Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 811 del 21 luglio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 811/XVI - Interrogazione: "Determinazione del fabbisogno di medici di base per il presidio dell'intero territorio valdostano."

Bertin (Presidente) - Punto n. 15 all'ordine del giorno. Risponde l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - La prima domanda: quanto incideranno i prossimi pensionamenti e/o trasferimenti volontari sull'attuale organico dei medici di base valdostani? I medici di assistenza primaria attualmente in numero di 79 nel territorio regionale, compresi i provvisori, cessano di ufficio per raggiunti limiti di età anagrafica, ovvero all'età di 70 anni. In questo caso si possono monitorare le carenze nel prossimo triennio: anno 2021 un medico, anno 2022 due medici, anno 2023 quattro medici. Contrariamente, non è invece possibile effettuare un monitoraggio delle situazioni che si vengano a creare nel caso in cui i medici decidano di trasferirsi volontariamente in un'altra regione o richiedano il pensionamento anticipato. Infatti, ai sensi dell'articolo 19 comma 1 lettera C dell'accordo collettivo nazionale per i rapporti con i medici di medicina generale vigente, i medici sono tenuti a dare un preavviso all'azienda sanitaria di almeno un mese in caso di trasferimento volontario, di almeno due mesi in tutti gli altri casi.

Qual è il fabbisogno attuale dei medici di base ai fini della copertura del territorio valdostano? Il fabbisogno dei medici di assistenza primaria è calcolato sulla base del cosiddetto rapporto ottimale, che il contratto nazionale vigente stabilisce in un medico ogni mille abitanti residenti, demandando tuttavia alle Regioni la possibilità di definire un diverso rapporto in considerazione delle particolarità orografiche dei propri territori. Per la Regione autonoma Valle d'Aosta tale rapporto è stato definito in un medico ogni 1.200 residenti, dall'articolo 23 dell'accordo integrativo regionale n. 1451 del 19 maggio 2006, al fine di assicurare un'adeguata assistenza primaria alle zone montane della regione. Si evidenzia inoltre che, come stabilito dalla CN vigente, ogni medico può acquisire individualmente un numero massimo di scelte assistiti pari a 1500 unità, con la possibilità di incrementare ulteriormente il massimale individuale sia per effetto della deroga relativa alle ricongiunzioni familiari, massimo 5 percento, sia per effetto delle scelte temporanee, cioè cittadini italiani domiciliati in Valle d'Aosta o comunitari o extracomunitari non in possesso di attestato di soggiorno permanente. I medici, a ogni modo, possono sempre autolimitare il proprio numero di scelte nel limite del citato rapporto ottimale pari a 1200 assistiti tra i residenti.

La terza domanda: quanti posti sono stati banditi ai fini della copertura del relativo fabbisogno? Sulla base di quanto illustrato, nell'anno in corso sul bollettino ufficiale della Regione, cioè sul BUR n. 24 del 18 maggio 2021, sono stati pubblicati quindici posti vacanti su tutto il territorio della Regione Valle d'Aosta. Con determinazione del direttore dell'area territoriale dell'azienda USL della Valle d'Aosta n. 592 del 5 luglio 2021 è stata approvata la graduatoria degli aspiranti all'assegnazione di dette zone carenti, per le quali a oggi non si è ancora concluso l'iter di assegnazione dell'incarico.

Per completezza informativa evidenzio, inoltre, che poiché non è stata presentata richiesta di assegnazione prioritaria nell'unico ambito territoriale del distretto 3, cioè della sede di Châtillon, al fine di garantire l'assistenza e la scelta ai cittadini ivi residenti, anche a seguito delle dimissioni volontarie di un medico di assistenza primaria ivi operante, la Giunta regionale, con DGR 867 in data 12 luglio 2021, ha autorizzato l'ulteriore deroga in aumento del massimale individuale dei medici di assistenza primaria operanti nel distretto di cui trattasi fino a un massimo di 1700 assistiti per medico, ciò fino all'assegnazione di un incarico a tempo indeterminato e comunque per un periodo non superiore a mesi sei, come previsto dal contratto nazionale. Tale DGR ha altresì stabilito che, nel caso si presentasse la necessità, l'azienda USL è tenuta ad avviare le procedure stabilite dal contratto nazionale per l'assegnazione dell'incarico a medici iscritti e frequentanti il corso triennale di medicina generale nella regione, i quali hanno manifestato l'interesse, all'atto della pubblicazione delle zone carenti e che ai sensi delle disposizioni nazionali possono essere incaricati solo in via residuale.

La domanda n. 4: a quanto ammonta l'attuale retribuzione corrisposta ai medici di base? Al medico di assistenza primaria spetta una quota capitaria annua lorda per assistito pari a euro 42,98, articolo 59 della CN vigente, evidenziando che, come premesso, ogni medico può acquisire fino a 1500 scelte alle quali si possono aggiungere ulteriori assistiti per effetto delle eventuali deroghe per i ricongiungimenti familiari o per le scelte temporanee. Oltre alla quota capitaria, sono riconosciuti i compensi aggiuntivi sulla base sia degli accordi collettivi nazionali sia degli accordi integrativi regionali, che rendono quindi i compensi variabili in base alle attività aggiuntive e al numero delle prestazioni che i medici di assistenza primaria erogano. A titolo di esempio, comportano compensi aggiuntivi, ai sensi della CN, gli assistiti in carico sopra i 75 anni o minori di 14 anni e, ai sensi degli accordi integrativi regionali, comportano compensi aggiuntivi l'attività di medico di struttura, di vaccinazione, la prestazione dell'attività professionale nell'ambito di forme aggregative, le attività svolte in zone disagiate, disagiatissime, eccetera. Per completezza informativa, a titolo esemplificativo, sulla base di quanto premesso e delle informazioni e dei dati forniti dalla azienda USL, informo che un medico di assistenza primaria che svolge l'attività singolarmente con circa 1300 assistiti in zone disagiate e disagiatissime, tipo Chamois, come stabilito dall'accordo integrativo regionale 4947 del 1997, con assistiti sia over 75 sia under 14, con prestazioni di assistenza domiciliare integrata e programmata nei confronti di pazienti non deambulabili e nei confronti di pazienti ospiti in residenze protette, con indennità informatica e l'effettuazione di prestazioni sanitarie quali vaccinazioni e rimozione di punti e suture, percepisce un compenso mensile netto di circa 5 mila euro, lordo circa 8 mila. Un medico di assistenza primaria che svolge attività in forma aggregata di gruppo con altri colleghi, con circa 1600 assistiti in zone disagiate, con assistiti sia over 75 sia under 14, con prestazioni di assistenza domiciliare integrata e programmata nei confronti di pazienti non deambulabili e nei confronti di pazienti ospiti in residenze protette, con indennità informatiche e l'effettuazione di prestazioni sanitarie quali rimozione di punti di sutura e test antigienici rapidi per la ricerca di Sars-Cov-2 presso il proprio studio, percepisce un compenso mensile netto di circa 7 mila euro, lordo circa 10 mila.

Presidente - Per la replica consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Grazie assessore della risposta e anche dell'esemplificazione finale, che forse è la risposta più utile per comprendere al meglio quella che era la quarta domanda. La questione dei medici di base spesso viene data per scontata negli interventi, nelle valutazioni che vengono fatte sul sistema sanitario, e probabilmente ci concentreremo su quello che è il futuro ovviamente della sanità ospedaliera, ma sappiamo che il medico di base è il primo baluardo a evitare o comunque a prevenire anche poi una ricaduta sulle strutture ospedaliere.

A tal riguardo, se da un lato giustamente abbiamo una comprensione complessiva di quello che potrà essere, e lei giustamente ci ha dato una visione triennale, dei prossimi pensionamenti e non possiamo ovviamente valutare quelle che sono le dimissioni, perché la vita di ognuno appunto è in mano a ognuno medesimo, però è bene comprendere il perché ci sono ovviamente delle situazioni di difficoltà, che sono dovute all'erogazione spesso di servizi o comunque di un'assistenza che spesso e volentieri è stata messa in difficoltà, sicuramente dal Covid, sicuramente da una serie di fattori, ma che rischia di aumentare poi la spesa io dico del livello successivo e quindi della parte ospedaliera.

Io mi auguro che ci siano e ci saranno delle ulteriori iniziative a supporto della medicina di base, tenuto conto che nella scorsa legislatura si parlava spesso di quello che poteva essere il potenziamento in alcune aree, soprattutto quelle turistiche, perché anche lì è un dato che diamo per scontato, ma c'è un certo mercato di turismo che guarda anche tra i vari fattori di scelta, soprattutto nella parte est del mondo, quella che è anche l'assistenza ospedaliera. Quindi sicuramente bene un potenziamento e non un abbandono delle zone più isolate, lei faceva l'esempio di realtà come Chamois ma ce ne sono tante altre, ma dobbiamo capire perché c'è un problema legato alla medicina di base.

Dall'altro lato ci auguriamo che ci possano essere dei meccanismi di assistenza maggiore che riguardino non soltanto il domicilio ma, ripeto, quelle che possono essere delle cure e un'assistenza che impedisca poi un passaggio successivo, per motivazioni che non sono legate magari alla patologia o quant'altro, ma ad un peggioramento delle condizioni del soggetto, che fanno sì che dal primo livello si passi poi ad appesantire l'assistenza sull'ospedale; io dico per semplicità l'ospedale, perché su case di cura e quant'altro avremo modo poi di parlarne quando si parlerà del piano della salute.

Questo è importante, perché altrimenti tutta una serie di discorsi su quello che riguarda la prevenzione e soprattutto il primo presidio e la prima conoscenza di quelli che sono poi gli utenti della sanità è comunque dato e dovuto ai medici di base.