Oggetto del Consiglio n. 779 del 8 luglio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 779/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'iter di revisione della legge regionale 31/2007 in materia di rifiuti".
Bertin (Presidente) - Alla presenza di 26 Consiglieri, diamo inizio ai lavori pomeridiani del Consiglio.
Punto n. 27 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione Consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Questa interpellanza muove da alcune considerazioni fatte anche nel corso della giornata di ieri - ovvero sul futuro della proposta di legge 15, relativa alle disposizioni in materia di rifiuti, ovvero sulla modificazione alla legge regionale 31 e alla 8/2020, ma in particolare alla n. 31 - e ripercorre anche quanto indicato all'interno del documento di economia e finanza regionale nell'ambito della sezione dedicata all'ambiente, dove viene espressa la necessità di colmare i vuoti normativi che hanno consentito scelte potenzialmente pericolose - sto leggendo testualmente - per la tutela dell'ambiente, con particolare riguardo alle discariche regionali, sarà avviato un iter di revisione della legge 31.
L'interpellanza chiede al Presidente della Regione, in particolare nelle sue vesti di Assessore pro-tempore all'ambiente, quali modalità il Governo regionale intenda perseguire al fine di dare attuazione all'obiettivo programmatico definito nel DEFR poc'anzi citato inerente alla revisione della legge regionale 31 e soprattutto - anche per fare un po' di chiarezza e di luce rispetto al futuro di questa proposta di legge - se il Governo regionale intenda sostenere la proposta di legge 15, che è tornata alle Commissioni ancorché emendata a fronte delle risultanze emerse in sede di giudizio costituzionale e, in caso positivo, quali ambiti e contenuti del testo intenda emendare, integrare o cassare.
Ovviamente è un'interpellanza che arriva anche a seguito di tutta una serie di pronunce delle varie Corti e, in particolare, l'ultima è quella che penso tutti abbiano potuto leggere relativamente poi anche al ricorso sulla discarica di Chalamy del 6 luglio, dell'altro giorno, che ha sostanzialmente rimesso, se vogliamo dire, a zero tutte le varie sentenze, le varie pronunce che dovevano uscire e che saranno ovviamente oggetto di riflessione, e, in particolare, come citato nelle premesse d'interpellanza, anche i contenuti della sentenza 76 dell'aprile scorso della Corte Costituzionale, che in parte è già stata occasione di discussione in Commissione ma anche, in parte, in Consiglio.
Quindi capire oggi quale può essere il futuro del più ampio obiettivo programmatico citato del DEFR, ma soprattutto anche fare un po' di chiarezza anche a fronte di quello che è successo nei vari Tribunali, rispetto alla proposta di legge 15.
Presidente - Per la risposta il presidente della Regione Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Questa interpellanza arriva, come detto, in un momento in cui arrivano anche delle novità, proprio fresche fresche. Far chiarezza in questo momento è comunque difficile in un argomento e in un ambito particolarmente complesso al di là ovviamente delle normative che il legislatore regionale ha in pancia o che comunque può mettere in atto come legislatore, e che impattano in qualche modo con una competenza statale, che è esclusiva in materia di ambiente e, dall'altra parte, con le normative europee in materia che sono stringenti e in continua evoluzione; ma, oggettivamente, le novità più importanti sono quelle che il collega Aggravi ha citato, e cioè le due sentenze abbastanza recenti della Corte Costituzionale e, in ultimo, la sentenza del Tar arrivata nella giornata dell'altro ieri.
Andando per ordine, la prima sentenza, la 76/2021 che aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale sostanzialmente dell'articolo 21 comma 2 della legge regionale 3/2020; in particolare le parti della norma dichiarate fino allora incostituzionali erano: quelle che disincentivano la realizzazione e l'utilizzo di discariche per il conferimento dei rifiuti speciali provenienti da altre regioni; che consentivano il completamento delle discariche in considerazione solo per lo smaltimento dei rifiuti speciali che non necessitano di previa caratterizzazione, con conseguente revoca a far data dal 15 febbraio 2020 delle autorizzazioni già rilasciate; che consentivano lo smaltimento delle discariche in esercizi di rifiuti speciali provenienti da fuori regione nel limite massimo del 20%, di cui si era discusso ampiamente, e, ancora, che rimandavano a una deliberazione della Giunta regionale d'individuazione dei rifiuti soggetti a caratterizzazione, derivanti da processi industriali il cui conferimento avrebbe potuto essere ulteriormente vietato.
L'altra sentenza, più recente, è la n. 82/2021 con cui la Corte invece aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 10, in questo caso della legge regionale 8/2020, in particolare, cito testualmente: "La Regione" - secondo la Corte Costituzionale - "non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le regioni né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le regioni, né limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale".
Quindi oggetto delle censure è stata la parte della tabella di cui al famoso allegato A, che introduceva una differenziazione tra l'importo dell'ecotassa versata dai rifiuti provenienti dalla regione e da quelli provenienti da fuori regione con la differenza che in un caso era di 10 euro a tonnellata e di euro 25,82 nell'altro caso.
In questo caso la Corte ha dichiarato sostanzialmente che lo smaltimento doveva essere onerato con un costo di 10 euro a tonnellata.
Per venire al secondo quesito dell'interpellanza, cioè se si ritiene che la proposta di legge debba essere rivista, credo che la risposta sia evidentemente positiva - nel senso, più in generale direi - cioè capire dove possiamo in questa fase, come legislatore, intervenire in questa materia, quindi in questi confini comunque piuttosto limitati nei quali ci dobbiamo muovere, a prescindere dalla proposta di legge che è tornata in Commissione.
Come giustamente lei ha citato, il Tar della Valle d'Aosta ieri ha emesso altre sentenze e questo completa il quadro entro il quale avremo necessità di muoverci e quindi di fare l'analisi delle possibili iniziative da prendere.
Le sentenze della Corte Costituzionale non si può dire che abbiano delle ricadute positive, però per certi versi hanno comunque dato un solco entro il quale il legislatore dovrà muoversi, quindi questo in qualche modo, almeno su certi aspetti e per certi versi, fa chiarezza.
In primo luogo la Corte ha, ad esempio, riconosciuto la conformità ai nuovi indirizzi espressi in sede europea degli obiettivi, perseguiti dalla Regione, di disincentivare la costruzione di nuove discariche. Questo è un primo punto importante.
Quello anche che è stato definito in maniera chiara è che le linee di indirizzo, per ottenere questi risultati, non competono al legislatore - perché non è una legge che può definire questi aspetti -, ma ritornano in un ambito più di pianificazione. Quindi sostanzialmente si rimanda allo strumento pianificatorio che, nel caso dei rifiuti, è il piano rifiuti che è in fase di analisi e di costruzione in questi mesi e in queste settimane, - e che comunque entro quest'anno sicuramente verrà approvato -, si rimanda, come dicevo, a questo strumento la pianificazione e quindi le linee d'indirizzo di quello che si può e che si deve fare nella nostra regione per la gestione dei rifiuti e quindi anche delle discariche per rifiuti inerti speciali.
Quindi quello che possiamo sostanzialmente fare - e che sarà oggetto anche delle discussioni in Commissione nelle prossime settimane in cui si analizzerà ancora la proposta di legge -- come dicevo questa mattina con il Presidente di Commissione - è, soprattutto, un'analisi approfondita delle sentenze per capire in maniera puntuale, sul piano normativo, qual è il confine entro il quale ci si può muovere; quello che possiamo dire e che si potrà fare è tutto nelle more dell'approvazione degli strumenti ordinari di pianificazione, quindi da qui all'approvazione del piano regionale dei rifiuti.
Potremmo oggettivamente mettere in piedi delle misure transitorie che in qualche modo si muovono all'interno di questo solco e di questi confini, comunque molto stretti, quindi potranno eventualmente essere riferite a procedimenti di nuova autorizzazione o comunque di rinnovo, di modifica di autorizzazioni scadute e non ancora conclusi, però ovviamente non su proroghe o su autorizzazioni già in essere, sostanzialmente.
Quindi questo è il quadro complesso nel quale nelle prossime settimane dovremo muoverci e cercare di capire come proseguire questo percorso, ripeto, con l'obiettivo di arrivare quanto prima all'approvazione del piano di pianificazione in ambito di rifiuti.
Presidente - Per la replica, il consigliere Aggravi ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Cerco di aggiungere un paio di elementi rispetto alle domande, almeno quello che ho cercato di capire.
Intanto, non l'ha detto, ma immagino che a questo punto l'obiettivo programmatico del vecchio DEFR debba essere revisionato anch'esso e debba essere specificato, perché era figlio di un'impostazione ante-sentenze e quindi bisognerà renderlo più parlante, quindi immagino che nel prossimo DEFR troveremo una specifica maggiore, ovvio.
Non ho sentito dire da parte sua se si intende perseguire l'attuazione di questo obiettivo ma nel complesso di quello che mi ha detto mi sembra di averlo capito.
Sulla seconda domanda, laddove si chiedeva, appunto, se il Governo intende sostenere la proposta di legge 15, non ho sentito da parte sua, e lo capisco benissimo perché oltre a dover gestire questa materia deve anche gestire quello che io ieri ho chiamato una forte revisione più che un tagliando di una maggioranza - una volta lo avrebbero chiamato papello o anche un diktat avrebbe detto qualcuno - con dei documenti messi agli atti che contengono anche questa materia e quindi un po' ha glissato, ma se ho capito bene il vero documento importante che bisogna definire - e lei ci ha già dato una scadenza almeno di prospettiva entro fine anno - è lo strumento madre di programmazione e quindi torniamo alla sentenza 76, se non erro, che è quella che ha definito questa strada.
Sulla parte delle misure transitorie, più che misure transitorie, visto che ci si concentrerebbe sulle nuove autorizzazioni o su quelle che ovviamente vanno in rinnovo, sono sì misure transitorie, ma che non vanno poi a toccare il vero problema perché con le sentenze bisognerà capire fin dove si può andare a toccare i problemi che ben conosciamo, anche se poi con l'altra discarica ancora non sono terminati i vari procedimenti, il solco è stato tracciato dalle sentenze, ma mi sembra che ma il solco del futuro di questa materia ancora non sia stato tracciato puntualmente.
Sicuramente c'è stato poco tempo per fare tesoro delle materie delle sentenze, ma nello stesso momento c'è una sorta di nebbia nei confronti di quella che può essere la visione più politica e programmatica del futuro di questa maggioranza, ed era un po' quello che si voleva capire rispetto al fatto che comunque la proposta di legge è depositata mi viene da dire da un quasi gruppo, ormai, e bisognerà capire sicuramente dal punto di vista tecnico quale sarà il futuro, ma soprattutto anche dal punto di vista politico quale sarà il futuro di questa proposta di legge e dei contenuti che porta avanti.
