Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 569 del 13 maggio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 569/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno a relazionare nella Commissione competente in merito al Piano di riqualificazione del quartiere Cogne ".

Bertin (Presidente) - Punto n. 22 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione della mozione, il collega Baccega ne ha facoltà.

Baccega (PA) - Direi che dopo una serie di approfondimenti che abbiamo fatto con attività ispettive di questi mesi, finalmente riusciamo ad affrontare questa mozione che era stata iscritta più volte all'ordine del giorno; una mozione che prende corpo dalle risposte poco chiare avute nel Consiglio regionale del 24 marzo, in occasione della presentazione di un'interpellanza che voleva affrontare e chiarire il tema degli interventi di ristrutturazione e di rifacimento che si dovranno effettuare al quartiere Cogne di Aosta sul patrimonio interamente pubblico, sul patrimonio misto, dove l'ente è parzialmente proprietario di unità immobiliari, ma per lo più con quote maggioritarie. Quest'ultimo dato non ce l'ho con precisione, perché non conosco i dati dei nuovi piani di vendita, ma eventualmente li approfondiremo.

Noi abbiamo preso atto del progetto di riqualificazione del quartiere Cogne che è suddiviso in interventi di riqualificazione relativi al programma innovativo "Qualità dell'abitare" che prevede un investimento di 17.957.000 euro e altri interventi di riqualificazione per 9.782.000 euro e rotti a cui si aggiungono 1.685.000 euro per la demolizione dei due grattacieli, che alla fine sommano 11.467.000 euro, vuol dire una trentina di milioni investiti sul quartiere.

Quindi, un piano d'interventi che vede l'Arer come committente che ha affidato il progetto di fattibilità tecnico-economica allo Studio Atelier Projet con la consulenza tecnico scientifica del Dipartimento di architettura e design del Politecnico di Torino, quindi lo diciamo con chiarezza ancora una volta pur avendolo già evidenziato in altri interventi: è una programmazione che abbiamo valutato positivamente per gli interventi di riqualificazione energetica che discende appunto anche da una serie di provvedimenti che partono tutti dall'accordo di programma del 2015 tra Regione, Comune di Aosta e Arer, dove si è affidata la gestione dell'intero patrimonio di Erp all'Arer, ma che da diversi piani operativi triennali, e purtroppo alcuni di questi in parte disattesi con delle motivazioni che sono ormai evidenti: la confusione d'indirizzi impartiti dalla Regione che erano in qualche modo valutati secondo criteri di dirigenti del Comune di Aosta che qualche volta interpretavano e non andavano nella direzione giusta, che hanno visto appunto il transito di diversi dirigenti che non hanno avuto la forza, l'energia e il tempo necessario per prendere in mano i dossier e quindi diciamo che questa programmazione richiede sicuramente un maggiore approfondimento.

In riferimento all'ipotizzata società di scopo di cui abbiamo parlato negli interventi di un mese e mezzo fa - di marzo, ormai - sulla quale non si era capito bene e non era ben chiaro il provvedimento, una società di scopo che avrebbe lo scopo di occuparsi della gestione delle manutenzioni ordinarie... trattandosi di una mozione che è stata presentata a metà marzo e che viene in discussione soltanto oggi, dopo altre due iscrizioni il 7 e il 14 di aprile, ci sono ovviamente delle novità: l'Arer ha pensato bene di correre ai ripari e di affidare a una cooperativa sociale il servizio chiamato "Dall'abitare al lavoro, Arer e il welfare di comunità" con un'offerta del 19 marzo e una delibera del Consiglio di amministrazione del 30 marzo, che richiama la delibera del 24 dicembre 2020, che dava appunto la possibilità di costituire una società di scopo; suppongo che sia stato un affidamento diretto e mi auguro che sia tutto rispettoso delle normative.

Noi - avevamo fatto un atto ispettivo in questo senso - abbiamo già valutato con attenzione la problematica delle numerose richieste d'interventi negli alloggi e posso ricordare - vorrei anche sottolinearlo perché è importante - che da questo punto di vista l'APS, che gestiva allora il patrimonio del quartiere Cogne e del Comune di Aosta, aveva istituito una squadra di pronto intervento con geometri e tecnici specializzati che, con interventi solleciti, facevano anche risparmiare un bel po' di quattrini e in prospettiva davano anche delle risposte immediate.

Quindi un altro elemento che vogliamo che si possa chiarire in un approfondimento che dovremo fare in questa nuova programmazione d'interventi riguarda la demolizione dei due grattacieli, dove recentemente è stato ritrovato dell'amianto che ritarderebbe i lavori, qui si parla di un investimento di 1.400.000 euro circa; il dirigente dei lavori pubblici di qualche anno fa aveva stimato per l'abbattimento dei due grattacieli un costo ben superiore di 2.800.000 euro, probabilmente ci sono nuove tecnologie, nuove tecniche a minor costo, basta saperlo, questo lo affronteremo.

Però il quesito che più ci fa pensare a un'operazione che non è completa riguarda il mancato coinvolgimento in questo piano generale di ristrutturazione e mi riferisco al complesso edilizio denominato "Le villette". Io ho la planimetria dell'accordo di programma di Regione, Comune di Aosta e Arer, dove ovviamente tutti gli edifici del quartiere Cogne sono ben evidenziati, tra cui le villette del quartiere Cogne e la Nuova Stura di cui parlerò dopo.

Si tratta di interventi su immobili pubblici e in parte privati come lo sono altri edifici presenti nel quartiere. Sono beni tutelati dalla Soprintendenza in quanto sono diventati, con un percorso che vi assicuro è stato sfinente, "beni documento", prima erano dei "beni monumento"; questa cosa è veramente strana, edifici che sono stati costruiti nel 1918, sono i primi del quartiere Cogne, chi vuole guardarsi la storia del quartiere Cogne c'è un libro interessante, è intitolato "Di casa in casa" edito dall'Arer dell'allora presidente Salzone, è un libro che traccia tutto il percorso, dall'Ansaldo fino al 2002, dove il contratto di quartiere era andato a buon fine.

Tornando a "Le villette", l'Amministrazione comunale, che aveva dato indicazione di alienare questi immobili, non aveva mai fatto alcun intervento su quegli alloggi e aveva anche individuato la possibilità di recuperarli quali risorse importanti, ma una volta che sono diventati "edifici documento", l'Amministrazione comunale li ha inseriti nel piano di vendita e poi ovviamente alcuni edifici sono stati venduti. Diciamo che una decina su trentatré sono stati a suo tempo venduti, non ho il dato preciso. Questi quattrini che sono stati incamerati dal Comune di Aosta in qualche modo avrebbero dovuto essere reinvestiti nel complesso stesso e non in altre ristrutturazioni, questa era un po' la logica che si poteva immaginare, e quindi troviamo che sia un po' bizzarro e anche ingiusto.

Non tralascerei la questione anche dal punto di vista della sicurezza, perché il poter intervenire almeno sulle facciate e con il rifacimento dei tetti sarebbe un percorso importante.

Quindi noi abbiamo questa sorta di condominio misto, pubblico-privato, dove il pubblico ha la maggioranza e ora ci chiediamo con quale criterio sono state lasciate fuori dal progetto di riqualificazione.

Ma non è il solo, ci sono anche le "Nuova Stura", ci stupisce anche il mancato coinvolgimento dell'edificio Nuova Stura.

Poi non abbiamo visto in questo piano, che vorremmo approfondire, alcun riferimento a investimenti per completare gli ascensori delle case "Fresia alte", alcuni sono stati realizzati in sintonia con i proprietari laddove c'erano soprattutto dei disabili, sono alloggi di cinque piani, abitati per lo più da anziani ma anche per mamma e bimbo con la spesa dover salire tre, quattro, cinque piani a piedi è, direi, una questione che va sicuramente affrontata.

Poi come abbiamo già evidenziato nell'interpellanza del Consiglio di marzo, ci preme capire per quale motivo non ci sono state nel piano d'intervento risorse per ristrutturazioni e rifacimento di alloggi, all'interno degli alloggi. Noi avevamo detto che c'è la necessità d'interventi di rifacimento di bagni, di adeguamenti per disabili degli alloggi, piastrellature, sostituzione di porte interne, rifacimento di pavimenti, insomma bisogna rendere salubri molti alloggi oggi aggrediti anche dalla muffa.

È strano dover dire: "Ti faccio il cappotto o il vestito" e sotto il vestito niente, questa cosa non ci piace assolutamente.

In conclusione, riqualificare un quartiere significa secondo noi intervenire su tutti gli edifici del quartiere stesso e anche e soprattutto dove ci sono condomini misti perché, questo è chiaro, dove ci sono i proprietari, i proprietari sono anche più attenti alla gestione della proprietà che occupano.

Pertanto, Assessore, noi chiediamo - per conoscere meglio e approfondire le strategie che hanno portato a determinate scelte rispetto a questa planimetria e a questo accordo di programma che sembrerebbe modificato - di relazionare nelle Commissioni competenti magari con l'audizione del Presidente dell'Arer che potrebbe darci delle risposte.

Adesso un po' di tempo è passato, sappiamo che il Presidente è un Presidente nuovo, nominato da pochi mesi, ma un confronto in questo senso ci può consentire anche di dare delle suggestioni nuove rispetto alle risorse a disposizione dell'Arer stesso.

Presidente - Assessore Barmasse, ne ha facoltà.

Barmasse (UV) - La mozione porta all'attenzione di questo Consiglio la situazione del quartiere Cogne che nei prossimi anni sarà oggetto di diversi interventi di ristrutturazione, interventi finalizzati da un lato a una riqualificazione strutturale della zona e dall'altro alla progettazione e attivazione di servizi che favoriscano lo sviluppo del senso di appartenenza degli abitanti e ne migliorino la qualità di vita.

Con deliberazione della Giunta regionale n. 529 in data 10 aprile 2015, è stato approvato l'accordo di programma sottoscritto poi in data 17 luglio 2015 tra il Comune di Aosta, la Regione autonoma Valle d'Aosta e l'azienda regionale per l'edilizia residenziale della Valle d'Aosta, cioè l'Arer, per l'affidamento all'Arer della gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune di Aosta.

Tra le finalità di tale accordo vi era la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, all'epoca in capo al Comune di Aosta, costituito da oltre 800 alloggi realizzati dal 1919 in poi per una superficie di approssimativi 50 mila metri quadrati, abitato da circa 1.500 persone di cui circa 500 ultra-sessantacinquenni, avvalendosi per tale scopo dell'Arer, ente pubblico economico strumentale della Regione dotato di personalità giuridica, autonomia imprenditoriale, patrimoniale e contabile e di un proprio statuto approvato dalla Regione e che, in virtù di quanto stabilito dalla legge istitutiva, l.r. 30/1999, tra i propri possibili compiti annovera la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica proprio e, se richiesto, degli enti locali o di altri enti pubblici.

Nell'ambito delle proprie attività gestionali, relative anche a tale patrimonio immobiliare, l'Arer approva il proprio programma delle opere pubbliche che per l'annualità 2021 prevede l'avvio e la realizzazione dei seguenti interventi per un importo complessivo di realizzazione stimato in euro 23.152.000 euro: Aosta quartiere Cogne quinto lotto; Aosta Corso XXVI febbraio 23 ex sede Arer manutenzione straordinaria; Comuni vari programma super bonus 110%, interventi anche nel quartiere Cogne; Aosta quartiere Cogne case Filippini sostituzione ante d'oscuro; Aosta quartiere Cogne Casa Stura sostituzione ante d'oscuro; Aosta quartiere Cogne Via Liconi e Via Colonnello Alessi, Aosta quartiere Cogne Casa Giacchetti allacci e teleriscaldamento; Aosta quartiere Cogne Case Giacchetti manutenzioni straordinarie; Aosta quartiere Cogne Case Giacchetti contabilizzatori; Aosta Viale Europa 29 rifacimento copertura; Aosta Via Valli Valdostane n. 49 A e B rifacimento aree esterne; dodici indirizzi vari.

Oltre la metà degli interventi sopra menzionati riguarda quindi il quartiere Cogne.

Rammento inoltre che la zona vedrà anche l'abbattimento dei famosi grattacieli già oggetto di precedenti iniziative consiliari.

Recentemente l'Amministrazione regionale, il Comune di Aosta e l'Arer hanno approvato il progetto predisposto anche con il coinvolgimento del dipartimento di architettura design del Politecnico di Torino per la candidatura del Comune per accedere al finanziamento statale del programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare di cui ai commi 437 e 438 della legge 27 dicembre 2019 n. 160.

La proposta progettuale è finalizzata alla riqualificazione delle parti maggiormente degradate del quartiere Cogne, rappresentate dal quadrilatero delimitato come segue: lato nord via Capitano Chamonin, lato est Via Giorgio Elter, lato sud Via Liconi, lato ovest Via Vuillerminaz, che prevede interventi per un importo complessivo pari a euro 29.425.480,88 di cui euro 14.957.988 a valere sul programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare.

La restante parte dei costi, cioè 14.467.492 euro sarà sostenuta dal Comune di Aosta e da Arer con fondi propri.

La proposta progettuale non prevede unicamente la riqualificazione della zona, ma anche la messa in atto di una strategia d'intervento finalizzato allo sviluppo di comunità articolate in azioni di sistema, con la finalità di garantire servizi e interventi che siano in grado di migliorare la qualità della vita delle persone, delle famiglie e della comunità.

In considerazione della valenza strategica del quartiere e degli importanti investimenti previsti nei prossimi anni, propongo di accogliere la mozione proposta con un emendamento che preveda l'audizione non solo del Presidente Arer ma anche del direttore e, per quanto concerne il programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare, del responsabile unico del procedimento, cioè del RUP, individuato nel dirigente comunale dell'area dirigenziale T1, cioè l'ingegner Marco Framarin, al fine di avere una panoramica degli interventi previsti.

Presidente - Consigliere Baccega.

Baccega (PA) - Assessore, lei mi ha confermato quanto io ho illustrato e non ha risposto ai nostri quesiti, ovvero "perché le villette che stanno anche in Via Giorgio Elter, che stanno anche in Via Liconi oltre che in Via Verraz, non sono state inserite nell'ambito del progetto di riqualificazione e così pure la Nuova Stura?", l'altro quesito riguarda il completamento degli ascensori a servizio delle famiglie che abitano in Via Vuillerminaz e in Via Monte Cervino.

Quindi concordo e sono contento che lei abbia approvato questa mozione e che ci siano ulteriori tecnici che possano in qualche modo darci delle risposte rispetto a questi quesiti che sono importanti per il quartiere, laddove anche gli abitanti di questi edifici si sono rilevati perplessi, dicendo: "Perché noi siamo tagliati fuori da tutto questo pur avendo anche comprato e investito negli immobili?".

Questo è il quesito che mettiamo in campo. Accetto l'emendamento e sono ben lieto che la V Commissione - mi sembra che sia la V Commissione coinvolta in questo confronto - possa adoperarsi per arrivare a un confronto, come la mozione richiede.

Presidente - Consigliere Manfrin da remoto si è prenotato, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Intervengo nel merito di questa mozione, ovviamente che condivido a livello personale e a livello di Gruppo, e ritengo sia assolutamente necessario fare chiarezza sulla gestione del quartiere Cogne e soprattutto sulla riqualificazione, che è stata annunciata. Il collega Baccega ha elencato tutta una serie di questioni, di problemi, di tematiche che vanno affrontate, a cominciare dal fatto che si decide di dare in mano a una cooperativa la gestione del quartiere, io lo vedo un tratto pericoloso che introduce una pericolosissima politicizzazione per la gestione dell'edilizia residenziale pubblica, un pericolo che ritengo sia davvero da scongiurare. Credo che sia stato detto in maniera molto chiara e ritengo che sia condivisibile il fatto che il modello APS - quello che esisteva prima che il quartiere Cogne venisse ceduto in gestione alla Regione - fosse un sistema funzionale e quindi un sistema che prevedesse le squadre di manutenzione, di minuto mantenimento, chiamiamolo così, fosse sicuramente efficace, piuttosto che delegare a cooperative dalla gestione poco chiara; riteniamo che ci siano molti problemi da approfondire - e ringrazio l'Assessore per averlo ricordato - ne è stato elencato uno, cioè la questione della demolizione dei grattacieli, ma non è solo la demolizione, parleremo, non so se in questa seduta o nella prossima, anche del fatto che i grattacieli, così come altri alloggi, vengono quotidianamente utilizzati in maniera abusiva pur essendo i grattacieli chiusi.

Abbiamo il problema dell'occupazione abusiva degli alloggi che non può essere demandata a iniziative estemporanee di presa d'atto del fatto che un alloggio viene occupato e va bene così, ma ci deve essere un'azione volta a proteggere le eventuali occupazioni abusive e soprattutto volta ad assegnare in maniera celere gli alloggi disponibili alle famiglie che da anni, decenni, attendono in graduatoria un alloggio di edilizia residenziale pubblica.

C'è il tema della vendita degli alloggi in generale, lo abbiamo detto a più riprese nella scorsa legislatura e lo ripetiamo in questa: noi siamo stati sempre contrari alla vendita di alloggi del patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica a meno che questi non siano di difficile ristrutturazione o siano collocati in condomini che prevedono un possesso di millesimi non sufficiente per poter gestire con i millesimi di maggioranza il condominio, cosa che peraltro rischia anche di aprire un capitolo relativo ai costi per esempio di ristrutturazione, se i condomini si mettono d'accordo, ci sono dieci alloggi, l'Arer ne possiede uno solo e gli altri nove condomini si mettono d'accordo per fare i lavori di manutenzione e quindi li impongono anche al decimo che è l'Arer, rischiamo di avere un debito fuori bilancio che sicuramente non ci fa del bene.

Quindi c'è un tema sicuramente importante, il divieto di vendita risale al ragionamento del fatto che l'ente pubblico investe dei soldi nella costruzione di alloggi di edilizia residenziale pubblica e poi questi alloggi vengono venduti per avere dei soldi per costruire nuovi alloggi che è un sistema un po' incomprensibile, così come è incomprensibile il fatto che un assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica giustamente venga inserito in un alloggio con un affitto calmierato, perché giustamente dichiara dal suo reddito di non avere i fondi per potersi pagare un affitto normale e poi incredibilmente trova dei soldi 100, 50, 70, 80 mila euro per comprarsi l'alloggio dopo dieci-venti anni in cui ha pagato un affitto calmierato, quindi è un principio che evidentemente va rovesciato e va discusso.

Dopodiché, ne abbiamo anche avuto modo di parlare, il programma d'interventi sul quartiere viene in nostro soccorso nella questione del degrado, sapete benissimo che purtroppo il quartiere Cogne è tristemente famoso per eventi che richiamano il degrado.

Sul degrado c'è una teoria, che è la teoria delle finestre rotte, una teoria mi pare degli anni '80, introdotta dagli scienziati James Wilson e George Kelling sulla capacità del disordine urbano e del vandalismo di generare criminalità aggiuntiva e comportamenti antisociali, ovviamente la teoria dice che l'esistenza di una finestra rotta potrebbe generare fenomeni e emulazioni, portando qualcun altro a rompere un'altra finestra, un lampione o un idrante e quindi dando così avvio a un degrado urbano sicuramente non raccomandabile.

È evidente che questi approfondimenti dovranno essere fatti, diceva il collega Baccega in V Commissione, credo che la competenza sia della III Commissione come argomento ma ritengo che dovrebbe esserci un'audizione congiunta di III e di V Commissione sia perché ovviamente l'argomento è della III e quindi giustamente è di competenza sua ma sia perché la valenza del tema del quartiere Cogne e della gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ha sicuramente un'evidenza sociale e quindi sicuramente il coinvolgimento della V Commissione è assolutamente necessario.

Quindi come già detto, anche a nome del Gruppo Lega, voteremo a favore di questa mozione.

Presidente - Se non vi sono altre richieste, mettiamo in votazione la mozione come emendata. La votazione è aperta. Invito il collega Segretario a collegarsi con i Consiglieri presenti via zoom.

Appello nominale dei Consiglieri presenti in remoto sulla piattaforma zoom.

Manfrin (LEGA VDA) - Favorevole.

Minelli (PCP) - Favorevole.

Perron (LEGA VDA) - Favorevole.

La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

La mozione è approvata all'unanimità.