Oggetto del Consiglio n. 905 del 6 ottobre 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 905/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito allo studio di interventi per la mobilità a idrogeno previsto nella legge regionale 18/2021".
Marguerettaz (Presidente) - Punto 10. La parola al presidente Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Si chiede con questa interrogazione "se prima di schierarsi a sostegno della proposta di legge in questione - che sarebbe la legge 18 - ha condotto un'istruttoria sulla legittimità della stessa e a quali uffici tale istruttoria è stata affidata".
Abbiamo già avuto modo di parlare di questo argomento in Commissione, durante un'audizione sul disegno di legge di modifica della legge 18, e già all'occasione avevo avuto modo di sottolineare come la legge 18 fosse nata da una proposta di legge, quindi una proposta d'iniziativa consiliare e non un disegno di legge della Giunta e che quindi ovviamente non è soggetta ai pareri e alle istruttorie delle strutture della Giunta regionale.
La seconda domanda invece è " i motivi per cui non sono state tenute in considerazione le osservazioni dei Consiglieri che avevano evidenziato la mancanza di copertura finanziaria della proposta di legge Restano", cioè si chiede quali siano i motivi.
Nell'intenzione del legislatore, riguardo questa proposta di legge, non erano previste nuove spese per questo studio, e quindi le risorse andavano, così come poi è stato fatto, individuate all'interno dei fondi presenti nel bilancio regionale, quindi in capitoli esistenti e tale passaggio si dava per assodato potesse essere fatto con un semplice atto amministrativo.
Con le osservazioni fatte dalle strutture del legislativo del Governo sostanzialmente è stato evidenziato come ci sia la necessità d'individuare una norma di tipo finanziario all'interno di questa legge; questo è il motivo per cui la Giunta ha proposto un disegno di legge che è al vaglio della Commissione, quindi si tratta sostanzialmente di un intervento legislativo meramente di ordine tecnico-procedurale perché i soldi, le finanze comunque erano individuate all'interno dei capitoli del bilancio, semplicemente viene richiesto che all'interno della legge stessa ci sia una disposizione finanziaria che vada a definire dove questi fondi devono essere reperiti.
La terza domanda è "se sia stato stabilito in modo preciso se lo studio che dovrebbe scaturire dalla legge approvata e da quella in itinere si occuperà anche della tratta Ivrea-Aosta o soltanto della tratta Aosta-Pré-Saint-Didier".
Allora, per rispondere, partirei dalla formulazione finale della legge 18 che dice testualmente, leggo: "Uno studio di interventi per la mobilità a idrogeno finalizzato alle verifiche economiche, ambientali e di integrazione tra i diversi vettori energetici, fermi restando i già previsti interventi di elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea in corso di progettazione da parte di Rete Ferroviaria e indicati in allegato al piano nazionale di ripresa e resilienza, relativamente alla riapertura della tratta ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier, lo studio deve contenere la valutazione costi-benefici dell'utilizzo del vettore energetico idrogeno come opzione ulteriore rispetto a quelle oggetto di valutazione per tale tratta".
Quindi, come è specificato - perché poi d'accordo che il D.L. attualmente in Commissione non va a modificare una virgola sostanzialmente del contenuto della legge 18, quindi diciamo nella sua volontà... - si conferma che è uno studio di ampio spettro sulla mobilità a idrogeno in tutte le sue declinazioni, su ferro, su gomma, trasporto pubblico, trasporto privato, ci sono però due precisazioni: la prima è che la tratta Aosta-Ivrea sarà elettrificata e per la tratta Aosta- Pré-Saint-Didier deve essere effettuato un approfondimento.
Come peraltro specificato in questo testo che le ho ricordato adesso, leggendo: l'introduzione di un vettore energetico nuovo all'interno della mobilità regionale non può ovviamente prescindere da un'analisi molto più ampia dei suoi potenziali sviluppi, dei suoi potenziali utilizzi in tutti i settori - come dicevo prima - compresi i bus del TPL, piuttosto che il trasporto merci, piuttosto che il trasporto privato, in modo da poter definire anche qual è poi l'effettiva esigenza del territorio sia in termini di reti, sia in termine di produzione e quindi di distribuzione.
Quindi questo è un argomento che sarà trattato all'interno di questo studio, ma peraltro è anche all'analisi in queste settimane di confronti anche con regioni vicine o meno vicine a noi che sono un pochettino più avanti rispetto a questi argomenti.
C'è stato un sopralluogo qualche settimana fa in cui hanno partecipato i tecnici dell'Assessorato insieme all'assessore Bertschy nelle Provincie autonome di Bolzano e di Trento per valutare gli aspetti che altri hanno già sperimentato prima di noi.
Quindi è importante avere una visione complessiva degli aspetti legati all'introduzione di un vettore di questo tipo.
Inoltre il bando, anche questo ho avuto modo già di anticiparvelo in Commissione, proprio per sfruttare appieno le competenze del futuro affidatario, prevede due fasi: una prima fase all'interno della quale vengono definiti i macro schemi dello studio, dando poi la possibilità all'Amministrazione regionale di dare degli indirizzi più di dettaglio all'affidatario sulla prosecuzione dello studio e quindi sui dettagli successivi.
L'ultima domanda è "se il bando, già emanato, e la procedura già avviata per l'indicazione dell'affidatario dello studio, pur essendo avvenuti sulla base di una legge imperfetta, priva d'indicazioni di copertura finanziaria, rimangono validi o se la procedura dovrà essere riavviata".
Sostanzialmente credo di aver già risposto: nella sostanza la legge non modifica nulla, siamo nel contenuto e nelle finalità della legge 18, quindi anche nella definizione di cosa deve essere fatto o cosa è richiesto più che altro da questo studio.
Si è ritenuto più efficiente - visti anche i tempi comunque ristretti previsti in legge che sono di sei mesi, che sono i termini di restituzione di questo studio al Consiglio regionale - procedere comunque ma anche perché, come è specificato molto chiaramente, questo avviso non è in nessun modo vincolante per l'Amministrazione regionale e quindi, come dicevo prima, andiamo a modificare soltanto all'interno della legge una questione prettamente di ordine procedurale e non andiamo a toccare in nessun modo le finalità dello studio.
Presidente - La parola alla collega Minelli per la replica.
Minelli (PCP) - Prima, con la proposta di legge per lo studio di applicazione dell'idrogeno in ferrovia, perché si trattava di una proposta di legge di quel tipo, poi, con il disegno di legge proposto adesso dalla Giunta, si è stabilito probabilmente un record per quanto riguarda le gaffes legislative.
Il primo ottobre il Presidente di Commissione, al termine della Commissione che ha votato il disegno di legge, ha anche detto che sarebbe andato all'esame e all'approvazione di questo Consiglio, ecco che poi ieri è arrivata la convocazione per il parere della II Commissione che non era stata sentita. Questa volta, Presidente, non è una proposta di legge che non deve seguire un iter, un'istruttoria che segue la Presidenza, la Giunta, ma si tratta di un disegno di legge. Poi lei ci dice che non è prassi che gli uffici della Presidenza seguano il percorso di una proposta di legge, può essere così, ma, in questo caso, visto che si trattava di un tema particolare e anche molto dibattuto, a me sembra una prassi poco logica.
Sulle altre risposte, lei dice: il legislatore non riteneva che fosse necessario, al momento dell'approvazione della legge, indicare la copertura, poi però c'è stata un'osservazione da parte del Governo nazionale.
Io rilevo ancora una volta che in sede di discussione era stata più volte richiamata la necessità di coprire questo vuoto in qualche maniera, ma c'è stata una superficialità che in tutta questa vicenda ha regnato sovrana e che, a mio avviso, è stata compagna della fretta, e quindi l'esito di tutto il percorso non è stato positivo.
Vengo alla terza risposta, che è sostanzialmente la più importante: lei ha letto il testo, io avevo chiesto un'interpretazione già in aula di quell'emendamento, perché, nel momento in cui l'abbiamo votato, il proponente aveva un'opinione diametralmente opposta alla mia, cioè io dicevo: "bene, è stato inserito un emendamento che è, a mio avviso, positivo perché definisce che l'elettrificazione ci sarà", mi era stato detto: "no, lo studio prevederà anche un'alternativa alla elettrificazione".
Quindi ora lei ci dice una cosa diversa.
La tratta sarà elettrificata, di conseguenza io immagino che se si darà corso a quanto previsto - e me lo auguro - nel piano nazionale di ripresa e resilienza, sulla tratta Ivrea-Aosta non si valuterà questa questione.
Rimane un po' nebuloso quello che lo studio alla fine dovrà dare alla Regione: perché lei ci dice che non è vincolante, ci sono i due step, ci ha spiegato i macro schemi e poi gli indirizzi che la Regione dovrà dare...mah...
Questo bando secondo me continua a essere, qualche cosa di non così chiaro né per chi deve fare le offerte - e qualcuno me l'ha fatto notare - né poi per chi dovrà valutare.
In ultimo, ha spiegato che l'avviso, appunto, non è vincolante, che il bando è stato emanato e non c'è necessità di rifare tutta la procedura, io mi auguro che nessuno sollevi vizi di legittimità in questo senso, anzi: più che "Mi auguro", "Le auguro".
In ogni caso, nel momento in cui ci saranno le offerte e verrà in qualche modo scelto un affidatario, speriamo di poter vedere, capire esattamente che cosa sarà previsto in questo studio.
Dalle ore 16:02 assume la Presidenza il presidente Bertin.
