Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 778 del 8 luglio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 778/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'utilizzo nelle scuole della regione del manuale "Il primo Syllabus per l'insegnamento della bioetica ai giovani"".

Bertin (Presidente) - Punto n. 26. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Torniamo anche in questo Consiglio regionale a parlare di una vexata quaestio, ovvero del testo ormai direi famigerato di bioetica denominato "Syllabus": famigerato e vexata quaestio perché è già la terza iniziativa che presento sul tema, una nella scorsa legislatura e due in questa, questa è la seconda, che riguarda appunto il libro. La volta scorsa l'Assessore ci aveva dato delle informazioni importanti, cioè ci aveva detto che c'era stato un aggiornamento rispetto a questo testo e quindi siamo andati ad esaminare anche questo testo e anche per venire incontro all'accusa di aver preparato un trappolone, abbiamo voluto elencare esattamente le criticità che sono contenute in questo testo, che ricordo viene sottoposto nelle scuole valdostane a partire da età molto basse.

Che cosa contiene questo testo? In teoria questo testo dovrebbe trattare di argomenti relativi alla Dichiarazione universale sulla bioetica e sui diritti umani, peccato che però il contenuto di questo testo purtroppo non è aderente in molte sue parti ai temi che dovrebbe trattare, non solo non è aderente, come abbiamo dimostrato nella scorsa interpellanza, ma addirittura in questo testo troviamo degli argomenti che, secondo noi, sono assolutamente assurdi, abbiamo voluto riassumerli ma mi pregio di elencarli e di evidenziarli a quest'Aula.

Cominciamo, a titolo d'esempio ovviamente perché questo testo è veramente grondante di cose grottesche, con l'unità 5 intitolata: "La roulette russa, i diritti negati nei centri di accoglienza degli immigrati". In questa unità gli obiettivi didattici, e lo specifico, cioè le direttive che vengono imposte agli insegnanti dicono che bisogna denunciare le pratiche inumane e le violazioni dei diritti umani fondamentali ai danni dei migranti all'interno dei centri di accoglienza degli immigrati, poi c'è un secondo obiettivo e un terzo, che è l'ultimo, che dice che gli insegnanti devono descrivere il lato nascosto dei centri di accoglienza degli immigrati quali avamposti dittatoriali e legalizzati nei Paesi democratici, cioè quelle strutture di accoglienza sul nostro territorio sarebbero degli avamposti dittatoriali legalizzati. Avete presente quelle strutture in cui vengono mantenuti i richiedenti asilo, anche in Valle d'Aosta ne sono sorte diverse, ecco, quelli sono avamposti dittatoriali e questo manuale ci insegna come fare per spiegarlo o insegna agli insegnanti come fare per spiegarlo a ragazzi peraltro da 11-14 anni. Tra l'altro, racconta una bellissima storiella qui a pagina 17, cioè si racconta che ogni immigrato che arriva in Occidente viene considerato un potenziale terrorista e un assassino delle democrazie capitalistiche. Io credo che arrivare a definire anche democrazie capitalistiche nasconda un'impostazione ideologica veramente incredibile per condurre un'operazione di indottrinamento dei ragazzi che è assolutamente assurda. Vi leggo due punti, il punto 3: "i ragazzi guarderanno un documentario dove viene descritta la tragica esperienza dei migranti nei centri di accoglienza. L'insegnante, con l'aiuto degli strumenti audiovisivi, illustrerà brevemente la vita nei centri accoglienza chiarendo che essi sono definiti come luoghi di dittatura legalizzata in contesto democratico". Io credo sia veramente anche assurda la modalità di avvicinamento che viene imposta.

Proseguiamo con l'unità 36 intitolata: "Chi deciderà chi sono io" nella quale l'obiettivo didattico è introdurre e spiegare la differenza tra sesso genetico, differenziazione sessuale, apparenza sessuale, perché è un'apparenza ovviamente, sappiamo benissimo che le teorie contenute nel DDL Zan ci dicono che noi non siamo uomini o donne, non nasciamo uomini o donne ma appariamo fino a quando non decidiamo noi che cosa siamo, perché possiamo deciderlo, assegnazioni di genere e identità di genere, cioè ci facciamo assegnare il genere a seconda delle nostre preferenze.

Un'altra - e questo lo trovo ancora più grave - di queste schede, intitolata... l'unità 42 prevede la necessità di cambiare, nella quale si dice che bisogna introdurre e spiegare la differenza sempre qui fra sesso generico, apparenza sessuale, assegnazione di genere, ruolo di genere e identità di genere e tra gli obiettivi, e questo è particolarmente tragico/divertente, si dice che bisogna sostenere le relazioni dei figli con i loro genitori transgender o con quelli che stanno cambiando genere anche in una prospettiva futura. La promozione del cambio di sesso è purtroppo qualcosa che effettivamente è particolarmente delicato. Io ho approfondito il tema con alcuni articoli: per esempio, ve ne leggo uno che è uscito recentemente rispetto ad alcuni ragazzi che hanno cambiato sesso in virtù della propaganda proprio su questo tema e adesso vogliono tornare indietro. Vi cito soltanto quello che dice una ragazza che è tornata indietro - o ragazzo, adesso non so esattamente quale sia stato il cambio -: "rivoglio la mia voce da femmina. I medici non mi diedero altra possibilità, ai bambini bisognerebbe impedire un trattamento simile, gli ormoni hanno danneggiato la mia salute, ridatemi le mie ovaie". Questo è il grido di dolore che è stato presentato da alcuni di coloro che sono stati sottoposti precocemente a questo cambio e c'è un bellissimo articolo che approfondisce anche questa tematica che spiega - questo è uno studio ma ve lo leggo - come mai c'è stato questo incremento esponenziale di cambi di sesso: "Il movimento LGBT e parte della comunità scientifica sostiene che il fenomeno è sempre esistito ma ora le persone escono allo scoperto. Altri psicologi e chirurghi sottolineano fenomeni di emulazioni e di contagio sociale". Questo è il pensiero di Adriana Cordova, professore di chirurgia plastica dell'Università di Palermo ed ex Presidente di SICPRE: "numerose persone che arrivano da noi per il cambio di sesso hanno effettuato percorsi psicologici inadeguati. La terapia psicologica dovrebbe durare due anni ma non tutti completano il ciclo o perché non se lo possono permettere, o perché nelle strutture pubbliche hanno di fronte psicologi sempre diversi che non garantiscono la continuità. Sono venute da me persone che avevano avuto l'autorizzazione dal Tribunale per il cambio di sesso dopo appena un paio di incontri con lo psicologo. Ho l'impressione che si parli del cambio di sesso con leggerezza e che non si sottolinea la drasticità del gesto chirurgico. Per alcuni pazienti la transizione era necessaria e ha portato una migliore qualità della vita, ma per altrettanti casi il bisturi non ha risolto i problemi psicologici".

Alla luce di questo e di altri studi che evidenziano come la promozione di questo fenomeno sia assolutamente pericolosa, soprattutto dal punto di vista dell'emulazione, soprattutto dal punto di vista della carenza dei percorsi in cui vengono inserite queste persone, questo testo, se è appunto portato all'attenzione delle classi e dei ragazzi più giovani, è un pericolo a tutti gli effetti: il pericolo di emulazione e di prendere una decisione in maniera molto leggera che poi effettivamente cambia tutta la vita.

Infine terminiamo con l'unità 47 che si intitola: "Viaggiando su un tappeto volante", qui mi sono immaginato Aladdin, dove si chiarisce che l'obiettivo didattico è quello di spiegare che è l'uomo stesso a creare insormontabili barriere ghettizzando colui che differisce da un punto di vista etnico, culturale e sociale e coltivando pregiudizi radicati profondamente al punto tale da rendere l'applicazione della giustizia e di un trattamento equo una chimera. È l'ignoranza e la paura del diverso a sé a generare enormi barriere e pregiudizi insormontabili, un mondo multietnico e aperto ad accogliere differenti manifestazioni dell'umanità rappresenta l'unica possibile soluzione futura per una vita all'insegna del progresso, della pace e della solidarietà". Affermazioni assolutistiche che noi ovviamente ci troviamo a prendere da questo manuale che possono essere condivisibili o meno, io non le condivido nella maniera più assoluta, ma certo che trasmettere certe teorie politiche, certe ideologie a delle età anche molto giovani: per esempio, questa viene trasmessa a bambini di 6-10 anni, lo troviamo quanto meno assurdo se un manuale che viene adottato deve insegnare la bioetica e non certo farci la morale politica e dirci come la società del futuro dovrà essere e dovrà conformarsi. Ecco perché, siccome poi peraltro possiamo parlare liberamente di questi temi perché il DDL Zan, a quanto pare, non è ancora stato approvato - e mi auguro che non venga approvato peraltro, perlomeno non certo nella formula attuale, con questo le chiedo, Assessore, se a questo punto, avendo anche letto alcune schede critiche ma ce ne sono tante altre contenute, se lei sia d'accordo con le affermazioni contenute nelle unità didattiche summenzionate e se ritenga opportuno l'utilizzo di questo manuale all'interno delle scuole della nostra Regione.

Presidente - Risponde l'assessore Caveri.

Caveri (VdA Unie) - Consigliere Manfrin, se lei fosse un pittore, sarebbe un pittore straordinario perché neanche impressionista sarebbe, sarebbe impressionistico, cioè partendo da alcuni punti, lei poi costruisce delle costruzioni che immagino siano da considerarsi molto suggestive.

Rispetto alla scorsa volta, ho letto il Syllabus, quindi sono mediamente preparato, per cui sono tentato di darle la risposta burocratica e piantarla lì, oppure darle una risposta un po' più articolata, anche se francamente stare nei dieci minuti è difficile, peraltro il pranzo incombe e anche il rispetto dei tempi.

Intanto devo dirle che partiamo dalla famosa Giornata mondiale della bioetica Aosta 19 ottobre 2020, che è l'oggetto del contendere all'inizio, nell'incipit della sua interpellanza. In quella occasione la circolare segnalava esclusivamente il principio n. 4, nel senso che tutta una serie di unità, come vengono definite all'interno del volume, che sono la 5, la 36, la 42 e la 47 su cui lei ci ha in parte intrattenuto, non fanno parte della segnalazione riguardo alla questione della bioetica. Su che cosa sia la bioetica credo che potremmo a lungo confrontarci, soprattutto su un punto centrale: quello della necessità, in occasione della Giornata della bioetica, di discutere o no della questione dei diritti civili.

Ora, è chiaro che il mondo della scuola è un mondo "libero", cioè gli insegnanti hanno una possibilità di esprimere liberamente la loro didattica, per quel che mi riguarda non deve essere ideologica, io ricordo i racconti divertenti di mio papà quando gli avevano fatto fare il giovane Balilla "Libro e Moschetto", quindi ho perfettamente in testa che cosa significhi qualunque forma di dittatura ideologica rispetto ai contenuti scolastici, è qualche cosa che mi repelle sinceramente.

Peraltro quella giornata era dedicata ai ragazzi delle scuole superiori, quindi si può ritenere, e mi auguro che sia così, immagino che anche lei al liceo fosse già grintoso e pronto a reagire qualora un qualche insegnante avesse la tentazione di influenzarla nel senso che lei riteneva o avrebbe ritenuto come essere negativo.

Io vorrei ripetere qui che questo first Syllabus non è un manuale scolastico, ma è uno strumento didattico liberamente fruibile dai docenti, come ho detto nella precedente interpellanza, quindi... come dire? esiste questo spazio necessario di riflessione che non viene da organismi eversivi ma viene da un'organizzazione delle Nazioni Unite, che è l'Unesco fino a prova contraria, poi io so - perché magari me lo dirà nelle repliche - che anche sull'Unesco c'è una grandissima discussione, gli Stati Uniti sono usciti dall'Unesco, l'Unesco è diventata con i famosi label che dà un posto sul quale ci sono molte critiche.

Io vorrei dirle che prepareremo bene la Giornata mondiale della bioetica, ci sono parti di questo Syllabus che personalmente trovo discutibili, ringrazio tutti gli insegnanti valdostani che hanno apportato con loro contributi degli elementi suppletivi rispetto al testo originale, che vede il Centro europeo di bioetica e qualità della vita della Valle d'Aosta di cui peraltro personalmente ho perso anche le tracce, nel senso che non so bene quale sia attualmente la loro identità, l'Unità italiana della Cattedra di bioetica dell'Unesco di Haifa e l'Università Pegaso di Napoli.

Allora io credo che qualche riflessione sul Syllabus, anche in vista, e non solo in vista, della Giornata mondiale della bioetica vada fatta, credo che le situazioni e i casi vadano presentati sempre con la massima neutralità, che ci siano temi che per lei scricchiolano e danno un po' fastidio come la questione dei migranti o cose di questo genere io credo sia legittimo comunque, soprattutto per le scuole medie e le medie superiori, poter approcciare questo tema perché viviamo ormai in una società che ovviamente non può limitarsi alla semplice alfabetizzazione ma devono essere prospettate tutte le problematiche. Quando io dico: "prospettate tutte le problematiche" nel rivolgermi agli insegnanti, avendo anch'io fatto la scuola e avendo fatto tutto il percorso scolastico... tutti noi abbiamo vissuto degli insegnanti più o meno ideologizzati da una parte o dall'altra. Personalmente, soprattutto quando ho cominciato a essere grandicello, ho sempre contestato laddove si cercava di fare della persuasione o del convincimento ideologico, per cui non credo di darle una soddisfazione piena, però quel che mi impegno a fare è fare ulteriori riflessioni dopo averlo letto, ritenere però che certi temi legati ai diritti civili siano giusti e siano opportuni... sulla questione del gender io ho un mio modo di vedere, ritengo anche rispetto alla proposta Zan che ci siano degli elementi che personalmente non condivido perché un conto è l'omofobia e un conto è ritenere che la sessualità sia solo un fatto culturale e non biologico, perché su questo io personalmente ritengo che esista... poi uno può decidere di vestirsi come vuole, può decidere di cambiare sesso, può decidere di andare a letto con qualunque persona consenziente se è maggiorenne e in qualunque modo, e trovo effettivamente che, laddove ci siano degli elementi che possano essere impressionanti, non impressionistici, si debba avere sempre un grande garbo e una grande attenzione e credo che sia un tema che chiunque è genitore qui dentro non possa che condividere.

Ciò detto, però mi auguro che adesso per qualche mese non reiteri la vicenda del 20 ottobre del 2020 quando la Giunta era neofita e appena arrivata e non può trovarsi sul gobbone alcune responsabilità, anche se dicevo prima che la continuità amministrativa vuole sempre il garbo di non disconoscere quello che hanno fatto gli altri, perché sarebbe veramente di cattivo gusto. Ciò detto, io credo sia opportuno riflettere sulla bioetica anche in un contesto più vasto degli aspetti solamente medici, ma che si possa sicuramente integrare, migliorare e correggere tutto quanto si può ritenere che possa essere in qualche maniera borderline, trovando, a mio avviso, delle soluzioni che possono anche su questo tema discutere di argomenti che non siano esclusivamente contenuti in qualche maniera paracadutati in una realtà come quella valdostana, ma ci si renda conto anche di come la scuola, soprattutto se si collega a questo l'educazione civica, possa anche avere dei temi in cui... soprattutto, lo ripeto, con le scuole superiori si può anche lanciare una provocazione su di un tema, perché a quell'età è molto diverso per le persone più giovani, si ha una capacità critica che ci può consentire di porci anche di fronte ai temi più delicati.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - La ringrazio per l'elevazione a pittore del sottoscritto, che, purtroppo, non è mai stato in grado di reggere un pennello, ma neanche una matita per fare un disegno, quindi ci prova con le parole, ma più che altro per dipingere il quadro che ci troviamo ad affrontare. Io credo che invece lei spesso si dimostra un fuoriclasse del pennello, un vero Pinturicchio delle risposte all'interno di quest'aula.

Veniamo all'oggetto della nostra iniziativa. Lei giustamente ci ha detto che i ragazzi di quell'età e di molte età che si trovano ad affrontare queste schede potrebbero avere gli strumenti per poter discernere quella che è propaganda da quello che è invece insegnamento. In realtà, le dico lei probabilmente non conosce la mia storia politica, ma io effettivamente la mia prima tessera l'ho presa nel 1998 ed era la tessera della Lega peraltro, ai tempi ero alle scuole superiori, però tanti miei compagni di classe in realtà mi guardavano come se fossi matto quando ho preso la tessera e, quando a volte contestavo l'insegnante, non capivano perché contestassi certi insegnamenti, non capivano per quale motivo facessi certe affermazioni, quindi se è vero che alcuni hanno gli strumenti per contestare e per discernere le informazioni che gli vengono consegnate, purtroppo non sono tutti e quindi dobbiamo tutelare anche quei tutti che si vedono arrivare certe informazioni.

Ora, lei giustamente ha incentrato la sua risposta sulla Giornata mondiale della bioetica, che è ovviamente corretto, il problema è che, come l'abbiamo illustrato nella scorsa interpellanza, l'unità 4 che doveva trattare della bioetica era una bioetica un po' strana perché chiedeva di adottare canti e balli del mondo con vestiti tradizionali per spiegare che c'è la possibilità di agire per la salute delle persone. Io esattamente non sono in puericultore ma non so in quale maniera si possa collegare il canto e ballo con vestiti tipici di altri Paesi con l'insegnamento ai ragazzi del progresso della medicina, ma, al netto di questo, il problema è che se qualche insegnante decide di utilizzare questo manuale per insegnare altro o trae degli insegnamenti e degli spunti da questo manuale, può alimentare una riflessione ma l'alimentare una riflessione significa chiedere ai ragazzi, per esempio, sul tema dell'immigrazione come lei ha detto: "ma voi siete d'accordo con il fatto che arrivino centinaia di migliaia, milioni di persone senza documenti, senza passaporto, senza soldi per vivere e che si fanno mantenere da questo Paese pur non scappando da nessuna guerra?". Questo sarebbe un elemento di riflessione e allora ognuno può esprimere la sua idea ma, nel momento in cui io vengo invitato da un'unità a descrivere il lato nascosto dei centri di accoglienza degli immigrati quali avamposti dittatoriali e legalizzati nei Paesi democratici, io non sto ponendo un dibattito alla mia classe: io sto facendo delle affermazioni e le sto inculcando ai miei alunni e quindi evidentemente se io inculco queste informazioni, questi ragazzi cresceranno pensando che i centri di accoglienza, come possono essere quelli che sono ad Aosta gestiti dalle caritatevoli cooperative, sono avamposti dittatoriali legalizzati dei Paesi democratici, quindi le caritatevoli cooperative che lucrano sull'accoglienza sono anch'esse degli strumenti di questo Stato dittatoriale legalizzato che impone l'immigrazione con la forza. Questo è evidentemente sbagliato, è un'informazione sbagliata perché non è così.

Anche quella che riguarda invece - e veniamo invece alla vexata quaestio, un'altra quella di questi giorni sul DDL Zan - la questione del sesso, della scelta, del genere e di quant'altro, anche questa è una scelta che è evidentemente forzata ed è un'informazione che viene data in maniera distorta perché io credo che si possano fare tutte le elucubrazioni che vogliamo, e condivido la sua riflessione nel merito della differenza fra il sesso culturale e il sesso biologico, ma io credo che ci sia una cosa che non si può mettere in dubbio, cioè il fatto che noi nasciamo o in una maniera o in un'altra, i sessi sono solo due, e a riprova di questo possiamo portare a nostra testimonianza quello che la collega Pulz disse all'interno di quest'aula, cioè chiese la doppia preferenza di genere accertando in questa maniera che anche l'estrema Sinistra concordava sul fatto che i sessi fossero solo due e non la molteplicità che viene presentata oggi.

Evidentemente quindi, essendoci un dato biologico che è incontrovertibile, non possiamo pensare di trasmettere ai ragazzi dei pensieri che invece ci dicono che i sessi si decidono poi quando si è grandi, che in realtà quello che io ho non è il mio stesso vero, ma io poi potrò scegliere, ma dovrò fornirgli delle informazioni per capire quali saranno eventualmente le sue scelte se sentirò una necessità di questo tipo senza imporre ulteriori ideologie.

Presidente - Con questo punto all'ordine del giorno sospendiamo i lavori della mattinata del Consiglio. Riprendiamo alle ore 15:00. Buon appetito.

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La seduta termina alle ore 12:59.