Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 249 del 27 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 249/XVI - Interrogazione: "Richiesta chiarimenti in merito alla realizzazione dell'impianto di frantumazione di batterie al piombo acido in loc. Mure nel comune di Issogne".

Bertin (Presidente) - Punto 10 all'ordine del giorno. Per la risposta l'assessora Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - L'interrogazione dei colleghi mi permette di meglio specificare quanto ho già asserito. Anzitutto va detto che le batterie al piombo, una volta terminato il ciclo di vita, sono dei rifiuti tossici e il piombo in particolare è un metallo assai pericoloso se disperso nell'ambiente. Il riciclaggio delle batterie è di fondamentale importanza sul piano ambientale ed economico. Se non fosse possibile il riciclo lo smaltimento potrebbe avvenire unicamente con la sistemazione in discariche per rifiuti tossico nocivi.

Da fonte Cobat, il consorzio per la gestione dei rifiuti di pile e accumulatori, risulta che in Italia gli impianti di riciclaggio esistenti a ciclo completo, cioè dalla frantumazione alla vagliatura umido, alla separazione, alla decantazione dei solidi disciolti, alla neutralizzazione del liquido, alla fusione e alla raffinazione, abbiano una capacità di lavorazione superiore alla raccolta che si fa. Da ciò deriva la condivisione delle preoccupazioni espresse dalla popolazione nei confronti dell'installazione in località Mure di Issogne di un impianto per il primo stadio, quello della frantumazione di batterie al piombo acido. Di questa preoccupazione si sono fatti interpreti il Comune di Issogne, che all'unanimità si è espresso contro l'insediamento di questo impianto, e il comitato "La valle non è una discarica".

La normativa regionale prevede che l'autorizzazione ambientale integrata sia rilasciata dalla conferenza dei servizi regionali, qualora non emergano evidenti e documentate situazioni negative ed è un potere autorizzativo che non è nelle mani della Giunta regionale. Per questo motivo nello scorso Consiglio avevo segnalato la questione e auspicato un approfondimento, affinché nella competente Commissione consiliare fossero sentiti i proponenti del progetto, il Comune, i diversi servizi regionali. Un approfondimento, a mio avviso, in particolare sul ciclo produttivo e sulla opportunità di un impianto che non è legato allo smaltimento di batterie esauste della nostra regione, ma che vedrà arrivare materiale da varie parti d'Italia, con batterie esauste che vengono frantumate e di cui vengono separati i vari elementi. E poi questi elementi vengono nuovamente rispediti per le ulteriori fasi di lavorazione. Tecnicamente potrà essere tutto in regola, su questo la competenza giustamente è degli uffici che hanno seguito tutte le fasi dell'istruttoria, ma personalmente non mi pare un buon esempio di economia circolare e di tipi di impianti che dovremmo far insediare in Valle d'Aosta. Questa era la valutazione.

Dato che l'auspicio di approfondimento non è stato accolto e che tutti i servizi regionali hanno espresso il loro parere come previsto, la conferenza dei servizi concederà a breve l'autorizzazione ad avviare l'impianto. A questo punto l'attenzione si dovrà spostare sui controlli ambientali che occorrerà rendere rigorosi ed efficaci ed è quanto si cercherà di fare.

Presidente - Per la replica consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (LEGA VDA) - In merito alla sua risposta, la ringrazio Assessore per aver fatto un po' di chiarezza sulla vicenda. Noi con la presente interrogazione come gruppo Lega volevamo esprimere le preoccupazioni, quelle dei cittadini di Issogne e di tutti i paesi limitrofi, visto che questo tipo di impianto che lavora, o meglio, frantuma le batterie esauste per recuperare il piombo andrebbe a produrre durante la fase di lavorazione un rifiuto classificato come speciale e pericoloso.

Sappiamo bene che il Comune di Issogne e quelli vicini vivono già tra paure e incertezze, dovute alla presenza della discarica di Chalamy e questo impianto rischia seriamente di aumentarle. Tra l'altro sappiamo, da verifiche di documenti agli atti, che il Consiglio comunale di Issogne, come lei ha detto, ha espresso un parere contrario alla realizzazione dell'impianto appellandosi al principio di precauzione, aggiungendo una serie di richieste di chiarimenti, integrazioni e prescrizioni in caso di parere positivo. Resta il fatto che la priorità rimane in primis la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente circostante, ma la cosa più importante è che tutte le procedure di sicurezza dell'impianto vengano eseguite a regola d'arte rispettando tutti gli standard attuali.

I valdostani hanno bisogno di risposte concrete e non di programmi da parte di chi governa, soprattutto da parte di chi, quando era dall'altra parte del tavolo, metteva la salute dei cittadini al primo posto. Come Gruppo Lega continueremo a vigilare sul problema in questione e sicuramente ci saranno da parte nostra altre iniziative al riguardo.

Presidente - Vuole intervenire il consigliere Distort per il tempo rimanente, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Occupo il tempo rimanente per una ulteriore precisazione, oltre a quanto detto dal Collega Ganis. Lei Assessore ha detto: "non è economia circolare". Siamo sicuri che questa non sia economia circolare? Le batterie di accumulo che vengono frantumate per ridurre in parti da avviare alle operazioni di riciclo provengono da quel circuito della Green Economy, veicoli elettrici, accumulatori di fotovoltaici, che alcuni gruppi politici sbandierano come proprio appannaggio ideologico.

La tutela dell'ambiente chiaramente non ha colori politici e chi siede in ruoli amministrativi, nel caso specifico mi riferisco a lei assessore Minelli, è tenuto a saper gestire e garantire tutti i passaggi della filiera virtuosa della Green Economy, comprese le operazioni di cui alla presente interrogazione.