutto si sia fermato, ci sono state le mie dimissioni, ma come sappiamo tutto il lavoro della Giunta è continuato: c'è un assessore ad interim e le cose avrebbero dovuto andare avanti. Però siamo a 24 anni di distanza dalla prescrizione di legge, ci sono state delle sollecitazioni da parte del ministero competente e anche dall'Unione europea, ma la Regione Valle d'Aosta è ancora priva di un piano regionale dei trasporti. Io ritengo che sia assurdo il blocco dell'iter del piano, avendo la Regione in mano un testo completo, un testo che è già stato discusso, è già stato visto, che non ha subito dal 2019 al 2021 delle variazioni sostanziali e che ha impegnato anche delle risorse importanti. Siamo fermi, però recentemente in varie occasioni anche pubbliche, per esempio nell'incontro a Saint-Vincent sulla CVA e poi ancora nella seduta dell'ultimo Consiglio del 23 settembre scorso, il presidente Lavevaz, rispondendo a una interpellanza della consigliera Foudraz sul piano generale del traffico di Aosta, ha fatto riferimento al piano dei trasporti dicendo che lo stesso è già stato portato alla Commissione consiliare competente e che deve essere approvato entro quest'anno, come anche altri importanti strumenti di programmazione.
Io sono stata accusata varie volte in quest'aula da assessora, e poi adesso anche da consigliera, di non fare il mio dovere. Credo che sia dimostrato dai fatti che le cose non stanno così. Il Piano regionale dei trasporti, se non fosse stato bloccato in quel modo, avrebbe oggi la sua approvazione, perché ci sarebbero stati i famosi 60 giorni dell'iter della VAS, sarebbero state recepite o respinte (dipende) le osservazioni provenienti dalle categorie che sono interessate e poi il Consiglio avrebbe approvato; ma non è così e oggi siamo ancora nella situazione sostanzialmente di tre anni fa, di ventisei anni fa.
Quello che noi chiediamo con questa interpellanza al Governo, al Presidente, è di capire quali sono oggi i motivi del perdurare del blocco dell'iter di approvazione della bozza del Piano regionale dei trasporti, che se fino a qualche mese fa poteva essere un blocco strumentale anche nei confronti di una persona che evidentemente non lavorava come si voleva che lavorasse, adesso questo impedimento, chiamiamolo così, non c'è più e quindi vorremmo sapere quali sono i motivi che fanno sì che ci sia ancora in una situazione di blocco.
La seconda richiesta che formuliamo è di sapere quando si intende procedere all'adozione del Piano regionale dei trasporti e alla sua trasmissione all'ufficio competente, perché venga finalmente avviata questa consultazione pubblica di valutazione ambientale strategica che ha una durata di 60 giorni, per arrivare finalmente all'approvazione nei tempi che lei ha indicato, Presidente.
Presidente - Risponde il presidente della Regione Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Questa è una interpellanza particolare, non saprei come definirla, che mi crea anche un po' di imbarazzo, perché mi vengono in mente delle iniziative di inizio legislatura, quando qualche consigliere, adesso di opposizione, era nella legislatura precedente assessore e faceva delle interpellanze a inizio legislatura su temi che fino a qualche settimana prima aveva trattato lui; ma lì era assolutamente lecito, perché questa persona non ha scelto di andare all'opposizione. Invece, questa volta la situazione è un po' diversa, perché qua siamo in una situazione in cui lei in qualche modo mi fa un'interpellanza in cui, tra le righe, neanche tanto tra le righe, mi dice: come mai è stato bloccato l'iter quando io ero assessora? È una sorta di auto-interpellanza postuma, che è un po' difficile da definire e dare una risposta che sia in qualche modo sensata; non so come definirla. Sono scelte ovviamente che vanno rispettate, sia le scelte di natura personale sia le scelte di natura politica: io le rispetto pienamente e totalmente. Ho sempre rispettato e rispetto oggi il suo lavoro, quindi non sono sicuramente stato io a mancare di rispetto in qualche modo o a dirle che lei non fa il suo lavoro, su questo sono certo di non essere smentito. Però le legittime scelte che lei ha fatto, ripeto legittime, erano anche portatrici - questo credo che sia ovvio - di conseguenze e lei le conseguenze le conosceva. Magari la situazione poteva avere sviluppi diversi, ma lei dimettendosi di certo non credo che pensasse di rendere la vita più semplice al Dipartimento trasporti e all'Assessorato in generale, questo credo che sia abbastanza naturale. Però, solo per chiarezza, per rispondere anche a quella che giustamente è la sua interpellanza, ripercorro brevemente, ma di fatto un po' l'ha già fatto lei, l'iter che è stato intrapreso.
Il lavoro di elaborazione del piano regionale trasporti, come giustamente ha ricordato, è iniziato nella legislatura passata con una bozza di piano che a fine legislatura era sostanzialmente confezionata. Abbiamo concordato e non è stata una sua decisione quella di portare il piano regionale all'attenzione della commissione competente, della IV Commissione, prima dell'avvio dell'iter della VAS, ma è stata una scelta che abbiamo condiviso, proprio per avere un'analisi politica del documento prima di avviare l'iter tecnico di valutazione ambientale. Questo da un lato perché è cambiata la legislatura, quindi era giusto rifare il punto sulla situazione, e secondariamente perché a fine 2019 sono state apportate alcune modifiche che meritano un'analisi collegiale prima di essere portate avanti.
La IV Commissione consiliare aveva iniziato questa analisi, c'erano state alcune audizioni, come lei ha ricordato, in ultimo era prevista una sua audizione che poi, purtroppo per problemi di Covid, che abbiamo condiviso peraltro più o meno nello stesso periodo, lei non ha più potuto partecipare e poi ha scelto di dimettersi, quindi ovviamente questo è rimasto.
Con la Commissione, con la maggioranza - anche qui una riunione di quindici giorni fa alla quale, di nuovo, lei assolutamente e legittimamente ha deciso di non partecipare - abbiamo concordato di riprendere il lavoro all'interno della Commissione per sbloccare la situazione. Quindi, questo è l'iter che porterà nei prossimi mesi a chiudere questo procedimento, che è assolutamente importantissimo e che è fra le priorità.
Io, se posso rimproverarle qualcosa, e ripeto non è nella qualità e nella quantità del suo lavoro, ma è nella scelta delle priorità nei mesi in cui è stata assessora, perché questa è una priorità, ma devo dire che ce ne sono altre che sono state lasciate da parte e che sono assolutamente con delle conseguenze dirompenti per i prossimi mesi: parlo, per esempio, di tutta la questione del servizio idrico, di cui mi sono occupato in queste settimane, che se non chiuso entro fine anno, oltre a delle sanzioni europee pesantissime, rischierebbe di bloccare completamente tutto il sistema della gestione del servizio idrico dei nostri Comuni. Quindi, procediamo con il confronto, procediamo con la chiusura di questo iter però con tutto il rispetto che le devo per il lavoro e per le sue scelte politiche e personali, credo che non sia corretto addebitare ad altri le conseguenze delle proprie scelte.
Presidente - Per la replica la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Guardi, presidente Lavevaz, mi stupisce che lei ritenga questa interpellanza particolare e che le crei dell'imbarazzo. Io le ho fatto una domanda precisa, le ho chiesto quali sono i motivi del perdurante blocco dell'iter. So benissimo quali sono stati i motivi del blocco dell'iter mentre ero assessora, li conosco molto bene, e so anche che la trasmissione alle Commissioni l'avevamo decisa perché c'era una impossibilità da parte vostra di mandare avanti un piano che, nelle sue linee e nella sostanza, era esattamente quello che si era fermato per motivi, chiamiamoli tecnici, nella consiliatura precedente.
È stato portato in Commissione, sono state fatte delle audizioni alle quali ho partecipato, compresa l'audizione in cui ero ammalata. Io ho partecipato all'audizione quando avevo il Covid, ero ovviamente a casa ed era presente il coordinatore dei trasporti, e ricordo che a un certo punto mi è stato detto che, visto che non stavo bene, si doveva sospendere l'audizione e sarei dovuta ritornare quando fossi guarita in presenza, perché bisognava discutere in presenza di questa cosa. Ora, abbiamo fatto ormai per un anno e mezzo - quant'è che lo facciamo! - audizioni di tutti i tipi in Commissione, anche in via telematica, e diventa in qualche modo facile nascondersi dietro alla malattia, alla difficoltà di parlare di una persona, per discutere delle cose. Io ero in grado di discutere della questione, anche perché lo avevamo già fatto ripetute volte, non solo in Commissione, ma anche in maggioranza; riunioni di maggioranza nelle quali i tecnici erano venuti a illustrare il Piano regionale dei trasporti.
Quindi, guardi, il fatto che lei dica che la mia interpellanza è in qualche modo imbarazzante, è una risposta che mi fa sorridere! In ogni caso, lei non ha risposto alla mia domanda, io le ho chiesto quando intende procedere all'adozione del Piano regionale trasporti e avviare la procedura di VAS, perché i tempi sono strettissimi e lei ha più volte detto che questo è uno strumento di pianificazione che deve essere approvato, come altri, entro la fine dell'anno. Oggi è il 7 di ottobre, c'è un Consiglio il primo e il 2 di dicembre, quindi non ci stiamo con i tempi, il successivo è quello del bilancio e quindi non credo proprio che si arriverà a questa approvazione nel 2021. Ma la cosa è grave perché il testo è quello, è pronto! Se ci sono delle osservazioni da fare vanno fatte, ma vanno fatte dopo che è stata avviata la procedura di VAS! E le ricordo anche che io mi sono dimessa al mese di maggio, oggi siamo a ottobre e sono passati mesi e mesi! Quel lavoro sul Piano regionale dei trasporti, a differenza di altri, perché poi verrò sulla questione del servizio idrico integrato, a differenza di altri quel lavoro è pronto. Di osservazioni ne è arrivata una ed è stata inserita nel piano. Quindi, quel documento è lì, pronto, da prendere, da fare una delibera di Giunta che dica che si avvia la procedura di VAS, dopodiché tutti quelli che vogliono fare delle osservazioni le faranno e queste osservazioni dovranno essere vagliate, accettate, respinte, non lo so, però la procedura è quella.
Veramente non si può dire che nel momento in cui mi sono dimessa non pensavo di creare dei problemi all'assessorato. Lo sappiamo tutti benissimo che se manca un assessore ci sono dei problemi per chi deve lavorare: ci sono eccome; problemi anche perché non si arriva a una soluzione, non si siede a un tavolo per confrontarsi sulle cose che sono state richieste, per capire se gli accordi che erano stati presi sono ancora validi, oppure no. Questo è quanto.
Lei mi dice che non ho partecipato alla riunione di maggioranza in cui si è di nuovo discusso del Piano regionale dei trasporti. Lei sa benissimo che io non partecipo alle riunioni di maggioranza, perché io non so se questa maggioranza è quella che si è creata sulla base di certi accordi. Se lo definiamo potremo capirlo. Mi sembra però che non ci sia nessunissima volontà di definire.
Sulla scelta delle priorità: Presidente, io del servizio idrico integrato ho iniziato a occuparmene. Se lei ricorda c'era stata chiesta anche una tabellina delle priorità, che poi anche qualcuno dell'opposizione ha ricevuto e ha portato all'attenzione; c'era anche quello e lo si doveva affrontare.
La conclusione è che il ritardo, che c'era ed era macroscopico, oggi diventa un ritardo ancora più ampio e avremmo invece potuto concludere questa procedura, ma è evidente che c'è stata una mancanza di volontà politica reale, perché gli strumenti di programmazione che devono essere quelli da approvare, non fanno parte della cultura valdostana di governo: meglio scegliere caso per caso, giorno per giorno, ma non è una modalità che condivido.
