Oggetto del Consiglio n. 246 del 27 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 246/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito alla costituzione di una Commissione per analizzare la possibilità di stabilizzazione del personale docente precario".
Bertin (Presidente) - Punto 7 all'ordine del giorno. Per la risposta l'assessore Caveri.
Caveri (VdA Unie) - Gentili colleghi, vi confermo che la commissione è stata istituita con una deliberazione della Giunta regionale del 14 dicembre e ha come oggetto "Costituzione di una commissione tecnico giuridica per gli approfondimenti normativi inerenti alla modalità di reclutamento del personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative dipendenti dalla Regione". La commissione è composta, oltre che dal sottoscritto che partecipa alle riunioni, dalla Sovrintendente agli studi con funzioni di coordinamento, dalla dirigente della struttura del personale scolastico, dalla coordinatrice del Dipartimento legislativo e aiuti di Stato e dall'avvocato dirigente dell'Avvocatura regionale. È stata integrata con il dottor Giovanni Boggero di Torino, che è ricercatore a tempo determinato in istituzioni di diritto pubblico presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università degli studi di Torino. Qualcuno ricorderà che il professor Boggero è quello che ha scritto una memoria che poteva risultare utile e in questa fase compartecipa con tutti noi a quell'approfondimento che ci porterà a decisioni definitive.
Il 23 dicembre si è insediata la commissione e abbiamo scelto i tempi e le modalità di lavoro per produrre entro il 15 febbraio una relazione scritta, nella quale riassumeremo i contenuti relativi agli approfondimenti effettuati in ambito giuridico normativo sulla particolarità dell'ordinamento scolastico regionale e sulle competenze regionali in materia di reclutamento del personale scolastico. Sottolineo che noi lavoriamo sulla base del famoso Decreto Viglino del 1975 e tenendo conto di quanto avvenuto nella prassi e nel comportamento dell'Amministrazione da allora fino a oggi.
Un primo incontro è stato volto ad analizzare la documentazione regionale. In particolare, il riferimento è, pur con delle differenze notevoli, con i modelli scolastici di Trento, che è quello più recente, e quello di Bolzano, e abbiamo fatto questo approfondimento in data 20 gennaio. Il 29 gennaio è previsto un ulteriore approfondimento con la presenza di un esperto della Provincia di Trento, che ci racconterà come loro sono riusciti a ottenere una provincializzazione della scuola.
Ritengo utile però ricordare che l'amministrazione scolastica regionale nel 2020, in seguito all'emanazione delle procedure a livello nazionale, ha comunque bandito tre procedure concorsuali per l'ammissione in ruolo: un concorso straordinario per la scuola secondaria, 71 posti comuni e 26 di sostegno; un concorso ordinario per la scuola secondaria, 45 posti comuni e 24 di sostegno; un concorso ordinario per la scuola primaria, 15 posti comuni e 15 di sostegno e una procedura straordinaria per l'accesso ai percorsi di abilitazione nella scuola secondaria; totale 196 posti di cui 65 di sostegno. Questo ci tengo a dirlo perché ovviamente, rispetto alle preoccupazioni che noi abbiamo oggi, questo sarà già un respiro di sollievo.
I posti vacanti della dotazione organica, tenuto conto anche di quelli che si potrebbero rendere vacanti nel triennio successivo, sono stati assegnati a questi concorsi e pertanto saranno coperti con le assunzioni in ruolo alla conclusione di questi concorsi, sempre naturalmente che nella graduatoria finale vi sia un numero di candidati sufficienti. La pandemia purtroppo ha determinato anche un rallentamento allo svolgimento dei concorsi, compresi quelli della scuola. Infatti, lo svolgimento delle prove scritte del concorso straordinario, che è il primo a cui era stato dato avvio lo scorso autunno, è stato sospeso dal 5 novembre e riprenderà il 15 febbraio.
Vorrei però dire che nello scavare dentro la vicenda, viene anche ridimensionato un dato, che io stesso devo dire anche nelle risposte qui avevo dato per scontato, che non è veritiero. Difatti nelle premesse gli interroganti riportano che i precari, prendendo a riferimento l'ultimo quinquennio, rappresentano il 20 percento del totale degli insegnanti. Occorre chiarire che il numero dei precari stabilizzati va individuato con riguardo al numero dei posti vacanti della dotazione organica, che sono quelli destinabili alle assunzioni in ruolo. I supplenti, assunti sui posti non vacanti ma disponibili solo per l'anno scolastico, derivanti da parte del personale, da attivazione di classi serali, da ulteriori posti di sostegno in deroga, così come quelli assunti sui posti resi disponibili dai docenti assenti per l'intero anno per distacco sindacale, distacchi presso uffici dell'Amministrazione regionale o altri enti, aspettativa per mandato politico, inidoneità all'insegnamento o in sostituzione di quelli che si assentano in corso d'anno, rappresentano il precariato fisiologico che caratterizza il settore della scuola, settore nel quale occorre, per garantire il servizio scolastico, ricorrere ordinariamente all'assunzione di supplenti. La percentuale di supplenti su posto vacante rappresenta attualmente circa l'11 percento della dotazione scolastica. I posti vacanti sono stati destinati alle procedure concorsuali bandite nel 2020 e quindi la percentuale è destinata, con quei numeri che ho detto precedentemente, a scendere di molto. Questo lo dico proprio perché io stesso qui talvolta ho citato il 20 percento e invece è l'11 percento e quel dato dell'11 percento, con quei concorsi nazionali, scenderà drasticamente.
Questo non vuol dire affatto rinunciare ad affermare una maggiore autonomia. Io non sono ancora in grado di dire verso che strada definitiva andremo. Credo che alla fine, se dovessimo seguire l'esempio di Trento e di Bolzano, ci voglia una norma di attuazione, nel senso che i presidenti che si sono succeduti dal 1975 a oggi e gli assessori alla pubblica istruzione non è che fossero dei fessi che non avessero voglia di fare i concorsi, ma perché la norma del 1975 è molto ambigua e riafferma un dato sostanziale, cioè che lo status giuridico degli insegnanti valdostani resta per ora quello dello Stato.
Aggiungerei un elemento interessante, avendo ancora due minuti a disposizione, che riguarda poi il giorno in cui noi chiariremo definitivamente questa questione dei concorsi regionali. Lo dico a beneficio dei colleghi, molti dei quali vivono nel mondo della scuola e ne sanno più di me. Un conto è l'immissione in ruolo, un altro conto è l'abilitazione. Se noi oggi decidessimo di fare delle abilitazioni autonome rispetto alle abilitazioni nazionali, ci troveremmo nella situazione paradossale attuale in cui per fare l'abilitazione da noi non è prevista la prova di lingua francese. Quindi, se noi aprissimo d'improvviso l'abilitazione in un periodo diciamo diverso da quello delle altre Regioni italiane, è probabile che noi avremmo qui migliaia e migliaia di insegnanti di provenienza dall'esterno, i quali otterrebbero grazie a noi l'abilitazione, ma senza quello sbarramento della lingua francese che io ritengo essere comunque essenziale nel nostro sistema. Ogni tanto si discute "lo togliamo, non lo togliamo", però io faccio presente che il giorno in cui lo togliessimo, al posto di avere cento persone a partecipare a un concorso, ne avremmo migliaia e migliaia, perché sarebbe come il miele per le api nel momento in cui ci fosse una abilitazione estranea rispetto alla normalità dei concorsi legati a livello nazionale.
Voglio dire, con questo concludo, però che l'atteggiamento mentale è un atteggiamento, come si suole dire, laico. Io seguo con grande trepidazione la trepidazione dei precari, in particolare di coloro che non hanno partecipato al concorso, perché quelli che hanno partecipato al concorso oggi, se la prova andrà bene gli verrà risolta la situazione, quelli che non hanno partecipato evidentemente da domani ci presseranno nuovamente dicendo: "porco cane, fate qualche cosa a livello locale!". Per farlo a livello locale dobbiamo vedere se lo possiamo fare d'emblée vedendo che quelli prima di noi in qualche maniera non hanno avuto la sensibilità, oppure con la norma di attuazione dello Statuto.
Presidente - Per la replica il consigliere Perron ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Grazie Assessore per le notizie che ci ha fornito. Ovviamente la materia, come è già stato rilevato varie volte, è di una complessità notevole. Riguardo ai dati che lei cita giustamente prendiamo atto della differenza specifica. I dati che noi avevamo citato sono quelli presi dal memento statistico della scuola valdostana del 2019, quindi hanno la loro valenza ovviamente, ma nello specifico poi ci sono sottigliezze che appunto a un esame più specifico vanno viste.
Rimaniamo in attesa quindi dei risultati della commissione, della relazione e seguiremo i lavori con particolare interesse, perché per noi il tema lo riveste e quindi siamo qui e aspettiamo.
