Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 781 del 8 luglio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 781/XVI - Interpellanza: "Riscontri in merito alla predisposizione dei piani attuativi delle linee guida per la riapertura degli impianti a fune".

Bertin (Presidente) - Punto n. 29. Per l'illustrazione, consigliere Carrel.

Carrel (PA) - Con questa interpellanza vogliamo accendere un po' i riflettori su quella che sarà, ci auguriamo, la stagione invernale del 2021-2022 perché solamente se agiamo oggi, possiamo realmente poi cercare di affrontare al meglio quello che ci aspetta, cioè l'autunno-inverno 2021/2022.

Credo che questa stagione estiva sia partita sicuramente in sordina e questo è un problema per l'economia valdostana, ma credo che le preoccupazioni per quello che sarà soprattutto in autunno e in inverno siano uno degli aspetti che psicologicamente stanno influenzando molto l'umore di tutti i Valdostani, perché del turismo invernale viviamo tutti, viviamo proprio come regione, questo lo abbiamo detto e ripetuto più volte e non possiamo assolutamente permetterci di perdere anche questo inverno.

Per questo motivo abbiamo presentato questa interpellanza, dopo aver letto le delibere: la delibera di Giunta 973 del 29 settembre 2020, che tratta di fatto il protocollo per l'apertura degli impianti a fune in inverno e la delibera 463 del 5 giugno 2020, che tratta invece il protocollo per l'apertura degli impianti a fune nella stagione estiva.

Abbiamo analizzato tutte le differenze che sono differenze sicuramente ragionate e sensate in base alla temperatura esterna, in base anche all'abbigliamento delle persone, immagino, che si presentano a frequentare le nostre montagne, ma se in estate la capienza massima non può superare i 2 terzi per ogni veicolo e poi di fatto viene esplicitato nella delibera quale sia il tetto massimo per ogni seggiovia, biposto, triposto, quadriposto e così via, per quanto riguarda l'inverno vi è scritto che "al fine di evitare un incremento dei tempi di attesa in coda - e di conseguenza del rischio di contagio - gli operatori degli impianti garantiranno la massima portata e la maggiore riduzione dei tempi di percorrenza utilizzando contemporaneamente in linea il maggior numero possibile di veicoli e applicando la massima velocità di trasporto consentita dalla concessione funiviaria".

Quindi quello che vogliamo chiedere con questa interpellanza è se questo protocollo rimane ancora in vigore in quanto vi è, come sappiamo, la possibilità di modificare i protocolli, e, se si ha intenzione di modificare questo protocollo da parte della Giunta regionale, qual è l'obiettivo per la riapertura e quali sono appunto le regole.

Nel protocollo però vi è poi una clausola, nel senso che il protocollo non è null'altro che il quadro generale al quale devono attenersi tutte le società d'impianti di risalita. Noi come gruppo consiliare avevamo già presentato diverse iniziative - quando speravamo tutti che si potesse ancora riaprire in primavera - che riguardavano sicuramente un maggior coinvolgimento dei Sindaci, abbiamo parlato dei Covid Angels, di una serie di misure che possono essere attuate ma per esserlo hanno bisogno di essere prese per tempo, ecco perché ne parliamo oggi a luglio, proprio perché in Valle d'Aosta la stagione invernale dello sci inizia a fine ottobre, crediamo che sia il momento giusto per parlarne proprio per organizzarci al meglio e non perdere assolutamente tempo.

Nell'interpellanza abbiamo citato inoltre lo sci estivo che di fatto Breuil Cervinia ci dà la possibilità di testare il funzionamento dei protocolli, così da poter capire quali sono i feedback della società e degli utenti per poterli tradurre poi nei prossimi protocolli tra società e Regione che essi devono applicare in atti migliorativi per l'organizzazione.

Noi ci siamo documentati e alcune questioni sicuramente che sono già a sua conoscenza secondo noi andranno affrontate: vi è ad oggi un tetto massimo giornaliero di utenti che possono andare a sciare, un tetto massimo di 3.500-3.800 persone; all'interno di questo tetto massimo rientrano anche coloro che vanno a fare delle escursioni o anche coloro che acquistano un'andata e ritorno, cioè la famiglia che arriva in vacanza e vuole andare a farsi una foto a Plateau Rosa e di fatto sale e scende in mattinata o in poco tempo, viene conteggiata nel computo massimo. Ovviamente in estate questo non è un grosso problema, in inverno però dobbiamo capire come contiamo tutte le persone, perché sicuramente abbiamo bisogno di accogliere più persone possibile e questo vale ovviamente per tutto il mondo sciistico valdostano.

Un'altra questione che ci è stata sottolineata dai maestri di sci è la difficoltà in qualche modo, o meglio, la paura di avere difficoltà, soprattutto in inverno, nella prenotazione, perché ad oggi gli stagionali possono prenotarsi esclusivamente per tre giorni, quindi al massimo per tre giorni, e solo dopo aver sciato uno di questi giorni già prenotati possono riprenotarsi, questo è sicuramente un vincolo che per gli sci club e i maestri di sci è penalizzante.

L'altra questione, sempre riguardante i maestri di sci, che ci è stata segnalata riguarda la procedura di segnalazione, in quanto, se sarà possibile, vogliamo segnalare la necessità di procedere a una prenotazione centralizzata attraverso le segreterie, o almeno dare la possibilità alle segretarie delle varie scuole di sci di poter prenotare per i maestri che hanno organizzato le loro lezioni, perché sennò ogni maestro deve prenotarsi con ovviamente mille problemi di cui tutti siamo a conoscenza.

Inoltre bisognerebbe anche valutare - ma questo lo lascio un po' come spunto - se i maestri di sci con i loro clienti rientrano in questo tetto massimo o possono non rientrare calcolandone una media, perché solitamente dai dati che sicuramente possiamo avere possiamo trarre una media di 100-200, in base ovviamente ai vari comprensori, e cercare di permettere ai maestri di sci e ai loro clienti di accedere senza una prenotazione. Ma questa è una riflessione che chiedo a lei, se è possibile.

Infine, la preoccupazione - credo che l'abbia percepita anche lei - è sul calcolo di questo tetto massimo, perché ovviamente se applichiamo il 30% sulla portata massima del comprensorio il dato è X, se invece calcoliamo la portata massima per ogni impianto, il problema sicuramente è superiore, il calcolo è sicuramente più difficile e le persone che possono accedere e fare il biglietto, di fatto sono sicuramente inferiori.

Quindi questo è un altro problema che in questo momento ci è stato segnalato e su cui vorremmo fare un po' di chiarezza, proprio perché abbiamo bisogno di avere una prospettiva, soprattutto i commercianti, i ristoratori, tutti i professionisti della montagna hanno bisogno di avere delle informazioni e di fare un po' il punto, perché ciò che preoccupa è sicuramente l'estate che non sta andando benissimo, ma è anche la prospettiva per l'inverno, e credo che possiamo dirci tutti d'accordo che la Valle d'Aosta non può assolutamente permettersi di perdere un altro inverno perché in questo momento economicamente, socialmente e psicologicamente aggiungerei non possiamo assolutamente ipotizzare degli scenari del genere.

Presidente - Risponde l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-SA) - L'iniziativa non solo è condivisibile ma è utile, nel senso che siamo in una fase ancora molto delicata, dove le regole sono quelle scritte in una situazione sanitaria differente da quella in cui oggi vengono applicate e non sapremo bene che cosa applicheremo per il prossimo inverno, quindi continuare a tenere alta l'attenzione rispetto al settore sci - soprattutto all'economia turistica della montagna e a quella che ci interessa più, l'invernale - è fondamentale e serve anche a costruire la consapevolezza necessaria rispetto a quello che c'è ancora da fare nell'immediato futuro.

Credo che l'occasione della visita del Ministro Garavaglia domani in Valle d'Aosta sarà utile per ricordare - e in questo senso possiamo sottolineare positivamente il lavoro che il Ministro ha fatto dal suo arrivo rispetto alla montagna, rispetto sia ai fondi assegnati che all'attenzione prestata - sarà utile per ricordare che noi di economia della montagna viviamo e che abbiamo bisogno di attenzioni per migliorare ancora l'organizzazione attuale, perché quel protocollo è nato in seguito al decreto 65/2021 dove si è riaperto lo sci, ma il mese di maggio, in una situazione che per fortuna noi abbiamo potuto accogliere, grazie alla possibilità di aprire lo sci a Cervinia, ma in una situazione ormai superata.

Quindi in questo senso, questo tema sarà ancora oggetto di grosso confronto e discussione tra il Governo nazionale e tutte le Regioni di montagna.

Io dividerei, se mi è possibile, l'intervento in due aspetti, le cose più tecniche cercherò di affrontarle, ma lavoriamo in questo momento a due livelli: uno a livello politico con altre Regioni per cercare di avere un protocollo differente, perché quel protocollo è ancora legato ai colori, è ancora legato a una situazione che rischia di non metterci in condizioni di gestire una stagione invernale, perché se noi ricominciamo a dire che si può sciare solo in zona gialla, ma domenica allo stadio potranno andare tutti a vedere la partita e anche abbracciarsi - e speriamo abbracciarci tra noi Italiani perché vinceremo l'europeo - allora se si potrà fare quello in questi giorni, in pieno inverno ci immaginiamo che con i guanti, cappello, la giacca, con le piste aperte si possa stare in montagna senza farci dire ancora con che colore si può stare, perché altrimenti ritorneremmo un po' nella situazione che abbiamo vissuto nella scorsa stagione, che d'estate si poteva fare quasi tutto e d'inverno invece bisognava stare chiusi in casa, e per noi stare chiusi in casa è un grosso danno.

Quindi da un lato un lavoro politico con tutte le altre Regioni, dall'altro invece un'attenzione sotto il profilo tecnico all'applicazione delle attuali regole, ma per modificarle ancora.

Le attuali regole si basano sul sistema di valutazione massima della possibilità di accogliere sciatori nei comprensori con due punti fermi: l'arroccamento e il ricircolo.

L'arroccamento e il ricircolo combinati insieme determinano, a seconda della potenza, della portata degli impianti, un numero massimo che dà la possibilità di gestire il comprensorio. È ovvio che d'estate l'arroccamento e il ricircolo hanno un valore e d'inverno ne hanno un altro, quindi le due cose vanno viste, ma vanno viste soprattutto nella visione invernale per quello che ci riguarda, ed è per quello che diciamo che quel protocollo va ancora assolutamente migliorato e reso più flessibile.

Come diceva giustamente, abbiamo provato ad applicarlo a Cervinia: siamo stati molto cauti nelle prime giornate, anche perché, purtroppo, nello scorso autunno abbiamo sufficientemente dato in termini di immagine, allora siamo voluti partire con numeri molto piccoli. Oggi i numeri sono molto più alti e permettono di gestire la stazione ma, ripeto, d'estate; quei numeri d'inverno escluderebbero in maniera pesante, per esempio in una località come questa, tutta una serie di funzionamenti. È chiaro che d'inverno abbiamo bisogno di numeri importanti nel momento della partenza, nel momento della discesa, d'estate questo flusso è più continuo e avviene in momenti diversi della giornata.

Quel protocollo, la modalità di vendita dei biglietti on-line che va stimolata ancora, ma che va stimolata anche con una visione per cui nei prossimi anni si dovrà mettere in condizioni d'investire ancora sul sistema di bigliettazione, perché la modalità tesserina è una modalità che bisogna superare, ormai si va verso tecnologie che attraverso il bluetooth ti permettono di comprare il biglietto, di gestire, di non passare più ai tornelli, di poterti fare la tua...

La modalità on-line effettivamente, messa con il numero massimo del comprensorio, ha creato dei problemi, per esempio alle prenotazioni dei maestri sci. Su questo a Cervinia si sta cercando di lavorare, ma io credo che il lavoro migliore che possiamo fare è - ripeto, ritengo utile parlarne - quando, di qui a pochi giorni, sarà firmato il decreto che completerà la questione legata ai ristori sia per i maestri di sci che per le società di impianti a fune, mettere intorno a un tavolo le associazioni di rappresentanza, quindi maestri di sci, società di impianti a fune ma anche società, imprenditori e ADAVA per cominciare a capire come organizzare su una visione regionale questa gestione, perché oggi stiamo parlando di Cervinia e stiamo parlando di sci estivo, tutto questo è esploso in una stagione invernale che diventa molto più difficile da gestire e quelle piccole o grandi criticità che oggi stanno vivendo a Cervinia rischiano di diventare poi criticità insormontabili.

La mia intenzione - a nome di tutto il Governo, ma direi di tutto il Consiglio - è di creare le condizioni nei prossimi due mesi, agosto e settembre in particolare, perché tutte le criticità vengano evidenziate per capire come affrontarle, come continuare a fare un lavoro insieme - l'associazione italiana maestri di sci ha cominciato questa attività - come fare un lavoro insieme per cercare di modificare ancora le attuali norme e allo stesso tempo per metterci in condizione di applicarle al meglio in Valle d'Aosta.

Quindi tutto questo per dire che le nostre società sono pronte sui protocolli; erano pronte a marzo, ovviamente vanno testati località per località, perché il momento di arroccamento è differente rispetto a delle altre, ma la questione organizzativa va vista con quell'ottica con la quale viene presentata l'interpellanza. Bisogna andare a fare della formazione per il personale che lavora e trovare il modo di formare altre persone per esempio nelle zone di parcheggio o nelle altre zone.

Ovviamente l'intenzione da parte nostra, e quindi per venire alla domanda 2 "se sono stati concordati e stilati i vari piani": li abbiamo stilati, li abbiamo provati e con le società c'è un controllo continuo di quello che sta succedendo.

Rispetto alla domanda 3, non c'è una risposta negativa, la risposta è positiva, ma quello che stiamo cercando di fare noi in questo momento - e questo è il lavoro che faremo con le altre Regioni - è cercare questo nuovo protocollo senza farci completamente identificare nell'ambito del TPL. Oggi il TPL in zona bianca porta la portata all'80%, perché non vogliamo essere legati al fatto che un innalzamento del contagio ci porti a far adottare al Governo le stesse misure che si adottano per il trasporto pubblico locale, quindi, tenendo ben svincolate le due cose e cercando di valorizzare il fatto che l'attività di montagna sportiva invernale è un'attività all'aria aperta, un'attività organizzata e controllata, dobbiamo arrivare a scrivere un protocollo a livello nazionale che ci permetta di gestire al meglio la prossima stagione invernale.

Ci sono varie questioni sul tavolo - tante cose le ha bene identificate - e così concludo - lavoreremo a due velocità: applicare le regole cercando di adattarle al meglio al contesto valdostano e allo stesso tempo - però, ripeto, questo è un lavoro che possiamo fare anche se ci sarà un accordo con il Governo nazionale - allo stesso tempo avere delle regole per la montagna differenti da quelle proposte a fine stagione.

Presidente - Per la replica, il consigliere Carrel.

Carrel (PA) - Una sola questione mi preoccupa, è quel "Non sappiamo" iniziale: sicuramente capisco le motivazioni ma credo che dobbiamo cercare, come ha ben detto, di lavorare con il Ministro Garavaglia per trovare delle soluzioni - e qui guardo anche i colleghi della Lega per quanto possibile - perché credo che sia veramente necessario dare una mano alla montagna in questo periodo e non aspettare troppo oltre, perché se dobbiamo fare degli investimenti, se dobbiamo fare della formazione, se dobbiamo fare delle assunzioni supplementari per quanto riguarda le società d'impianti di risalita - perché potrebbe essere necessario anche questo - dobbiamo deciderlo non a 15-20 giorni dall'apertura degli impianti.

Per quanto riguarda il fatto delle immagini a cui si è riferito, io credo che vada ringraziato tutto il personale che ha lavorato e ha provato in qualche modo ad adeguarsi a questi protocolli nelle mille difficoltà. Ci sono stati dei problemi, ma credo che questi servano appunto proprio per migliorare e credo che questo sia l'obiettivo anche di questa interpellanza, cioè di capire quali sono i problemi dello sci estivo proprio per evitarli in inverno e cercare di migliorare.

Per quanto riguarda il tavolo che ci ha citato, le ricordo - ma semplicemente perché ne avevamo già parlato -di coinvolgere anche i Sindaci in quanto spesso hanno una responsabilità per quanto riguarda i parcheggi che sono di gestione comunale, quindi diventa un'area di confine tra Comune e società degli impianti di risalita, quindi coinvolgerli potrebbe essere sicuramente appropriato.

Mi permetta un'ultima riflessione, capisco che ci sono dei dati e ci sarà un tetto massimo calcolato tramite l'arroccamento, il ricircolo, va benissimo, tutti i requisiti sono più che utili, però quando andiamo a dire a un comprensorio che può ospitare al massimo 10-15 mila, spesso 5-6 mila persone ma ne andava a ospitare nei periodi di massima capienza 10-12 mila, soprattutto nelle vacanze di Natale, nei week-end, a gennaio e a febbraio con le settimane bianche, capite bene che a rimetterci non è solamente la società degli impianti di risalita ma anche tutti coloro che hanno investito con l'apertura di ristoranti e bar sulle piste, tutti coloro che hanno delle attività a valle e ospitano questi sciatori.

Quindi questo credo che sia il messaggio che dobbiamo cercare di far comprendere al Ministro Garavaglia per andare incontro realmente alle esigenze della montagna e, lo ribadisco, questa interpellanza è stata appunto fatta con spirito costruttivo ma nell'idea e con l'obiettivo di affrontare oggi i problemi per poter ripartire in inverno, perché non possiamo permetterci di arrivare a settembre non sapendo cosa succederà a ottobre, perché questa volta - come politica valdostana, ma non solo - ci stiamo giocando la fiducia dell'intero arco alpino e della Valle d'Aosta.

Per quanto ci riguarda, ovviamente, dobbiamo cercare di tutelare gli interessi della Valle d'Aosta, e ne ha molti, per quanto riguarda il turismo invernale.