Oggetto del Consiglio n. 247 del 27 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 247/XVI - Interrogazione: "Ipotesi di obbligatorietà del vaccino COVID per le categorie più esposte".
Bertin (Presidente) - Punto 8 all'ordine del giorno. Per la risposta l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Riguardo all'interrogazione, la prima richiesta era la percentuale di adesione alla campagna di vaccinazione del personale sanitario, suddiviso tra medici, infermieri e operatori sociosanitari. Dai dati relativi alle prime somministrazioni al personale sanitario della USL nella fase A del piano vaccinale risulta quanto segue. I dirigenti medici vaccinati sono 264 su 377 vaccinabili e la percentuale dei soggetti vaccinati su quelli vaccinabili (i vaccinabili è il valore che si ottiene sottraendo al totale dei medici 26 soggetti immunizzati, perché già positivi al Covid-19 negli ultimi quattro mesi) è del 70 percento. Per quanto riguarda i direttori di struttura complessa vaccinati sono 24 su 28. Gli infermieri vaccinati sono 431 su 672 vaccinabili; anche qui dobbiamo togliere le persone che sono già immunizzate e abbiamo quindi una percentuale del 64 percento. Per quanto riguarda gli operatori sociosanitari vaccinati sono 124 su 231 vaccinabili; anche qui, una volta sottratte le persone che sono già immunizzate, la percentuale è del 53,6 percento.
I dati aggiornati al 20 gennaio 2021 sono comunque soggetti ad attese variazioni in esito alla futura adesione alla campagna vaccinale di altri dipendenti e alla vaccinazione dei soggetti attualmente immunizzati a causa della pregressa o presente positività al Covid-19 e dalla ripresa della vaccinazione, temporaneamente sospesa in attesa delle prossime forniture di vaccino previste per l'inizio del mese di febbraio.
Per quanto riguarda la percentuale di adesione alla campagna di vaccinazione del personale delle microcomunità e delle strutture di riabilitazione sul territorio, comprese le strutture private accreditate convenzionate, qui posso dare un dato percentuale medio che è del 42,63 percento, che è l'ultimo aggiornamento. Noi abbiamo anche una tabella in cui viene riportata la percentuale di adesione di ciascuna microcomunità e struttura; la tabella è piuttosto lunga, quindi non ritengo opportuno adesso passare all'analisi di ogni struttura. Consigliere, se vuole non c'è nessun problema, le faccio avere la tabella.
Per quanto riguarda la terza domanda, se alla luce di questi primi dati è stata valutata l'ipotesi di rendere obbligatoria l'assunzione del vaccino per determinate categorie più esposte, posso dirle che personalmente potrei condividere la necessità di stabilire la obbligatorietà vaccinale, anzi, direi che la condivido, anche se comunque credo nella responsabilità e nell'etica di ognuno. È un appello che io ho già fatto anche a livello di interviste giornalistiche, perché ritengo che sia indispensabile riportare sul piano etico e morale questa responsabilità, perché se non raggiungiamo una percentuale abbastanza elevata di vaccinazioni, ovviamente non riusciremo ad avere quella immunità di gregge tanto agognata. Però la disciplina di tale obbligo non rientra nei poteri di questa Regione, bensì unicamente nell'organo legislativo nazionale.
Presidente - Per la replica il consigliere Baccega.
Baccega (PA) - Ci avevano un po' preoccupati le affermazioni fatte dall'assessore Caveri in V commissione e non ce ne voglia l'Assessore, però il dato era piuttosto allarmante. In realtà, dopo aver presentato l'interrogazione, ci è venuto in soccorso il comunicato stampa della USL che lei Assessore ci ha appena illustrato: le percentuali, per quanto riguarda i dipendenti dell'Azienda USL, sono direi abbastanza soddisfacenti; resta sempre molto basso il dato degli operatori sociosanitari. È confortevole anche il dato regionale che vede la nostra regione, in questa prima fase del piano vaccinale, al primo posto in Italia, primato che però contrasta con l'affermazione che soltanto il 50 percento del personale sanitario ha per ora accettato il vaccino. È vero, considerando il fatto che chi ha contratto il virus nei mesi scorsi, quindi ottobre-novembre-dicembre molto probabilmente dovrà farsi inoculare il vaccino tra un po' di mesi, quindi possiamo ben sperare rispetto al raggiungimento di fatidico 75 percento.
Resta preoccupante il dato degli operatori sociosanitari sul territorio che è del 44,63 percento, come ci ha illustrato lei adesso, che davvero non ci conforta. È un personale che ha a che fare con pazienti e utenti molto a rischio, delicati, che spesso soffrono di più patologie croniche e quindi da questo punto di vista io chiederei di fare anche uno sforzo comunicativo maggiore per arrivare a una percentuale molto più alta.
Sì, era un po' provocatoria la domanda che richiedeva di creare un'obbligatorietà al comparto sanitario e anch'io condivido che sarebbe necessario farlo. Vedremo se questo Governo impazzito sarà in grado di dare risposte in questo senso, ma ho i miei dubbi.
Colgo l'occasione, con i due minuti che mi rimangono, per evidenziare che il secondo e terzo corso OSS che doveva partire con la pubblicità dei corsi entro il 30 ottobre, il primo, e tra il 4 gennaio e il 4 febbraio il terzo, sono ancora in attesa di risposta. Il primo corso è iniziato, la delibera era del 17 luglio, ho appreso che il nucleo di valutazione è al lavoro per la seconda tornata del secondo corso. Ecco, lì bisognerebbe magari valutare l'opportunità, per chi si aggiudicherà il bando, di creare quel quesito nel quale si potrebbe dire di evidenziare la disponibilità del partecipante al corso a vaccinarsi, non come obbligatorietà ma come dato che ci possa confortare rispetto alle persone che scelgono quel tipo di professione, quel tipo di attività, che è un'attività molto delicata e complicata. Quindi proporre all'ente preposto, ai candidati, il quesito se siano disponibili a vaccinarsi in questa fase. Se può servire, io sono uno tra quelli che si vaccinerà appena ne avrà l'opportunità e sarà chiamato secondo il piano vaccinale previsto.
