Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 566 del 13 maggio 2021 - Resoconto

OBJET N° 566/XVI - Rejet de motion: "Engagement du Président de la Région à trouver un siège commun aux différentes associations culturelles présentes sur le territoire de la Commune d'Aoste".

Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto n. 19 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione della mozione, ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - On va aborder aujourd'hui un thème qui concerne le présent et le futur surtout des Valdôtains de la Vallée d'Aoste qui est celui d'une, peut-être, réorganisation des associations culturelles du point de vue des sièges en Vallée d'Aoste. Ces associations culturelles qui sont un moteur fondamental pour la culture pourraient être divisées en deux : celles qui ont un siège dans la ville d'Aoste et celles qui ont le siège dans le territoire, dans les communes, dans les petites communes. Je crois que ces deuxièmes devraient maintenir le siège dans leur commune, tandis qu'on pourrait faire certaines considérations pour ce qui concerne celles qui ont le siège à Aoste, vu qu'on a quand même l'Institut Historique de la Résistance qui n'a pas un siège disons régional. Avec cette motion on retourne disons sur un thème qui n'est pas une nouveauté et qui est celui de la Maison de la culture valdôtaine, un thème qui désormais a été abordé il y a plusieurs années, mais c'est le moment, je crois, pour résonner pour le futur de ces associations culturelles. On a différentes options, je crois, on a différents bâtiments qui pourraient être le siège de ces associations culturelles qui pourraient travailler mieux ensemble en synergie et quand même pour une sorte de contamination qui est très positive. Avec cette motion donc je demande qu'on puisse trouve un siège commun aux associations culturelles de la ville d'Aoste, mais aussi garantir aux associations culturelles qui ont le siège dans leurs communes, une sorte de bureau pour travailler en synergie avec les associations culturelles qui sont ici.

Presidente - Si è prenotato l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz J. (PCP) - La ringrazio anche per avere esplicitato il ruolo delle associazioni culturali e valore aggiunto nello studio ma soprattutto nella trasmissione del sapere, sapere che ha la duplice funzione di elevare culturalmente la comunità e di trasmettere e di conservare le nostre peculiarità identitarie. Molte associazioni infatti, oltre a fare cultura, hanno il prezioso e fondamentale compito di mettere a sistema e quindi a disposizione, come peraltro è scritto anche molto bene nella sua premessa, informazioni e nozioni che costituiscono quel patrimonio immateriale che fa della nostra Valle un luogo peculiare e direi anche speciale. Una specialità che si traduce in una vera e propria specialità anche politica e amministrativa e le associazioni culturali contribuiscono anche a ricordarci le fonti della nostra specialità. Grazie davvero quindi per aver voluto mettere in risalto l'importantissimo compito delle nostre associazioni culturali che, ricordo, sono finanziate già dalla Regione Valle d'Aosta con risorse direi molto importanti.

Ho avuto modo di ricevere svariate associazioni, di esprimere loro la mia personale gratitudine e ammirazione per il lavoro importante che svolgono nel panorama culturale della nostra Regione. Devo dire che il tema principale delle nostre interlocuzioni è spesso stato la questione finanziaria in quanto ciascuna associazione, come penso sia abbastanza atteso, vorrebbe, com'è facile peraltro immaginare, ulteriori risorse per poter implementare la propria attività, ma credo di aver fatto comprendere a ciascun rappresentante di queste associazioni culturali che ho avuto il piacere di incontrare che il pubblico interviene ben volentieri nel sostegno di entità mantenute con orgoglio e devo dire che queste entità, queste associazioni hanno richiamato in tutti gli incontri che ho avuto proprio l'orgoglio di un'autonomia e di una spontaneità decisionale che rivendicano. Questa cosa, da una parte, sembrerebbe cozzare con il sostegno che la legge regionale dà alle associazioni; dall'altra, io credo che sia un valore aggiunto e che sia giusto da parte nostra che non si condizioni in alcun modo l'attività delle associazioni.

Il nostro sostegno negli anni si è mantenuto malgrado la situazione finanziaria economica non proprio florida dei conti pubblici che hanno visto comunque diminuire le proprie risorse su livelli costanti, io ho fatto un'analisi dei finanziamenti e devo dire che, rispetto alla nascita della legge regionale, si è provveduto progressivamente anche ad aumentare queste risorse e ad esse sono state poi aggiunte negli anni anche altre risorse sotto forma di collaborazioni, di integrazioni mirate, di strutture, di manutenzione anche e di contributi straordinari per la strumentazione.

La necessità di una sede devo dire la verità mi è a volte stata rappresentata, tante associazioni culturali evidenziano però più che la necessità di una sede fisica in cui stare o in cui risiedere, soprattutto quella di locali dove ricoverare il proprio materiale, quindi libri, collezioni, eccetera, e anche espositivi dove valorizzare il proprio patrimonio. Molte associazioni non sono interessate invece - e questo è il risultato di un monitoraggio che ho fatto sentendole - ad avere una sede comune essendo radicate, come diceva giustamente bene lei prima, sul territorio, soprattutto quelle non aostane, sarebbero più interessate, come dicevo prima, a risorse che permettano loro di rifunzionalizzare le sedi esistenti. Lei conosce molto bene la realtà del Centre d'Études di Saint-Nicolas, ma le posso citare a titolo di esempio anche l'associazione AVAS di Avise e lei avrà sicuramente visitato la Maison de Mosse, che è un luogo veramente suggestivo e molto bello.

È un tema quindi, come diceva lei prima, che intercetta quello del radicamento territoriale, la presenza delle sedi nei singoli Comuni e che va sicuramente affrontato a un livello più ampio rispetto anche, come dicevo prima, alla rifunzionalizzazione, all'agibilità stessa e all'uso di strutture che furono cedute o furono comunque date in comodato in tempi in cui era evidentemente possibile anche mantenerle e fare delle manutenzioni più puntuali ma ne abbiamo già parlato, lei è sensibile a questo argomento.

Voglio solo comunicare che stiamo lavorando a una riformulazione complessiva delle nostre modalità di contribuzione e sostegno che in molti casi sono l'unica fonte di sostentamento, per capire, tra l'altro, esattamente quante realtà che insistono sul territorio non sono mai state sostenute e considerate anche nelle varie leggi regionali che si sono succedute, lei sa bene che le associazioni oggi che usufruiscono di contributi e che dagli anni Ottanta sono state inserite nell'elenco sono un po' più di una decina senza considerare appunto le associazioni... La Fondation e, come ha citato lei, l'Istituto storico, sono: l'Académie de Saint-Anselme, le Comité des Traditions Valdôtaines, la Société Valdôtaine de Préhistoire e Archéologie, l'Associazione Augusta, l'Association Valdôtaine d'Archives Sonores, l'AVAS che citavo prima, Centre Culturel Walser, Lo Charaban, l'Union Internationale de la presse francophone, Centre d'études Les anciens remèdes, Centre d'études Abbé Trèves, la Société de la Flore Valdôtaine, la Fédérachon Valdoténa di Téatro Populéro e le Centre d'études franco-provençal René Willien. Queste sono le associazioni, lei lo sa sicuramente ma lo dico a titolo informativo per l'Aula e per chi ci ascolta.

Noi abbiamo come compito proprio il sostegno - ed è previsto per legge - delle associazioni culturali ma penso - e questo è un suggerimento che do a tutto il Consiglio - che proprio per il Consiglio tramite le sue Commissioni sarebbe un utile lavoro fare anche un'azione di monitoraggio e di consapevolezza, secondo me, intanto del lavoro che fanno queste associazioni, che non è il lavoro che deve essere solo patrimonio credo dell'Assessorato dei beni culturali ma dell'intero Consiglio regionale e delle ricadute sul territorio proprio in termini di crescita e di elevazione culturale, di trasmissione del patrimonio immateriale, perché questo è soprattutto il loro compito, e ciò credo che renderebbe il Consiglio protagonista e potrebbe servire al Governo anche per avere un altro punto di vista più ampio, più esteso del ruolo che queste giocano nel tessuto culturale valdostano.

Dal canto nostro vi è l'impegno a recepire le esigenze del mondo associativo e quotidiano così come quello della tutela del patrimonio culturale anche e soprattutto immateriale in questo caso. Il nostro impegno nel monitorare le esigenze delle associazioni culturali e nel conciliare il loro importante e delicato compito di testimoni e custodi del nostro patrimonio culturale, è assicurato e oggi ribadisco in questo contesto, anche a nome della Giunta, che è assolutamente sensibile a questo tema e concorda con me sull'esigenza di continuare a sostenere davvero in maniera importante.

Non possiamo però impegnarci - e qui vengo al nocciolo della sua iniziativa - a essere noi coloro che in qualche modo cercano le sedi, che organizzano la logistica, che si fanno carico direttamente della sistemazione di queste associazioni. Questo da una parte per non intervenire in modo inopportuno nella organizzazione proprio della logistica e nell'autonomia di queste associazioni e, tra l'altro, la norma e le delibere conseguenti prevedono proprio che i nostri contributi vadano a compensare le spese ordinarie e straordinarie per la sede e per la gestione dell'associazione. I contributi sono calcolati oltre che su una serie di parametri e di ricadute... poi sono erogati sulla base di valutazioni che tengano conto quindi anche di questo aspetto. Siamo quindi disponibili, compatibilmente con le disponibilità finanziarie e le scelte in tal senso, a fare e a continuare a fare la nostra parte anche in futuro per un sostegno dei costi e dell'organizzazione, ma sempre più in una logica di risultati e di ricaduta degli investimenti in tal senso.

Chiudo ribadendo che, per quanto mi riguarda, ovviamente io continuerò a intervenire insieme alla Giunta e al Governo nel sostegno, oltre che economico, anche proprio di presenza con queste associazioni, le quali annualmente rendono conto della loro attività e pubblicano i loro bilanci nei loro siti istituzionali.

Peraltro aggiungo anche che nell'ultimo bando stiamo un po' cambiando anche la modalità di concessione dei contributi in maniera morbida, abbiamo chiesto anche alle associazioni, siccome sono associazioni spesso di vecchia data, storicamente presenti sul territorio, di rappresentare in modo più moderno e più social, se vogliamo dire così, la loro attività in modo tale che sempre di più l'esito delle loro ricerche e dei loro studi diventi patrimonio comune.

Abbiamo stabilito anche un piccolo contributo proprio legandoci al fatto che il Covid non permette la rappresentazione fisica o di persona degli eventi, abbiamo stabilito un piccolo contributo che vada nella direzione anche di implementare i canali social e quindi di implementare questi contenuti culturali, che sempre di più devono essere rappresentati ed esplicitati.

Aggiungo infine che comunque con l'Assessorato del collega Marzi stiamo valutando - e questo a seguito anche della sua sollecitazione e di questo la ringrazio - il patrimonio cittadino per capire in ogni caso le eventuali disponibilità che nel caso di un ragionamento servono o possano servire nel caso in cui effettivamente non ci sia la possibilità materiale di reperire per le associazioni che sono sia quelle culturali che le ho citato, ma anche associazioni che, come lei sa, per esempio, avevano la loro sede presso il Palazzo Cogne che sono associazioni di altro genere e che erano ospitate in quella sede.

Ci siamo fatti un monitoraggio sostanzialmente di queste disponibilità e ci hanno segnalato come plausibili, ma ovviamente in previsione futura perché su questi stabili non è stata assunta una decisione definitiva, il Palazzo Cogne per esempio, il Palazzo Narbonne, la Casa Berton. Immobili quindi che hanno delle potenzialità ma che richiedono - e questo glielo potrebbe confermare l'assessore Marzi - programmazioni straordinarie, enormi risorse finanziarie e decisioni politiche che prescindono dalla volontà del singolo amministratore della singola Giunta. Su questo si può discutere ma gli impegni in tal senso richiedono una programmazione pluriennale che guardi molto al di là della plausibile permanenza di questa Giunta. A fronte di questo impegno che noi ci assumiamo di monitorare, di seguire, eccetera, non possiamo però impegnarci in maniera diciamo definitiva. Ci piacerebbe farlo ma non possiamo farlo in base alle sue richieste.

Io quindi le chiederei, ma decida poi lei ovviamente... le suggerirei eventualmente di ritirare la mozione e noi oggi ci assumiamo comunque l'impegno di continuare questo monitoraggio e di continuare a capire in un'ottica futura anche come fare a sistemare queste associazioni e a trovare poi anche una dignitosa sistemazione anche per altre associazioni che oggi richiedono anche loro di essere ospitate. In ogni caso quindi ci asterremmo nel caso in cui lei decidesse di non ritirarla.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Grazie Assessore per l'articolata risposta, so benissimo che non è una questione semplice. Nella sua risposta però mi è sembrato di vedere che lei non ha in mente un obiettivo perché io l'ho specificato di proposito dato che era già una questione che era uscita in passato, ho detto che le associazioni culturali che hanno una sede sul territorio, quindi sui Comuni, devono mantenere la loro sede lì, per le associazioni invece che hanno la sede ad Aosta è un ragionamento che si può fare diversamente e lei nella sua risposta ha un pochino messo un po' tutto assieme, per carità, io credo che le associazioni culturali che hanno la sede nei comuni - vengo da Saint-Nicolas dove c'è le Centre d'études franco-provençal - debbano rimanere con le sedi lì. È quindi un ragionamento che queste associazioni culturali non avrebbero visto concretizzarsi. Per quanto riguarda invece le associazioni sul territorio di Aosta, nel comune di Aosta, l'ho specificato proprio chiaramente nella mozione, invece - ripeto - il ragionamento può essere fatto in maniera diversa e perché dico che non ho visto in lei un obiettivo chiaro? Qual è l'obiettivo? Pensiamo a una Maison de la culture valdôtaine? Credo che comunque alcuni suoi colleghi di maggioranza dovrebbero essere d'accordo su questo tema.

Dalle sue parole mi è sembrato un pochino di dire: "ma sì, ho provato a contattare le varie associazioni, nessuno, bene o male, è interessato ad avere una sede comune, la Regione è giusto che non si impicci - traduco - in queste questioni". Giustamente la Regione non deve assolutamente immischiarsi troppo, deve comunque dare delle indicazioni e avere un obiettivo.

Come ho detto, le partage d'idées, la contaminazione che può essere positiva fra diverse sensibilità, fra diverse esperienze, credo debba essere il leitmotiv che debba portare a una riorganizzazione delle associazioni culturali sul territorio di Aosta, ma anche perché poi credo sia fondamentale dare la possibilità alle associazioni culturali che devono mantenere una sede sul loro territorio di avere la possibilità di avere anche una sorta di ufficio, una sorta di sede distaccata in un ipotetico palazzo che possa riunire le diverse associazioni culturali del territorio, dei comuni.

Per quanto riguarda la sua richiesta di ritirare la mozione, io controribatto, io potrei accettare anche un emendamento per il semplice fatto che so benissimo che è una programmazione che richiede del tempo, ma la si può assolutamente scrivere questa programmazione, perché vorrei evitare che magari ritornassero in auge certi discorsi che sono stati fatti in passato, si diceva: "va beh, concentriamo tutte le associazioni culturali anche del territorio, dei vari comuni ad Aosta, facciamo una mega struttura in cui c'è tutto", sguarnendo totalmente i territori. Ecco, le chiederei nel caso se fosse disposto ad accettare un emendamento di questo tipo: "impegna una programmazione nel tempo per trovare una sede" ma che tolga ogni dubbio per evitare che si possa pensare a un nuovo progetto di centralizzazione delle associazioni culturali solamente sul territorio di Aosta.

Presidente - Altri intendono intervenire? Ricordo che l'emendamento andrebbe comunque formalizzato. Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz J. (PCP) - Adesso ci prende un po' in contropiede, abbiamo valutato anche la difficoltà, tra l'altro, di una programmazione in tal senso, anche se la volontà, come le dicevo prima, esiste ed è stata valutata, peraltro il problema nella definizione di un'eventuale destinazione unica credo che dovrebbe essere affrontato anche sotto il profilo dell'obbligo poi e della formulazione dell'eventuale contribuzione alle spese di funzionamento e agli affitti della sede, quindi è un tema che, secondo me, è da valutare in tempi più lunghi.

Io le dico: noi ci impegniamo in questo... oggi ci asteniamo sul provvedimento e io mi impegno a fare una valutazione più ampia proprio per capire per non prendere una decisione adesso in cinque minuti, che sarebbe anche nei suoi confronti, secondo me, poco rispettosa, nel senso che potrebbe essere un impegno come alcuni impegni assunti per chiudere la discussione, ma, per come la penso io, richiede degli approfondimenti che non possono essere fatti in pochi minuti.

Le ripropongo di nuovo il ritiro e poi, se vuole, possiamo anche capire insieme, fare una discussione circa i frais, gli oneri eventuali di soluzioni che comunque non sono soluzioni nell'immediato, perché, come le ho citato, le possibili destinazioni sono destinazioni che richiedono delle decisioni pluriennali, che quindi lascerebbero anche un po' un'aspettativa che al momento è talmente lontana nel tempo da essere poco realista.

Presidente - La parola al consigliere Lavy.

Lavy (LEGA VDA) - Io direi che quella che ho proposto è un'impegnativa che non impegna nessun tipo di cifra, non impegna diciamo nel concreto, è solamente un obiettivo in termini di indirizzo politico ed è su questo che voglio concentrarmi, perché credo che pensare in un'ottica nei prossimi anni di una futura Casa della culture valdôtaine non sia un impegno che comporti delle spese, delle necessità contingenti. So benissimo che quelli sono ragionamenti che devono essere fatti quando si hanno delle carte sul tavolo, ma in questo caso l'impegnativa non mi sembra affatto che indichi un percorso così impervio come quello che lei ha suggerito. Mi dispiace quindi io non la ritiro e sicuramente farò altri approfondimenti con lei, perché è un aspetto molto interessante e fondamentale per il futuro della Valle d'Aosta, però direi che non ritiro, quindi andiamo al voto.

Presidente - Mettiamo in votazione la mozione. La votazione è aperta. Invito il collega Segretario a collegarsi con i Consiglieri presenti via zoom.

Appello nominale dei Consigliere presenti in remoto sulla piattaforma zoom.

Manfrin (LEGA VDA) - Favorevole.

Minelli (PCP) - Favorevole.

Perron (LEGA VDA) - Favorevole.

La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 12

Favorevoli: 12

Astenuti: 23 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Padovani, Restano, Rollandin, Rosaire, Sapinet e Testolin)

La mozione non è approvata.

Possiamo sospendere i lavori e riprendere alle ore 15:00.

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La seduta è terminata alle ore 12:55.