Oggetto del Consiglio n. 902 del 6 ottobre 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 902/XVI - Interrogazione: "Procedure per la prevenzione e il contrasto della corruzione nell'espletamento di gare pubbliche e nel corso dell'esecuzione del contratto".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 6 all'ordine del giorno. La parola al Presidente della Regione.
Lavevaz (UV) - Si chiede con questa interrogazione quali procedure sono previste, nell'ambito dell'Amministrazione regionale delle società partecipate, a tutela delle gare, dei bandi in corso di espletamento e/o servizi già assegnati nel caso di indagine, condanna o altro evento concernente le tematiche di anticorruzione che coinvolga uno o più titolari ed eventuali soggetti, dotati di specifiche deleghe, di società candidate o assegnatarie di bandi e/o servizi regionali o presso società partecipate.
È un quesito molto tecnico e quindi mi limiterò a leggere la risposta che mi è stata preparata.
Per quanto riguarda l'Amministrazione regionale, come anticipato anche dalle interrogazioni, i motivi di esclusione dei concorrenti dalle gare pubbliche sono disciplinati dal decreto legislativo 50 del 2016, il cosiddetto Codice dei Contratti Pubblici.
Si tratta sostanzialmente di requisiti soggettivi di ordine pubblico o moralità, ossia di condizioni soggettive del concorrente suscettibili di precludere la partecipazione alla gara o di determinarne l'esclusione dalla stessa, non solo al momento della presentazione della richiesta di partecipazione alla procedura di affidamento ma per l'intera sua durata fino all'aggiudicazione definitiva, alla successiva stipula del contratto e, senza soluzione di continuità, a tutto il periodo di esecuzione dello stesso.
Ogni stazione appaltante effettua quindi, anche a campione, o qualora sorgano dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni rese, il controllo sul possesso dei requisiti mediante verifica - ai sensi dell'articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 - della regolarità contributiva e previdenziale, quindi del cosiddetto DURC rilasciato da INPS o INAIL, e della regolarità fiscale per il tramite dell'Agenzia delle Entrate, nonché del certificato penale recante i provvedimenti di condanna definitivi, quindi il casellario giudiziale rilasciato dalla Procura della Repubblica.
Rispetto a quest'ultima verifica, va precisato che costituisce motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d'appalto la condanna con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ex articolo 444 del Codice di Procedura Penale per uno dei reati elencati nell'articolo 80 comma 1 del decreto legislativo 50/2016.
Ciò che rileva come motivo ostativo quindi è la definitività della condanna sia in fase di aggiudicazione sia in fase di esecuzione, potendo ogni altro evento rilevare nei soli casi in cui si determini un grave inadempimento contrattuale o siano dimostrabili in concreto gravi illeciti professionali.
Oltre alle predette verifiche, si segnala anche lo strumento dei patti d'integrità, seguito dal Dipartimento opere pubbliche, rispetto al quale le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, nei bandi di gara o nelle lettere d'invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti d'integrità costituisce causa di esclusione dalla gara.
Si fa presente al riguardo che è in corso di validazione un modello di patto d'integrità avanzato che a confronto dei patti ordinari prevede un ruolo più attivo di monitoraggio e vigilanza da parte dell'ente sulle fasi della gara d'appalto e sull'osservanza del patto nell'ambito dell'intera procedura e dall'analisi dei fabbisogni fino all'esecuzione di lavori e/o la prestazione dei servizi.
Per quanto riguarda invece la seconda parte del quesito, il Dipartimento società ed enti partecipati ha provveduto ad interessare tutte le società a partecipazione regionale. Tutte le società, ad esclusione di quelle che non sono coinvolte nelle procedure di appalto, hanno comunicato di essere dotate di modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del decreto legislativo 231/2001.
Ogni società applica il decreto legislativo 50/2016 ed esegue i controlli ivi previsti; in caso di riscontro negativo, l'operatore viene escluso; in corso di esecuzione del contratto, in caso di violazione delle norme per l'accesso alle gare pubbliche - requisiti che devono permanere per tutta la durata contrattuale - opera la clausola di risoluzione ex articolo 1486 del codice civile; ogni società, infine, si è dotata di Policy anticorruzione, codice etico e regolamenti ad hoc o semplicemente esplicitati dal modello organizzativo di cui al decreto legislativo 231/2001.
Presidente - Per la replica la parola al collega Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - La ringrazio, Presidente, della risposta, essendo una domanda tecnica, che quindi richiedeva una risposta tecnica, le chiederò se per cortesia mi farà avere la risposta che qui ha letto e per il momento mi ritengo soddisfatto.
