Oggetto del Consiglio n. 565 del 13 maggio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 565/XVI - PL n. 8: "Disposizioni in materia di fattorie sociali e agricoltura sociale".
Bertin (Presidente) - Passiamo al punto n. 17 dell'ordine del giorno. Il consigliere Manfrin ha chiesto di intervenire, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Dopo un lungo lavoro di questo Consiglio andiamo finalmente oggi a illustrare e a discutere della proposta di legge che istituisce anche in Valle d'Aosta le fattorie sociali. La proposta di legge di cui si discute oggi si pone come obiettivo quello di riconoscere le fattorie sociali e promuovere l'agricoltura sociale nella nostra regione quale mezzo di inclusione di soggetti svantaggiati oltreché di abilitazione e riabilitazione di persone con disabilità.
L'agricoltura sociale altro non è che la nuova e più avanzata espressione del ruolo multifunzionale dell'agricoltura e da un lato è ormai dato per acquisito il valore dell'agricoltura quale strumento di caratterizzazione del paesaggio rurale, di mantenimento della biodiversità, di conservazione delle risorse ambientali e di risorsa contro lo spopolamento delle nostre montagne, fra l'altro, con l'agricoltura sociale le aziende agricole diventano fornitori di servizi di rilevanza sociale per la collettività. L'attività agricola diviene così in grado di generare benefici per fasce vulnerabili o svantaggiate della popolazione dando luogo a servizi innovativi che possono anche costituire una forma efficace di risposta alla tesi dei tradizionali sistemi di assistenza sociale.
I ritmi naturali della campagna, la semplicità e la molteplicità dei lavori agricoli, il contatto con la terra e con gli animali, le particolari relazioni interpersonali che si stabiliscono nei territori rurali sono tutti elementi che da sempre contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle persone. L'espressione "agricoltura sociale" affonda infatti le sue radici nell'essenza stessa dell'attività agricola, nelle forme di solidarietà e nei valori di reciprocità, gratuità e mutuo aiuto che caratterizzano da sempre le aree rurali, per mettere in risalto il carattere sociale e proporsi come luogo per l'inserimento lavorativo, per l'inclusione sociale delle persone con disabilità, per la loro integrazione e per mettere in campo pratiche rivolte alla terapia e alla riabilitazione, nonché all'offerta di servizi educativi, culturali, di supporto alle famiglie e alle istituzioni scolastiche.
Come sappiamo, un primo riconoscimento del ruolo sociale dell'agricoltura nel nostro Paese è avvenuto con la legge 18 agosto 2015 n. 141, come abbiamo ben imparato durante anche il percorso di Commissione e di elaborazione del nuovo testo contenente disposizioni in materia di agricoltura sociale. Con l'agricoltura sociale gli imprenditori agricoli diventano quindi soggetti protagonisti della realizzazione delle misure di welfare, di fornitura dei servizi per la cui realizzazione la ruralità costituisce un elemento essenziale. Le imprese agricole e sociali diventano così soggetti attivi nel welfare e luoghi di inclusione sociale valorizzando al tempo stesso il milieu rural.
La crescita delle esperienze virtuose di agricoltura sociale anche nella nostra regione richiede perciò che venga adottato un quadro normativo che ben si adatti alla specificità del nostro territorio. Questo dunque è l'obiettivo di questa proposta di legge che abbiamo presentato insieme ai colleghi del gruppo di Pour l'Autonomie, che ovviamente ringrazio, e che si è arricchita lungo il percorso che l'ha portata qui oggi nell'aula del Consiglio regionale dell'apporto di tutte le forze politiche che hanno messo da parte le barriere e gli steccati ideologici per addivenire a un testo che fosse la sintesi migliore tra il testo presentato, le osservazioni degli attuali auditi e l'apporto delle strutture.
Mi si consenta quindi di ringraziare il gruppo di lavoro che ha elaborato il testo così come i Presidenti delle due Commissioni coinvolte: il presidente della V Commissione Erika Guichardaz, il presidente della III Commissione Albert Chatrian e il collega co-relatore di questo provvedimento Corrado Jordan.
Lavorare su questo testo ha scaturito numerosi ricordi ma il più nitido è stato quello della visita sul campo a una di queste realtà; è con emozione che ricordo il sopralluogo in una di queste fattorie sociali durante la scorsa estate nella quale la realtà positiva emerse in tutta la sua forza: vedere ragazzi dal passato difficile parlare con competenza del loro lavoro, osservare un ragazzo non vedente correre e inerpicarsi nei recinti degli animali decantando una a una le qualità del bestiame, sentire raccontare da una ragazza dolcissima la propria esperienza nella vendita e nella gestione del magazzino in completa autonomia, ascoltare le storie quotidiane di lavoro, di pulizia delle stalle e degli animali, di produzione di prodotti agricoli, di soddisfazione per l'esperienza di crescita personale è qualcosa che ti mette in pace con il mondo e richiamano nella persona che vive questa esperienza emozioni forti, durevoli e benefiche. Solo chi ha visto queste realtà con i propri occhi può capire cosa significhi il contatto con la terra e con gli animali di questi ragazzi e per chi coordina quale sia la dignità che il lavoro può donare a un disabile, che spesso si sente ai margini della società ma che, grazie a questa esperienza, torna a sentirsi parte del mondo a pieno titolo.
Noi oggi con questo provvedimento stiamo dando dignità a queste strutture, una dignità fino ad oggi negata nella nostra Regione, unica Regione nel nostro Paese a non essersi ancora dotata di una normativa sul tema e per questo motivo ancora più necessaria e urgente. Oltre alle dubbie opportunità inclusiva e di promozione sociale, il riconoscimento e l'inquadramento delle materie oggetto della presente proposta di legge rappresentano un'importante occasione di inserimento socio-lavorativo e un valido mezzo per ampliare e consolidare la gamma delle opportunità di occupazione e di reddito. Infine il plusvalore delle disposizioni contenute nella presente proposta di legge può essere speso anche in iniziative educative, assistenziali e formative, nonché in azioni volte a promuovere forme di benessere personale e relazionale destinate a minori, quali agri-asilo, agri-nido, centri per l'infanzia con attività ludiche e di aggregazione mirate alla scoperta del mondo rurale e dei cicli biologici produttivi agricoli per adulti e anziani al fine di fornire esperienze di crescita e di integrazione sociale.
In breve la proposta di legge si compone di 19 articoli. L'articolo 1 disciplina le finalità e l'oggetto della proposta di legge. L'articolo 2 definisce l'agricoltura sociale, le fattorie sociali, le fattorie didattiche, nonché la struttura regionale competente. All'articolo 3 vengono definite le modalità operative di applicazione delle disposizioni delle attività. All'articolo 4 vengono definiti gli operatori dell'agricoltura sociale. All'articolo 5 viene definito l'albo regionale e le modalità di ingresso nel suddetto albo delle fattorie sociali. All'articolo 6 si definiscono i requisiti per l'esercizio delle attività di agricoltura sociale. All'articolo 7 vengono disciplinati l'ubicazione e i requisiti per le strutture che si occupano di agricoltura sociale. All'articolo 8 viene disciplinata la segnalazione di inizio dell'attività di agricoltura sociale. All'articolo 9 si disciplinano la sospensione e/o il divieto di prosecuzione dell'attività. All'articolo 10 viene definito il logo delle fattorie sociali. All'articolo 11 vengono definite le modalità di sostegno del ruolo e delle pratiche dell'agricoltura sociale. All'articolo 12 si definiscono le attività dell'Osservatorio regionale sull'agricoltura sociale. All'articolo 13 si dispone l'ambito di intervento con il quale la Giunta regionale definisce alcune specifiche della norma. All'articolo 14 vengono definiti gli obblighi in capo ai soggetti che si occupano di agricoltura sociale. Gli articoli 15 e 16 disciplinano i controlli e le relative sanzioni. L'articolo 17 riporta le modificazioni alla legge regionale del 4 dicembre 2006 n. 29. L'articolo 18 contiene disposizioni transitorie. All'articolo 19 viene definita la clausola di invarianza finanziaria.
Presidente - Ricordo che si esamina il testo predisposto dalle Commissioni III e V e che sono pervenuti nuovi emendamenti dei consiglieri Jordan e Manfrin, che sono anche i relatori della proposta di legge. Il consigliere Manfrin ha già fatto la sua relazione. Passo la parola al consigliere Jordan per la sua.
Jordan (VdA Unie) - Il tema della multifunzionalità delle attività agricole non è certo nuovo, anche nella nostra regione l'attività agricola ha seguito l'evolversi della società e delle abitudini dei consumatori e si è modificata cogliendo e offrendo nuove opportunità.
Come già detto dal collega Manfrin, il ruolo multifunzionale dell'agricoltura, oltre alle attività tipiche del settore agricolo, contribuisce sicuramente anche alla caratterizzazione del paesaggio rurale, al mantenimento della biodiversità e alla conservazione delle risorse ambientali. Infatti questo è pienamente riconosciuto non solo nel senso comune ma anche nei principali strumenti legislativi.
È noto ed è opportuno ribadirlo e indiscutibile che i settori della zootecnia e delle produzioni specializzate rappresentino la parte più importante di quest' attività, che è sempre più funzionale e trasversale rispetto agli altri settori socio-economici e sociali della nostra Regione. È altrettanto evidente che in quest'ultimo decennio la figura dell'agricoltore coincide sempre di più in maniera concreta con la definizione di imprenditore agricolo in quanto le scelte aziendali sono sempre più consapevoli e condizionate, così come avviene in tutte le attività imprenditoriali, da numerosi fattori esogeni e da una nuova visione prospettica. Abbiamo pertanto il dovere, anche come Consiglio regionale, preso atto dell'importanza del settore agricolo, di avviare le opportune valutazioni al fine di definire una strategia di sviluppo che, coerentemente con gli orientamenti comunitari, possa assicurare il mantenimento dell'attività agricola sul territorio regionale favorendo il ricambio generazionale, assicurando la giusta redditività e valorizzando ulteriormente le produzioni di qualità. Infatti la diversificazione delle attività e delle produzioni ha permesso di ampliare i settori di intervento consentendo, lo dicevo prima, di cogliere nuove e interessanti opportunità che il mercato e in generale tutta la collettività e il territorio hanno apprezzato.
L'agricoltura, come ho anticipato, è strettamente legata alle altre attività economiche e ne condiziona sovente anche i risultati, infatti il concetto di ruralità ritrovabile in quasi tutte le nostre realtà regionali riassume bene la necessaria integrazione e interdipendenza tra i settori produttivi ed economici. È evidente quanto le pratiche agricole, agendo sul territorio, non siano a beneficio solo degli imprenditori agricoli, ma indirettamente di tutta la comunità fungendo così da moltiplicatore di esternalità positive. Infatti l'esempio più calzante è il turismo, che è uno dei principali settori che beneficiano dell'attività del settore agricolo, in questo caso la ruralità diventa un fattore trainante per lo sviluppo locale.
Diversa e meno nota - ed è l'oggetto dell'intervento di oggi - è l'integrazione tra le attività agricole con il sistema sociale. L'agricoltura si configura sempre con maggiore evidenza come attività che affianca alla tradizionale funzione di produzione di beni e servizi la capacità di generare servizi in grado di dare luogo a valori di pubblica utilità di assoluto rilievo. Infatti lo sviluppo di molteplici esperienze diffuse sul territorio nazionale stanno mettendo alla luce un'ulteriore potenzialità multifunzionale dell'attività agricola. Questo in quanto in relazione alla capacità di generare ma anche di ottenere benefici da e per fasce vulnerabili o svantaggiate della popolazione e dare luogo quindi alla creazione di servizi innovativi. Queste esperienze, comunemente definite come agricoltura sociale, basano le loro radici nella definizione stessa dell'attività agricola, ricordiamo è stata la prima attività dell'uomo, oltre a essere l'attività agricola un contenitore di valori come la socialità, la solidarietà, il contatto con la natura, quindi agricoltura come esperienza di carattere sociale e luogo per l'integrazione di pratiche rivolte alla terapia, alla riabilitazione delle persone con disabilità, all'inserimento lavorativo, all'inclusione sociale di soggetti svantaggiati ma anche all'offerta di servizi educativi, culturali e di supporto alle famiglie.
La norma che è in discussione oggi, così come ha ben indicato il collega Manfrin, definisce, delimita, promuove l'agricoltura sociale. Attraverso un articolato snello si sono volute regolamentare diverse tipologie di attività, definire quali sono i soggetti deputati all'esercizio di queste attività e definire le modalità operative. Lo abbiamo fatto con la necessaria responsabilità e scrupolo in considerazione del coinvolgimento del fabbisogno sociale, ma altrettanto con la stessa cura nel permettere di sviluppare e attivare nuovi progetti di coesistenza tra settori ed esigenze che sono tra loro complementari. Crediamo pertanto e siamo convinti che con questa norma si possa favorire lo sviluppo di progetti che possano far parte della programmazione socio-sanitaria territoriale integrando l'attuale offerta e i sistemi di servizi sociali e nel contempo assicurando attenzione e creando opportunità anche e soprattutto nelle zone più marginali. L'agricoltura sociale pertanto, secondo noi, può portare benefici alla società come erogatore di servizi sociali e potrei citare numerosi esempi, in ultimo l'iniziativa deliberata ieri in Alto Adige di cui il consigliere Chatrian mi ha messo a conoscenza, che è una prova di quanto possano essere interessanti, utili e innovativi questi servizi.
Ho già avuto modo di ripetere in aula e in altre occasioni che è positivo per la politica, e conseguentemente per tutta la collettività, riuscire a far coinvolgere tutto il Consiglio verso azioni di sviluppo e di crescita, infatti ci riferiamo adesso a una proposta di legge che vedrà probabilmente, soprattutto in una fase iniziale, un numero limitato di soggetti sviluppare progetti di agricoltura sociale. Rilevo con piacere che, seppur la proposta di legge sia stata presentata da una sola parte dell'Aula, è emersa naturalmente la volontà da parte di tutta la Commissione consiliare, e mi auguro di tutto il Consiglio, di perfezionare la proposta per addivenire a un testo condiviso.
In conclusione mi sia consentito ringraziare i membri delle Commissioni III e V con i loro Presidenti, i colleghi Erika Guichardaz, Andrea Manfrin e Mauro Baccega e tutti i partecipanti alle diverse audizioni organizzate dalle quali abbiamo raccolto interessanti considerazioni e suggerimenti, così come desidero ringraziare le strutture del Dipartimento agricoltura e delle politiche sociali e i rispettivi Assessori per la loro disponibilità e la loro professionalità, infine ringrazio l'Ufficio legislativo del Consiglio.
Se il Presidente me lo consente, anche al fine di ottimizzare i tempi, in accordo con il collega Manfrin, presenterei anche gli emendamenti di cui ha fatto riferimento precedentemente, emendamenti che sono scaturiti in seguito all'approvazione della proposta di legge in Commissione, emendamenti che sono stati resi necessari perché sono state fatte alcune verifiche sul testo e quindi questi emendamenti permetteranno di rendere in maniera più puntuale, più coerente e più precisa, soprattutto in termini giuridici, il testo. Questi emendamenti che avete avuto modo di vedere di fatto non modificano in nessun caso la sostanza, ma rendono, come dicevo, il testo più preciso e più coordinato.
Presidente - Grazie consigliere Jordan per l'illustrazione della relazione e per la presentazione degli emendamenti. Possiamo a questo punto aprire la discussione generale. Si è prenotato il consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - La legge che oggi esaminiamo parla di agricoltura sociale, ne parla in modo corretto soprattutto per mettere un po' d'ordine su quanto già esiste, perché non è che l'agricoltura sociale nasce con questa legge, l'agricoltura sociale esiste e da tempo, solo che con questa legge si cerca di mettere ordine sui rapporti che devono essere mantenuti e progressivamente stilati tra le aziende e i soggetti che possono far parte di questa collaborazione, perché di collaborazione si tratta e giustamente anche nelle Commissioni era emerso in modo chiaro, si tratta di esperienze già esistenti perché, come dicono, non è che adesso non c'erano aziende che avevano la presenza di persone con dei problemi. Qui oggi noi stiamo mettendo un punto fermo su una situazione che deve essere giustamente verificata e che può essere oggetto di ulteriore evidenziazione sui benefici che ci sono per le persone che verranno inserite e anche per le stesse aziende agricole che si trovano in una situazione sicuramente molto più regolata e regolamentare.
Non sto a ripetere quanto è già stato detto sulle singole situazioni, credo sia importante avere la contezza di questo passaggio, cioè questo rapporto è un'evoluzione di un sistema che la Valle conosceva già ma che viene finalmente in qualche modo indirizzato in una situazione che possa permettere di fare delle valutazioni sulle parti premiative di quello che viene fatto da un'azienda rispetto all'altra, perché ci vuole una sensibilità importante per saper sostenere gli sforzi delle persone che vengono inserite con le loro difficoltà e soprattutto per poter capire dove e come ci possono essere degli aiuti o portate delle persone specializzate che possano aiutare gli interessati e soprattutto sensibilizzare le società che aderiscono a questi progetti. È un aspetto molto importante, innovativo, che può dare dei risultati in una Regione come la nostra laddove, per fortuna, l'agricoltura ha ancora le sue regole e il suo peso e quindi noi riteniamo che con questo passo ci siano le premesse per fare un buon lavoro che sicuramente ha del sociale ma non solo, che deve essere un'integrazione costante di quello che si fa e che si può fare nei confronti di persone che hanno qualche disagio.
Presidente - Si è prenotato il consigliere Ganis a cui passo la parola.
Ganis (LEGA VDA) - Grazie alle fattorie sociali, investendo sull'approccio terapeutico di un'attività semplice e secolare come l'agricoltura, si può offrire a tante persone che presentano forme di disagio sociale o di svantaggio psicofisico la possibilità di socializzare lavorando di acquisire nuove competenze e professionalità costruendo così le fondamenta per garantire loro una vita e un futuro migliore. Alla base c'è la convinzione che il contatto con la natura riesca a stimolare capacità emotive, ma non solo, la cura della terra e degli animali può anche diventare una risorsa per un futuro lavorativo in autonomia, tutto ciò è reso possibile grazie alle fattorie sociali e questa proposta di legge non può che consolidare e riconoscere il grandissimo valore sociale che queste attività svolgono.
Presidente - Si è prenotato il consigliere Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Anche da parte del nostro gruppo alcune considerazioni in merito al lavoro svolto per questo disegno di legge, un percorso di diversificazione all'interno delle aziende agricole che arriva in Valle d'Aosta da lontano, nel senso che già negli scorsi PSR, quindi di programmi di sviluppo rurale, si era fatta molta attenzione nel cercare di sostenere tutte quelle attività che potevano essere di complemento all'azienda agricola di per sé, con un approccio molto attento e un sostegno altrettanto importante a quelle che erano appunto le attività collaterali come potevano essere gli agriturismi, la vendita diretta dei prodotti, l'ospitalità rurale e le fattorie didattiche. Un primo approccio a quello che oggi si concretizza in un percorso più definito e più completo dell'azienda agricola volta al sociale. Un primo approccio che coinvolgeva in quel caso le fasce di età più piccole e che avvicinava anche il mondo della scuola a una realtà rurale che caratterizza assolutamente il nostro territorio e la nostra cultura. Un sostegno che in questo senso trova delle agevolazioni anche in quelle che saranno le possibilità di attingere ai fondi europei, perché la norma - è giusto considerarlo e sottolinearlo - darà dei punteggi di favore a chi svolgerà un'attività sociale, ma è una norma anche che dimostra due aspetti altrettanto importanti a mio avviso: una buona collaborazione tra i gruppi su dei temi che non possono essere anche in questo caso divisivi, ma che devono far convergere le forze positive verso dei progetti che possono essere accolti favorevolmente dai soggetti interessati e che ha visto la predisposizione di un disegno di legge da parte delle minoranze, un disegno di legge che è stato poi preso in carico, come si è detto, dalla Commissione e ha avuto un'elaborazione importante grazie al lavoro di tutti, in primis del relatore Jordan e degli altri colleghi della III Commissione, con i quali si è lavorato per arricchire questo testo e per renderlo un testo molto equilibrato, un testo che possa dare delle risposte sia al contesto agricolo nel mantenere queste opportunità per delle vere e proprie aziende agricole, affiancando l'aspetto sociale, che è un aspetto molto importante e che ha bisogno anche di questo tipo di attenzioni per arricchire le opportunità di trovare dei percorsi di reinserimento nel tessuto sociale, piuttosto che di crescita della consapevolezza del mondo rurale nel quale viviamo, piuttosto che di sostegno per quelle categorie che sono svantaggiate e che possono trovare in questi percorsi di connubio tra lavoro, natura e anche con il mondo animale delle risposte importanti per migliorare la loro qualità di vita.
Un'opportunità per le aziende che potranno fregiarsi come portatori di un messaggio importante anche attraverso l'arricchimento del valore aggiunto dei loro prodotti, perché evidentemente il fatto di fare agricoltura sociale è qualcosa che aumenta le qualità del proprio prodotto, che evidentemente devono essere le qualità importanti già di loro da un punto di vista della qualità del prodotto offerto, ma che aggiungono a questo un aspetto che assolutamente viene riconosciuto anche dai potenziali compratori e penso che questo meccanismo crei i presupposti per far crescere nel tempo l'attenzione verso questo tipo di opportunità e di approccio anche delle aziende agricole sul nostro territorio, oltre a dare la possibilità di creare dei nuovi posti di lavoro e delle nuove iniziative che avvicinino anche contesti che magari senza questo tipo di norma non sarebbero così vicini alla nostra agricoltura.
Credo che questo tipo di approccio sia quello che ha animato la definizione di questa norma dando così un senso compiuto a delle iniziative, come dicevo prima, già attivate nel tempo e arricchendola di nuove opportunità e ci si è posti durante anche il percorso in Commissione la domanda di quante potessero essere le aziende che aderiscono fin da subito o potranno aderire fin da subito a questo tipo di iniziativa. Io credo che, come tutte le cose, si mette sul tavolo un'opportunità che deve essere innanzitutto seria, così come lo è questa norma, perché vede nel suo interno dei percorsi che caratterizzano la serietà sia dal punto di vista agricolo, sia da quelle che saranno le controparti sociali che dovranno organizzare il lavoro all'interno di queste nuove aziende agricole sociali, con delle regole non troppo pressanti ma che garantiscano sia all'utenza, sia al consumatore finale che si tratta di provvedimenti molto seri. Credo che anche se inizialmente potrà essere limitato il numero di aziende che aderiranno a questo tipo di percorsi, sarà comunque un buon inizio per sottolineare nel tempo delle iniziative, delle potenzialità lungimiranti per riportare veramente un po' il sociale e l'attenzione su un mondo molto particolare, sia quello dell'agricoltura, sia quello delle categorie svantaggiate che uniti possono dare delle risposte importanti a entrambe le problematiche.
Presidente - Si è prenotato il consigliere Chatrian a cui passo la parola.
Chatrian (AV-SA) - Per esprimere il parere positivo del nostro gruppo, oltre al parere positivo sulla proposta che è stata arricchita in questi mesi in Commissione proprio a livello di metodo. Vorrei complimentarmi con i due relatori perché, nel momento in cui è stata presentata in Commissione, la volontà da subito è stata quella di andare oltre, quindi non solo approfondire la tematica, ma proprio cercare di comporre, elaborare un nuovo impianto architettonico, quindi che sia non solo più ricco, ma che voleva guardare al domani in una maniera anche innovativa. Positivo quindi è stato il metodo, positivo è stato l'arricchimento e i due relatori Jordan e Manfrin penso che abbiano già rappresentato bene qual è stato il percorso e anche gli altri colleghi che sono intervenuti. Io direi un buon equilibrio è stato raggiunto con il testo di Commissione, sarà interessante capire tra un anno, massimo due anni quali obiettivi, speriamo, saranno raggiunti a seguito di questa modifica legislativa, anche perché, da una parte, abbiamo cercato di fare ordine, di fare chiarezza e, dall'altra, invece di creare delle opportunità. Penso che sia questa la parte più importante nel momento in cui ci sarà un osservatorio regionale robusto e, dall'altra, un logo che riconoscerà questo percorso, dei requisiti, ma cercando di fare attenzione affinché non siano solo dei requisiti per sbarrare, ma quel giusto equilibrio per poter accompagnare tale percorso per poi raggiungere la certificazione e un albo. Io penso che questo sia proprio il percorso corretto per accompagnare le fattorie sociali, quindi, da una parte, mettere insieme una base di occupazione e, dall'altra, accompagnarla nell'agricoltura, creando delle opportunità dal punto di vista sociale. Oggi oltretutto stiamo affrontando il nuovo testo predisposto dalle Commissioni; come avete potuto notare, colleghi tutti, sia ieri che oggi nel percorso su numerose leggi, disegni di legge o proposte di legge, le Commissioni hanno arricchito, condito e soprattutto sono andate oltre rispetto ai testi che sono stati scaricati direttamente come competenza all'interno della Commissione, in questo caso delle Commissioni. Qualche minuto fa abbiamo approvato un testo di Commissione sul testo del lupo, adesso stiamo approvando un testo di Commissione, sempre la III insieme alla V sulle fattorie sociali. Ieri abbiamo affrontato sempre un tema delicatissimo, di envergure, di un certo peso per la società valdostana: quello del nuovo Ospedale, per dire che in questi mesi le Commissioni hanno creato delle condizioni migliori per poter affrontare tali tematiche in Consiglio. Penso che questo sia un po' il dato politico di questi mesi e adesso ci accingiamo a votare questo testo di Commissione che ha un duplice valore: quello di metodo e quello del contenuto, quindi il dato più politico.
Presidente - Si è prenotato il consigliere Padovani a cui passo la parola.
Padovani (PCP) - Anch'io, come membro di V Commissione, voglio ringraziare innanzitutto il lavoro fatto dalle due Commissioni, che hanno reso questo testo completo e concreto. Voglio anche ringraziare chi ci ha aiutato nel lavoro, quindi tutte le persone audite, i responsabili delle cooperative e delle associazioni che abbiamo audito, perché penso che il confronto con gli operatori interessati sia fondamentale per costruire norme giuste e rispondenti alle necessità e alla nostra realtà.
Le fattorie sociali sono fattorie a tutti gli effetti e hanno quindi una natura imprenditoriale e cercano di riprodurre un modello di economia sociale mirato a coniugare il profitto dell'azienda con il bene della collettività, favorendo l'inclusione di chi vi lavora e attribuendo così al mondo agricolo anche un valore sociale. Il rapporto con la natura, soprattutto con la materia viva vegetale e animale, induce processi positivi di autostima e di recupero di sé. Prendendosi cura degli altri organismi, le persone sviluppano infatti la capacità di gestire emotività e senso di responsabilità essenziali per costruire la propria identità e autonomia. L'ambiente di lavoro aperto e meno costrittivo risulta inoltre più favorevole per chi si sta reinserendo nel mondo del lavoro. Le fattorie sociali sono strutture che estendono i loro servizi a favore di persone con disabilità oppure soggetti deboli o a rischio di marginalizzazione.
L'aiuto si estende attraverso servizi educativi, culturali, occupazionali e di supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche. L'opportunità più significativa che si offre è quella di insegnare un mestiere a persone svantaggiate e socialmente emarginate. L'offerta formativa e lavorativa delle fattorie sociali è davvero ampia e riguarda le attività agricole, di allevamento e quelle della filiera di produzione. La vendita diretta dei prodotti agricoli incrementa poi l'autostima e permette, attraverso lo scambio, di stabilire relazioni con l'ambiente esterno. Infine le fattorie sociali possono migliorare anche la capacità di attrazione e la reputazione di un sistema locale soprattutto nei territori più degradati o dove le opportunità di lavoro sono limitate. L'agricoltura sociale propone quindi un nuovo modello di sviluppo rurale all'insegna della sostenibilità e dell'inclusione di soggetti svantaggiati, due questioni che credo siano fondamentali in un'economia che sia giusta.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cretier, ne ha facoltà.
Cretier (PCP) - Vorrei nuovamente esprimere un parere sulla proposta di legge n. 8 sulle fattorie sociali. Per me è stato emblematico il n. 8 perché abbiamo rivisto otto versioni, abbiamo cercato di assemblare le varie idee all'interno delle Commissioni e abbiamo affrontato con impegno prolungato il confronto con gli attori e, oltre alle audizioni, anche le interlocuzioni dirette a cui io ho partecipato.
Il confronto in Commissione dopo le audizioni ha evidenziato alcuni obiettivi importanti di questa legge che direi strategici, il testo approda in aula per diventare legge. Segnalerei alcuni aspetti interessanti che evidenziano alcune specificità del nostro territorio in cui operano le aziende agricole, creando un potenziale sviluppo di attività utili al contesto montano, come già citato da alcuni colleghi, la multifunzionalità dell'agricoltura locale, un aspetto essenziale che non va mai perso di vista nella programmazione. Sono le condizioni orografiche che pesano, in montagna gravano maggiori costi rispetto ai territori della pianura e non intendo semplicemente il fondovalle di una vallata alpina. Qui non è possibile fare economia di scala ed è essenziale sostenere il settore, quindi è necessaria un'integrazione ai redditi per il mantenimento e il presidio del territorio, mettendo assieme anche i benefici terapeutici delle coltivazioni del contatto con gli animali, operando in un ambiente naturale, salutare, all'aperto con la disponibilità delle aziende agricole, seguiti da educatori formati dando loro un minimo reddito. Questi sono gli obiettivi della proposta di legge. Da anni viene riconosciuto il grande beneficio, ad esempio, dell'ortoterapia e di altre formule di attività dirette nel settore agricolo, che portano a una forma di soddisfazione o motivo di orgoglio di chi vi partecipa seguendo le fasi fenologiche, o diciamo più semplicemente di sviluppo di una pianta, o di crescita di un animale. Anche l'allevamento o i suoi aspetti collaterali, agricoli, turistici e occupazionali, possono portare giovamento, come, ad esempio, l'ippoterapia. Tutto questo non solo per il comune cittadino che ama staccarsi dalla routine del lavoro quotidiano ma anche per i soggetti fragili e per tutte le fasce di età e maggiormente oggi in tempo di pandemia.
Con la proposta di legge si tenta comunque di proporre delle misure organiche, regolamentate e integrate con gli strumenti di programmazione agricola, sociale e socio-sanitaria. Queste non soddisfano tutti ma la legge deve porre dei limiti e circoscrivere un perimetro normativo e definire gli abusi di attività di soggetti e del logo già citato. Lo scopo è l'inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati in contesti produttivi molto diversi e soprattutto, come succede in agricoltura, all'inclemenza della meteo, quindi è indispensabile avere, oltre che al bene terra, anche strutture idonee già esistenti per proseguire nel percorso progettuale: ecco perché dietro la semplice attività agricola esiste necessariamente la presentazione di un progetto e questo è il messaggio che deve passare. L'imprenditore agricolo sensibile al tema deve sapere che non sarà da solo, sarà accompagnato da chi ha le competenze sul tema dell'educazione e di inserimento socio-lavorativo, mi sembra anche un'ottima forma per l'integrazione economica, puntando ad abbattere l'emarginazione sociale, lavorativa e può diventare un aiuto alle famiglie con soggetti deboli che possono avere un'opportunità di reddito anche per quel futuro chiamato domani. Potrebbe essere anche una risposta alla richiesta di personale delle aziende agricole per attività semplici di base, certamente non per tutte le attività agricole, ma non si pongono limiti all'imprenditore consapevole. Infine la speranza è che vi sia una buona adesione ai progetti, sappiamo che i nostri agricoltori o, meglio, imprenditori agricoli sono costantemente impegnati 365 giorni all'anno, hanno una preparazione tecnica specifica ormai acquisita con i corsi organizzati dagli uffici dell'Assessorato dell'agricoltura o attraverso gli enti di formazione e molti... con il ricambio generazionale avendo frequentato l'Institut Agricole, ma sul tema specifico dell'inserimento lavorativo di soggetti fragili i titolari non hanno molta esperienza nella gestione. Come segnalato nelle audizioni, pensare di "seminare già nel corso giovani agricoltori", inserire quindi un modulo specifico sull'argomento. Nel territorio abbiamo già degli ottimi esempi di iniziative sul tema già autonome e organizzate insieme alle cooperative, alle onlus o a fondazioni comunque già strutturate e operative che realizzano un senso di comunità e di appartenenza dando un bel segnale di integrazione sociale e lavorativo. Questo è uno degli obiettivi della legge che abbiamo presentato oggi.
Presidente - Altri intendono intervenire nella discussione generale? Non vedo richieste. Chiudo a discussione generale. In fase di replica per il Governo l'assessore Barmasse ne ha facoltà.
Barmasse (UV) - Un breve intervento. Con l'esame in aula di questa proposta di legge, a distanza di qualche anno dall'approvazione della legge n. 141/2015, anche in Valle d'Aosta viene disciplinata la materia dell'agricoltura sociale con l'intento di fornire un quadro normativo volto a regolamentarne l'attuazione e il monitoraggio e stabilendo specifiche misure di sostegno per incoraggiare l'attivazione e lo sviluppo delle funzioni sociali delle attività agricole. Questo strumento consentirà di favorire l'inserimento e l'integrazione sociale e lavorativa di soggetti a rischio di emarginazione sociale stimolando e valorizzando le abilità e le competenze possedute in un contesto protetto. L'agricoltura sociale si integrerà nel panorama dell'offerta dei servizi volti ad accompagnare le persone nella realizzazione del loro progetto di vita elaborato partendo dai fabbisogni dei singoli fornendo quindi ulteriori opportunità di socializzazione per i soggetti fragili. Esprimo pertanto una soddisfazione personale per l'approvazione di questa proposta di legge, che ha visto una sinergia tra tutti i soggetti coinvolti per la sua definizione.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Due brevi considerazioni, un ringraziamento ai colleghi delle due Commissioni, i loro Presidenti e i relatori per l'ottimo lavoro svolto, il metodo adottato in queste settimane e in questo mese. Un ringraziamento che va anche ai dirigenti e ai collaboratori dei dipartimenti dell'Assessorato dell'Agricoltura, delle Politiche sociali, che già avevano avviato un tavolo di confronto sull'agricoltura sociale lo scorso anno; poi al personale del Consiglio che in poco tempo ha messo mano a una tematica così complessa e al Dipartimento legislativo.
L'approvazione della legge in discussione è senz'altro un traguardo importante, un traguardo che offre sviluppi molto interessanti sia per l'agricoltura che per i servizi sociali; è un traguardo importante perché disciplina anche in Valle d'Aosta l'attività di agricoltura sociale quale politica di welfare che può raggiungere le aree più marginali del nostro territorio montano diventando allo stesso tempo un'interessante prospettiva per la multifunzionalità dell'attività agricola. Sicuramente dal punto di vista dell'agricoltura questa legge amplia ulteriormente le possibilità in ambito di diversificazione dell'attività agricola con l'opportunità per l'occupazione per la donna, ampliando la gamma di servizi alla persona e alle famiglie sul nostro territorio regionale. Inoltre la fattoria sociale potrà rappresentare un ottimo strumento per promuovere il recupero, la riabilitazione e l'inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, minori e disabili, avvicinandoli alla pratica agricola e in senso più ampio rappresenta sicuramente un'ottima esperienza di vita, formazione, orientamento, socializzazione e crescita personale per chi ha bisogno di scoprire la fiducia in sé stesso, esplorare nuove opportunità, sentirsi responsabilizzato e vedere i risultati del proprio lavoro ed entusiasmarsi per i risultati raggiunti. Le aziende agricole e quelle che operano nel sociale sono a volte così diverse per bagaglio di esperienza, per professionalità e competenze. Coniugare questi due aspetti non è certo facile, ma il risultato che ne può nascere è davvero interessante, soprattutto nei confronti delle fasce deboli della nostra società. A livello nazionale l'esperienza di agricoltura sociale ha dato risultati edificanti, sebbene in rapporto al territorio le attività non sono particolarmente numerose, ad esempio, in Lombardia solo 24 aziende, però ora anche in Valle d'Aosta dove la configurazione del territorio e la scarsa densità della popolazione, spesso causa di lontananza dai servizi, grazie alla presenza capillare ben inserita nel contesto economico e sociale delle aziende agricole gli sviluppi potenziali di questa legge potranno essere importanti per le esigenze dei nostri villaggi, soprattutto in un'ottica di contrasto allo spopolamento della montagna.
È un lavoro che non finisce qui, oggi il lavoro inizia, ci aspetta un'opera di sostegno alle imprese affinché l'agricoltura sociale diventi una realtà concreta. Questo è il primo tassello di un ambizioso progetto che stiamo portando avanti come Assessorato, un lavoro di revisione delle norme in materia di agriturismo all'interno di una legge di più ampio respiro che comprende tutti gli aspetti della multifunzionalità in agricoltura al quale seguirà nei prossimi mesi un importante lavoro di programmazione del nuovo programma di sviluppo rurale per cercare di favorire lo sviluppo delle aziende in questa direzione.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-SA) - Anche da parte mia una considerazione rispetto a quelli che potranno essere gli effetti rispetto all'inserimento lavorativo delle persone diversamente abili. A breve avremo la possibilità di discutere e confrontarci in Consiglio regionale sul piano delle politiche del lavoro che è stato approvato all'interno del Consiglio politiche del lavoro che contiene un'apposita area legata alle persone coinvolte in percorsi di inclusione sociale, quindi credo che questa legge, che va a mettere un po' di punti fermi rispetto ai sistemi di accreditamento e anche all'attenzione che va data a questa possibilità di intervento e di inclusione lavorativa, sarà un ulteriore strumento per portare avanti le politiche di inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
È bene ricordare - lo ha fatto mi pare il collega Testolin - che, per fortuna, in Valle d'Aosta ci sono esperienze importanti anche di altri colleghi che sono intervenuti, Forrestgump, Fondazione Ollignan, da tempo lavorano con quest'attenzione nei confronti delle persone, delle famiglie e della disabilità e da tempo creano le condizioni affinché le persone possano avere tutte le attenzioni del caso attraverso la pratica agricola, ma non solo. Credo quindi che, grazie anche a esperienze come queste, questa legge potrà valorizzare ancora di più l'attenzione verso il nostro territorio, verso il nostro ambiente alpino, verso la pratica particolare agricola della Valle che abbiamo rispetto appunto alla zona in cui viviamo e alla situazione in cui possiamo esprimere anche le nostre politiche sociali e lavorative. Credo che queste e altre esperienze importanti dovranno essere all'attenzione dell'inserimento di questa norma che valorizzerà una volta di più la formazione che già è stata acquisita, la formazione che ancora si farà e quella idea di una comunità solidale ma non in senso pietista, ma in senso costruttivo nel vero bisogno delle persone che, al di là della loro capacità o della diversa loro abilità, vanno tutte rispettate e a tutte va data la stessa dignità che il lavoro piccolo, grande che sia, poco tanto che sia può dare a loro e alle loro famiglie.
Un bel passo in avanti quindi ed è bene - lo ha sottolineato il collega Chatrian - che sempre più il Consiglio regionale acquisisca il suo ruolo, che è quello di proporre leggi, discuterle, approfondirle in Commissione e, quando è possibile, anche sostenerle insieme in Consiglio regionale. Credo che questa sia la strada giusta per ridare il ruolo che il Consiglio regionale forse nel tempo aveva un po' perso.
Presidente - Qualcuno vuole intervenire in fase di dichiarazione di voto? Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Non sto a ripetere quanto già detto dai colleghi ma semplicemente a esprimere la soddisfazione per il testo che oggi è arrivato in aula, che vede il contributo di tutti e vede un testo molto migliorato rispetto a quello presentato all'inizio, quindi si aumentano le tipologie di attività di agricoltura sociale, la platea dei destinatari e soprattutto viene introdotto un osservatorio che avrà il compito di monitoraggio, di raccolta dati e di valutazione dell'efficacia di questa legge. È sicuramente stato quindi un lavoro anche sotto qualche punto di vista faticoso, nel senso che ci sono state anche delle belle discussioni, ma è sicuramente un lavoro che ha messo insieme tutte le nostre idee. In particolare vorrei ringraziare il collega Jordan e il collega Manfrin con cui abbiamo collaborato fattivamente.
Queste attività - lo ricordavano diversi colleghi - esistono già in Valle d'Aosta, si è ricordata la Fondazione Ollignan, Forrest Gump, abbiamo sentito anche La Petite Ferme du Bonheur, la Cascina del Castello che dovrebbe nascere a Fénis, la Cooperativa Leone Rosso e la Mont Fallère, tutte attività che già in questo momento esistono in Valle d'Aosta e che con questa legge avranno un valore aggiunto anche grazie al logo che gli verrà loro assegnato. Credo quindi sia un passo importante e soprattutto il riconoscimento di quella attività che in questi anni hanno già svolto senza avere nessun riconoscimento.
Presidente - Si è prenotato da remoto il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Per dichiarazione di voto. Ovviamente condivido la stragrande maggioranza degli interventi dei colleghi, condivido con tutti coloro che sono intervenuti la soddisfazione per il positivo esito del percorso che questa legge si accinge a raggiungere.
È stato introdotto un tema importante ed è corretto farlo in chiusura di questa discussione, ovvero il tema relativo all'esistenza già di fattorie sociali sul nostro territorio ed è vero, è un tema che, purtroppo, è stato ricordato molto poco ma che ad oggi è giusto anche fare un accenno e ricordarlo. Sul nostro territorio esistono e insistono numerose realtà di fattorie sociali, ne sono state ricordate alcune, io ricordo che, per esempio, la Petite Ferme du Bonheur ha vinto molti prestigiosi riconoscimenti anche a livello nazionale pur non essendo riconosciuta la nostra Regione come fattoria sociale, ma questo ovviamente non per creare classifiche di chi fa meglio o chi fa peggio, ma semplicemente per ricordare che, in realtà, l'esperienza delle fattorie sociali sul nostro territorio ha già raggiunto livelli altissimi di professionalità, di capacità e di cura e lo ha fatto in un momento in cui nella nostra Regione non c'era alcuna previsione normativa che le desse una dignità e le riconoscesse.
Ad oggi quindi noi stiamo andando innanzitutto a riconoscere queste realtà, le realtà che hanno lavorato senza supporti di sorta, senza riconoscimenti e quant'altro, ma ancora a maggior conferma della bontà del loro lavoro lo hanno fatto proprio perché ci credevano, non certo perché avevano intenzioni di andare a recuperare chissà quale aiuto piuttosto che finanziamento. Le realtà che sono attive ad oggi lo hanno fatto perché credevano nella missione sociale che la fattoria sociale può e deve interpretare e perché credevano che non soltanto ci fosse la possibilità di integrare questi ragazzi nelle strutture e permettere loro una possibilità di vita a tutti gli effetti, di lavoro e quant'altro, ma perché sapevano benissimo che si dava una dignità a questi ragazzi dando a loro la possibilità di entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro e lo si permetteva mettendo gli strumenti in mano... non essere delle persone marginalizzate e messe lì semplicemente perché bisognava dire in giro che si utilizzavano i disabili nella propria attività, ma si davano responsabilità a questi ragazzi, si danno responsabilità a questi ragazzi, perché si crede nelle loro capacità e si crede che, tramite le loro capacità, possano riscattare la marginalità a cui erano stati costretti fino a quel momento.
È quindi un riconoscimento importante che questa legge dona e io rinnovo i miei ringraziamenti a tutta l'Aula, a chi ha lavorato per questa legge, chi ha lavorato da fuori, chi ha fatto parte dei gruppi di lavoro, le Commissioni e quant'altro, perché se non ci fosse stato effettivamente un lavoro corale, avremmo presentato sicuramente un testo che avrebbe avuto magari meno apporto e magari sarebbe stato meno efficace. Un ringraziamento quindi davvero e con questa legge noi chiaramente apriamo un capitolo nuovo nella nostra regione, un capitolo che è in parte scritto, in parte, com'è stato detto, è anche da scrivere e chiaramente sarà anche competenza delle Commissioni andare a verificare la rispondenza della legge alle esigenze delle fattorie sociali ed eventualmente andare a migliorarla ancora di più, andare a trattare degli aspetti che magari potranno emergere nella sua applicazione.
Presidente - Altri? Non vedo altre richieste di intervento, passiamo alla fase di votazione. Votiamo, come detto, il nuovo testo delle Commissioni III e V. Articolo 1. La votazione è aperta. Invito il collega Segretario a collegarsi con i Consiglieri presenti via zoom.
Appello nominale dei Consigliere presenti in remoto sulla piattaforma zoom.
Manfrin (LEGA VDA) - Favorevole.
Minelli (PCP) - Favorevole.
Perron (LEGA VDA) - Favorevole.
La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
L'articolo 1 è approvato all'unanimità.
L'articolo 2 è comprensivo di due emendamenti. Possiamo dare lo stesso voto sia per l'articolo che per gli emendamenti? Stesso risultato. Articolo 2 con gli emendamenti: stesso risultato. Articolo 3: stesso risultato. All'articolo 4 ci sono due emendamenti: stesso risultato. All'articolo 5 ci sono due emendamenti: stesso risultato. Articolo 6 con emendamenti: stesso risultato. Articolo 7 con emendamenti: stesso risultato. Articolo 8: stesso risultato. Articolo 9: stesso risultato. Articolo 10 con due emendamenti: stesso risultato. Articolo 11: stesso risultato. Articolo 12: stesso risultato. Articolo 13: stesso risultato. Articolo 14: stesso risultato. Articolo 15: stesso risultato. Articolo 16: stesso risultato. Articolo 17 con un emendamento: stesso risultato. Articolo 18: stesso risultato. Articolo 19: stesso risultato. A questo punto votiamo la legge nel suo insieme. La votazione è aperta. Invito il collega Segretario a collegarsi con i Consiglieri presenti via zoom.
Appello nominale dei Consigliere presenti in remoto sulla piattaforma zoom.
Manfrin (LEGA VDA) - Favorevole.
Minelli (PCP) - Favorevole.
Perron (LEGA VDA) - Favorevole.
La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
La legge è approvata all'unanimità.
