Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 869 del 22 settembre 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 869/XVI - Interpellanza: "Soluzione delle eventuali criticità emerse dalle ispezioni effettuate nei centri di accoglienza temporanea presenti sul territorio valdostano".

Bertin (Presidente) - Punto n. 29. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Spero di non rubare il mestiere al collega Distort nel citare un filosofo ma mi si rende necessario. "So di non sapere, disse Socrate dinanzi alla giuria che lo condannò successivamente a morte, ma sapeva bene da dove voleva partire, infatti la consapevolezza di non sapere è un invito a conoscere, a indagare per imparare, per andare oltre quel mondo ordinario del conosciuto. Chi crede di sapere ogni cosa segue uno schema prestabilito, in altre parole non indaga, non sperimenta, non scopre, non conosce, non si pone domande, perciò rimane fermo, immobile, statico e attinge esclusivamente alla propria memoria".

Con questa interpellanza quindi torniamo a parlare dei centri di accoglienza presenti sul territorio regionale, centri in cui a più riprese si è evidenziato l'effetto benefico sui soggetti ospitati dai progetti di accoglienza e di cui si è motivata la mancata partecipazione a successive gare indette dal 2019 da parte dei soggetti ospitanti a causa della riduzione dei contributi che avrebbe trasformato quei progetti in mero servizio alberghiero.

Avrei voluto parlare con cognizione di causa, Presidente, portando dati e numeri, purtroppo devo affidarmi con socratica incertezza alla mia non conoscenza della materia visto che è stato negato l'accesso ai verbali di ispezione dei centri di accoglienza.

Vede, se io avessi saputo, avrei potuto dire che nel 2019 è stato richiesto di individuare la tipologia di insetti parassiti causa delle morsicature lamentate dai migranti e mettere in atto urgentemente tutte le attività necessarie a eliminare il problema rappresentato, oppure avrei potuto dirle che era necessario ripristinare la fornitura delle derrate alimentari da parte dell'ente gestore annullando l'erogazione del food money, purtroppo io non so. Se io avessi saputo, avrei saputo che i migranti si sono dichiarati scontenti del servizio di accoglienza e le stanze occupate da due o tre persone... due di essi lamentano il mancato funzionamento del riscaldamento avvenuto nello scorso periodo autunnale e si sono riscaldati mettendo pentole di acqua a bollire sul fuoco, però io non so.

Se avessi saputo, avrei potuto dire che, per quanto riguarda le condizioni igieniche, gli ospiti riferiscono di svolgere da soli tutte le operazioni di pulizia del centro, anche quelle che venivano precedentemente effettuate dal personale dell'ente gestore, e vengono segnalati la presenza di scarafaggi e altri insetti non meglio identificati nelle camere da letto, in passato avevano lamentato morsicature su braccia e gambe da parte di insetti, cimici e pulci e, rispetto alla fornitura dei pasti, gli ospiti affermano di mangiare due o tre volte al giorno in struttura. I pasti non sono erogati dall'ente gestore che non si occupa neanche della fornitura delle derrate alimentari, ma corrisponde un contributo economico pari a 40 euro pro capite ogni dieci giorni, 4 euro al giorno per mangiare tre volte. Gli ospiti provvedono a cucinare gli alimenti da loro acquistati autonomamente e lamentano però l'esiguità dell'importo sconosciuto, purtroppo io non so. Che gli ospiti siano insoddisfatti del gestore del servizio in quanto il gestore è restio a fornire gli abbonamenti ai mezzi pubblici non lo sappiamo, non sappiamo che i cloud money di 20 euro non sono sufficienti per far fronte alle esigenze degli ospiti e gli ospiti lamentano l'impossibilità di acquistare scarpe e giacche invernali. Non sappiamo che nella documentazione inviata dall'ente, nonostante il gestore avesse detto che aveva fornito il vestiario, non figura alcun registro di consegna del predetto vestiario. Non sappiamo che per circa un mese non hanno potuto usufruire della connessione Internet in quanto il gestore aveva disdetto il contratto sostenendo che non era obbligato a fornire quel servizio e, malgrado le contestazioni da parte degli ospiti, il servizio è stato ripristinato solo a seguito di intervento della struttura di Affari di prefettura e non sappiamo che non ci sono operatori presenti durante la notte e che, in caso di necessità, possono contattare il reperibile di turno. Non sappiamo che la presenza degli operatori durante il giorno sembra essere molto ridotta o quasi del tutto assente. Non sappiamo che gli ospiti esprimono difficoltà di ottenere risposte immediate dai gestori in caso di necessità. La responsabile del centro, che viene individuata nella figura di... ovviamente non lo sappiamo come si chiama, risulterebbe presentarsi in struttura solo in occasione della consegna del cloud food pocket money, quindi qualche giorno nel corso del mese. Non sappiamo che l'ente gestore non ha più proposto nessun tipo di attività rispetto allo sport, al volontariato, a corsi di formazione professionale, tranne qualche sporadico tirocinio e tutti gli intervistati valutano negativamente la soppressione di queste iniziative, sport e volontariato che dichiaravano essere utili. Non sappiamo che appunto questi ospiti dichiarano di ricevere gratuitamente medicine di cui necessitano solo se si tratta di farmaci generici, mentre se si tratta di farmaci specifici, gli intervistati riferiscono dover provvedere a loro spese all'acquisto degli stessi. Non sappiamo che la scarsa presenza degli operatori del centro crea difficoltà a ottenere risposte immediate da parte dell'ente gestore rispetto alle segnalazioni di guasti e richieste di intervento e le domande avanzate dagli ospiti. Non sappiamo le criticità che abbiamo già elencato rispetto ai biglietti, rispetto al cloud money, rispetto al food money: 4 euro al giorno per mangiare tre volte al giorno, lo ripeto ancora una volta. Non sappiamo che il centro nel suo complesso presenta un considerevole peggioramento sia dal punto di vista igienico, sia dal punto di vista della sicurezza. Non sappiamo il perdurare della non conformità dell'erogazione dei servizi di pulizia da parte dell'ente gestore rispetto all'offerta tecnica presentata in fase di gara che garantiva appunto tutta una serie di iniziative tra cui la rimozione delle numerose blatte sia vive che morte presenti sul pavimento, muri, armadi della cucina e sui cibi della dispensa e non sappiamo che il centro è interessato da un'importante infestazione di scarafaggi. Non sappiamo che in cucina i contenitori di immondizia utilizzati per la raccolta differenziata, pur essendo dotati di idoneo coperchio, continuano a essere scoperchiati. Non sappiamo della presenza di cimici nelle stanze da letto, non sappiamo di tutte queste criticità: disordine diffuso, i materassi a diretto contatto con il pavimento, la stufa fornelli posizionata nel sottotetto a 20 centimetri dalle travi, la proliferazione della presenza di multiprese, molte delle quali divelte e con fili scoperti, prolunghe e ciabatte volanti. Non sappiamo della presenza sotto i letti di posaceneri, mozziconi di sigarette e bottiglie di plastica, la presenza nelle camere di pentole e piatti sporchi abbandonati sui pavimenti unitamente a imballaggi contenenti dei generi alimentari. Non sappiamo della presenza di pentole completamente carbonizzate, frigo in condizioni igieniche critiche, presenza di disordine diffuso, sporcizia sul terrazzino esterno e presenza nel sottotetto di una finestra divelta.

Non sappiamo che, per quanto riguarda la mediazione linguistica, sulla base della scheda del dettaglio "risorse umane" inviata dal gestore, non risulta alcun mediatore linguistico assunto dalla cooperativa.

Non sappiamo che, per quanto riguarda l'informazione normativa, nonostante venga detto che un'operatrice del centro eroga questo servizio, gli ospiti intervistati hanno dichiarato che non stanno ricevendo alcun tipo di supporto da parte dell'ente in materia di informazione normativa e che per le varie necessità legate all'evoluzione della loro situazione giuridica si rivolgono direttamente ai propri legali, e che nessun ospite è stato in grado di individuare la figura dell'informatore legale.

Non sappiamo che nel servizio di supporto all'integrazione orientamento del territorio non vi sono figure specializzate in seno all'ente gestore che erogano il servizio e appunto gli operatori generici del centro garantiscono tale servizio.

Non sappiamo che non ci sono attività del tempo libero, non sappiamo che non c'è il servizio di barberia e l'ente gestore eroga 10 euro in contanti ogni dieci giorni per l'acquisto del materiale necessario, insomma non sappiamo un sacco di cose.

Quello che sappiamo è che, se avessimo saputo di tutte queste criticità, certo le avremmo contestate all'interno di quest'aula. Purtroppo, come lei ha giustamente ricordato, queste informazioni non possono essere fornite perché il Servizio di prefettura chiaramente dipende da dipendenti regionali di una struttura regionale pagata con fondi regionali ma non ci viene dato un feedback, un ritorno delle condizioni delle strutture in cui vivono queste persone.

Allora io posso fare una riflessione alla fine di tutta questa mancata conoscenza di questi elementi, la prima riflessione effettivamente è che se una cooperativa dice che il mero servizio alberghiero è brutto darlo... e quindi un rimborso spese che appunto la vede fornire questo mero servizio alberghiero... evidentemente non ne vede l'utilità perché l'importante invece è fare progetti, portare avanti l'integrazione, insegnare la mediazione, sport, volontariato o quant'altro, mal si concilia con quello che purtroppo noi non sappiamo. Mal si concilia anche il fatto che tutte queste rilevazioni noi avremmo potuto saperlo, avremmo voluto saperlo che erano già state rilevate nel 2019 e che però sono perdurate fino all'attualità e non sappiamo, ma questo potremmo saperlo perché ci sono delle ordinanze, ci sono delle delibere e quant'altro, che tutto questo splendido servizio a disposizione di queste persone, che ovviamente vanno accolte, integrate e quant'altro, costa 32,50 euro IVA esclusa.

Per una cifra che si aggira intorno ai 32,50 euro a persona ogni giorno quindi viene erogato un servizio che definire scadente è definire poco, lo definiremmo scadente se conoscessimo i dati, ma purtroppo questi dati non li conosciamo.

In tutta questa mancanza di conoscenza di dati una cosa mi sento dirla, Presidente: se effettivamente quello che io ho ipotizzato e che è soltanto appunto un'ipotesi e che non certo non corrisponde alla realtà, effettivamente corrispondesse alla realtà, direi che dovrebbero essere interessati ben altri organi, perché significa che chi viene pagato per l'accoglienza probabilmente quest'accoglienza non l'ha fatta e questi soldi li ha fatti sparire in qualche maniera.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Cercherò di dare una risposta al suo quesito di natura maieutica per quanto mi è dato sapere, quello che non so non potrò esprimerlo.

La prima domanda è: "se siano avvenute delle ispezioni nelle strutture convenzionate dal 2019 ad oggi", ovviamente sì, dal 2019 ad oggi sono state effettuate ventuno ispezioni nei centri di accoglienza.

Per quanto riguarda invece le criticità emerse, effettivamente nel tempo, all'esito dell'attività ispettiva, in alcuni casi sono stati effettivamente rilevati dei rilievi nei confronti degli enti gestori dei centri di accoglienza. Il nucleo di monitoraggio ha poi effettuato successivi controlli per verificare l'avvenuto adeguamento alle raccomandazioni che erano poi state formulate. Bisogna anche dire che le stesse ispezioni hanno anche messo in luce la presenza di buone pratiche, lei ha descritto una sorta di inferno dantesco, seppur ipotetico ovviamente, e fortunatamente così non è, nel senso che ci sono delle problematiche che vengono rilevate, ci sono dei problemi da risolvere che si risolvono almeno nella maggior parte dei casi, bisogna anche dire che ci sono delle buone pratiche che sono adottate nell'ambito dei centri di accoglienza.

La terza domanda chiede se "in caso di criticità sia intenzione dell'Amministrazione di intervenire affinché queste vengano risolte ed eventuali servizi non erogati o mancanze riscontrate vengano contestate ai soggetti gestori". Per quanto riguarda questa domanda, nei casi di criticità non risolte sono state effettuate formali contestazioni agli enti gestori ai fini dell'applicazione delle eventuali penali, così come previsto nelle relative convenzioni che sono state sottoscritte all'epoca.

Senza entrare nel merito dei casi puntuali, questa è un po' la situazione.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Mi conforta il fatto che siano state effettuate ventuno ispezioni nelle strutture di accoglienza, avrei avuto piacere di capire quali sono le buone pratiche e quali invece siano state le criticità rilevate nelle strutture, ma immagino che non abbia avuto tempo di approfondire e di riassumerle brevemente per quest'Aula e per i cittadini che ci ascoltano all'esterno, però il problema vede, Presidente, è uno: che se nel 2019 io faccio un'ispezione e rilevo che all'interno di una struttura di accoglienza ci sono le blatte, ci sono le cimici e c'è il food money, cioè vengono dati 4 euro al giorno a persona per mangiare tre volte al giorno e io intimo al gestore di porre rimedio a questa situazione incresciosa e nel 2021 rilevo che un rimedio a questa situazione incresciosa non si è posto, qui ci troviamo in tutt'altra fattispecie. Qui non c'è una banale contestazione del mancato rispetto di un contratto banale, dovevate fornire questo servizio, li dovete portare a giocare a calcio e invece li avete portati a giocare a basket, avevate detto calcio, portateli a calcio. No, qui c'è un gestore che percepisce 32,50 euro al giorno per ogni persona e che a fronte di questo emolumento dovrebbe fornire dei servizi e probabilmente, ma, secondo me, no, perché sono veramente tutte sicuramente attività non commerciali e volte all'accrescimento sociale e non certo al profitto, però diciamo che magari un minimo profitto potrebbero anche tirarlo fuori, però minimo, perché io mi chiedo obiettivamente, a fronte di un tipo di servizio come questo, se le cose che ovviamente ipoteticamente io ho evocato fossero vere, quale sarebbe il margine di guadagno per il gestore di una struttura di questo tipo e soprattutto, a fronte della mancata erogazione di numerosi servizi, quali sarebbero e quali sono le responsabilità di colui che non ha erogato quel tipo di servizio. Io sarei molto curioso. Allora, vede, Presidente, io non sono un Prefetto e non ricopro funzioni prefettizie ma lei sì e soprattutto lei ha il quadro della situazione.

È possibile quindi - glielo concedo, Presidente - che lei non abbia letto oppure abbia letto distrattamente oppure sia venuto a conoscenza del fatto che ci fossero delle ispezioni nei centri di accoglienza soltanto in occasione della mia interpellanza, però da questo punto in poi io mi attendo, Presidente, che lei compia i conseguenti passi necessari per fare in modo che i soldi pubblici che sono stati erogati in maniera copiosa per questo tipo di accoglienza e che hanno visto questo tipo di rispondenza rispetto al bando che è stato fatto dalla Regione autonoma Valle d'Aosta... che, rispetto a questi, venga aperto un ampio approfondimento nel merito - non mi permetto indagine - delle responsabilità di chi evidentemente questo servizio non lo ha erogato. Io mi auguro che lei, Presidente, lo voglia fare, se poi non si farà carico di fare questo passo, a questo punto saremo costretti noi a chiedere i dovuti approfondimenti.