Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 917 del 6 ottobre 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 917/XVI - Interpellanza: "Strategie per il sostegno futuro dell'agricoltura valdostana e di montagna.".

Bertin (Presidente) - Punto n. 22 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Come anticipato dal collega Jordan, abbiamo presentato questa iniziativa per cercare di capire o andare a individuare delle strategie per il futuro per affrontare la situazione agricola di questo momento, ma anche per cercare di capire un pochettino cos'è che ci ha portato al giorno d'oggi ad avere un'agricoltura come la nostra di montagna, un'agricoltura eroica, sembra quasi che debba sopportare tutte le difficoltà e che non ci sia uno sbocco per uscire fuori da questa crisi che crea sia dal punto di vista del mercato ma anche dal punto di vista del sostentamento e del mantenimento del territorio un continuo non evolversi. Forse dobbiamo guardare un po' anche le realtà fuori dalla nostra regione, ma non troppo, e da qui vorrei partire e andare un attimo anche un po' indietro negli anni per arrivare poi a tirare delle conclusioni per questo momento e questo eventuale futuro che speriamo sia un po' più propenso...

Per quanto riguarda la viticultura e (incomprensibile), non possiamo forse lamentarci più di tanto, anche se la parte di territorio impegnata da queste colture è molto più contenuta, e per questo non me ne vogliano i viticoltori e qualsiasi persona che coltiva il terreno in Valle d'Aosta, perché, come spesso ricordiamo, è un'agricoltura di montagna eroica e a volte perfino molto, molto faticosa da portare avanti. Mi soffermerei un pochettino di più sull'ambito zootecnico e qui vorrei fare un passo indietro visto che nell'ultima iniziativa che avevo presentato l'Assessore aveva dichiarato così erroneamente: "forse era meglio una volta", forse era meglio una volta per alcuni aspetti che adesso andrò a elencare. Se andiamo un pochettino indietro nel tempo prima di entrare nel mercato comune, prima che si avviasse tutta la politica agricola comune e andiamo ad analizzare il mercato di allora, noi vediamo che a quei tempi - parlo degli anni Novanta antecedenti al periodo dell'entrata dell'euro - c'era una remunerazione del latte a un prezzo - allora era retribuito in lire - che corrisponde ai 50-60 centesimi di adesso. Dall'altra parte se andiamo a confrontare il costo sia dell'energia ma anche delle materie prime necessarie per andare a produrre questo prodotto, vediamo che il gasolio addirittura allora costava la metà di quanto costa oggi: costava meno di un litro di latte, perché un litro di latte costava 1.000 lire, il gasolio dalle 600 alle 800 lire. La stessa cosa accadeva anche per le materie prime, lasciamo stare in quest'ultimo periodo in cui tutte le materie prime stanno balzando all'impazzata in aumento, ma se noi paragoniamo allora ad oggi, ci sono degli aumenti delle materie prime di 30 euro e questo dovrebbe far già pensare perché una volta era meglio: perché già il prodotto che le aziende agricole valdostane ricavavano era molto meglio remunerato rispetto ad adesso.

Lasciamo poi anche stare tutto l'aspetto burocratico e tutte le regole europee, però, secondo me, se vogliamo cercare di dare una linea per il nostro comparto agricolo valdostano e soprattutto per quello zootecnico, che è da anni che soffre, bisognerebbe cominciare a creare una linea futura e porsi degli obiettivi per riuscire ad andare a tamponare tutte quelle difficoltà che devono affrontare le aziende agricole al giorno d'oggi per andare avanti. Non bisogna sottovalutare anche l'aspetto del ricambio generazionale e questo è un aspetto molto delicato. Anche stamani mattina, quando si è illustrato il piano strategico, molti punti del piano strategico vanno a parlare di territorio, di agricoltura e di tutto quello in cui consiste il nostro territorio, praticamente l'importanza di sostenere anche le attività principali di montagna, perché poi se abbiamo dei cali demografici nei piccoli Paesi, non bisogna dimenticare che, se vogliamo far restare le famiglie e le persone nei Paesini rurali un po' più isolati, bisogna ammettere che dopo il turismo e il commercio una delle attività principali è proprio l'agricoltura, perché l'attaccamento dell'azienda e di chi ci lavora in quel territorio... Come si può ben capire, è importante fare in modo che queste aziende non abbandonino il territorio e, visto che parliamo di aziende di montagna, bisognerebbe capire il contenuto, le dimensioni di queste aziende e le difficoltà che oggi incontrano quando si immettono sul mercato sia con i prodotti ma anche per andare ad affrontare tutto l'aspetto burocratico, perché se noi andiamo a vedere le aziende di pianura fuori dalla nostra regione con tutte le difficoltà che hanno, seppur a prima vista sembra che il prodotto sia meno pagato, però, dall'altro canto, hanno altre produzioni con meno difficoltà, non hanno tutte le regole rigide che detta il lavorare in montagna. È per questo che ho presentato questa interpellanza per capire e per conoscere quale sia la linea politica e le azioni che si intendono intraprendere per sostenere il futuro dell'agricoltura valdostana e soprattutto di montagna, perché, come si dice, c'è la politica agricola comune, forse bisognerebbe pensare a una politica agricola di montagna che differenzi le difficoltà e attui delle strategie per andare a compensare ciò che la politica agricola comune forse non riesce ad affrontare.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Grazie, collega Planaz, per questa iniziativa, un'iniziativa che ci permette di fare il punto; una sfida, è una sfida sicuramente non facile quella di adattare un sistema a un mondo che cambia, ahimè, non sempre in meglio, forse. Ha espresso dei concetti assolutamente corretti, la difficoltà che c'è in questo mondo, i prezzi delle materie prime che aumentano, la difficoltà legata anche a un certo spopolamento del territorio, quindi una sfida che dobbiamo affrontare all'interno della nostra Regione, ma anche con uno sguardo alle opportunità che l'Europa e l'Italia ci propongono. Un sostegno all'agricoltura valdostana e giustamente come ha detto a quella montana della nostra regione non potrà non tenere conto degli indirizzi strategici che l'Unione europea ha delineato per il prossimo periodo di programmazione, quindi un 2023-2027, una sfida che implica una ridistribuzione di competenze e ruoli tra Unione europea, Stato, Istituzioni regionali e locali, quindi vari sono gli strumenti finanziari a nostra disposizione: i fondi Next Generation, il PNRR e altri ancora di cui abbiamo già parlato in varie iniziative.

In merito alla nuova PAC 2023-2027, le strategie possibili e le azioni che più direttamente interessano i nostri territori, sono quindi il promuovere un settore agricolo intelligente, resiliente e diversificato e il rafforzare la tutela dell'ambiente e l'azione per il clima e contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'Unione in materia di ambiente e clima e rafforzare il tessuto socio-economico delle aree rurali.

Abbiamo di fronte a noi un periodo transitorio, lo abbiamo già illustrato in III Commissione, è il periodo 2021-2022, quindi con la modifica del PSR, com'era già stata presentata, e la ridistribuzione di queste risorse... quindi queste aggiuntive su varie misure, misure che vengono rifinanziate, in particolar modo questo nell'immediato, dunque parliamo di 2021-2022, un sostegno sulla 411, ("Sostegno agli investimenti delle aziende"), poi la misura 421 ("Trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli"); altre misure finanziate, questo sempre nel breve termine, la misura 641 ("Investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività agrituristiche"), per poi proseguire con i fondi aggiuntivi del quadro finanziario pluriennale e il finanziamento dei bandi delle misure a superficie. Poi dotare di nuove risorse la misura Leader, la dotazione aggiuntiva servirà a sostenere l'esecuzione degli interventi nell'ambito della strategia di sviluppo locale, i cosiddetti "GAL" che stanno dando delle opportunità interessanti sul nostro territorio. Poi l'obiettivo Next Generation concernente la ripresa resiliente, sostenibile e digitale volta a contrastare l'impatto della crisi del Covid con all'interno anche le previsioni per un finanziamento per la misura 412, ovvero "Sostegno agli investimenti nelle aziende agricole dei giovani agricoltori". Questo sul breve, poi un percorso che ci porta verso una programmazione, come abbiamo detto, una programmazione 2023-2027 dove alcune iniziative hanno già preso il via. Nel 2019, ad esempio, l'Autorità di gestione ha condotto consultazione pubblica sulla nuova PAC attraverso un questionario on-line per percepire il pensiero delle diverse categorie rappresentative della nostra collettività, così anche nel 2020 un nuovo questionario on-line solo per gli agricoltori con le risposte che sono in fase di elaborazione. Queste sono iniziative che ci sono state richieste e sono state portate avanti.

Sarà quindi strategico riuscire a lavorare congiuntamente alle altre Regioni per garantire una massima connotazione regionale, questa è anche la grande sfida che stiamo portando avanti oggi con le altre Regioni per capire fin dove le Regioni potranno spingersi nella scrittura del nuovo PSR, tenendo conto appunto delle priorità della nostra Regione, così come dei principi espressi nel Documento di economia e finanza regionale 2021-2023, che vanno anche comunque nella direzione auspicata dalla Convenzione delle Alpi, quindi il supporto al settore zootecnico in collaborazione con le associazioni di categoria AREV e ANA.Bo.Ra.Va. con un confronto continuo; la valorizzazione e l'incentivazione del mantenimento dei territori di alta montagna con la pratica di alpeggio; la misura Monticazione con il suo rilancio, il suo mantenimento, ma soprattutto anche con le sfide legate a tutto quello che ruota intorno alla pratica della monticazione; il supporto ai consorzi di miglioramento fondiario per favorire la valorizzazione dei paesaggi alpini e il mantenimento del territorio - abbiamo dei bandi che vanno nella direzione di sostenere e aiutare nelle manutenzioni ordinarie -, è chiaro che abbiamo anche tante opere da completare per favorire il recupero di questo territorio; la diversificazione in agriturismo, quindi incentivare la multifunzionalità dell'agricoltura di montagna verso obiettivi trasversali, un primo passo è stato fatto con la legge da voi proposta sull'agricoltura sociale, un passo importante che rappresenta una parte poi di quella che sarà la legge di diversificazione in agricoltura e agriturismo, che speriamo di riuscire a portare a termine con la fine di quest'anno o l'inizio del prossimo; rafforzare il ruolo dell'Institut agricole régional per riportarlo al centro del mondo agricolo valdostano, sia per il settore zootecnico, sia per il settore vitivinicolo, qui alcune iniziative anche di valorizzazione per la parte della Bassa Valle che sulla viticoltura forse fa un po' più fatica; poi promozione e commercializzazione, lo ha detto bene, il tutto passa attraverso il prezzo dei prodotti e la loro valorizzazione, un primo passo che dovremo continuare, quello appunto della misura voucher, una misura che intendiamo sicuramente rendere strutturale e della quale poi parleremo anche nell'iniziativa successiva; poi giovani e sburocratizzazione, si parla spesso di sburocratizzazione, è una grande sfida, dobbiamo anche preparare le aziende a essere pronte a rinnovarsi perché spesso proponiamo dei percorsi per sburocratizzare ma non sempre magari chi li riceve è formato e pronto ad accoglierli, quindi contrastare il fenomeno dell'abbandono delle aziende agricole, specialmente nella media montagna, e premiare con un sistema incentivante, più che sanzionatorio, il contrasto al degrado e la loro giusta collocazione nel contesto paesaggistico e turistico valdostano. Tutto questo potrà, per quel che riguarda il settore zootecnico, essere portato avanti con i lavori del tavolo tecnico lattiero-caseario dov'è chiaro che la sfida è quella legata, come ha detto lei, al discorso del prezzo del latte, alla valorizzazione dei prodotti, e poi sostenere e sviluppare le nuove realtà che in queste settimane stanno prendendo vita, quindi un consorzio ad hoc VdA per la viticoltura, o altre iniziative come il Consorzio ortofrutticolo che ci dicono che c'è una certa voglia di mettersi in gioco, azioni che saranno portate avanti ovviamente condividendo i ragionamenti con la Commissione competente.

Concludo ribadendo che in un momento comunque di scarsità di risorse - lo stiamo vedendo in questi giorni nei lavori legati al bilancio di previsione - dobbiamo far leva sulle risorse cofinanziate, in Valle d'Aosta circa il 17 percento del PSR, risorse che ci permettono di moltiplicare i nostri sforzi, le risorse proprie di cui disponiamo serviranno a definire le specificità del nostro territorio. Sono in corso anche periodici incontri con gli Assessori competenti, con il ministro dell'agricoltura Patuanelli. Non nascondo che non è facile arrivare a una convergenza su alcuni temi delicati e a una concretezza che porti alle definizioni delle prime bozze del piano sviluppo rurale nazionale, ma certamente i prossimi incontri già calendarizzati porteranno a confronti più precisi e dettagliati. Su questo tema, come già ricordato in altre occasioni, esiste una certa sinergia tra le Regioni dell'arco alpino al di là degli schieramenti politici e in particolare una proficua e interessante collaborazione con la Regione Piemonte ci sta già dando dei risultati su vari dossier.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Planaz.

Planaz (LEGA VDA) - In risposta alla domanda che avevo fatto - ne avevo solo fatta una - mi aspettavo qualcosina di diverso che la solita illustrazione di tutte le misure che sono attive o che si sta lavorando... perché, in base all'analisi che stiamo facendo, continuiamo a dare delle misure che non vanno, non sono efficienti nella crisi o nella produzione e nella tutela dei nostri prodotti. Se lei era attento a quello che le ho detto prima sulla produzione, se paragoniamo agli anni indietro, che erano anni virtuosi anche dal punto di vista dei contributi, anche se non erano provenienti dall'Unione europea e dallo Stato... però già il prodotto in sé stesso aveva un valore e dovrebbe essere questo che ci fa pensare o creare qualcosa per proteggere, perché se noi vogliamo un bel mantenimento del territorio... ci guardiamo attorno e al posto dei vigneti vediamo i boschi, invece i vigneti ci regalano un panorama unico, ha citato quelli della Bassa Valle, sono uno spettacolo per chi entra nella nostra Valle, però, dal punto di vista lavorativo, ad oggi sono quelli meno comodi. Di questi esempi ne potrei fare a migliaia e noi dovremo lavorare e capire, andare a indirizzare le aziende intanto a produrre un prodotto degno della nostra Regione e che rappresenti bene la nostra Regione fuori anche dal nostro territorio, fuori dai nostri confini.

Le misure a superficie che ci vengono imposte così brutalmente dall'Unione europea non sempre sono efficienti per andare a tutelare o andare ad aiutare chi veramente produce, chi veramente fa fatica, ricordo che anche per chi pulisce... ormai uso la parola "pulisce", voglio che faccia riflettere un po'... perché prima il fieno prodotto anche a mano in certi terreni della Valle era una risorsa, oggi se si fa il conto delle ore che si passano a produrre, a pulire, a sfalciare questo terreno in pendii a mano, è più un costo che un ricavo, perché se si fa il conto di quanto costa il fieno fuori dalla nostra regione o anche nella nostra regione dove la meccanizzazione non può essere effettuata su tutti i campi, è normale che se queste persone, queste aziende noi le aiutiamo, è anche un po' come una sorta di mantenimento del territorio ma anche, per non metterla proprio tutto sull'agricoltura, come un atto eroico del mantenimento di queste località e anche un'attrazione turistica per chi viene e dice: "qua fanno ancora qualcosa a mano perché non possono neanche farla con i macchinari". Sarebbe un'opportunità in più per far conoscere la nostra realtà, le difficoltà della nostra realtà, perché oggi anche con i social spesso siamo così "illustrati" come persone che forse non hanno abbastanza a cuore il territorio e magari sottovalutano anche tutte le difficoltà che ci sono a mantenerlo perché manca anche un po' la conoscenza. Se noi facciamo conoscere bene fuori dalla nostra regione quali sono le nostre difficoltà, forse abbiamo anche un pochettino più facile, eventualmente quando non sono sufficienti le entrate dei prodotti, andare a incentivare queste attività, che sono veramente in difficoltà però che sono anche indispensabili per il mantenimento della nostra regione.