Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 918 del 6 ottobre 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 918/XVI - Interpellanza: "Azioni finalizzate a fronteggiare le perdite degli operatori economici della filiera della carne".

Bertin (Presidente) - Punto n. 23. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Un altro tema importantissimo, e non posso neanche dire sottovalutato ma forse non preso abbastanza seriamente, è quello che concerne la produzione della carne. Anche qui farò un breve passaggio andando un po' indietro nel tempo, diciamo che prima la carne valdostana, forse in un periodo antecedente l'anno 2000, prima della "mucca pazza", aveva un mercato soddisfacente anche fuori dalla nostra regione e forse anche noi, come Valdostani, come allevatori, abbiamo sottovalutato un po' questa opportunità che avevamo di questo prodotto di altissima qualità e forse non abbiamo lavorato abbastanza per valorizzarlo al massimo ed essere preparati eventualmente in futuro nel caso in cui il mercato avesse una crisi come quella che si sta affrontando da anni. Lasciamo stare gli anni della "mucca pazza" negli anni Duemila, però da allora, nonostante anche tutte le iniziative che si sono fatte anche negli ultimi anni come valorizzazione, come promozione per far conoscere il nostro prodotto e tutto, oggi questo prodotto è ancora molto in crisi. Per questa tipologia di prodotto, la carne valdostana, soprattutto quella bovina, i ricavi non riescono a soddisfare i costi di produzione.

Vanno bene tutte le iniziative che si sono fatte fino all'anno scorso, sembrava che ci fosse una lieve ripresa del nostro prodotto che era un po' più richiesto, poi invece adesso arriviamo di nuovo dopo un anno, quando sono "disincentivate" un po' le promozioni... un po' la pandemia ci ha tenuti chiusi forse due periodi dell'anno in cui il turismo è molto affluente e anche qua penso che abbia avuto una ricaduta sul prodotto, perché, non essendoci dei turisti nella nostra regione nei periodi dove c'è più flusso, è logico che è venuto a mancare tutto un mercato che prima andava ad alimentare tutto questo prodotto nel periodo in cui c'era molta affluenza. Non c'è una grossa produzione di carne oggi nella nostra Valle, però non basterebbe forse neanche a soddisfare il fabbisogno pro-capite dei Valdostani, senza tener conto di tutto l'aspetto turistico. Al di là di questo, oggi, soprattutto in questo periodo dell'anno, quando alla discesa degli alpeggi... c'è questa scostante offerta del prodotto in vari periodi dell'anno, che va dall'autunno per poi calare un po' nell'inverno e dopo aumentare di nuovo un po' nella primavera, non si riesce magari a dare una continuità del prodotto e magari neanche una continuità omogenea, perché in autunno abbiamo degli animali magri e con poca muscolosità a differenza della primavera, quando hanno magari un'alimentazione un po' più regolare e anche solo il fatto che si muovono meno che nel periodo estivo... le produzioni sono un po' più difficili da collocare sul mercato.

Non possiamo però far finta di niente su questo aspetto della concorrenza sleale che dobbiamo subire nei confronti di tutte le tipologie di carni che arrivano da altri Paesi, non meno neanche le carni artificiali, le cosiddette "carni sintetiche, vegetali" e quant'altro che oggi c'è rischio o più che rischio è già quasi evidente che sono nel mercato e non sempre possiamo fare in modo di distinguere queste tipologie di carne dalla nostra. Questi prodotti arrivano con dei prezzi... il 50-60 percento di costo in meno di quello che costa a noi produrre la carne... dovremmo fare in modo sia dal punto di vista dell'etichettatura, dei controlli e quant'altro di andare a tamponare questa differenza di costi che c'è tra la nostra produzione e quella che arriva da fuori, senza tener conto del fatto che abbiamo un prodotto soprattutto in questo periodo che arriva da alpeggi, di animali al pascolo, di altissimo benessere animale e con controlli sulla tracciabilità del prodotto; per tutta la carne che arriva da fuori Valle, con tutto il rispetto, non sempre possiamo avere e dare le stesse garanzie al consumatore.

È per questo che chiedo: "quali siano le strategie che il Governo regionale vuole mettere in campo per fronteggiare la situazione di crisi e arginare le continue perdite economiche degli operatori economici della filiera carne; come si intenda procedere per garantire al consumatore l'acquisto di un prodotto di qualità che sia rispettoso dell'ambiente, dell'animale e del consumatore finale; quali siano le risorse regionali, nazionali e comunitarie alle quali poter attingere per sostenere un intero settore economico che sta morendo".

Presidente - La parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Dal latte alla carne la sfida ugualmente difficile è quella d'invertire una tendenza negativa nell'ultimo periodo.

Nella premessa dell'interpellanza si evidenziava anche l'importanza per il consumatore di poter scegliere il prodotto da acquistare vagliando tra diverse proposte, le quali devono riportare le informazioni chiare e inequivocabili relative al luogo di produzione e alla provenienza. È una tematica inerente a quella della consapevolezza del consumatore circa la provenienza e le qualità dei prodotti da lui acquistati e consumati che è di forte interesse per l'Assessorato, è una partita che giochiamo soprattutto sul lato del consumatore dove dobbiamo lavorare al fine di informarlo adeguatamente e renderlo consapevole al momento dell'acquisto. In tal senso l'Assessorato si impegna da anni nel promuovere il consumo dei prodotti locali a filiera corta provenienti dai nostri allevamenti locali, che, come ha ricordato lei, garantiscono un prodotto di grande qualità. Il periodo pandemico sicuramente non ha aiutato, un periodo molto difficile con una stagione invernale quella scorsa che non è esistita, ma questa che ci apprestiamo a vivere, che speriamo di vivere può sicuramente essere una nuova opportunità di rilancio e lì, ne abbiamo parlato nell'iniziativa precedente, la volontà di estendere il contributo 2020 e riproporlo, quello con scadenza al 29 ottobre, per l'acquisto dei prodotti provenienti dal territorio fra i quali c'era appunto la carne fresca e i prodotti a base di carne intendendo appunto di favorire il collegamento tra le filiere di produzione e la ristorazione locale. È stato fatto un lavoro importante di informazione di cui dobbiamo fare tesoro anche per gli anni a venire, informazione sia dal punto di vista delle aziende agricole ma anche e soprattutto nell'ambito del commercio e del settore turistico.

È nostra intenzione valutare una riproposizione di tale sostegno anche in futuro cercando la massima sinergia tra i vari operatori di tutti i comparti che possa appunto garantire un giusto riconoscimento economico ai produttori e far conoscere ai turisti le peculiarità dei nostri prodotti. La riproposta di una misura andando ad analizzare, facendo un'analisi di tutte le criticità e le problematiche emerse andando sicuramente a cercare di risolverle in modo da creare una misura che possa soddisfare le esigenze di coloro che ne usufruiranno e che possa sempre di più tutelare e valorizzare il prodotto agricolo locale. Un ottimo lavoro è stato fatto in questi anni da AREV, che da tempo promuove il consumo della carne valdostana attraverso l'adozione di un disciplinare di etichettatura volontaria che coinvolge allevatori e altri locali. Non ultima anche la collaborazione che l'associazione ha stretto nell'ambito di un progetto Interreg Italia-Svizzera per la valorizzazione della carne prodotta in Valle d'Aosta delle razze autoctone presenti nei territori di montagna.

Un'iniziativa importante da evidenziare è l'istituzione di un osservatorio dei prezzi presso la Chambre in collaborazione con i rappresentanti del tavolo tecnico zootecnico e lattiero-caseario e di cui fanno parte i rappresentanti di ANA.Bo.Ra.Va., di AREV e i referenti dei macelli, che provvederanno insieme e stanno provvedendo, come già ricordato lo scorso Consiglio nell'ambito di un'altra iniziativa, alla rilevazione dei prezzi sia degli animali destinati alla macellazione che di animali vivi. Con tale strumento sarà possibile verificare l'andamento dei prezzi della filiera del settore della carne, potendo in questo modo avere un'immediata contezza di eventuali flessioni dei prezzi o andamenti anomali e valutare altre ulteriori azioni da intraprendere.

In merito alla questione degli aiuti da cui attingere, ricordo le recenti misure appunto messe in campo dal Governo regionale, abbiamo ricordato quella dei voucher ma tutte le altre iniziative legate all'emergenza che hanno insomma avuto direi un occhio di riguardo a quelle aziende agricole che sono custodi del territorio aiutandole in un momento assai difficile.

Sugli altri aiuti regionali ne abbiamo parlato più volte, il sostegno alle aziende zootecniche... è chiaro che sarebbe bello poter promettere nuovi aiuti ma sappiamo che la sfida è mantenere quelli che oggi abbiamo, perché, come dicevo prima, in questi giorni stiamo lavorando al bilancio e sicuramente le prospettive sono di anni che saranno sicuramente difficili, dove sarà importante e fondamentale lavorare sul prodotto per riuscire veramente a garantire introiti a queste aziende.

Per quanto riguarda il fronte delle leggi comunitarie, ne abbiamo parlato, ne parleremo ancora oggi come dell'interpellanza precedente, ovvero tutti gli aiuti legati appunto alle opportunità del PSR.

Sul fronte della normativa nazionale ricordo il decreto del 6 agosto 2021, che prevede il sostegno alle filiere zootecniche concedendo un aiuto per i capi detenuti per un determinato periodo in azienda e poi destinati alla macellazione e un aiuto per la detenzione di vacche da latte.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Planaz.

Planaz (LEGA VDA) - Anche qui abbiamo elencato una miriade d'iniziative, poi se poniamo l'argomento e andiamo a capire perché oggi il mercato della carne non solo a livello valdostano ma anche a livello nazionale non è che stia vivendo dei bei momenti, è segno che qualcosa di tutto quello che abbiamo fatto e che intendiamo fare non è sufficiente. Non è con queste iniziative che facciamo che è stato incentivato l'aumento dell'allevamento di un determinato tipo di animale nella nostra regione... non ci sono altri sbocchi sul mercato già partendo dal vitellino appena nasce fino poi portarlo a un'età di 1 anno-2 anni, dipende dalla tipologia e da quale prodotto si vuole produrre, è importante attivare una filiera vera e propria per andare a dare un valore a questo prodotto che parte dall'età di 30-40 giorni quando i vitelli vengono conferiti al centro di raccolta e poi vengono venduti in tutta Europa, ma a dei prezzi molto molto... che addirittura non si pagano neanche l'alimentazione di quei 15-20 giorni o 30 nel corso dei quali vengono tenuti nelle stalle... per arrivare a dare un'offerta di mercato del nostro prodotto di altissima qualità... dovremmo valorizzare quello, perché se continuiamo così, alla fine è un costo di smaltimento e non è più un ricavo, è questo che vorrei far capire.

Per quanto riguarda i voucher, avevamo presentato un ordine del giorno dove chiedevamo di andare a identificare... di poter accedere ai voucher solo esclusivamente per la carne bovina, o non solo, prodotta nella nostra regione e questo non è stato fatto. Questo è uno dei primi esempi del fatto che se facciamo delle misure in modo da tutelare bene il nostro prodotto, non servono a niente, non sono efficienti, perché se andiamo a incentivare il consumo in questo caso da parte di alberghi e locali commerciali, turistici e quant'altro di un prodotto nostro, dobbiamo avere la garanzia che sia nostro, perché se questo prodotto arriva dall'altra parte del mondo... È inutile che utilizziamo tante parole circa le politiche anche ecologiche quando poi abbiamo un prodotto che arriva da molto lontano e ci contestano la produzione del nostro prodotto qua, che alla fine è molto ma molto ecologico e ha un ottimo aspetto dal punto di vista del benessere animale ma che poi alla fine, quando lo mettiamo sul mercato, ha meno valore di quello che arriva dall'altra parte del mondo. Il voucher è stata la dimostrazione, e lo dico a malincuore, che non c'è la volontà di valorizzare questo prodotto perché più facciamo meno prendiamo, allora in qualcosa si è sbagliato.