Oggetto del Consiglio n. 403 del 25 febbraio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 403/XVI - Approvazione di risoluzione: "Piano vaccinale Covid-19".
Bertin (Presidente) - Punto n. 46.03 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (AV-SA) - Insieme ai capigruppo Marguerettaz, Guichardaz e Jordan abbiamo voluto depositare questa risoluzione, forse sintetizza un po' anche i numerosi dibattiti di oggi e di ieri di quest'Aula, nel senso che in un momento così difficile e drammatico la priorità va sicuramente data alla campagna di vaccinazione. Sicuramente, per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, l'Unione europea è impegnata a creare le condizioni fra mille difficoltà, tutti i Paesi stanno cercando di velocizzare il percorso, l'iter, la vaccinazione comunque di massa in modo che il tutto possa garantire e soprattutto creare delle nuove condizioni vista la difficoltà socio-economica.
Cosa prevede la risoluzione che abbiamo presentato? Innanzitutto che la programmazione, che sia molto chiaro anche questo, è statale e le forniture diventano fondamentali ma soprattutto i numeri diventano fondamentali. Le Regioni hanno il compito di natura gestionale, quindi quello operativo, cioè al termine mettere a terra la vaccinazione di massa. Nelle premesse della risoluzione che abbiamo presentato vorremmo ribadire qualche concetto importante, il primo: la Valle d'Aosta presenta un'economia caratterizzata da una forte prevalenza nel settore turistico e penso che chi aveva dei dubbi in Valle d'Aosta... mai come in questi mesi immaginiamo, pensiamo che il pilastro principale della nostra microeconomia è proprio legato al settore turistico e la mancanza di mobilità turistica interna per la nostra Regione è veramente forte e drammatica, quindi le misure restrittive proprio dovute alla pandemia... la contiguità con due Paesi come la Francia e come la Svizzera, che sono sottoposti a provvedimenti precauzionali e di contenimento diversi da quelli italiani... oltre a queste considerazioni, indubbiamente il numero esiguo di abitanti della nostra Regione che consentirebbe di procedere a una campagna di vaccinazione anti-Covid in tempi relativamente rapidi... perché relativamente rapidi? Nel senso che il piano di vaccinazione Valle d'Aosta prevedrebbe, da un punto di vista numerico, circa 1.300 vaccinazioni/giorno. Questo cosa vorrebbe dire? Vorrebbe dire che, avendo a monte la fornitura dei vaccini, il sistema Valle d'Aosta potrebbe vaccinare circa 70 mila persone in 2 mesi. Per fare questo, indubbiamente bisognerebbe avere i numeri a monte, cioè la fornitura a monte, che è fondamentale.
Prendendo quindi atto da una parte e soprattutto dato che siamo preoccupati dei rallentamenti della distribuzione ai Paesi europei delle dosi di vaccino già programmate, prendendo atto che il piano vaccinale della Regione Valle d'Aosta allo stato attuale è fortemente limitato dalla ridotta fornitura di vaccini e rilevato, come dicevo poc'anzi, che il piano vaccinale regionale è costruito e organizzato per vaccinare più di 35 mila persone al mese, andremmo con questa risoluzione, se il Consiglio l'approverà, a impegnare il Governo regionale a porre in essere le opportune azioni nell'ambito del piano vaccinale nazionale constatata la dimostrata capacità di attuazione del piano vaccinale regionale e a richiedere l'anticipazione delle forniture anche in considerazione della limitata demografia regionale. Noi con 30 mila vaccini in più praticamente metteremmo in campo la vaccinazione di massa per quanto riguarda la regione, finalizzata al tempestivo raggiungimento degli obiettivi di vaccinazione.
Impegneremmo il Presidente della Regione a sottoporre al Presidente del Consiglio dei ministri le necessità esplicitate nelle premesse della risoluzione, nella impegnativa al fine di procedere in tempi rapidi alla campagna di vaccinazione anti-Covid della popolazione valdostana e inviteremmo i Parlamentari valdostani, di concerto con il Presidente della Giunta regionale, a operare per il conseguimento dell'obiettivo oggetto dell'impegnativa.
Nelle premesse che ho poc'anzi illustrato ci sono le motivazioni, motivazioni di natura demografica, morfologica, della chiusura delle regioni, del fatto che confiniamo con la Svizzera e con la Francia... e, essendo la regione più piccola e non avendo la possibilità di muoversi all'interno della regione da un punto di vista turistico, visti i nostri piccoli numeri, con poche decine di migliaia di vaccini in più in neanche 2 mesi potremmo mettere in campo una vaccinazione di massa per tutte le ragioni che ho cercato di illustrare brevemente. Questo è lo spirito con cui abbiamo elaborato e predisposto questa risoluzione, auspicando che ci sia un'ampia disponibilità da parte di tutti i colleghi di sostenerla e poi chiedendo indubbiamente principalmente al Presidente della Regione di dare corso all'impegnativa.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Padovani, ne ha facoltà.
Padovani (PCP) - Questa iniziativa innanzitutto mi dà l'opportunità di ringraziare l'assessore Barmasse per il grande lavoro messo in campo per arrivare a una campagna di vaccinazione di tali proporzioni. Abbiamo vissuto l'ultimo anno condizionati da questo maledetto virus e l'esistenza di miliardi di persone ne è stata sconvolta, mentre più di due milioni di persone in tutto il mondo la vita la perdevano. Verso la fine dello scorso anno i vaccini hanno cominciato a essere autorizzati in diverse Regioni del mondo, sono stati sviluppati in tempo record e ne esistono già diversi. Si tratta di un risultato frutto della mobilitazione di migliaia di ricercatori in tutto il mondo, in particolare nelle istituzioni pubbliche come le Università, ma anche dei finanziamenti degli Stati, che hanno contribuito con più di 8 miliardi di euro solo per la ricerca diretta sui vaccini.
La produzione poi è stata lasciata ad alcune grandi multinazionali che hanno brevettato i vaccini, brevetti con i quali hanno acquisito l'esclusiva della produzione ed è proprio la privatizzazione di quello che l'OMS ha definito un bene comune, secondo me, a rallentarne la diffusione. Io penso che si debba sospendere questo sistema e gli altri diritti di proprietà in relazione alle cure Covid-19, come già richiesto a ottobre da India e Sudafrica.
Esiste una strada per la quale il Comitato Right to cure, european citizens' initiative ha messo in campo una raccolta di firme a livello europeo ed è una strada già prevista dall'accordo TRIPs firmato nel 1994 per proteggere la proprietà intellettuale in casi come questo e sono le licenze obbligatorie. Con questo strumento gli Stati possono forzare i possessori dei brevetti a concedere i diritti di utilizzo in virtù di una situazione particolarmente grave. Lo usarono, per esempio, Nelson Mandela in Sudafrica e poi Lula in Brasile per i farmaci contro l'AIDS. Io penso che dobbiamo sollecitare il Governo italiano a mettere l'Italia in condizione di produrre qui velocemente i vaccini di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo, secondo me, affermare con forza che i vaccini e le cure Covid devono diventare beni comuni.
Presidente - Altri? Non vedo altre richieste. Metto in votazione la risoluzione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
Con questa votazione e con l'approvazione di questa risoluzione, il Consiglio regionale ha esaurito i lavori di questa giornata e possiamo chiudere i lavori. Buona serata.
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L'adunanza termina alle ore 18:37.
