Oggetto del Consiglio n. 464 del 25 marzo 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 464/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'introduzione in Valle d'Aosta del nuovo modello di cure domiciliari adottato dalla Regione Piemonte".
Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori del Consiglio. Riprendiamo con le interpellanze, punto n. 51 dell'ordine del giorno. La parola alla consigliera Spelgatti per l'illustrazione.
Spelgatti (LEGA VDA) - Preso atto del nuovo modello di cura sperimentato nell'Alessandrino, distretto Acqui-Ovada e recentemente adottato dalla Regione Piemonte e dalla Regione Veneto che ha portato a un crollo dei ricoveri a un terzo e a un crollo di decessi. Considerato che il nuovo modello prevede cure domiciliari precoci in cui il malato non aspetta il decorso della malattia ma viene preso in carico dai medici e USCA che seguono il paziente a domicilio, sia nelle fasi degli accertamenti diagnostici che in quelli successivi della cura.
Considerato che il TAR del Lazio infatti ha annullato la nota AIFA in cui per le cure a casa ci si doveva accontentare di Tachipirina e di vigile attesa, atteso che il pacchetto farmacologico già individuato e poi adattato a ogni singolo paziente con farmaci che permettono di controllare l'evoluzione della malattia e ridurre la sintomatologia ha dato riscontri positivi davvero importanti, noi chiediamo se il Governo regionale sia a conoscenza dei nuovi modelli e protocolli adottati dalla Regione Piemonte e dalla Regione Veneto, se li abbiano studiati e se abbiano intenzione di procedere nella stessa direzione anche in Valle d'Aosta alla luce dei risultati ottenuti.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Ringrazio la consigliera Spelgatti, anche perché volevo parlare delle terapie che noi facciamo a domicilio, forse questa è anche l'occasione per dire quello che fanno in questo momento i nostri servizi e le nostre USCA dal punto di vista terapeutico.
Con riferimento quindi all'oggetto dell'interpellanza, si evidenzia che l'evoluzione della pandemia, tenuto conto dell'impatto sulla nostra Regione, dei contributi e delle esperienze maturate in questi mesi ha reso necessario potenziare la precoce presa in cura dei pazienti a domicilio Covid positivi attraverso un nuovo e dinamico modello assistenziale che viene attivato tramite i dati disponibili sulla piattaforma della Protezione civile, che registra tutti i casi di positività o direttamente dal medico di famiglia.
Com'è noto, il paziente Covid positivo si trova in una condizione di isolamento al proprio domicilio e, al fine di evitare trasferimenti presso strutture ambulatoriali, peraltro in una realtà come quella regionale caratterizzata dalla dispersione abitativa in un contesto montano e per contenere il rischio di contagio, il nostro modello prevede la presenza di una figura infermieristica esperta accanto al medico USCA.
Questa équipe nel suo intervento a domicilio è dotata di auto di servizio dedicata, saturimetro, termometro, fonendoscopio, sfigmomanometro, misuratore di glicemia, farmaci previsti appunto dal protocollo di terapia Covid nel rispetto delle linee guida dell'Istituto Superiore Sanità, cioè l'Enoxaparina da 4.000 unità, Prednisolone 5 mg e 25 mg, 40 mg die è la posologia raccomandata, Desametasone 4 mg e 8 mg, Paracetamolo endovena, fisiologica da 100 ml e 250 ml, deflussori a caduta, insulina Glargine più insulina Aspart o insulina Lispro, ricettario per prescrizione farmaci e consulenza specialistica, tablet o PC portatile con Sim, cellulare di servizio.
Nell'ambito del suo intervento di presa in carico, l'USCA può attivare i sistemi di telemedicina e telemonitoraggio, la consegna domiciliare di saturimetro per l'automonitoraggio del paziente, la fornitura di contenitore criogenico di ossigeno, la fornitura diretta al paziente di farmaci in caso di necessità, il servizio di psicologia dedicato all'emergenza Covid e può collaborare con il servizio tamponi distretti nell'esecuzione dei tamponi diagnostici per Sars-Cov-2.
Il medico dell'USCA, in base al quadro clinico evidenziato, potrà disporre la permanenza a domicilio con supporto terapeutico e monitoraggio, prendere contatto con l'area sanitaria temporanea di Variney dedicata alla cura e assistenza dei pazienti Covid positivi nelle situazioni in cui è controindicato il mantenimento a domicilio e non è necessario un ricovero in ambiente ospedaliero, disporre ricovero ospedaliero nei casi critici. Il medico dell'USCA, a differenza di quanto avviene in altre Regioni, mantiene in maniera organica i rapporti con i medici di medicina generale, la continuità assistenziale con gli specialisti ospedalieri. In questo ambito si scrive l'avvio in corso della terapia con anticorpi monoclonali recentemente messa a disposizione a livello nazionale per la cura precoce dei pazienti Covid positivi in situazioni di fragilità clinica che comporta una forte sinergia organizzativa tra i reparti ospedalieri, medico di famiglia e le USCA con il supporto della telemedicina.
In parallelo all'organizzazione di un'efficace risposta per i pazienti Covid positivi a domicilio, informo che con la deliberazione della Giunta regionale n. 76 in data 1° febbraio 2021 recante: "Approvazione di indicazioni per l'organizzazione ed erogazione delle cure domiciliari integrate e delle cure domiciliari palliative, disposizioni attuative degli articoli 22 e 23 del DPCM 12 gennaio 2017", è stato altresì avviato un percorso di riorganizzazione e potenziamento dell'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), in attuazione delle ultime disposizioni nazionali in materia, cioè valutazione dei bisogni degli assistiti mediante coefficiente di intensità assistenziale, rivalutazione degli effettivi fabbisogni di personale sanitario e ausiliario amministrativo, per l'erogazione delle cure, omogeneità di trattamenti sul territorio, eccetera.
Evidenzio infine che l'intervento per una più efficace risposta relativa alle cure domiciliari integrate andrà a inserirsi in un più ampio disegno riorganizzativo dell'assistenza territoriale, il quale non solo è oggetto delle tante prescrizioni contenute nei decreti emergenziali, vedi in particolare l'articolo 1 del decreto-legge n. 34/2020, il cosiddetto "decreto rilancio", ma rappresenta anche oggi più che mai una priorità non più rinviabile del sistema sanitario regionale.
Alla luce di quanto illustrato e riconoscendo sicuramente l'efficacia dei protocolli a cui lei ha fatto riferimento, ritengo che il modello di presa in carico degli assistiti a domicilio messo a punto a livello regionale nell'ambito dell'emergenza sanitaria ancora in corso, pur sempre volgendo l'attenzione anche alle azioni messe in atto dalle altre Regioni, sia da ritenersi efficace al fine di fornire delle pronte risposte sanitarie agli assistiti.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la consigliera Spelgatti.
Spelgatti (LEGA VDA) - Assessore, la ringrazio per la risposta, mi fa piacere che si vada in questa direzione, che si vada nella direzione soprattutto della cura del paziente a domicilio, questo è un obiettivo fondamentale non solo durante questa emergenza ma questa deve essere sempre di più l'ottica che dovremo avere in futuro perché dobbiamo passare dalla visione ospedalocentrica che abbiamo sempre avuto alla visione della medicina territoriale.
Non sono in grado di valutare quello che lei mi ha detto, nel senso che non ho riscontri in una direzione, né nell'altra, quindi prendo assolutamente per buono e per valido tutto ciò che lei mi ha raccontato in relazione a quello che si sta facendo e ai risultati che si stanno ottenendo, ritengo che sia sempre opportuno e importante comunque far sempre il confronto tra quello che si sta facendo e quello che stanno facendo le altre Regioni, che stanno ottenendo un crollo verticale non solo dei decessi ma degli accessi al Pronto Soccorso, non so dire se noi abbiamo diminuito gli accessi al Pronto Soccorso nella stessa misura in cui invece sono calati nelle regioni in cui sono stati adottati questi protocolli, quindi non ho un termine di paragone.
L'importante era cercare di portare questa segnalazione, come quella che avevamo fatto sui braccialetti Covid in cui mi aveva detto che appunto si stava andando avanti, però poi non ne ho più saputo niente, oppure quella che era stata fatta sulla lista di riserva per i vaccini non utilizzati che poi abbiamo visto che successivamente Figliuolo l'ha fatta diventare una normativa, un'indicazione che arriva direttamente da Roma, quindi fa piacere perché era un'idea che era già stata lanciata in quest'aula ben prima, pertanto fa sempre piacere.
