Oggetto del Consiglio n. 805 del 21 luglio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 805/XVI - Interrogazione: "Ammontare complessivo delle risorse a disposizione della Regione per il finanziamento degli interventi dei Programmi di Sviluppo rurale 2021-2022".
Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori dal punto n. 9 dell'ordine del giorno. Per la risposta l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Nell'interrogazione mi si chiede quale sia l'importo superiore che la nostra Regione ha ottenuto, considerata la quota Next Generation di 5,4 milioni di euro, anche in merito alle mie dichiarazioni dove appunto citavo una somma leggermente superiore a quella storica, tradotta più o meno in circa 500 mila euro.
Facendo un percorso all'indietro, torniamo al 23 dicembre 2020, quando è stato all'epoca pubblicato il regolamento dell'Unione europea 2020-2220 del Parlamento europeo, dove in merito al regolamento transitorio di estinzioni si stabiliva appunto che l'attuale quadro della PAC veniva poi esteso per un periodo aggiuntivo di due annualità, quindi il 2021 e il 2022; si era detto con lo slogan "fondi nuovi e vecchie regole". Di fatto il PSR 2014-2020 assumeva una nuova base giuridica e diveniva un PSR 2014-2022. Lo stesso regolamento definisce appunto per questo biennio, dove il PSR viene prolungato, un sostegno finanziario dell'Unione europea che è suddiviso in due parti principali, quindi una parte di risorse ordinarie provenienti dal quadro finanziario pluriennale e poi le risorse aggiuntive provenienti dal Next Generation.
A seguito di questa pubblicazione - ne abbiamo parlato spesso anche qui in Consiglio - si è avviata una lunga fase tecnica e politica di confronto fra le Regioni, al fine appunto di riuscire ad arrivare a una soluzione. In questa lunga trattativa si erano poi creati due schieramenti: una di sei regioni del centro sud, Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Umbria e Basilicata, che volevano di fatto mantenerle invariate, ovvero erano a sostegno di quello che citiamo come criterio storico, mentre le altre quindici regioni, tra cui la nostra, sostenevano di introdurre nuovi criteri. Noi, in una prima fase non avevamo sottoscritto la proposta delle quattordici regioni, lo abbiamo fatto in un secondo tempo, dopo aver messo in evidenza la nostra specificità, la nostra particolarità e dopo che c'era stato garantito un minimo storico importante.
È stato un lungo percorso, anche allungato ulteriormente dal cambio del Governo, dove abbiamo avuto una ottima collaborazione con il senatore Albert Lanièce, in un periodo di contrattazione tra le Regioni e tra questi due schieramenti che hanno presentato ai tavoli tecnici politici diverse ipotesi di riparto più o meno favorevoli a programmi regionali come quello valdostano, caratterizzato da una forte incidenza delle misure ambientali.
A partire da queste ipotesi l'Autorità di gestione del PSR regionale ha elaborato alcuni scenari di finanziamento utili a comprendere le reali possibilità di copertura dei fabbisogni regionali, in termini di prosecuzione delle graduatorie aperte: la copertura necessaria ai bandi delle misure a superficie a capo per il biennio 2021-2022 e le annualità pregresse, il mantenimento del livello minimo regolamentare a favore del Leader, che deve essere meno del 5 percento, e l'apertura di nuovi bandi a favore dei giovani agricoltori.
Stanti le varie difficoltà di dialogo che si sono presentate tra le varie Regioni e il profilarsi della mancata intesa, lo scenario più prudente accreditato ed elaborato dall'Autorità di gestione prevedeva la riproposizione comunque dei criteri storici, che per il PSR valdostano significava lo 0,63 percento dell'intera quota destinata ai PSR italiani. Questo 0,63 percento storico si traduceva per quel che è la nostra Regione a una quota totale di 39.577.397 euro, quota questa del quadro finanziario pluriennale, mentre i Next Generation pari a 5.182.528 euro, per un totale di spesa pubblica di 44.759.925 euro, quindi questo era lo storico.
Addivenendo infine alla mancata intesa sui parametri di riparto, la decisione è passata in capo al Consiglio dei Ministri, organo che si è espresso definitivamente con una delibera del 17 giugno 2021, dopo sette mesi di trattative, stabilendo una ponderazione diciamo mista tra i due tipi di criteri proposti tra i due schieramenti, che di fatto si traducevano per il 2021 in un'applicazione del 90 percento dei criteri storici e del 10 percento con i nuovi criteri, mentre per il 2022 un'applicazione del 70 percento dei criteri storici e del 30 percento con i nuovi criteri.
Occorre poi dire e ricordare che nelle premesse della delibera del Consiglio dei Ministri è richiamato il cosiddetto "principio di non regressività", ovvero un principio secondo cui l'incidenza percentuale delle misure ambientali di un dato programma di sviluppo rurale deve essere mantenuta anche a seguito dell'inserimento delle nuove risorse, ai sensi del regolamento che abbiamo citato prima 2020-2220. Questa percentuale deve essere rispettata separatamente, sia con riferimento alla quota di fondi ordinari, sia con riferimento alla quota di fondi Next Generation.
Un altro richiamo fatto in questa relazione riguarda nello specifico il PSR valdostano, per il quale occorre mantenere il livello di finanziamento pari a quello della precedente programmazione, al fine di garantire il rispetto del principio di non regressività per i pagamenti ambientali del PSR e garantire la prosecuzione naturale della programmazione 2014-2020. Queste due premesse si sono tradotte, per quel che riguarda il nostro PSR, in una quota definitiva di riparto pari allo 0,6349, in virtù dell'applicazione del principio di non regressività e dell'importante quota ambientale pari a circa al 56 percento, prevista appunto dal PSR valdostano.
In termini finanziari, quindi per venire ai numeri, al Programma regionale è stata assegnata una quota di fondi ordinari pari a 39.901.097,01 euro, una quota Next Generation pari a 5.421.410,36 euro, per un totale, in termini di spesa pubblica, di 45.322.507,37 euro. Dal raffronto con il dato precedente, con lo scenario elaborato dagli uffici regionali, emerge una differenza positiva di 562.582 euro a favore del PSR valdostano, quindi poco di più dei 500 mila che avevamo detto precedentemente. Poi le farò avere la risposta, così le rimangono i dati.
Presidente - Consigliere Planaz ne ha facoltà.
Planaz (LEGA VDA) - Questa interrogazione serviva a far chiarezza a seguito di un comunicato, perché non si capiva bene di quant'era l'importo a disposizione in più per la nostra regione. Ben venga. Per una volta, anche se non sono delle risorse importanti, fa sempre piacere che almeno una qualcosina in più l'abbiamo ottenuta a nostro vantaggio. Io capisco e lei mi ha di nuovo illustrato tutte le difficoltà che ci sono a mettersi d'accordo tra tutte le varie Regioni per arrivare a un piano nazionale univoco. Le cose non sono sicuramente facili sia come volontà, ma anche per le caratteristiche territoriali. Ha citato molte regioni del sud Italia ed è normale che se noi andiamo a confrontare la nostra realtà non riusciremo mai a trovare una quadra, così per dire.
Ha citato anche il regolamento europeo 2020-2220 per cui il 55 percento della dotazione Next Generation dovrebbe essere utilizzata per l'innovazione a transizione digitale - fin in qui va tutto bene - e il 37 percento per la misura ambientale. Quando si parla di innovazione e transizione digitale, ben venga il futuro, la digitalizzazione, il cercare di sburocratizzare ed eliminare anche gli spostamenti per andare a compilare, per andare a fare tutta la documentazione per eventuali esigenze dell'azienda. Però quando si parla di innovazione voglio solo ricordare - bisognerebbe anche ricordarlo, ma è un suggerimento che le do - che a livello nazionale noi abbiamo ancora degli alpeggi che non sono serviti da strade o da piste poderali, e quando si parla di innovazione bisognerebbe, visto che ci sono forse dei fondi in più a disposizione, vedo che in questo caso non sono sufficienti, andare a dare quel minimo di innovazione, visto che ci sono anche dei progetti già approvati e mancavano le risorse, andare a dare delle risposte a queste realtà che ancora oggi producono in situazioni che non sono tuttora servite da una strada poderale. Abbiamo presentato questa interrogazione per sottolineare anche il fatto che sull'innovazione ci sarebbe ancora molto da fare nella nostra regione, diversamente da altre regioni dove questo problema non sussiste, perché non hanno le difficoltà e le caratteristiche territoriali della nostra regione.
Questo solo per dire che, quando si è alle trattative, va ricordato anche che noi abbiamo esigenze ancora particolari, a differenza di altre regioni.
