Oggetto del Consiglio n. 252 del 27 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 252/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito al piano di esuberi annunciato dal Gruppo Heineken Italia".
Bertin (Presidente) - Punto 13 all'ordine del giorno. Per la risposta l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-SA) - Gli interroganti chiedono notizie al riguardo della procedura che Heineken Italia ha messo in atto per governare la crisi che si è prodotta in seguito alle difficoltà create dalle misure messe in atto a livello nazionale e europeo, che da un lato servono per contrastare l'epidemia, ma dall'altro ovviamente penalizzano in maniera importante il settore dei consumi, in particolare il canale cosiddetto Ho.Re.Ca, il canale che prevede la distribuzione dei prodotti presso gli hotel, i ristoranti, le trattorie, i bar e simili; è uno dei canali che ha subìto una forte contrazione in questo periodo.
L'azienda ha messo in atto questa procedura e l'obiettivo, attraverso gli accordi dei quali abbiamo potuto prendere visione, è quello di evitare situazioni traumatiche a livello sociale, soprattutto di anticipare, in quel periodo in cui è stato prodotto, la crisi che l'azienda sicuramente, come altre aziende, potrà vivere in questo anno e anche nel prossimo triennio. Direi che è un accordo che però ha una forte attenzione verso l'impatto sociale, perché prevede degli esodi incentivati e, grazie anche alla collaborazione che abbiamo avuto con i rappresentanti sindacali del territorio, abbiamo anche potuto seguire l'evoluzione della trattativa, che si è conclusa con un accordo che pone la possibilità un po' per tutti di governare questa situazione assai particolare. Ovviamente in questi accordi l'Amministrazione regionale non viene coinvolta, non avendo motivo per essere coinvolta, ma dal punto di vista politico abbiamo cercato di tenere i contatti in particolare con le forze sociali, in questo momento.
L'accordo che è stato concluso prevede l'accompagnamento alla pensione, attraverso l'incentivazione volontaria all'esodo, per nove dipendenti ed è un accordo che prevede incentivi economici e garantisce, per quello che riguarda invece i rapporti nostri con l'azienda, il rispetto dell'accordo tra Regione e gruppo Heineken Italia, in quanto questo rispetto passa per accordi di tipo sindacale. Inoltre, a oggi, nel caso di aziende che hanno unità produttive ubicate in più regioni, le comunicazioni inerenti le procedure di licenziamento collettivo e di cassa integrazione straordinaria devono essere inviate al Ministero del Lavoro e non alle singole regioni, nel senso che questa è un'azienda che ha più sedi, e nel caso di concessione della cassa integrazione straordinaria il Ministero deve richiedere il parere alle Regioni nei cui territori sono ubicate le sedi produttive. A noi oggi non risultano, oltre a questo accordo all'esodo volontaria, richieste di cassa integrazione o altre procedure di licenziamento, che tra l'altro - come sappiamo - solo per ora bloccate dell'accordo che è in scadenza.
Quali effetti giuridici ed economici vi sarebbero per l'Amministrazione regionale nel caso in cui il gruppo Heineken Italia chiedesse la risoluzione dell'accordo commerciale a suo tempo sottoscritto con la Regione: secondo quanto previsto dall'accordo commerciale di veicolazione immagine il gruppo Heineken Italia non ha facoltà di chiedere unilateralmente e discrezionalmente la risoluzione del contratto in essere. Nel contratto, infatti, è prevista la clausola risolutiva espressa ai sensi dell'articolo 1456 del Codice civile, che rende possibile la risoluzione del contratto quanto a Heineken esclusivamente in caso di inadempimento contrattuale della controparte. I contenuti del contratto sono stati rispettati da entrambe le parti e non ci sono pertanto manifesti motivi per ipotizzare una procedura di risoluzione.
Le notizie che abbiamo sono di un'azienda che ha sì messo in atto questa procedura, ma è un'azienda sana che ha fatto investimenti importanti in Valle d'Aosta, che con la Valle d'Aosta l'anno scorso, a fine del 2018 se non mi ricordo male, ha stretto anche un primo contratto sperimentale importante per l'inserimento delle persone disabili, in legge 68, attraverso una convenzione con cooperative sociali. Quindi è un'azienda che, a nostro avviso, sta in questo momento cercando di governare questa situazione di crisi, ma speriamo che ci sia da parte di tutti la possibilità di continuare a sviluppare, nell'interesse del territorio e di quello che si sta facendo, l'impresa e l'occupazione che genera sul nostro territorio.
Per quello che ci riguarda continuiamo a mantenere i contatti con le forze sociali e cercheremo di continuare a generare altre possibilità di confronto con l'impresa, anche per verificare come procedono gli accordi che abbiamo assunto.
La valutazione che facciamo guarda con attenzione al futuro, sperando che tutto quello che si dice possa essere messo in atto e si possa anche valutare presto una ripresa dell'attività sociale ed economica, perché permetta a tutte le imprese di rigenerare i propri progetti e di ritornare a una situazione di normalità.
Presidente - Per la replica il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Ovviamente l'interesse era più concentrato sul secondo punto, mentre il primo era una sorta di aggiornamento rispetto a una precedente iniziativa che coinvolgeva un po' tutto il parterre industriale valdostano, che era proprio stata presentata in concomitanza con la dichiarazione del gruppo Heineken Italia. Siamo contenti che, a seguito di quella dichiarazione, si sia arrivati a un accordo che comunque salvaguarda soprattutto l'interesse dei dipendenti, considerato appunto la soluzione degli esodi incentivati.
Sul secondo punto la preoccupazione maggiore quale era? Era sul fatto che questo accordo commerciale, che è abbastanza complesso rispetto ad altri, ha una visione di lungo termine da quando è stato sottoscritto e ha anche un peso economico abbastanza importante sul bilancio regionale. L'intenzione era di capire quale poteva essere l'effetto sul bilancio regionale in primis, per quello che riguardava l'eventuale rescissione o comunque il venir meno o la risoluzione di questo accordo.
Ci accontentiamo, se vogliamo dire, della clausola anti rescissoria, però sicuramente una valutazione maggiore andrebbe fatta. Io mi aspettavo - devo dire la verità - un intervento anche da parte dell'assessore Marzi, perché sappiamo che gli effetti veri e propri, al di là della parte legata al processo produttivo e occupazionale del gruppo, è proprio sugli effetti dell'accordo che l'eventuale rescissione o venuta meno dell'accordo potrebbero avere. Potrebbero essere degli effetti notevoli, soprattutto per il fatto che, per come è costruito l'accordo, sappiamo che gli effetti positivi per la Regione arriveranno verso la seconda parte della durata dell'accordo. Era una sorta di investimento a lungo termine e soprattutto è frutto di quella politica industriale fatta a suo tempo che oggi per "n" motivazioni è difficile da riproporre, lo sappiamo bene, anche a fronte di quella che è la famigerata disciplina degli aiuti di Stato, che speriamo in parte possa essere rivista anche a seguito di quello che stiamo vivendo a livello europeo necessariamente, in maniera tale anche da permetterci di andare a definire delle misure che possano essere sia attrattive, ma anche di mantenimento delle realtà produttive oggi presenti perché, come ha già detto qualche collega, stiamo vedendo sempre una maggior desertificazione per quello che riguarda l'attività produttiva.
Sottolineo anche, vista l'importanza di questo stabilimento, anche il fatto che è strategico per l'area che oggi è occupata, un'area molto vasta su cui tra l'altro verte anche una società partecipata, perché è tutto costruito in questa maniera. Monitoreremo e magari ci sarà anche la possibilità di approfondire poi, in sede di valutazione del documento di bilancio, quelli che sono effettivamente oggi gli effetti di questo accordo sulle casse della Regione.
