Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 258 del 27 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 258/XVI - Interpellanza: "Intendimenti e obiettivi regionali in merito agli indirizzi di pianificazione dell'area "Porta Sud" del comune di Aosta".

Bertin (Presidente) - In ragione dell'assenza dell'Assessore e del Presidente, dobbiamo passare al punto n. 20 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega segretario Distort.

Distort (LEGA VDA) - La presente interpellanza tratta, come ha detto il collega Segretario, del tema della zona urbanistica FA08, che, per capirci, è la zona ex area Cogne attualmente occupata dal parcheggio della cabinovia e zone limitrofe, un'interpellanza analoga era già stata presentata la scorsa legislatura da vari interpellanti, una seconda interpellanza era stata presentata da me personalmente. Non è nella linea dell'essere ripetitivo, tuttalpiù del repetita iuvant... ma soprattutto per il fatto che noi adesso ci troviamo tanto in Regione quanto in Comune di Aosta con legislature a inizio della propria attività, quindi, nuova legislatura in Regione, nuova legislatura in Comune, si tratta di riprendere in mano i termini dell'accordo stabilito tra Regione e Comune per le previsioni relative a quest'area. Un'interpellanza analoga è stata presentata in contemporaneità dal collega e consigliere comunale Sergio Togni a nome del gruppo comunale Lega, portata all'attenzione del Comune di Aosta. Oggi con la mia presentazione porto all'attenzione del Consiglio regionale.

Ricordo, per inquadrare l'argomento, che l'ambito della zona FA08 già dai recenti anni Ottanta è stato al centro di un articolato dibattito di proposte di pianificazione, di idee progettuali, di ipotesi di trasformazione finalizzate alla ricerca di una complessa e definitiva sistemazione. Il dibattito sulle vocazioni del sito ha impegnato l'Amministrazione comunale e la Regione per oltre trenta anni.

In estrema sintesi ricordo che, a seguito della variante di adeguamento al PTP del 2009 per il comune di Aosta, si sono definiti i termini dell'accordo di programma tuttora in essere del 2011 tra la Regione e il Comune di Aosta, secondo il quale accordo, reindividuando i confini delle aree precedentemente definite dalla variante di PRG, si individuava un'ampia zona comprendente grosso modo l'intera area dell'attuale parcheggio della cabinovia più alcuni tratti su cui si è prevista la realizzazione del nuovo Palazzo regionale, comprensiva di tutti gli spazi necessari al funzionamento dell'intero apparato amministrativo regionale, con superficie utile distribuita su sei piani di 50 mila metri quadri complessivi e un'area posta a est di questa appena descritta sulla quale si è realizzato un parcheggio. L'accordo prevedeva che si riaggiornasse il piano regolatore, così è stato fatto con la variante sostanziale del 2016 tuttora vigente.

Ora, questo è l'inquadramento storico, per quanto riguarda alcune considerazioni strategiche che fanno capire l'importanza, l'urgenza, la necessità di affrontare adeguatamente questo tema, l'area, denominata Porta Sud per il suo ruolo fisiologico di accesso sud alla città di Aosta, si colloca in un nodo particolarmente strategico tra il centro cittadino, con quindi problemi o comunque prospettive di rifunzionalizzazione del sistema veicolare in collegamento di via Paravera con via Valli Valdostane e accesso diretto verso Torre di Bramafam o in sottopasso, oppure nella versione a raso. Di conseguenza, questo interferisce sia in termini di problema da gestire, sia in termini di opportunità con la stazione ferroviaria, la stazione dei pullman benché in posizione un po' più distanziata, il parcheggio pubblico pluripiano eseguito a est dell'area di parcheggio della cabinovia, la viabilità regionale dell'Envers con innesto dal Pont Suaz, la partenza della cabinovia per il comprensorio di Pila, l'area commerciale vicina, il polo siderurgico anche in vista di una sua eventuale futura evoluzione verso un'area di archeologia industriale, la fruizione della sponda fluviale e il suo legame con la città storica ed elementi di regia per altri interventi di riuso delle ex aree Cogne. Tutta questa presenza di interferenze dimostra l'indubbia importanza, l'indubbia dimensione strategica dell'area FA08, senza contare anche il fatto di un disegno di percezione visiva, estetica, oltre che funzionale e di fruizione della città, di accesso... ribadisco la Porta Sud.

Tutto questo ha portato anche a vari progetti di approfondimento, vari studi di progettazione urbana: ricordo il progetto "Isola" del 1993, il progetto per sottopasso Binel del 2000, lo studio di comparto F8-Dart Alifredi Fubini del 2011, nel 2017 idee progettuali e studio GUALLA-Pila S.p.A., 2018: proposta di Be4link per la giornata "Aosta Future Camp" e non ultima la pura ipotesi che ha scatenato comprensibile preoccupazione da parte delle associazioni alberghiere e commerciali di creare un polo turistico ricettivo di attestamento per Pila. Infine si evidenzia lo studio urbanistico relativo all'assetto della Porta Sud e zone limitrofe affidato allo studio Mellano in fase di approfondimento.

In sintesi: l'area riassume grandi aspetti, come detto, di relazione e di interferenza che costituiscono tanto problemi, criticità, ma soprattutto opportunità affermandosi così come un'area a vocazione particolarmente strategica, la cui gestione si impone come questione prioritaria, dal modo con cui si risolve una progettazione, si pensa e si concepisce una progettazione di questa parte del territorio si va a ridisegnare la funzionalità, l'aspetto e l'assetto estetico e percettivo della città di Aosta.

Si riuniscono quindi non solo scelte di pianificazione urbanistica ma fondamentalmente scelte politiche. Ricordo che oggi, diversamente da com'è avvenuto sino a un passato relativamente recente - e permettetemi una piccola divagazione accademica -, l'urbanistica non deve configurarsi come una disciplina che pianifica l'espansione e il consolidamento dello spazio costruito nel territorio ma deve riscriversi come disciplina di rigenerazione degli spazi urbani costruiti e liberi, come regia delle relazioni tra il territorio e la persona in un meccanismo di vera economia circolare.

Con quest'ultima premessa esplicito i quesiti dell'interpellanza: chiedo al Governo regionale se esistono e in caso quali siano i contenuti dei colloqui avviati tra l'attuale Amministrazione regionale e l'attuale Amministrazione comunale.

Secondo quesito: "quali sono attualmente gli intendimenti e gli obiettivi regionali relativi alle prospettive di trasformazione urbanistica dell'area".

Terzo e ultimo quesito: "con quali tempi si intendono formulare gli indirizzi di pianificazione dell'area stessa e con quali modalità".

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (AV-SA) - Prima di entrare nel merito dei quesiti posti nell'interpellanza, è bene introdurre una breve premessa di inquadramento come, tra l'altro, richiamato anche dal collega Distort e di aggiornamento riguardo all'attuazione dell'accordo di programma. Quello dell'area FA08 o Porta Sud è un tema di cui si parla da oltre trenta anni a partire dalla famosa variante 10 al PRG approvata nel 1984 interessando nel tempo diverse Amministrazioni sia in ambito comunale che regionale. L'accordo di programma, originariamente sottoscritto nel 1997 per la bonifica delle aree ex industriali e la riqualificazione urbanistica, è successivamente stato aggiornato con un nuovo accordo nel 2011 per la riqualificazione delle aree Cogne Acciai Speciali e limitrofe, che portò poi alla realizzazione del parcheggio de La Ville e all'arteria di via Vittime Col du Mont. I compiti in capo all'Amministrazione regionale consistevano sommariamente nell'insediamento di attività artigiane e opere riguardanti la viabilità e aree verdi alberate, mentre al Comune di Aosta spettava la realizzazione del parcheggio pubblico pluripiano, di un maneggio e di alcune opere riguardanti la viabilità e la manutenzione sulle strade e le relative pertinenze.

Nel corso dell'ultima riunione del Comitato di vigilanza sull'esecuzione dell'accordo di programma tenutasi il 30 ottobre 2019, la Regione manifestò l'orientamento di non ritenere più attuale la scelta di realizzare il nuovo Palazzo regionale concordando a margine della riunione sulla necessità di procedere con una revisione complessiva dell'accordo da definire entro la metà del mese di dicembre 2020. Nella medesima riunione si evidenziava che la nuova destinazione ipotizzata con l'eliminazione dell'ipotesi del Palazzo regionale e la riconsiderazione del maneggio, a suo tempo delocalizzati in quell'area a causa della realizzazione della scuola polmone in Regione Tzamberlet, a cui oggi è più che mai necessario ridare assoluta preminenza sportiva, rende necessaria da parte del Comune di Aosta l'adozione di una variante al PRGC.

Rispondo in merito al primo quesito posto: le intervenute note vicende politico-amministrative e la successiva insorgenza della prima emergenza sanitaria e il rinnovo elettorale alla seconda ondata emergenziale non permisero comprensibilmente di dare seguito agli orientamenti decisi nell'ambito della predetta ultima riunione del collegio di vigilanza, quindi quella dell'ottobre del 2019. Con il Comune di Aosta, che rimane comunque parte attiva nell'accordo in quanto soggetto con competenza primaria riguardo alla programmazione urbanistica, non sono ancora state riavviate in via ufficiale le interlocuzioni del caso; con il Comune capoluogo però sono comunque in corso confronti su tutti i temi che trasversalmente interessano le due Amministrazioni sia di ordine specifico rispetto alla FA08 che a livello generale. È intenzione esplicitare tali confronti anche in forma ufficiale attraverso la convocazione di un nuovo incontro del collegio di vigilanza dell'accordo di programma e ovviamente questo riguarda anche la Presidenza, che è stata messa al corrente delle risposte che sto dando.

Rispetto invece al secondo quesito, crediamo necessario chiudere l'accordo di programma precedente per avviare una nuova fase di riconsiderazione del piano regolatore generale e, di conseguenza, una ripianificazione di dettaglio dell'area FA08 o F8, volgarmente chiamata, nella consapevolezza che l'area rappresenta un asse e un intervento strategico non solo per il futuro dell'assetto urbanistico della città ma per l'intera regione. Il percorso dovrà tener conto del disegno di sviluppo di destinazione dell'area tenendo conto degli intendimenti del Comune capoluogo, la cui esigenza primaria rimane quella di eliminare la cesura data dal sedime ferroviario che storicamente divide l'area dal resto della città, fondamentale per creare connettività e programmare uno sviluppo organico attraverso il ripensamento dei collegamenti pedonali, ciclabili e viari.

I temi che persistono e su cui è necessario decidere sono diversi e riguardano principalmente: la destinazione dell'area e sua eventuale penetrabilità rispetto ai flussi autostradali, i contenuti del piano regionale dei trasporti rispetto al quale l'area riveste particolare importanza quale nodo centrale per la mobilità, tecnicamente definito appunto hub, il futuro della ferrovia, la strategia di attrattività e valorizzazione turistica grazie alla presenza della stazione della cabinovia Aosta/Pila con eventuali sviluppi anche rispetto ai collegamenti con Cogne in una logica di mobilità green e il miglioramento del nodo viario del Pont Suaz. In tali ambiti le linee di indirizzo delle Amministrazioni regionali e comunali dovranno essere confrontate con le esigenze di tutti gli interlocutori pubblici e privati e i portatori di interesse che a vario titolo operano nell'area in un'ottica sinergica di sviluppo programmatico di ampio respiro.

Dalle ore 15:52 assume la Presidenza il vicepresidente Marguerettaz.

Marguerettaz (Presidente) - La parola al collega consigliere segretario Distort.

Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Mi compiaccio che nella risposta lei ripete esattamente i concetti che ho esposto io, quindi su qualcosa ci capiamo: le premesse. Il problema è che io ho ponevo dei quesiti e a questi quesiti effettivamente non c'è risposta ma è una risposta anche questo, il fatto che l'elemento più importante... lei dice che bisogna rivedere tutto quanto il concepimento dell'area, tutta la strategia, rivedere la visione. Mi conforta da un lato perché è una situazione estremamente nevralgica, estremamente importante, e qui o si ottiene un progetto pertinente, sostenibile, quindi riuscito per la città, oppure si fallisce: si fallisce dal punto di vista urbanistico, si fallisce dal punto di vista di gestione del territorio, dal punto di vista del disegno di vita dei cittadini e si fallisce a livello politico-amministrativo, quindi il tema è sicuramente delicato ed è estremamente importante trattarlo con i dovuti approfondimenti.

Questa potenzialità che ha in sé l'area, che permette un'incisività sul tessuto urbano dal punto di vista organizzativo, estetico paesaggistico, economico, turistico, di viabilità sostenibile, di legame con il territorio circostante è indubbia, l'avevo detto nelle premesse, l'ha ribadito lei, lo confermo e lo ribadisco perché qua si gioca un'opportunità epocale per la città di Aosta e per il territorio circostante, perché questo è un intervento che si colloca esattamente nella linea e nella filosofia della rigenerazione urbana, questo tema così attuale ma estremamente fondamentale... o si rigenera o si deforma. Purtroppo non ho avuto nessuna risposta sul come: sul come... io capisco che non siano inquadrati i termini, la visione, gli obiettivi progettuali su quest'area, però la modalità è importante che sia chiara fin da adesso.

Mi permetto di suggerire una prima modalità, un modo di attuazione... un accesso in III Commissione consiliare, che ha in competenza i temi dell'urbanistica e dell'edilizia, guardo il Presidente della Commissione e vedo già un accenno favorevole con il capo e mi conforta, lo ufficializzo con questo mio intervento... è estremamente importante perché bisogna inquadrare, bisogna riprendere un colloquio con le varie parti portatrici di interesse, riprendere il colloquio a questo punto con gli ordini tecnico-professionali sicuramente ma con tutte le categorie interessate. È estremamente necessario percorrere tutti i passi nel più breve tempo possibile ma nella maniera più approfondita e ad alto livello. Questo mi auspico a nome del gruppo Lega.