Oggetto del Consiglio n. 806 del 21 luglio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 806/XVI - Interrogazione: "Definizione di misure a favore degli enti culturali regionali a seguito dei minori incassi derivanti dalla gratuità degli ingressi per i giovani minori di 25 anni."
Bertin (Presidente) - Punto 10 all'ordine del girono. Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (PCP) - Alla prima domanda: il quesito è già stato affrontato in relazione a un'analoga interpellanza avente a oggetto "Rimodulazione delle tariffe per l'accesso ai castelli, musei e mostre presenti sul territorio della regione in vista delle prossime aperture". Nella seduta del 26 maggio scorso la risposta di allora è attualmente valida e non si dispone di ulteriori dati. In quell'occasione, a seguito dell'illustrazione sugli obiettivi dell'iniziativa, di rendere gratuito l'accesso a tutti i siti culturali regionali per il pubblico di età sino a 25 anni, si era precisato che la nuova offerta culturale era stata concepita come sperimentale fino alla fine dell'anno, tempo necessario per analizzare i dati, verificare i flussi anche se parziali, valutare con attenzione le eventuali ricadute e assumere le decisioni conseguenti per il 2022. Quindi, come già risposi allora, non si dispone al momento attuale di dati storici sul numero di visitatori nella fascia di età considerata, tenuto conto che questa tipologia di tariffazione non è mai stata applicata.
Alla seconda domanda. L'introduzione della gratuità di accesso ai luoghi culturali gestiti dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali, rivolte agli adolescenti e ai giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, nasce in prima battuta dall'esigenza di sensibilizzare le giovani generazioni alla conoscenza del patrimonio culturale della nostra regione. In particolare l'obiettivo è di favorire l'avvicinamento dei giovani studenti e/o lavoratori per mezzo di una gratuità mirata, rivolta a creare interesse nei confronti della cultura da parte del pubblico giovanile a partire dall'annullamento di qualunque barriera economica. È un'agevolazione che intende essere anche volano, come ho già avuto occasione di dire in risposta alla precedente interpellanza, per una maggiore e migliore conoscenza del patrimonio culturale regionale presso le giovani generazioni sia residenti che non, affinché gli studenti, ma non solo, perché l'agevolazione è aperta a tutti i giovani adulti, anche coloro che sono fuori dal circuito scolastico, possano imparare ad apprezzarne la ricchezza e l'importanza, acquisirne il senso di appartenenza, l'orgoglio, nonché la consapevolezza in quanto cittadini di essere chiamati a diventare artefici della tutela e della promozione dei nostri beni culturali.
L'applicazione dell'ingresso gratuito a favore dei giovani fino a 25 anni è prevista per le esposizioni, i castelli e i siti archeologici aperti al pubblico e gestiti direttamente dalla Regione, quindi non tutti gli enti culturali, per il tramite della Soprintendenza per i beni e le attività culturali. L'iniziativa sarà corredata, rispetto alla volta scorsa - questa è una novità - da un biglietto apposito, cosa che consentirà di avere per la prima volta dati certi in merito alla effettiva affluenza di tale fascia di utenza. È stata inoltre creata una campagna pubblicitaria ad hoc, veicolata sia all'interno della regione sia fuori Valle. Al termine del periodo di sperimentazione, cioè alla fine di quest'anno, inoltre sarà possibile derivare un'analisi più precisa e circostanziata in grado di fotografare il target in questione anche in relazione ai siti preferiti, così come a ulteriori specifiche i cui risultati saranno senz'altro utili per tarare più opportunamente la comunicazione dell'offerta culturale su questo pubblico particolare.
Tale gratuità, infine, può essere considerata come un primo passo per avviare un progetto più ampio, volto al coinvolgimento e alla progressiva costruzione di un rapporto di reciproco dialogo e scambio che vede i giovani e i giovani adulti come importante motore spontaneo di trasmissione e diffusione di contenuti culturali veicolati sui mezzi social e digitali, da questi ultimi maggiormente e comunemente utilizzati. A fronte di un minore incasso, che comunque non è così scontato, considerato l'auspicato aumento del circuito di persone che frequenteranno probabilmente i nostri siti, sono comunque garantite le risorse finanziarie necessarie per la gestione dei siti culturali ai fini della loro fruizione. Ricordo che il periodo sperimentale è di soli sei mesi. Inoltre si sottolinea l'ampio numero di eventi programmati per l'estate nei siti e nei castelli valdostani nell'ambito della rassegna Culturété: due mesi, luglio e agosto, connotati da un numero decisamente elevato di iniziative tra loro diversificate, sia per contenuto che per modalità performative e per target, che sono tutti a pagamento.
Alla terza domanda, se siano già state condotte previsioni di stima per quantificare l'incremento di accessi alle strutture da parte degli under 25 e a quanto ammontino tali previsioni, che è la medesima analoga domanda che mi fece il collega Carrel nella sua precedente interpellanza, come già detto, in risposta alla prima domanda e alla interpellanza del collega, non si dispongono ovviamente di dati storici relativi al numero di presenze di giovani in età tra i 18 e i 25 anni, per cui non è possibile fare una previsione del possibile incremento di accessi, che ovviamente è auspicato e che è una delle motivazioni per cui è stata fatta questa politica tariffaria.
Presidente - Per la replica il consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Ci perdoni se ogni tanto torniamo sugli argomenti, ma riteniamo un po' tutti che sia importante a volte cercare di puntualizzare meglio degli argomenti. Tenuto conto del carattere sperimentale di queste iniziative, tenuto conto dell'importanza di dare maggiori possibilità a una fascia comunque debole dal punto di vista sia dell'accesso, lei ha parlato di barriere economiche, sia anche della percezione di quello che è, perché questa società sta prendendo anche delle pieghe interessanti da quel punto di vista, e lo dico un po' sarcasticamente. Però crediamo anche che bisogna cercare di promuovere la cultura, non soltanto legandola a delle barriere economiche ma anche ad altri tipi di attività, e su questo ovviamente andremo a toccare anche altre deleghe assessorili, perché non è solo in capo alla promozione culturale, ma diciamo che anche l'istruzione dovrebbe fare il suo percorso, perché comunque è un ambito in cui ci si forma e in cui si forma anche una conoscenza della cultura in generale e di quelli che possono essere siti di natura culturale.
Crediamo però che sia importante, proprio a questo riferimento, non finire a sminuire il discorso in una questione banalmente economica. Non è soltanto la barriera economica che può permettere una maggiore fruizione, quindi la sperimentazione vedremo che risultati darà anche per, lo ha detto lei, tarare le prossime iniziative e soprattutto capire se questa iniziativa è servita ed è bastata, perché ovviamente potrebbe essere da mettere insieme ad altro.
Poi vorrei fare una considerazione, visto che lei ha anche la delega al turismo, proprio in questo senso. La cultura non ha soltanto una fruizione del tipo di vista formativo o comunque dell'accesso a tutti, ma ha anche un valore dal punto di vista turistico. Lo dico perché spesso e volentieri ci capita a tutti di andare in giro per l'Italia e non solo e spesso avere anche dei dubbi tra il costo dell'entrata a un determinato sito e quello che poi effettivamente è il valore del medesimo. Perché dico questo? Perché in alcune situazioni dobbiamo anche essere bravi a valorizzare quello che abbiamo, che spesso diamo per scontato ma che in realtà meriterebbe maggiore promozione e soprattutto un maggior costo, perché poi la percezione - e anche il fatto che comunque il bello, quello che piace, quello che vale, la gente è disposto a pagarla, il turista è anche disposto a pagarla - io penso che sia un principio che debba essere valorizzato in tutto senso.
Quello che mi sento di dire in più è anche il fatto, ripeto, che iniziative di questo tipo non devono essere viste soltanto dal punto di vista della promozione culturale, ma io penso che altre realtà, io ho parlato dell'istruzione non a caso, debbano anche fare la loro parte e forse è quasi più importante rispetto a iniziative di natura più economica o di percezione personale.
