Oggetto del Consiglio n. 568 del 13 maggio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 568/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno ad individuare un'area cimiteriale per gli animali d'affezione e concessione a soggetti privati della realizzazione del relativo progetto".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 21 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega Distort, Segretario del Consiglio, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Espongo il contenuto della mozione.
Innanzitutto ritengo doveroso chiarire che non intendo addentrarmi nei dibattiti sulla collocazione degli animali nella gerarchia della vita sociale di una comunità umana e non intendo intestarmi la bandierina di una battaglia animalista.
Per me, come per il movimento che rappresento, il rapporto tra società umana e mondo animale è uno dei campi di battaglia sui quali si gioca il livello di civiltà di un popolo, non solo nel riconoscimento dei diritti degli animali ma nella cura che l'uomo ha da porre in atto per riequilibrare costantemente quell'equilibrio naturale che l'attività antropica per sua natura ha comunque compromesso.
Questa è la storia e non si tratta di demonizzare l'essere umano né di divinizzare il mondo naturale; è proprio in quest'ottica che si colloca l'iniziativa della presente mozione, che all'epoca di redazione intendeva impegnare il Governo regionale ad avviare le ricognizioni per l'individuazione di un'area cimiteriale riservata all'inumazione delle spoglie degli animali da compagnia; un'iniziativa che consentisse di disporre a livello regionale di un cimitero per gli animali d'affezione.
Dico nell'elaborazione originale, perché da allora, cioè dalla data di marzo a oggi, la situazione conoscitiva si è evoluta. Ho eseguito alcuni approfondimenti e ho scoperto che di fatto di attività cimiteriali per spoglie animali d'affezione in atto non ce ne sono, tuttavia esistono dei progetti in corso di realizzazione, in particolare c'è un progetto d'iniziativa privata in corso di realizzazione per l'ottenimento di uno spazio d'inumazione, mentre è stata condotta da altra iniziativa, sempre privata, una richiesta di realizzazione di un impianto per cremazione delle spoglie degli animali d'affezione.
Allora essendo queste iniziative in atto, oltretutto sostenute proprio da pura spinta privata, ritengo sicuramente che l'ipotesi di un'impegnativa che prevedesse una misura regionale per uno spazio cimiteriale che avesse appunto questa collocazione in ambito dell'ente Regione non sia da perseguire ma - così come già approfondito con l'Assessore di riferimento, l'assessore Barmasse - avremmo individuato un altro percorso d'impegnativa. Perché vedere un altro percorso d'impegnativa e non ritirare la mozione? Perché rimane il fatto che la ricognizione effettuata, relativa alle iniziative in corso, mi ha messo a conoscenza del fatto che i vari percorsi autorizzativi adottati e seguiti per la realizzazione di questi progetti da parte di questi soggetti privati hanno fatto emergere alcuni aspetti: si sono riscontrati percorsi burocratici complessi che hanno presupposto il recepimento di diversi tipi di pareri con necessità di elaborazione di svolgimento di significative prestazioni professionali di approfondimento e che in particolare, per l'impianto di cremazione delle spoglie degli animali d'affezione, è stata richiesta l'elaborazione di una pratica di valutazione d'impatto ambientale, in quanto le ceneri animali sono considerate rifiuti e i fumi della cremazione sono considerati inquinanti.
Il fatto che esista un assetto normativo e disciplinatorio, soprattutto per la mia forma mentale, non mi solleva particolari sensi di ribellione, tutt'altro, però una cosa è il pensare che ci sia tutto un percorso che deve essere messo in piedi, soprattutto nel caso d'iniziative private, facendo riferimenti a vari settori, a vari ambiti per raggiungere un titolo abilitativo, altra cosa è il fatto di poter pensare che ci sia un lavoro di coordinamento tra i vari uffici competenti dei rispettivi Assessorati, anche perché ritengo che siano da coinvolgere tanto l'Assessorato alla sanità quanto l'Assessorato all'ambiente quanto l'Assessorato che si occupa di urbanistica, per poter codificare un organum che consenta una maggior facilitazione e soprattutto capire fino a che punto sia corretto pensare di parlare di una procedura di valutazione d'impatto ambientale, dove invece si possa ricorrere a una prestazione professionale più contenuta.
A questo punto la mozione avrebbe la seguente impegnativa: "Avviare un approfondimento relativo al vigente assetto normativo e procedurale che attualmente disciplina la realizzazione delle strutture cimiteriali per animali di affezione e impianti per la cremazione delle spoglie, finalizzato all'individuazione di un iter procedurale standardizzato, nello spirito della semplificazione dei processi burocratici, da trasmettere poi agli enti locali che consenta la promozione d'iniziative concesse a enti o a privati per la realizzazione di cimiteri per animali d'affezione, compresa l'installazione d'impianti per la cremazione delle spoglie".
Questa rettifica dell'impegnativa è già stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio ed è stata condivisa con l'assessore Barmasse; mi risulta che gli uffici abbiano fatto pervenire a ognuno di noi Consiglieri il testo adeguato.
Questa è l'esposizione dal punto di vista dei contenuti e dal punto di vista tecnico.
Permettetemi, comunque, di effettuare una riflessione che ritengo assolutamente doverosa, perché è del tutto evidente che in questo periodo di pandemia, con le difficoltà, con le crisi, con i drammi che sono legati sia alle tragedie in termini di vite umane spente sia di economie rase al suolo, è chiaro che può essere un quesito porsi il senso di portare all'attenzione del Consiglio una questione che apparentemente potrebbe essere marginale; vi confesso che ho riflettuto molto su questo, però - e qui è il cuore di questa riflessione - è proprio in questo periodo, dove le misure adottate per il contrasto della pandemia hanno costruito il grande capitolo delle negazioni della libertà e dei principi costituzionali e hanno prodotto oltre allo sfacelo delle attività economiche il grande senso di solitudine sofferta soprattutto dalle persone più fragili, che si colloca l'opportunità, esattamente, di un tema come questo, un tema che, permettetemi di dire, ha la sua sacralità, anche soltanto nell'ambito animale.
Vorrei precisare che alcuni colleghi Consiglieri, in maniera assolutamente bonaria, mi hanno fatto presente che nell'intervento relativo alla legge sul lupo io ho usato il termine di "carità" nei confronti del lupo: accolgo questa suggestione, così come parlo oggi in questo momento di "sacralità".
Sono termini forti, sicuramente, che attengono a un campo ben specifico, se ricordiamo però che San Francesco ha parlato di fratello lupo ed è diventato patrono d'Italia, io dico senza ambire a diventare patrono di nulla, però posso permettermi di elevare ai ranghi di una dimensione spirituale questioni che sono molto più materiali. Spirituale perché comunque ribadisco che in questo momento, in questo periodo di restrizioni sanitarie, come dicevo, gli animali domestici si sono rivelati compagni insostituibili di persone fisicamente e affettivamente sole, spesso di età anziana che hanno condiviso e continuano a condividere col proprio animale d'affezione le limitazioni e i divieti posti dalle misure anti-Covid.
Quindi questa è un'attenzione all'uomo, all'essere umano, alla persona, ed è proprio in questa attenzione per la persona, che è frutto del livello più alto dell'attività politica, che si colloca e che s'incardina un'iniziativa di questo genere.
In questo momento, in questo periodo di misure matrigne, diventa ancor più necessario mettere in atto misure materne e la classe politica ha il dovere morale di ricostruire la vita della propria comunità, permettendole di riprendersi il tempo del vivere rispetto al tempo del sopravvivere, quel tempo che ci si comincia a prendere quando ci si vuole riappropriare di tutto quanto ci è stato sottratto e ci ha sfasciati dentro.
Ecco allora che un tema così apparentemente secondario alla vita di una comunità come il progetto di un cimitero per animali diventa il banco di prova su cui si misura la stoffa di una classe politica. Quindi è la fragilità psicologica che impone un'attenzione su questo tema, ripeto, apparentemente marginale.
Dostoevskij, il caro Dostoevskij, diceva: "Il senso dell'esistenza non sta soltanto nel vivere ma nel sapere per cosa si vive e quindi la morte e come ci si atteggia di fronte alla morte rivelano la direzione di questo cammino di consapevolezza" e questo vale anche nei confronti dei nostri animali d'affezione.
Alla luce di queste riflessioni, ribadisco l'impegnativa della mozione: "avviare un approfondimento relativo al vigente assetto normativo e procedurale che attualmente disciplina la realizzazione delle strutture cimiteriali per animali di affezione e degli impianti per la cremazione delle spoglie, finalizzato all'individuazione di un iter procedurale standardizzato nello spirito della semplificazione dei processi burocratici da trasmettere poi agli enti locali e che consenta la promozione d'iniziative concesse a enti o a privati per la realizzazione di cimiteri per animali d'affezione, compresa l'installazione d'impianti per la cremazione delle spoglie.
Vi ringrazio per l'attenzione.
Dalle ore 15:48 assume la Presidenza il presidente Bertin.
Bertin (Presidente) - La parola all'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Condivido quanto affermato nelle premesse dal consigliere Distort circa il ruolo sociale di relazione che rivestono gli animali d'affezione nella società attuale e l'Amministrazione regionale da tempo lo riconosce e ha voluto disciplinare il possesso, la detenzione e la cura di questi animali con la legge regionale n. 37 del 22 novembre 2010, che recita: "Nuove disposizioni per la tutela e per il corretto trattamento degli animali di affezione. Abrogazione della legge regionale del 28 aprile 1994 n. 4", ma quando l'animale d'affezione muore, il suo corpo ricade nella normativa sui sottoprodotti di origine animale, disciplinato dal regolamento dell'Unione Europea 1069 del 2009, che definisce l'animale da compagnia un animale appartenente a una specie abitualmente nutrita e detenuta - ma non consumata dall'uomo - a fini diversi dall'allevamento e diventa materiale di categoria 1 ad alto rischio e come tale gestito secondo quanto prevede questo regolamento.
Infatti in Europa nel 2009 e nel 2010 sono stati adottati due regolamenti europei che contengono le norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano che sostituisce il precedente regolamento del 2002.
La disciplina in materia di polizia mortuaria per animali d'affezione è particolarmente carente in Italia su diversi versanti perché incentrata solo su trasporto, sepoltura oppure incenerimento di carcasse animali, generalmente provenienti da allevamenti oppure da impianti per la macellazione.
In ogni caso, nonostante manchi una normativa statale di riferimento per i cimiteri per animali d'affezione, diverse Regioni, come la nostra, si sono già mosse in questa direzione in sede di legislazione.
Per superare tale impasse normativa si possono utilizzare le varie norme nazionali, regionali e di settore e la vigente giurisprudenza in materia per poter inquadrare un corretto percorso urbanistico-edilizio a cui fa riferimento, finalizzato al rilascio del previsto titolo abilitativo per la realizzazione di quanto richiesto.
Dall'esame delle varie leggi regionali e regolamenti, emerge un primo aspetto circa la localizzazione dell'area da destinarsi a cimitero per animali d'affezione, che dovrà essere ubicata in posizione isolata dall'esterno del territorio urbanizzato e/o urbanizzabile, giudicata idonea dal Comune nell'ambito degli strumenti urbanistici vigenti previo il parere della competente Azienda Sanitaria Locale per i profili attinenti all'igiene e alla sanità pubblica.
Il Testo Unico delle leggi sanitarie di cui al Regio Decreto del 1934 n. 1175 articolo 338, come modificato dall'articolo 28 della legge del primo agosto 2002 n. 166, recita: "I cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dai centri abitati, tranne il caso di cimiteri di urne. È vietato costruire intorno agli stessi nuovi edifici e ampliare quelli preesistenti entro un raggio di 200 metri. Il Prefetto, quando abbia accertato che a causa di speciali condizioni locali non è possibile provvedere altrimenti, può permettere la costruzione e l'ampliamento dei cimiteri a distanza minore di 200 metri dai centri abitati. Può altresì il Perfetto, su motivata richiesta del Consiglio comunale, deliberata la maggioranza assoluta dei Consiglieri in carica, quando non vi si oppongano ragioni igieniche e sussistano gravi e giustificati motivi, ridurre l'ampiezza della zona di rispetto di un cimitero, delimitandone il perimetro in relazione alla situazione dei luoghi fino a 50 metri".
La Regione Valle d'Aosta ha disciplinato la materia della sepoltura e dei cimiteri per animali d'affezione con la deliberazione della Giunta regionale n. 1731 del 24 agosto 2012, modificata con la DGR 1162/2013, che ha approvato le linee guida regionali per la tutela degli animali d'affezione, ai sensi dell'articolo 4 comma 2 della legge regionale 37/2010, in cui agli articoli 16 e 17 è prevista la possibilità di sepoltura degli animali d'affezione in terreni privati, e sono stabiliti i criteri e le procedure di autorizzazione per la costruzione dei cimiteri da parte di privati o enti pubblici.
Inoltre con DGR n. 853 del 17 maggio 2013 di recepimento dell'accordo recante "Linee guida per l'applicazione del regolamento n. 1069/2009 dell'Unione Europea del 21 ottobre 2009" recante "Norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale ai prodotti derivati non destinati al consumo umano" e che abroga il regolamento numero 1774/2002 all'articolo 15 in attuazione dell'articolo 19 paragrafo 1 lettera A del regolamento dell'Unione Europea 1069/2009 è consentito lo smaltimento mediante sotterramento degli animali d'affezione in terreni privati e in un'area autorizzata allo scopo, cioè cimiteri per animali.
Stante queste premesse si ritiene che questo tipo di attività rientri comunque nell'ambito dell'iniziativa privata o di enti e sia compito dell'ente pubblico, piuttosto, di favorire e facilitare tale iniziativa.
Pertanto la mozione si ritiene possa essere accolta.
Presidente - Sì è prenotata la consigliera Foudraz a cui passo la parola.
Foudraz (LEGA VDA) - La mozione che il Gruppo Lega Vallée d'Aoste propone oggi a questa assemblea è una mozione che, come ha già anticipato il collega Distort, non richiede alcun onere finanziario per l'Amministrazione regionale, ma richiede solo una condivisione dal punto di vista dell'emotività e della sensibilità degli individui.
Gli animali d'affezione rivestono sempre più un'enorme importanza e sono ormai entrati a far parte della famiglia di numerose persone.
Quando decidi di farti carico di un cane, di un gatto o di un qualsiasi altro animale considerato domestico lo fai dando tutto te stesso cercando di offrire all'animale non solo un aiuto dal punto di vista della mera sopravvivenza ai fini alimentari, ma soprattutto per dare affetto, dare affetto ad animali che spesso vengono abbandonati e ricoverati nei canili, nei gattili o in altri luoghi di ricovero; animali ai quali non mancano certo le cure sanitarie, non manca il cibo ma quello che manca loro è l'affetto, il poter riconoscere in una persona quel calore che non può essere dato se non con l'amore.
Ecco perché da queste sensibilità scaturisce questa iniziativa, volta all'individuazione di un'apposita area cimiteriale per la sepoltura delle spoglie degli animali da compagnia, per permettere a coloro che lo desiderano di usufruire di un luogo che raccolga i resti dei loro amati animali.
Presidente - Consigliere segretario Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Solo per cominciare già a raccogliere la soddisfazione, rispetto a quanto ha esposto l'assessore Barmasse, per l'accoglimento di questa iniziativa con l'impegnativa così come è stata modificata, tra l'altro colgo l'occasione anche di rettificare che il lavoro comune condotto con la collega Foudraz, come dicevo all'inizio, prevedeva l'impegnativa per il reperimento e l'individuazione di un'area; chiaramente tutta la riflessione che la collega ha espresso è condivisa, è stata frutto di un lavoro comune, salvo l'aggiornamento alla collega di una diversa impegnativa, quindi non è più relativa all'individuazione dell'area cimiteriale; però lo spirito è questo, ribadisco: sempre nel profilo di quello che avverte e percepisce la dimensione della persona, non per un'idealizzazione del mondo animale ma per un rispetto di quanto gli affetti trovino posto nella persona e nel percorso di realizzazione della propria vita.
Presidente - Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - Il tema che è stato oggi proposto in quest'aula è un tema ricorrente, nel senso che negli anni ci sono stati diversi dibattiti su questo tema, tant'è che c'è già una normativa che dice chiaramente che cosa si può fare, con chi e dove.
Quindi a oggi a me risulta addirittura che a Chambave ci sia già un cimitero per gli animali, che ha seguito le norme, rispettato le distanze, e ancora recentemente ci sono stati dei casi in cui si è usufruito di questa area dedicata a questa funzione. Quindi non ci sono difficoltà, oggi, per intervenire: se si osserva le disposizioni che la legge prevede si può fare tranquillamente.
Questo tema è già stato sollevato e risolto, proprio perché si era partiti con il criterio di non avvicinare questi ai cimiteri "classici", di tenere conto delle distanze minime, di tener conto di quanto doveva essere la profondità alla quale dovevano essere poste le salme. Credo che, al di là di quello che ha detto, c'è anche un'altra storia su questi cimiteri, quindi per quanto ci riguarda la questione la condividiamo, nel senso che se si riprendono, se si vuole aggiornare, io adesso non so se ci siano elementi per cambiare la normativa o per fare degli interventi che in qualche modo siano più "efficaci", oppure può darsi che anche molta gente non lo sappia che c'è questa possibilità, per cui credo che sia anche giusto dare un'informativa, condividendo questa attenzione che è corretta, perché è giusto che anche gli animali di affezione possano alla fine trovare una collocazione giusta e doverosa.
Presidente - Consigliere Distort.
Distort (LEGA VDA) - Per il secondo intervento in discussione generale.
Condivido, chiaramente, quanto ha precisato il collega Rollandin, anzi, lo ringrazio per l'approfondimento, per la precisazione, ma d'altronde l'esposizione dell'assetto normativo che ha illustrato l'Assessore ha definito perfettamente l'individuazione della facoltà di eseguire questi interventi.
L'obiettivo a questo punto però rimane sotto il profilo della semplificazione delle procedure, anche il titolo abilitativo, qualunque titolo abilitativo esista... noi ci rendiamo conto che a livello di miglioramento del servizio alla collettività risulta opportuno eseguire degli approfondimenti normativi per conseguire un percorso di semplificazione; l'obiettivo è la semplificazione delle attività burocratiche, quindi è esattamente in questa linea, assolutamente.
Ha fatto bene a ricordare - tra l'altro so anche perché - le iniziative in corso. Io so di alcune iniziative, non cito quali per un discorso così di rispetto, di privacy, però so che sono in corso proprio in forza di un titolo abilitativo, quindi questo percorso l'hanno fatto, però questo cammino è estremamente complesso per il recepimento di vari permessi e poi rimane che ha comunque generato, ha evidenziato una notevole difficoltà a percorrere tutto l'iter autorizzativo per ottenere il titolo abilitativo. Questa è una prima riflessione.
Noi sappiamo perfettamente che è un dato di tutta evidenza che, all'interno delle singole realtà comunali, i vari procedimenti autorizzativi vengano applicati con delle normali discrezionalità che competono alla sensibilità di un ufficio tecnico piuttosto che all'ufficio tecnico di un altro Comune. Quindi a questo punto anche l'ipotesi di avere un chiarimento dal punto di vista della disciplina - mi riferisco soprattutto nel caso di valutazione di impatto ambientale - perché nella lettura della normativa vigente si arriva a capire - come ha ben espresso l'Assessore - che le spoglie animali si vanno a ricondurre nella categoria dei rifiuti e quindi s'innesca tutto un certo tipo di concetto delle spoglie animali e, di conseguenza, la richiesta di una procedura di valutazione d'impatto ambientale è un'interpretazione che è a seguito di questa evidenza dal punto di vista della natura delle spoglie.
L'obiettivo è quello di poter far chiarezza, cioè di poter vedere se oggi, nel 2021, possiamo prendere questo tesoro di assetto normativo, che negli anni la Regione ha prodotto, e riuscire a fare un lavoro di scrematura, di approfondimento e di standardizzazione in modo tale che ci sia la chiarezza a livello regionale, la chiarezza soprattutto a livello comunale e di conseguenza - anche come ha detto il collega Rollandin - una sorta di pubblicizzazione, nel senso che questo fatto, questo approfondimento fa notizia e diventa un veicolo di comunicazione rispetto a persone, a soggetti che vogliono portare avanti iniziative di tal genere, che illustra la possibilità di poter eseguire qualcosa che apparentemente potrebbe sembrare una battaglia estremamente complicata.
Grazie della precisazione, tanto comunque ho voluto ulteriormente precisare per il mio spirito caratteriale.
Presidente - Se non ci sono altre richieste d'intervento, votiamo la mozione come aggiornata e distribuita ai Consiglieri. La votazione è aperta. Invito il collega Segretario a collegarsi con i Consiglieri presenti via zoom.
Appello nominale dei Consiglieri presenti in remoto sulla piattaforma zoom.
Manfrin (LEGA VDA) - Favorevole.
Minelli (PCP) - Favorevole.
Perron (LEGA VDA) - Favorevole.
La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
La mozione è approvata all'unanimità.
