Oggetto del Consiglio n. 605 del 26 maggio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 605/XVI - Interrogazione: "Strumentazione in dotazione alle USCA operanti sul territorio regionale".
Bertin (Presidente) - Alla presenza di 33 Consiglieri possiamo iniziare i lavori pomeridiani del Consiglio. Comunico che il presidente della Regione Lavevaz è temporaneamente assente in quanto sta partecipando in videoconferenza alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, pertanto non dovesse essere presente nel momento in cui ci sono iniziative rivolte a lui, le stesse verranno rimandate e riprese nel momento in cui ritornerà.
Siamo al punto n. 16 all'ordine del giorno. Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse, ne ha facoltà.
Barmasse (UV) - Le domande sono: "quale sia la strumentazione in dotazione alle USCA operanti nel territorio valdostano; quale sia la strumentazione medica in dotazione alle USCA nelle Regioni limitrofe e se si ritenga soddisfatto della dotazione in capo alle USCA operanti nel territorio valdostano".
Con riferimento all'oggetto dell'interrogazione e sentita l'Azienda USL della Valle d'Aosta, informo che l'équipe USCA (Unità Speciale di Continuità Assistenziale) -disciplinata a livello regionale dalle DGR n. 185/2020 e n. 1114/2020, dal comma 6bis dell'articolo 29 della legge regionale n. 5/2000 come da ultimo aggiornato dalla legge regionale n. 10/2020 - nel suo intervento a domicilio ha in dotazione: DPI, dispositivi di protezione individuale, che l'Azienda USL ha provveduto con personale infermieristico esperto al percorso formativo del personale USCA per il corretto utilizzo dei DPI, l'auto di servizio dedicata; il saturimetro; il termometro; il fonendoscopio; lo sfigmomanometro; il misuratore di glicemia; farmaci previsti dal protocollo di terapia Covid nel rispetto delle linee guida dell'Istituto superiore di sanità, cioè l'Enoxaparina 4000 unità, Prednisone 5 milligrammi e 25 milligrammi, 40 milligrammi die è la posologia raccomandata, Desametasone 4 milligrammi e 8 milligrammi, Paracetamolo endovena, fisiologica da 100 ml e 250 ml, deflussori a caduta, Insulina Glargine più Insulina Aspart o Insulina Lispro; il ricettario per prescrizioni farmaci e consulenze specialistiche; tablet o PC portatile con SIM e cellulare di servizio.
Nell'ambito del suo intervento di presa in carico l'USCA può attivare i sistemi di telemedicina e telemonitoraggio, la consegna domiciliare di saturimetro per l'automonitoraggio del paziente, la fornitura di contenitore criogenico di ossigeno, la fornitura diretta al paziente di farmaci in caso di necessità, il servizio di psicologia dedicato all'emergenza Covid e può collaborare con il Servizio tamponi e distretti nell'esecuzione dei tamponi diagnostici per SARS-COV2.
L'équipe dell'USCA in Valle d'Aosta, a differenza di quanto avviene in altre Regioni, prevede la presenza di una figura infermieristica esperta e mantiene in maniera organica i rapporti con i medici di medicina generale, la continuità assistenziale e con gli specialisti ospedalieri. Il medico dell'USCA, in base al quadro clinico evidenziato, potrà disporre la permanenza a domicilio con supporto terapeutico e monitoraggio, selezionare e indirizzare per la terapia con anticorpi monoclonali i soggetti Covid positivi in situazioni di fragilità clinica, il che comporta una forte sinergia organizzativa tra i reparti ospedalieri, medico di famiglia e le USCA, con il supporto della telemedicina; prendere contatto con l'area sanitaria temporanea di Variney dedicata alla cura e assistenza dei pazienti Covid positivi nelle situazioni in cui è controindicato il mantenimento a domicilio e non è necessario ricorrere all'ambiente ospedaliero, disporre il ricovero ospedaliero nei casi critici.
In riscontro al secondo quesito dell'interrogazione, verificata a titolo di esempio la delibera della Giunta regionale del Piemonte n. 20.2700 in data 29 dicembre 2020, la quale, tra l'altro, dispone circa la strumentazione in dotazione all'USCA, si riferisce che in Piemonte ogni USCA dispone di un'auto di servizio dedicata e della messa a disposizione di ulteriori auto in rapporto alle necessità; di test rapidi per la ricerca dell'antigene su tampone nasofaringeo; del concentratore di ossigeno ad alto flusso per la gestione delle emergenze; di strumenti informatici: PC, tablet, smartphone e di attrezzatura diagnostica: saturimetro, saturimetro pediatrico, termometro, fonendoscopio, sfigmomanometro, ecografo portatile ove disponibili, farmaci e ogni altro presidio medico necessario per gli interventi.
La citata deliberazione prevede poi che le Aziende sanitarie, tramite i Direttori dei distretti, assicurino presso le sedi distrettuali l'assegnazione dei locali e la dotazione degli strumenti di cui sopra.
I medici dell'USCA utilizzeranno nello svolgimento delle loro attività che prevedono un contatto diretto con il paziente i seguenti dispositivi di protezione individuale, cioè i DPI: una mascherina di tipo FP2, FP3, un camice monouso, grembiule monouso idrorepellente, tuta in tyvek, un occhiale di protezione, occhiale mascherina visiera, due paia di guanti, un copricapo, un paio di copricalzari. Una mascherina chirurgica sarà fornita e fatta indossare al paziente, l'ASL provvede, tramite la struttura aziendale preposta, in relazione alle forniture richieste pervenute, a fornire a ogni USCA un quantitativo di DPI sufficienti a svolgere l'attività.
Con il sistema informatizzato piattaforma Covid-19 della Regione Piemonte sono gestite tutte le procedure di segnalazione, presa in carico interventi, monitoraggio dei pazienti con infezione SARS-COV2 accertata o sospetta.
I medici dell'USCA, per lo svolgimento delle specifiche attività, sono dotati di ricettari del Servizio sanitario nazionale, che dovrà essere utilizzato esclusivamente per la gestione in acuto dei pazienti da trattare.
In conclusione, pur tenendo conto dell'eterogenea formazione ed esperienza professionale dei medici USCA nella nostra regione e del continuo turnover degli stessi, non si ravvisano, a mio avviso, carenze strumentali e organizzative rispetto alle altre Regioni.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.
Lavy (LEGA VDA) - Assessore, mi lascia un pochino interdetto perché, sapendo il suo passato... non capisco bene come la strumentazione che sia in capo ora alle USCA possa permettere una diagnosi efficace, perché, per quanto riguarda delle apparecchiature mediche, abbiamo essenzialmente un fonendoscopio e poco altro. Il tablet, a quanto so, praticamente non serve a nulla, invece ciò che manca, ed è importantissimo - l'ha citato anche lei che in Piemonte, per esempio, c'è - averlo a disposizione, è un ecografo portatile, ma anche un emogasanalizzatore, che sicuramente potrebbero rendere molto più efficace la diagnosi.
Per quanto riguarda l'ecografo - ovviamente io le riporto una segnalazione che mi è stata fatta - un'USCA, quella che opera nel distretto di Châtillon, ce l'ha semplicemente perché c'è stata una donazione, mentre le altre USCA invece non ce l'hanno. Mi è stato riferito così, le chiedo ovviamente di verificare, mi è stato detto che l'USL avrebbe impedito, avrebbe negato il fatto che ci fosse una donazione di alcuni ecografi portatili. Io le chiedo di verificare una cosa che mi è stata segnalata, non so se sia vero o meno, però le chiedo assolutamente di approfondire la questione e le domando anche magari di rapportarsi in maniera più diretta proprio con le USCA, perché, ripeto, a quanto mi è stato segnalato da più parti, le strumentazioni in dotazione - soprattutto si fa sentire per la diagnosi la mancanza di ecografi e di emogasanalizzatori - sono assolutamente insufficienti.
Veramente, Assessore, io le chiedo anche, visto quello che è stato il suo passato, di approfondire e di sentire effettivamente le USCA perché ci sono delle difficoltà.
