Oggetto del Consiglio n. 230 del 14 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 230/XVI - Comunicazioni del Presidente della Regione sulle misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19.
Bertin (Presidente) - Passeremmo adesso alle comunicazioni da parte del Presidente della Regione, come anticipato in precedenza. Finite le comunicazioni del Presidente, sospendiamo i lavori per arieggiare i locali. La parola al Presidente della Regione.
Lavevaz (UV) - Avevo chiesto di spostare un po' in là nel pomeriggio le comunicazioni perché era attesa appunto la notizia che poi è arrivata. È ormai cosa nota che la Corte Costituzionale, presieduta dal professor Coraggio, ha accettato l'istanza di sospensiva dell'intera legge 11/2020, come ha ricordato poc'anzi anche l'assessore Bertschy.
Questo evidentemente è un passaggio che ha pochi precedenti, anzi, che quasi non ha precedenti, credo che la Corte non abbia colto pienamente l'intento politico contenuto in questa legge. Come abbiamo più volte detto - sia all'interno di quest'aula nell'ambito della discussione della legge ma anche nei giorni seguenti applicandola - questa legge non era nient'altro che una cornice normativa che ci permetteva di calare sulla nostra realtà territoriale le norme nazionali; questo semplicemente perché ritenevamo e riteniamo necessario adeguare queste norme alla nostra realtà territoriale ma anche al nostro tessuto sociale, al nostro tessuto economico.
Una normativa che ci permetteva in qualche modo anche di raddrizzare un po' quelle strutture che appunto derivano dal fatto di calare una normativa fatta per un'intera nazione con delle realtà molto diverse, dicevo sia dal punto di vista territoriale che economico, a una realtà, la nostra, che invece è molto particolare per gli stessi aspetti, soprattutto dal punto di vista banalmente territoriale, come abbiamo detto più volte. La cosa più semplice e di più facile comprensione erano i limiti legati agli spostamenti tra comuni: è chiaro che una realtà con delle vallate anche molto lunghe con diversi comuni molto piccoli è molto diversa rispetto a una realtà metropolitana, ma non sto a rifare analisi che tutti ben conosciamo e che abbiamo analizzato a fondo quando abbiamo approvato questa legge.
Questa legge è stata chiamata in modo erroneo "legge anti Dpcm", così non è perché è una legge che - per quel poco che è stata applicata - è sempre stata attuata con una logica di prudenza e di correttezza rispetto ovviamente agli ambiti sanitari e scientifici; come abbiamo sempre detto, abbiamo sempre fatto riferimento con le ordinanze agli andamenti epidemiologici e soprattutto fatto riferimento alla nostra unità di supporto composta soprattutto, come ben sapete, di sanitari, quindi nessuna scelta e nessun passaggio pericoloso per la salute dei Valdostani è stato fatto e questo credo che sia di tutta evidenza, tant'è che da fine ottobre e soprattutto nel mese di novembre, quando l'andamento epidemico è andato migliorando, la Valle d'Aosta è stata tra le regioni in cui il miglioramento dei dati è stato più rapido rispetto a tante altre realtà.
Probabilmente non è stata colta questa logica e quindi la legge è stata sospesa nei suoi effetti, fin da subito.
Continua ad essere per me un grande punto interrogativo, credo come per molti di voi, il fatto che una legge del tutto analoga, la legge 4/2020 della Provincia autonoma di Bolzano che, è vero, è nata in un momento completamente diverso, credo fosse maggio, in un momento di ripresa dalla pandemia, quindi si andava verso una ripresa economica, ma è comunque una legge in vigore, quindi ha i i suoi effetti tutt'oggi ed è il presupposto normativo con il quale la Provincia autonoma di Bolzano fa attualmente le ordinanze.
Quindi non si capisce veramente quale sia la ratio per la quale la nostra legge sia stata sospesa, prima impugnata e poi sospesa nei suoi effetti, e una legge del tutto analoga della Provincia autonoma di Bolzano sia oggi completamente in vigore nei suoi effetti.
Certamente questa è una decisione che potrà limitare, anzi, limiterà sicuramente il nostro raggio d'azione nell'adeguare le norme statali alla realtà valdostana, ma questa logica continuerà fin da domani, quando abbiamo già convocato l'unità di supporto, ovviamente era già convocata perché comunque le ordinanze erano in scadenza, il Dpcm era in scadenza, quindi dobbiamo comunque preparare le ordinanze per la prossima settimana e continueremo ovviamente in accordo con le norme nazionali - ma anche con le prerogative che la norma regionale prevede nelle competenze del Presidente della Regione - a elaborare delle ordinanze che in qualche modo contrastino l'emergenza sanitaria ma dall'altro cerchino di adeguare le norme nazionali alla nostra realtà, così come abbiamo fatto da fine ottobre, l'abbiamo fatto nel mese di novembre prima della legge e continueremo a farlo.
L'altra comunicazione che vi volevo fare era relativa alla riunione che abbiamo fatto questa mattina, una riunione informale della conferenza unificata perché erano presenti anche Anci e Upi, un incontro con il ministro Speranza e il ministro Boccia in cui ci è stato rappresentato in buona sostanza lo scenario delle prossime settimane.
A dire il vero, delle tre ore di riunione che abbiamo fatto, credo che mezz'ora sia stata dedicata al nuovo Dpcm, le altre due ore e mezzo - in maniera corretta, questa non vuole essere una polemica - sono state dedicate invece alla situazione dei vaccini che comunque ha tutta una parte abbastanza complessa di gestione per quanto riguarda l'inizio dei richiami eccetera.
Per quanto riguarda il Dpcm, anche qui in realtà abbiamo parlato di cose in parte già decise perché avete visto il decreto legge è stato approvato ieri sera, decreto legge che in particolare ha stabilito l'aspetto che come Regione avevamo criticato in maniera un poco più decisa, cioè il divieto di spostamento tra le regioni, anche gialle.
Inizialmente si parlava di un divieto addirittura fino al 5 marzo, poi è stato ridotto al 15 febbraio, comunque in buona sostanza per il prossimo mese non ci sarà la possibilità di spostarsi, anche tra le zone gialle.
È stato poi confermato quanto avevo accennato ieri mattina nelle comunicazioni, cioè il divieto di asporto dopo le ore 18:00 anche per i bar: c'è stata una disquisizione - la faccio breve - sui codici Ateco piuttosto che un ragionamento legato al tipo di asporto, quindi probabilmente nel Dpcm ci sarà un riferimento non ai codici Ateco ma alle tipologie di asporto, quindi ci sarà probabilmente un divieto di asporto soltanto per le bevande e per gli alcolici e non per gli alimenti.
È stata prevista, come già detto, l'istituzione di una zona bianca che però al momento è una cosa che interessa relativamente poco, perché gli indici sono in crescita dappertutto. La zona bianca sarà istituita nel caso in cui per tre settimane di fila la Regione si trovi con un rischio basso per quanto riguarda gli indici di rischio e con un Rt inferiore a 1, e anche con meno di 50 casi settimanali di contagio ogni 100.000 abitanti.
Allo stato attuale probabilmente le zone bianche le vedremo io spero presto ma credo non prima di marzo-aprile, perché attualmente tutti gli indici delle diverse regioni sono in crescita.
L'altra cosa che è stata inserita, anche questa anticipata, è il passaggio automatico in zona arancione nel caso in cui la regione sia classificata - sempre per i famosi 21 parametri - in rischio alto, inoltre è stato mantenuto il coprifuoco ed è stata confermata anche la rimodulazione degli indici Rt.
Questo è lo scenario per i prossimi mesi. Come detto dall'assessore Bertschy prima per quanto riguarda lo sci, ovviamente la strada si fa direi molto in salita o quasi chiusa almeno da qua a metà febbraio, perché di spostamenti non se ne parla e con questo scenario, con buona probabilità nel giro di una settimana-dieci giorni probabilmente tutta l'Italia sarà arancione e con altrettanta buona probabilità c'è il rischio che si rimanga arancioni per più tempo rispetto ai 15 giorni in cui si stava fino a oggi perché con questi parametri rivisti e con gli scenari rivisti, questo è quello che con buona probabilità succederà.
Tutto questo ovviamente con le premesse che vi ho fatto ieri, cioè è stato un ragionamento che il Governo ha fatto ovviamente con il supporto del Comitato Tecnico Scientifico e legato soprattutto alla necessità di tenere un'attenzione molto, molto alta nella fase di vaccinazione.
Questa è la situazione che dovremo affrontare nelle prossime settimane, per quanto ci riguarda non abbiamo ancora i dati ufficiali per la prossima settimana, ma dagli atti ufficiosi che ho siamo veramente al limite, al limite tra la zona gialla e la zona arancione. Domani avremo l'ufficialità dei nostri dati, ma siamo proprio sul filo dei due scenari.
Per quanto riguarda i vaccini, si sta procedendo in maniera positiva un po' ovunque, il problema sta, come avrete letto, nella difficoltà di reperimento dei vaccini, quindi in questa fase la difficoltà di gestione è avere i vaccini, le risorse, per poter fare tutti i richiami, iniziare a fare i richiami senza correre il rischio di rimanere senza forniture nella fase di richiamo del vaccino perché questo, come sapete, farebbe decadere anche la prima vaccinazione con tutti i rischi che ne consegue.
Questo ritenevo di dovervi comunicare rispetto alle interlocuzioni avute nella giornata di oggi.
Presidente - Come anticipato sospendiamo per arieggiare i locali.
La seduta è sospesa dalle ore 17:21 alle ore 17:50.
