Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 783 del 8 luglio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 783/XVI - Interpellanza: "Riapertura della strada dismessa in prossimità della galleria Pierre Taillée in Comune di Avise".

Bertin (Presidente) - Passiamo al punto n. 31. Per l'illustrazione, il consigliere Brunod.

Brunod (LEGA VDA) - Preso atto delle informazioni riportate sull'articolo della Vallée Notizie del 3 aprile 2021: "Riaprire la strada all'esterno della galleria di Runaz: appello alla Regione del Comune di Avise e di Fiab", rilevato che in tale data una delegazione valdostana della Fiab, Federazione Italiana Ambiente Bicicletta, si è incontrata proprio a Runaz con il Sindaco di Avise per sottoporgli la questione, il problema della viabilità per ciclisti non è solo un vezzo degli appassionati ma anche un'opportunità di sviluppo in ambito turistico.

Evidenziato che a oggi la viabilità si svolge all'interno di una galleria che risulta estremamente pericolosa per coloro che la percorrono in bicicletta e preso atto che fin dallo scorso anno, su sollecito della Fiab, gli amministratori locali e l'Anas avevano posizionato una segnaletica di avviso della possibile presenza di ciclisti in galleria;

evidenziato però che tale provvedimento risulta insufficiente a garantire la sicurezza dei ciclisti e per il transito di una ciclovia che si snodi lungo tutto l'asse della Dora Baltea.

Ritenuto che intervenire con la realizzazione di un passaggio sulla Pierre Taillée, oltre a risolvere il problema legato alla sicurezza dei ciclisti, andrebbe anche a riqualificare e valorizzare tutto il complesso archeologico di Pierre Taillée dove vi sono importanti strutture di epoca romana;

preso atto che il cicloturismo nelle sue varie specialità è un settore in forte crescita a livello di numeri sia in campo nazionale che internazionale e che rappresenta una grande potenzialità dal punto di vista dell'offerta turistica per la nostra regione;

rilevato che dal medesimo articolo della Vallée Notizie l'Amministrazione comunale di Avise e la "Fiab Aosta à vélo" chiamano in causa la Regione come unico ente in grado di trovare una soluzione.

Inoltre volevo fare anche un cenno, per quanto riguarda il documento di economia e finanza 2021-2023, al punto 1.12 "Trasporti e mobilità sostenibile", dove all'interno delle linee di fondo della politica del settore si possono individuare i seguenti punti: ridurre il bisogno di mobilità, favorendo l'utilizzo di scelte personali più sostenibili; uso di bicicletta; carpooling; carsharing;, l'erogazione di contributi per l'acquisto di mezzi a propulsione elettrica ecosostenibile; approntare e attuare il piano regionale della mobilità ciclistica proseguendo nella realizzazione della ciclovia baltea di Fondovalle da Courmayeur a Pont-Saint-Martin, collegata con la rete ciclabile nazionale; azioni di incentivazione all'uso della bicicletta e azioni di promozione per una migliore conoscenza della rete già esistente di percorsi ciclabili.

Questi sono dei punti molto importanti e molto strategici ma che devono avere seguito nella sostanza, nella pratica.

Inoltre, su un articolo datato 3 aprile, erano riportate delle dichiarazioni dell'ex Assessore alla mobilità sostenibile, l'assessora Minelli, che sottolineava le criticità esistenti soprattutto a Leverogne e Montjovet, faceva riferimento all'apertura della strada romana a livello ciclo-pedonale tra Bard e Donnas e, sempre l'Assessora, riteneva ai tempi molto importante il cicloturismo per la ripartenza e per promuovere il turismo in Valle d'Aosta. Ha dichiarato l'Assessora: "La ciclabilità di fondovalle rappresenta quindi il primo gradino di un progetto più ampio che coinvolge tutta la regione".

Questo primo gradino ovviamente deve ancora partire e - come ribadito più volte su vari punti - la ciclabilità di fondovalle deve essere il punto di partenza per poi collegare tutto il resto della grande rete ciclabile della nostra regione.

Come ho già sollevato nella precedente interpellanza sulla problematica del collegamento tra Bard e Donnas, qui siamo a un altro collegamento strategico che ci preoccupa molto perché comunque passa il tempo, si parla ovunque che vogliamo puntare tanto sul turismo, sul cicloturismo in tutte le sue varie forme, ovviamente tutti sappiamo che, oltre agli sportivi, ci sarebbe tanta gente che magari anche con la famiglia vorrebbe scendere da Courmayeur verso Aosta o viceversa, magari anche con un carrellino, con attaccati dei bambini, e transitare all'interno di una galleria non è il massimo.

Dopo queste premesse, con questa interpellanza si chiede all'Assessore competente se abbia intenzione di risolvere la problematica citata nelle premesse attraverso la riapertura della strada dismessa in prossimità della galleria di Pierre Taillée a Runaz di Avise sulla SS 26 e, in caso di risposta affermativa al primo quesito, quali siano le modalità e le tempistiche previste per intervenire e risolvere definitivamente la problematica.

Presidente - Risponde il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Oggettivamente sono diversi, come giustamente ricordato dal proponente dell'interpellanza, i punti critici per la viabilità ciclopedonale - ciclistica, direi, più che altro - lungo in particolare la Statale 26. Quello di Pierre Taillée a Runaz è uno di quei punti, dei punti un poco critici perché, oggettivamente, all'interno di un passaggio stretto e delicato e che quindi necessita di una risoluzione.

Come giustamente ha detto, la Regione viene spesso chiamata in causa dai comuni interessati da queste problematiche, un po' perché la complessità magari è tale per cui il comune da solo non riesce a far fronte a queste problematiche, sia per il livello di complessità tecnica sia per questioni ovviamente di costi, quindi questo rientra sicuramente in uno di quei casi.

Però nel caso specifico, nel tratto in oggetto, a Runaz, la Struttura edilizia patrimonio immobiliare infrastrutture sportive, su input della struttura regionale competente in mobilità sostenibile, ha affidato un incarico per uno studio di fattibilità che comprende tutto il tratto tra Sarre e Avise, questo proprio per cercare di trovare le soluzioni tecniche migliori per mettere in sicurezza il tratto di Statale 26 dal punto di vista in particolare della viabilità ciclistica.

Quindi dall'esito di questo studio di fattibilità avremo le indicazioni puntuali a livello tecnico, finalizzate a trovare una soluzione per la riapertura anche eventualmente del tratto di strada dismessa in questione, che potrebbe sembrare a prima vista una cosa semplice - nel senso che non c'è bisogno di uno studio di fattibilità per fare quella variante - ma in realtà lo studio di fattibilità fa una valutazione complessiva, lì il problema nell'immediato è la caduta massi e la messa in sicurezza, perché è stata chiusa ovviamente anche per quello, al di là del fatto che è una strada stretta, però al momento ci sono dei rischi sulla caduta massi che vanno in qualche modo mitigati, che dovranno essere mitigati nel caso in cui questo studio di fattibilità valutasse che è quella la viabilità comunque da perseguire, come probabilmente sarà.

Quindi si interverrà in maniera un poco più organica su tutto il tratto, ma spero che si potrà intervenire nel senso da lei suggerito.

Presidente - Per la replica, consigliere Brunod.

Brunod (LEGA VDA) - Sono contento che ci sia attenzione e impegno, ovviamente non dipende da lei perché questo è un problema che c'era già precedentemente, non è che si può risolvere in pochi mesi.

Come già detto l'altra volta, dovremo aspettare ancora tempo, però sono comunque contento che ci sia l'attenzione per cercare di risolvere queste grandi criticità su un tratto basilare, che è, e proprio come definito negli articoli, il primo gradino per valorizzare il settore cicloturistico della Valle d'Aosta, collegarlo con tutte le ramificazioni, i percorsi delle nostre meravigliose vallate, ma, soprattutto, oltre al lato sportivo c'è proprio la questione di mettere in sicurezza il transito per gli amanti e gli appassionati di cicloturismo, per tutte le famiglie che, seguendo questa moda della mobilità elettrica, hanno voglia di muoversi con tutta serenità e tranquillità, cosa che a oggi non possono fare, quindi noi ci auguriamo che al più presto arrivino gli studi e si proceda con la fase delle opere.