Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 229 del 14 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 229/XVI - Petizione popolare per il mantenimento e l'incremento nel tempo dell'offerta turistica costituita dall'impianto sciistico del Weissmatten di Gressoney-Saint-Jean. (Approvazione di una risoluzione)

Bertin (Presidente) - Passiamo al successivo punto all'ordine del giorno, il n. 40.02. In data 30 giugno 2020 è stata presentata alla Presidenza del Consiglio, ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento, una petizione popolare sottoscritta da 5.554 cittadini per il mantenimento e l'incremento nel tempo dell'offerta turistica costituita dall'impianto sciistico del Weissmatten di Gressoney-Saint-Jean. Alla data del deposito della petizione i poteri del Consiglio regionale erano prorogati solo per l'adozione di atti indifferibili e urgenti, pertanto è stata sospesa.

L'Ufficio di Presidenza, con deliberazione del 29 ottobre scorso, ha dichiarato ricevibile e ammissibile la petizione trasferendo al Presidente della Regione e all'Assessore allo sviluppo economico, in quanto competente in materia, oltre che al Presidente della IV Commissione consiliare sviluppo economico per l'approfondimento e la relativa istruttoria.

Il Presidente della IV Commissione consiliare permanente, con lettera del 7 gennaio scorso, ha comunicato al Presidente del Consiglio le risultanze degli approfondimenti svolti.

La petizione è ora sottoposta al Consiglio ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento interno.

Il Presidente della IV Commissione, consigliere Grosjacques, ha chiesto la parola e ne ha facoltà.

Grosjacques (UV) - Ci troviamo oggi a esaminare la relazione conclusiva relativa al lavoro di audizione, di analisi della petizione presentata - come detto dal presidente Bertin - dalla comunità di Gressoney e sottoscritta da oltre 5.000 persone, con la quale veniva richiesta attenzione sul comprensorio di Weissmatten e sul suo mantenimento per quel che riguarda l'offerta turistica invernale.

La Commissione si è riunita per la prima volta l'11 novembre, ha calendarizzato una serie di audizioni che si sono svolte nelle riunioni del 26 di novembre e del 10 dicembre, durante le quali sono stati rispettivamente auditi una delegazione dei firmatari della petizione, il Sindaco e la Giunta comunale di Gressoney-Saint-Jean, la Presidente del Consorzio turistico Monterosa, l'amministratore delegato e il Presidente della società Monterosa S.p.A. e, successivamente, in data 10 dicembre, sono stati auditi l'assessore allo sviluppo economico, formazione lavori Bertschy e il dirigente Zoppo della Struttura Impianti Funiviari.

Naturalmente sono state illustrate alla Commissione con ampia documentazione fornita ai Commissari le motivazioni per le quali la comunità di Gressoney riteneva assolutamente indispensabile per la propria offerta turistica il mantenimento dell'impianto sciistico del comprensorio di Weissmatten e, attraverso questa richiesta, formulava all'Amministrazione regionale l'invito a procedere attraverso la Monterosa al finanziamento della revisione generale venticinquennale della seggiovia del Weissmatten come presupposto principe per poter fare qualsiasi tipo di ragionamento per il rilancio successivo della località turistica.

Sono stati poi auditi nella stessa riunione il Presidente e l'amministratore delegato di Monterosa, i quali hanno fatto una disamina sulle motivazioni che portavano la Monterosa a ipotizzare una scelta diversa rispetto al mantenimento della seggiovia, pur senza esplicitare la richiesta di chiusura dell'impianto in quanto, come dirò successivamente, vi è stata in ogni caso la richiesta di finanziamento ai sensi della legge 8.

Sono stati portati dei dati sulle presenze e sull'attività negli anni del comprensorio del Weissmatten, tra l'altro è stato fornito alla Commissione lo studio del dottor Vanat, riguardo in particolare ai comprensori sciistici di Champorcher e di Weissmatten e, oltretutto, sono stati forniti dati tecnici sui risultati di esercizio del comprensorio, con riferimento al bilancio della Monterosa S.p.A.

In data 10 dicembre, l'assessore Bertschy ha fornito un quadro preciso delle problematiche della società evidenziando anche la volontà dell'Amministrazione, anche ai sensi della scheda DEFR del 2020, di salvaguardare i piccoli comprensori turistici - anche in relazione alla loro funzione economica e sociale all'interno dei territori sui quali insistono - e ha formulato una serie di proposte sulla possibilità di arrivare a un provvedimento legislativo che andasse a tutelare questi piccoli comprensori.

L'ingegnere Zoppo ha fornito una relazione sull'andamento negli anni del Weissmatten molto completa ed esaustiva, anche con riferimento ai cambiamenti climatici che potranno succedersi negli anni con una proiezione quindicennale e cinquantennale, quindi ci ha dato tutti gli elementi, insieme alla documentazione fornita dai firmatari e dalla Monterosa, per esprimere una valutazione puntuale, come Commissari della IV Commissione.

Per cui la Commissione si è riunita in data 7 gennaio per esaminare la bozza della relazione e all'unanimità ha approvato la relazione che vi vado sinteticamente a riassumere:

"la Commissione all'unanimità, visti i contenuti della petizione, considerato quanto emerso dalle varie audizioni, con particolare riferimento all'intervento dell'assessore regionale allo sviluppo economico, formazione e lavoro con delega agli impianti funiviari Luigi Bertschy circa gli intendimenti politici in materia di tutela dei piccoli comprensori turistici;

analizzata la documentazione fornita dai firmatari della petizione, dalla Monterosa S.p.A. nonché dalla struttura Infrastrutture Funiviarie dell'Amministrazione regionale;

tenuto conto della scheda del documento di economia e finanza regionale approvato nella seduta del Consiglio regionale del 30 gennaio 2020, relativamente alle società esercenti impianti a fune con particolare riferimento alla volontà di mantenimento in esercizio dei piccoli comprensori attraverso l'implementazione delle attività non direttamente legate all'offerta sci;

considerato che la problematica riguardante la stazione di Weissmatten è comune a tutti i piccoli comprensori sciistici della nostra regione e che vi è la volontà politica d'intervenire con un provvedimento legislativo di carattere generale;

valutata la necessità di effettuare uno studio per la ricerca del target di clientela più appropriato alle caratteristiche della stazione, che valuti altresì le potenzialità di sviluppo dell'offerta turistica e le successive azioni di marketing di cui si è fatta carico l'Amministrazione comunale di Gressoney-Saint-Jean e che garantisca un'adeguata diversificazione dell'offerta turistica dei piccoli comprensori;

verificata l'importanza socio-economica del comprensorio di Weissmatten in favore della collettività locale anche in relazione alle numerose attività turistico ricettive, commerciali e artigianali presenti sul territorio;

esaminate le criticità presenti nella relazione predisposta dalla struttura Infrastrutture Funiviarie indicanti principalmente il limitato numero degli accessi al comprensorio, le difficoltà di carattere climatico, legate alla bassa quota dello stesso e la conseguente necessità di individuare opportune soluzioni atte a migliorarne - per quanto possibile - l'equilibrio economico gestionale;

analizzati gli investimenti effettuati nel tempo dagli enti pubblici e dagli azionisti della Sagit, incorporata in Monterosa S.p.A nel 2013, per l'approntamento e la caratterizzazione della stazione che costituisce un unicum nel panorama dell'offerta sciistica, in particolare per quanto riguarda sia gli allenamenti delle squadre nazionali che per la fruibilità notturna;

valutate le conseguenze derivanti, anche in termini di cambiamento degli stili di vita, dall'attuale emergenza sanitaria che consentiranno una maggiore valorizzazione dei luoghi meno affollati tra i quali sono certamente da inserire i piccoli comprensori sciistici;

visto l'ordine del giorno n. 1, collegato all'oggetto 184 approvato all'unanimità nella seduta del Consiglio regionale del 16 dicembre 2020;

ravvisata l'indispensabilità ai fini del mantenimento in attività del comprensorio di procedere alla revisione generale venticinquennale della seggiovia Weissmatten,

INVITA

il Governo regionale e il Consiglio Valle, anche attraverso le competenti Commissioni consiliari, a valutare la possibilità di finanziare attraverso la legge regionale 8/2004 la revisione straordinaria venticinquennale della seggiovia Weissmatten, quale attività indispensabile e propedeutica a qualsiasi azione futura d'implementazione o diversificazione delle attività della stazione al fine di migliorarne il risultato economico e la sua fruibilità pluri-stagionale;

il Governo regionale, anche attraverso le competenti Commissioni consiliari, a predisporre in tempi brevi una proposta di legge regionale che, anche attraverso il sostegno finanziario pubblico, possa garantire una riorganizzazione complessiva di tutti i piccoli comprensori sciistici presenti sul territorio regionale, considerata la loro funzione indispensabile nelle realtà socio-economiche dei rispettivi territori, ponendo particolare attenzione all'opportunità di coinvolgimento delle comunità locali e di tutti i portatori d'interesse, sia pubblici che privati, consentendo successivamente all'Amministrazione regionale di effettuare le necessarie e opportune valutazioni sia in termini gestionali che sotto il profilo finanziario in merito alla necessaria evoluzione dell'attuale modello di gestione e sviluppo delle stazioni sciistiche di maggiori dimensioni della nostra regione.

INVITA

il Governo regionale a costituire un tavolo di lavoro unitamente a Finaosta, al Comune di Gressoney-Saint-Jean e a Monterosa S.p.A., così come richiesto dal Comune stesso con deliberazione del Consiglio comunale n. 1 del 6 febbraio 2020, che porti alla stipula di un accordo di programma avente come obiettivo un piano di sviluppo del comprensorio del Weissmatten non legato esclusivamente alla pratica dello sci, definendo gli impegni reciproci relativamente ai necessari investimenti finanziari".

Questa relazione, come dicevo, è stata approvata all'unanimità dai Commissari della IV Commissione, che desidero ringraziare, così come desidero ringraziare l'assessore Bertschy per il suo contributo e tutti i colleghi che pur non facendo parte della IV Commissione hanno dimostrato la loro sensibilità sul tema e hanno voluto dare il loro contributo a questo lavoro che è stato redatto in modo serio e scrupoloso e che - ci auguriamo tutti - darà il via, attraverso la risoluzione che verrà messa in votazione tra poco, alla predisposizione di un disegno di legge che avrà come obiettivo la riorganizzazione complessiva di tutti i piccoli comprensori sciistici presenti sul territorio regionale, nonché un'analisi sia sotto il profilo gestionale che finanziario sulla attualità del modello di gestione e sviluppo del complesso delle stazioni sciistiche valdostane.

Il lavoro della Commissione, che ha portato all'approvazione unanime della relazione, non ha decretato un vincitore tra la comunità di Gressoney-Saint-Jean e la Monterosa S.p.A., poiché non c'è mai stato da una parte chi lavorava per tenere aperta Weissmatten e chi si adoperava per chiuderla, ma ci sono state due posizioni sul futuro del comprensorio che si sono evidenziate nel corso delle audizioni e nella documentazione fornita dalle parti, che però tendevano a ottenere lo stesso identico risultato: mantenere in vita la stazione sciistica.

La comunità di Gressoney-Saint-Jean tutta intera ha legittimamente portato all'attenzione di questo Consiglio le conseguenze negative di carattere economico e sociale che sarebbero derivate dalla possibile chiusura del comprensorio, mentre Monterosa ha svolto - mi permetto di dire - molto bene e in maniera rigorosa e attenta, il proprio mestiere di società per azioni a controllo pubblico pressoché totale, rappresentando all'azionista le problematiche di natura gestionale e finanziaria legate a Weissmatten ma, allo stesso tempo, presentando, in più occasioni e in ultima istanza a fine settembre 2020, la richiesta di finanziamento per la revisione straordinaria venticinquennale della seggiovia ai sensi della legge regionale 8/2004, ma offrendo, allo stesso tempo, anche un'ipotesi alternativa rispetto a tale revisione, alternativa costituita dalla richiesta di finanziamento per la costruzione di uno snowpark innovativo che potesse comunque valorizzarne il comprensorio.

Non dobbiamo però dimenticare che Monterosa S.p.A. rimane pur sempre una società soggetta ai dettami della legge Madia della quale tutti noi conosciamo le regole molto stringenti relativamente ai risultati di esercizio delle società partecipate ed era quindi dovere del Consiglio di amministrazione rappresentare le problematiche legate alla gestione non solo di Weissmatten ma di tutti i piccoli comprensori incorporati nel 2013.

Su Weissmatten non ci sono stati quindi un gestore capace prima del 2013 e un gestore poco attento dopo la fusione 2013 poiché, bilanci alla mano, il problema dei risultati di esercizio negativi non è purtroppo patrimonio solo di Weissmatten ma è un problema strutturale ed è per questo motivo che la risoluzione che sarà portata all'attenzione del Consiglio si pone l'obiettivo di tracciare un percorso chiaro e soprattutto tempestivo, impegnando il Governo regionale a costituire in tempi brevi un tavolo di lavoro con Monterosa, Finaosta e Amministrazione comunale, allo scopo di elaborare un piano di sviluppo del comprensorio del Weissmatten che vada ad ampliare l'offerta turistica del sito, per fare in modo che la stessa non sia legata esclusivamente alla pratica dello sci e definendo i reciproci impegni di tutti gli attori, compreso il necessario sostegno finanziario a loro carico, ma allo stesso tempo pone alcuni importanti obiettivi nel breve periodo, tra i quali la predisposizione di un testo di legge, che ho citato poco fa.

Dobbiamo quindi remare tutti nella stessa direzione e credo che la relazione votata all'unanimità dalla IV Commissione consiliare nonché la risoluzione sottoscritta da tutti i Gruppi consiliari siano un buon viatico per affrontare con serietà le problematiche del sistema degli impianti a fune valdostani che in questa stagione invernale - e abbiamo avuto modo di parlarne in alcune attività ispettive alle quali ha risposto l'assessore Bertschy - hanno subito in questa stagione invernale danni ingentissimi a causa delle mancate aperture legate alla pandemia e le cui società dovranno essere adeguatamente ristorate, perché il comparto occupa direttamente oltre mille persone e merita quindi, al pari degli altri comparti produttivi e di tutti i loro dipendenti, un'attenzione particolare da parte nostra e del Governo centrale.

Presidente - Altri intendono intervenire? Come detto, collegata alla petizione vi è una risoluzione. La risoluzione la diamo come illustrata e passiamo alla votazione? Vedo la prenotazione del consigliere Rosaire, ne ha facoltà.

Rosaire (UV) - In qualità di Vicepresidente della IV Commissione, tengo a rinnovare ancora i ringraziamenti a tutti quanti hanno partecipato e condiviso il lavoro svolto che ha portato all'approvazione unanime da parte di tutti i capigruppo della relazione sull'impianto del Weissmatten.

Questa relazione non si è posta come unico obiettivo quello di salvare la stazione di Gressoney-Saint-Jean, come già evidenziato dal mio collega Grosjacques, ma ha messo in evidenza anche la necessità di allargare l'attenzione a tutti piccoli comprensori sciistici della nostra regione.

Per questo motivo, con la risoluzione che presentiamo oggi, chiediamo a quest'Aula e al Governo regionale, dopo aver messo in sicurezza la stazione, di lavorare a una legge che attraverso il sostegno finanziario pubblico possa garantire una riorganizzazione complessiva di tutti i piccoli comprensori sciistici presenti sul territorio regionale, una legge che permetta quindi una visione globale del sistema turistico Valle d'Aosta e che preveda il coinvolgimento delle comunità locali e di tutti i portatori d'interesse, sia pubblici che privati, cercando anche nuove attività che ne completino l'offerta turistica.

Il lavoro coordinato di tutti gli interlocutori coinvolti per il mantenimento di questi piccoli comprensori, grazie alle suggestioni proposte nella relazione, permetteranno non solo la prosecuzione delle loro attività, ma ci auspichiamo che possa portare anche al sensibile incremento di tutto il sistema economico che vi ruota intorno, dal commercio all'agricoltura, al turismo, dalla ricettività all'artigianato arrivando anche all'edilizia.

Pensiamo quindi a una strategia commerciale che colleghi le singole attività locali rendendo un insieme coeso e organico perché riteniamo che non sia più possibile ragionare singolarmente ma si debba far rete per poter restare attrattivi e competitivi.

Vado ora a leggere la parte relativa alla risoluzione:

"Impegno al mantenimento dell'incremento dell'offerta turistica dell'impianto sciistico del Weissmatten e dei piccoli comprensori sciistici regionali. Valutazione sull'evoluzione del modello gestionale e di sviluppo del sistema degli impianti di risalita regionali".

Non starei a illustrare nuovamente il dispositivo - in quanto già ampiamente illustrato dal collega Grosjacques - e andrei direttamente all'impegno.

"Il Consiglio regionale impegna il Governo a dare corso al finanziamento - attraverso l'iter tecnico amministrativo previsto dalla legge 8/2004 - della revisione generale venticinquennale della seggiovia Weissmatten, quale attività indispensabile e propedeutica a qualsiasi azione futura d'implementazione e/o diversificazione delle attività della stazione, al fine di migliorarne il risultato economico e la sua fruibilità pluristagionale.

Impegna a costituire entro la fine del mese di febbraio 2021 un tavolo di lavoro unitamente a Finaosta, al Comune di Gressoney-Saint-Jean e a Monterosa S.p.A., così come richiesto dal Comune stesso, che porti alla stipula di un accordo di programma avente come obiettivo un piano di sviluppo del comprensorio del Weissmatten non legato esclusivamente alla pratica dello sci, definendo gli impegni reciproci e i necessari investimenti finanziari.

Impegna a predisporre in tempi brevi un disegno di legge regionale che, anche attraverso il sostegno finanziario pubblico, possa garantire una riorganizzazione complessiva di tutti i piccoli comprensori sciistici presenti sul territorio regionale.

Impegna ad attivare il percorso di valutazione sia in termini gestionali che sotto il profilo finanziario in merito alla necessaria evoluzione dell'attuale modello di gestione e sviluppo delle stazioni sciistiche della nostra regione".

Presidente - Consigliere Rollandin ha fatto richiesta d'intervento, ne ha facoltà.

Rollandin (PA) - Mi associo ai ringraziamenti al Presidente della Commissione e a tutti i colleghi che hanno collaborato durante le riunioni che si sono tenute in quest'aula per riuscire a dare soddisfazione a Gressoney e a Weissmatten; l'iniziativa è partita per sensibilizzare in primis le situazioni oggi presenti in quella realtà e nel contempo si è riscontrato che non ci si poteva fermare a una sola analisi di una situazione ma si doveva fare il possibile per dare un quadro sensibile di tutti gli impianti presenti in Valle d'Aosta, e sono tanti!

È già stato ricordato, non è un caso che molti piccoli comuni che avevano degli impianti di risalita si siano trovati e si trovino in difficoltà finanziarie come altre più note società d'impianti, perché, al di là del problema che viviamo tutti i giorni, anche prima c'erano delle obiettive difficoltà a mantenere degli equilibri nelle singole realtà;

questo che si è voluto sottolineare credo sia importante e si completa nell'impegno di trovare una formula che in qualche modo dia una soluzione non singola ma totale sull'impostazione che va a dare una soluzione non solo agli impianti di risalita, ma anche al discorso della presenza in questi comuni di una realtà che poi si ricollega con tutte le attività che mantengono in vita questi nostri paesi, questi nostri piccoli comuni, questi nostri piccoli villaggi.

Questo è un punto molto importante per noi perché, al di là di quest'anno così disgraziato, se andiamo a immaginare che progressivamente ci sia una disabitazione delle nostre comunità, capiamo bene quale può essere il risultato nella nostra Valle; questo è il significato, che si ricollega con un punto importante come lo sci, ne abbiamo già parlato tanto in queste occasioni e credo che non sia il caso di aggiungere altro, ma è molto importante il fatto che la Commissione cerchi di valorizzare al massimo quello che è stato fatto negli anni, cioè adesso noi soffriamo in molti casi di difficoltà finanziaria ma dimentichiamo che per arrivare a piccoli impianti nelle nostre situazioni c'è stata la partecipazione di tutta la popolazione, c'è stato un aspetto corale per cercare di mantenere queste realtà come oggi noi le viviamo.

Quindi, proprio in onore di chi ha lavorato con questo senso di responsabilità, noi dobbiamo fare il possibile per trovare un modo che non sia un una tantum, non si tratta di coprire un deficit per un anno, si tratta di trovare i sistemi che permettano di raccordarci in modo tale da far quadrato, da lavorare insieme, da trovare le soluzioni più adeguate, il resto è già stato detto, questo è il significato più importante di questa risoluzione.

Per Weissmatten noi abbiamo sentito come la stessa Amministrazione comunale si è espressa con grande sentimento, con grande volontà di lavorare in una direzione corale e la stessa cosa succederà per gli altri Comuni; l'abbiamo già visto e lo possiamo tranquillamente dire.

È molto importante, se riusciamo a mantenere questa tempistica, se riusciamo soprattutto a trovare un modo che ci permetta d'intervenire annualmente senza dover tutte le volte ricominciare da capo e soprattutto che ci permetta di evitare che dei singoli Comuni si trovino in difficoltà, come sovente è capitato durante questi anni.

Credo che il lavoro non mancherà, non sarà facile trovare anche le soluzioni perché qui parliamo anche evidentemente d'investimenti, adesso parliamo in modo particolare d'investimenti per la copertura dei problemi di Weissmatten, ma non può essere la soluzione solo per quella situazione - come si è sempre detto - ma va vista e seguita per tutte le altre realtà.

In questo senso credo che potrebbe essere un esempio da portare all'attenzione delle altre realtà, come la nostra, di montagna che hanno bisogno di trovare delle soluzioni che non siano una tantum ma che permettano di lavorare insieme per più tempo.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (AV-SA) - Vi assicuro che non è facile in questo momento affrontare tali tematiche, visto che la nostra stagione invernale è ferma, vista la nostra situazione sanitaria, e vi assicuro che nelle vallate laterali dove si vive praticamente esclusivamente di turismo la situazione è oserei dire drammatica.

Quindi oggi in questo Consiglio affrontare, seppur con una certa robustezza e importanza, tale documento, tale relazione che è stata oltretutto approvata all'unanimità... a tal proposito ringrazio ancora il presidente Grosjacques per i lavori fatti in Commissione a livello di audizioni, di informazioni, perché un buon legislatore prima di eventualmente avventurarsi a modificare le leggi, le regole del gioco deve avere sul tavolo tutti gli ordini di grandezza, avere contezza e soprattutto avere la capacità di approvare e elaborare una legge che possa essere utile e soprattutto che possa dare dei frutti ai piccoli numeri.

Oggi affrontiamo la questione dei piccoli centri, delle piccole comunità, di chi per scelta - come qualcheduno di noi all'interno di questo Consiglio - ha deciso di vivere con tante difficoltà quotidianamente, 365 giorni la montagna. È una scelta di vita, è una scelta legata alla famiglia, è in questo momento una scelta anche forte, che ha dei punti di debolezza ma ha anche tanti punti di forza, quindi affrontare oggi questo tema vi assicuro che non è facile, perché il dramma delle vallate laterali e delle località oggi è veramente molto, molto alto.

Una considerazione, prima di entrare nel merito della relazione e soprattutto della risoluzione: questo sicuramente è un impegno tutto politico e io penso sia positivo il fatto che ci sia l'unanimità sull'indirizzo che oggi approveremo.

Calcolate che, come successo in tantissimi altri posti piccoli e come in questo caso nel '49 - nelle comunità e località più piccole successivamente - sovente la parte più robusta delle società è stata quella privata; non so se avete avuto modo di leggere la petizione: quando fu fondata la società nel '49, gli azionisti si equilibravano nel senso che, all'incirca, al 50% erano azionisti privati e al 50% erano azionisti pubblici, Regione e Comune di Gressoney-Saint-Jean.

Nel nostro caso - quello che io conosco di più perché abito nella Valtournenche - la tipologia è molto simile: all'interno di queste piccole comunità le famiglie hanno contribuito, ciascuna per la sua parte, per la sua possibilità, per il suo investimento, traguardando e guardando quali potevano essere gli sviluppi dei propri territori, della nostra montagna, e di conseguenza ognuno per il suo pezzo ha cercato di mettere in campo delle risorse, delle energie per fondare tali società. Io penso che questo sia un passaggio molto importante.

Vado invece all'impegnativa; questa risoluzione sarà certamente approvata dato che è firmata da tutti i Gruppi.

La sfida sarà indubbiamente su tre capitoli.

Il primo è dare certezze: in questo momento sarà fondamentale elaborare ottimi primi due punti: costituire un tavolo e creare le condizioni per fare un primo passaggio di natura tecnico-amministrativa e il secondo sarà la sfida legata ai ruoli.

Sicuramente i piccoli centri avranno la possibilità di programmare e di pianificare il proprio futuro con delle certezze, a misura d'uomo, e probabilmente anche valutare quali potrebbero essere le nicchie di mercato cui andare incontro e soprattutto da valorizzare perché, oltre alla questione "sci" - lo dicevano anche i colleghi e anche il Presidente che ha relazionato rispetto al lavoro fatto in Commissione - è tutto l'indotto, diretto e indiretto, che fa vivere, non sopravvivere, un paese.

Penso che la sfida non sia far sopravvivere chi per scelta ha deciso di abitare e vivere la montagna ma la sfida sarà far vivere la nostra montagna, ridandole dignità, ridandole degli strumenti e rimettendo in discussione -penso sia quella la sfida dei ruoli, la sfida che vorremmo mettere in campo, anche insieme all'assessore Bertschy - il ruolo pubblico, regionale, il ruolo pubblico comunale, comunque il ruolo delle località e dei privati.

Solo così si potrà traguardare la prossima programmazione, la prossima pianificazione.

Quindi bene il fatto di predisporre in tempi brevi un disegno di legge, bene il fatto di attivare un percorso di valutazione in termini gestionali, ma, allo stesso tempo, non illudiamo le persone che si aspettano una buona legge, una buona elaborazione; ognuno di noi ha avuto modo di confrontarsi con gli abitanti di Gressoney: che faccia la sua parte e che possa di conseguenza essere utile per ridare dignità ai piccoli numeri, ai piccoli centri, soprattutto in questo momento ci sarà spazio per pianificare le sfide per i prossimi dieci/venti anni.

Questo è lo spirito e anche un po' il cuore con cui ci siamo approcciati. Il cuore indubbiamente batte, visto e considerato che queste sono delle sfide per chi abita in montagna ma vi assicuro che oggi parlare di sci e di stagione invernale è veramente difficile. Speriamo che ci sia spazio per rilanciare il nostro turismo, il nostro settore.

È un momento veramente drammatico e difficile, peccato che a livello nazionale, forse chi non ha mai visto la montagna, chi non ha mai visto da un punto di vista generale gli spazi non antropizzati... spiace che si sia portato tutto il dibattito a livello nazionale a "sci sì" "sci no", quando probabilmente la discussione era: "montagna sì" "montagna no", in che maniera eventualmente, godere degli spazi che abbiamo in montagna, in un momento di pandemia, di Covid e di difficoltà che, sappiamo tutti, che è legata principalmente alla questione sanitaria.

Speriamo che nelle prossime settimane ci sia la possibilità di valorizzare e utilizzare la montagna, anche da parte dei Parlamentari nazionali che non conoscono la montagna e forse non hanno avuto mai modo di verificare di persona gli spazi in piena sicurezza.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Anche io ringrazio tutti i colleghi, il Presidente della IV Commissione, l'Assessore e i proponenti della petizione.

Questa petizione in linea temporale arriva dopo rispetto a un'altra petizione che questa Aula ha avuto modo di esaminare, che fu quella del caso di Antagnod.

Forse, in questa fase con una maggiore attenzione dovuta anche a una preoccupazione che monta sempre di più e che oggi forse arriva a un livello quasi di rassegnazione sul futuro della stagione invernale e di quello che si dovrà fare, abbiamo potuto fare maggiori approfondimenti e capire direttamente che forse c'è stato - anche in seguito alla crisi politica, al momento di disattenzione, che negli ultimi anni ha contraddistinto la nostra Regione - un modello di sviluppo degli impianti grandi e piccoli che comunque merita un'evoluzione e un cambiamento. La conclusione di questa petizione e anche della risoluzione conseguente già rappresentano alcuni punti importanti.

Noi siamo passati da un modello passato in cui le piccole realtà, nate spesso - come ricordava qualche collega - dalla volontà e anche dal capitale locale, sono finite per essere fagocitate e fuse all'interno delle grandi stazioni; questo in un momento in cui c'era la possibilità, da parte delle grandi, di sostenere anche realtà più piccole e che invece con il tempo e anche con la crisi e soprattutto con la concorrenza - perché ci dimentichiamo spesso che, oltre a noi e oltre allo stesso arco alpino, c'è una grande concorrenza in questo settore e questo necessita d'investimenti molto ingenti per i grandi comprensori - ha forse fatto emergere pesantemente che la strategia del grande comprensorio o delle parti alte dei comprensori deve essere diversa dalla strategia dei piccoli comprensori o di quelli che hanno un'attenzione con livello altimetrico più basso.

Poi in particolare, come è già stato più volte sottolineato nel corso delle audizioni, delle analisi fatte e anche degli incontri avuti, vi è forse la necessità di concentrarsi meno sulla parte invernale, non perché sia meno importante, anzi, ma perché la struttura dei ricavi ci fa vedere che fatto "100" quello che incasso, solo "5" pesa sulla rendita complessiva, un "5" che è concentrato nella stagione estiva o altra.

Quindi, se noi vogliamo necessariamente far sviluppare delle piccole realtà, ma in generale delle realtà, dobbiamo puntare, qualcuno l'ha detto, su delle nuove strategie, su una nuova offerta, su un'evoluzione che non deve essere soltanto legata all'impianto in funzione invernale.

Qui abbiamo una problematica maggiore perché, lo sappiamo benissimo, l'impianto non è più funzionante se non si dà corso alla revisione e quindi c'è una criticità maggiore rispetto ad altre situazioni e quindi il punto di partenza era, ed è stato messo al di sopra di tutto, riuscire a dar corso - il percorso della legge 8 lo dirà - alla revisione dell'impianto.

Vi è però la necessità, ed è stato sottolineato, di evolvere il sistema di approccio nei confronti dei piccoli comprensori, posto il fatto che andranno in parte ricostituiti, perché in questo caso noi abbiamo un piccolo comprensorio di sostanza, perché sostanzialmente è un piccolo comprensorio, ma sulla carta è una quota parte di un gruppo, che è la Monterosa.

È una dimensione più tecnica ma che deve essere considerata nei lavori preparatori della futura legge e soprattutto delle strategie, perché non ci può essere coinvolgimento delle realtà locali - in particolare il Comune - o di privati se non c'è un passaggio ulteriore che deve essere necessariamente fatto, cioè la partecipazione eventualmente non soltanto nel capitale ma anche nelle strategie, nella governance di queste realtà, perché spesso e volentieri abbiamo anche delle distonie - e lo abbiamo già visto con Antagnod, lo abbiamo visto con Weissmatten, ne abbiamo pesantemente discusso in quest'aula - tra le necessità e le volontà locali e quelle che sono le strategie, ovviamente della dirigenza della grande società che ovviamente punta ad andare in concorrenza con delle realtà anche molto più aggressive; un punto importante è quello del tavolo di lavoro dove ci sarà una concertazione tra tutti gli attori, e io mi auguro che un elemento in più sarà anche il coinvolgimento - sicuramente ciò avverrà anche per tramite dell'Amministrazione comunale - dei privati, delle rappresentanze delle categorie del settore turistico, alberghiero ricettivo, perché - tra l'altro il collega Rosaire è arrivato fino all'edilizia e, come abbiamo detto più volte, la filiera è completa - sicuramente c'è una parte maggioritaria di più interesse che riguarda chi strettamente fa turismo, fa commercio, fa ristorazione, ma tutti lavorano grazie al funzionamento di questa macchina e dobbiamo tenerne conto.

Abbiamo realtà vicine, in particolare la Svizzera, che fa un ragionamento di questo tipo, tra l'altro, riguardo all'imposizione destinata agli investimenti turistici in alcuni Cantoni tengono conto non soltanto di chi beneficia del turismo ma di tutta la filiera, in quota parte ma di tutta la filiera, perché gli investimenti ovviamente tirano altri investimenti per tutta una vallata, ad esempio.

Quindi questo, e soprattutto parte dell'impegnativa, deve essere un momento di analisi e di valutazione sul futuro dei piccoli comprensori, sul futuro dei grandi comprensori e di quello che vogliamo fare.

Sicuramente la spesso citata legge del Sudtirolo -tra l'altro era già stata citata all'epoca quando si è trattato la petizione di Antagnod, e spesso si è già in parte analizzata - ha dei vantaggi, ma anche degli aspetti che dobbiamo ovviamente approfondire. Teniamo anche conto, visto che parliamo di partecipazione al capitale, alla governance, che noi abbiamo una particolarità: il nostro azionariato è sostanzialmente, o meglio, praticamente per la maggior parte, pubblico, cioè di mamma Regione. Ci sono delle quote di partecipazione di privati che non vanno dimenticate, perché spesso ci sono fantasie di grandi scatoloni che contengono tutto, ma poi sappiamo che i soci privati vanno gestiti, spesso non aspettano altro che essere ben liquidati.

Noi di fronte a una crisi come quella portata dal Covid abbiamo la necessità di salvaguardare liquidità e capitalizzazione, perché le nostre società, al netto di quello che arriverà da Roma e di quello che si potrà fare, dovranno fare delle scelte e delle valutazioni sul futuro, perché l'impatto di quello che stiamo vivendo e di quello che vivremo sarà molto pesante sulle nostre società.

Questa legge dovrà tener ben conto di questi due aspetti, ovvero che noi oggi piccoli comprensori li abbiamo nella sostanza ma non nella forma e, soprattutto, l'azionariato è pubblico, che non è una cosa di poco conto.

Spesso si cita il Dolomiti Superski, ma bisogna considerare che non è una holding ma è un consorzio, quindi viene gestito in altra maniera e gli operatori spesso non fanno gli impiantisti, fanno gli albergatori, sono azionisti o si occupano di altro, non degli impianti.

Sono tanti gli elementi che dobbiamo considerare ma forse, in un momento... perché cerchiamo anche di vedere delle opportunità da difficoltà come questa, questa petizione e queste impegnative sono utili, perché questi ragionamenti non possono più essere rimandati e devono essere fatti.

È bene salvaguardare questo comprensorio, è bene avviare una nuova strategia, cioè che la petizione non sia solo finalizzata al primo obiettivo ma che sia anche finalizzata a essere un esempio di gestione, quindi un banco di prova, che è quello che è mancato quando abbiamo esaminato la petizione di Antagnod.

È ovvio che c'è pure un ragionamento molto importante sulla governance che la Regione deve avere sulle società di impianti a fune, perché altrimenti se le due realtà - cioè l'azionista e la governance - parlano due lingue diverse è un qualcosa di ancora ben più complicato.

Detto questo, però ovviamente non possiamo dimenticarci che, a fronte di un nuovo modello di strategia e di un nuovo modello di gestione dei piccoli comprensori, dobbiamo anche pensare a un nuovo modello di gestione dei grandi comprensori, cioè le due realtà, che giustamente costituiscono i due binari del settore dello sci, devono avere due strategie che tengano conto sicuramente delle specificità locali, in particolare dei piccoli comprensori, ma anche della concorrenza generale, e lì bisognerà fare un salto di qualità anche per quanto riguarda le grandi stazioni, e non sto solo parlando di grandi investimenti che magari dividono anche le posizioni, parlo anche di strategia, di commercializzazione del settore dello sci, delle assunzioni, di tutta una serie di aspetti che devono far sì che le nostre società possano effettivamente essere sul mercato, essere concorrenziali e soprattutto possano essere pronte a rispondere, perché prima o poi speriamo di poter tornare a sciare e a vendere lo sci.

Ovviamente ci sarà da gestire, appunto, un ritorno sul mercato. Io temo che possiamo dire, anche se ci sarà una riapertura tardiva, che questa stagione è passata e quindi dobbiamo guardare al futuro.

Io mi auguro che questa petizione possa essere, e mi ripeto ma ci tengo, un banco di prova per evolvere i due modelli di gestione, ma soprattutto per farci capire che il nostro modello di sviluppo del settore dello sci e soprattutto della conseguente strategia turistica deve evolversi e non possiamo soltanto aggiustare, in base alle varie sollecitazioni, un pezzo alla volta, perché altrimenti rischiamo di perdere - ovviamente in termini di mercato, di concorrenza e anche di futuro - uno dei settori più importanti, se non il più importante della nostra Valle.

Presidente - Si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, alla quale passo la parola.

Guichardaz E. (PCP) - La pista nera di Weissmatten che è intitolata a Leonardo David, uno dei campioni valdostani indimenticati, è sicuramente una delle piste più belle della nostra regione e non solo, nel senso che chi vive la valle di Gressoney, la Valle del Lys, ben sa che è un pezzo importante per quella comunità ed è un motore economico altrettanto importante.

Valorizzare quella realtà come le altre realtà, le altre piccole realtà - lo hanno già detto i miei colleghi - è sicuramente importante per continuare a far vivere quei paesi, ma soprattutto per dare offerte anche diverse, peculiari; nella risoluzione si parla di un unicum rispetto a questa pista e chi l'ha vissuta e chi ha potuto sciare, anche con l'illuminazione, sa perché si dice questa cosa.

Quindi sicuramente la valorizzazione dei piccoli comprensori è uno degli obiettivi che questo Consiglio si deve porre e che l'assessore Bertschy ha ben esplicitato durante l'audizione in Commissione.

Un grazie particolare lo vorrei fare al presidente Grosjacques, che durante i lavori ha dato grande spazio a tutti gli attori coinvolti e la sua è una relazione che guarda al futuro, come questa risoluzione.

Lo citava prima Grosjacques e l'ha detto adesso anche il consigliere Aggravi: il fatto di mettere insieme attori che possono in qualche modo sembrare diversi, spesso contrapposti, attorno a uno stesso tavolo - perché hanno l'obiettivo comune, cioè quello di far vivere quel paese - è sicuramente uno dei punti importanti di questa risoluzione.

Lo diceva il consigliere Chatrian: in questo momento parlare d'impianti sciistici è sicuramente doloroso per tutti noi, però credo che la pandemia abbia anche insegnato a tutti noi a vivere in maniera diversa.

Non so a voi, ma a me capita di entrare in ristoranti con saloni più grandi e ultimamente scelgo magari locali più piccoli dove mi ritrovo con due o tre tavoli e credo sia una questione semplicemente psicologica in questo momento, ma credo che in questa situazione e con questo modo di vivere proprio quei piccoli comprensori possano beneficiare di tutto questo.

Ritengo poi che la legge sia una legge necessaria, lo sappiamo tutti, e credo che in questo clima collaborativo e costruttivo che abbiamo visto in Commissione e che viviamo in quest'aula, ci siano tutte le possibilità per dare le risposte a questi piccoli comprensori.

Quindi, grazie al presidente Grosjacques e grazie a tutti i colleghi che, insieme a noi e a tutti, hanno lavorato a questa risoluzione.

Presidente - Si è prenotato il collega segretario Jordan, ne ha facoltà.

Jordan (VdA Unie) - Ringrazio anche io i colleghi della Commissione e il suo Presidente per averci dato la possibilità di approfondire bene il tema oggetto della petizione, ma, più in generale, di approfondire il tema delle importanti ricadute in termini socio-economici delle stazioni sciistiche minori.

Bene ha fatto il collega Chatrian a ricordare che l'attuale situazione è surreale rispetto a quello che eravamo abituati; ritengo che sia assolutamente necessario, oltre che interessante, proseguire il percorso di riorganizzazione del modello gestionale e finanziario - citato nella risoluzione, ma anche i miei colleghi l'hanno citato - assicurando a tutto il sistema degli sport invernali non solo il sostegno finanziario ma anche e soprattutto favorendo una più efficace gestione a livello promozionale e di marketing, valorizzando così l'intera regione, anche attraverso una diversificazione dell'offerta, così come citava il collega Aggravi.

Occorre considerare, e lo ritengo importante, che l'attuale pandemia provocherà dei cambiamenti di stile di vita e del comportamento di tutti noi ed è facile immaginare una diversa mobilità del turismo, proprio come è successo quest'estate, e lo diceva adesso la collega Guichardaz.

Proprio per questo credo che sia ipotizzabile che possano essere preferiti in qualche modo gli spazi turistici meno affollati, quindi consentire a questi spazi e al sistema turistico Valle d'Aosta di contare su un'offerta complessiva, un'offerta variegata e integrata, un'offerta di cui entrano a pieno titolo anche i comprensori sciistici minori.

Oltretutto questa dell'integrazione è una politica territoriale che ritroviamo in molti altri territori a cui guardiamo sovente con ammirazione.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (AV-SA) - Mi unisco anch'io ai ringraziamenti al Presidente della Commissione, ai Commissari e a tutti i colleghi che hanno partecipato all'esame di questa petizione e che hanno consentito di arrivare a questa relazione condivisa che ha stimolato la predisposizione della risoluzione che stiamo discutendo.

Credo che sia stata un'esperienza importante per tutti noi che abbiamo partecipato, che abbiamo avuto modo di ascoltare i proponenti del comitato promotore, ma anche l'Amministrazione comunale, che ha rappresentato in modo molto accorato le esigenze di un territorio.

Ritengo che bisogna tornare allo spirito con il quale è stato costruito questo impianto: è stata costituita una società, la Sagit, che è una società per azioni di Gressoney per l'incremento turistico. Io credo che questo sia il punto importante, perché questi impianti devono essere visti esclusivamente come strumento di supporto e di sviluppo turistico di un territorio; è un po' un'attitudine che si è persa con l'evoluzione nel tempo anche in considerazione della produzione normativa degli ultimi anni.

A livello di Regione, nel 2013, per superare questa difficoltà di gestione delle piccole stazioni, si era pensato a questo accorpamento - visto da tutti in termini molto positivi per cercare di creare solidarietà a vantaggio delle realtà più deboli. Purtroppo nel 2015 si è inserita la legge Madia che ha stravolto tutta l'impostazione e l'approccio e pertanto ha vanificato quell'impostazione.

Io credo che oggi bisogna cercare di ritornare a quello spirito, allo spirito di coinvolgimento del territorio, a mettere insieme il Comune, la Regione ma anche tutti i portatori d'interesse per mantenere in vita queste infrastrutture che sono un'opportunità di sviluppo del territorio.

Prima della petizione di Weissmatten, come è stato detto da qualche collega, avevamo già avuto modo di trattare un analogo argomento di una piccola realtà che ha fatto sentire la sua voce riguardo alle medesime problematiche, che è quella di Antagnod, nel frattempo abbiamo anche sperimentato purtroppo la chiusura dell'impianto del Col de Joux, di Saint-Vincent, dove si è già avuto modo di toccare con mano le conseguenze - per un territorio e per una collina - causate dalla perdita di attrattività per la chiusura di una piccola stazione sciistica.

Io credo che anche queste situazioni debbano essere, nel nostro percorso futuro, riconsiderate e valutate per trovare le giuste soluzioni di sinergia con i comuni per dare la possibilità d'implementare le attività, anche riconvertendole laddove c'è la necessità alla luce delle evoluzioni di abitudini culturali, anche di carattere sportivo, da parte delle comunità e dei possibili avventori; abbiamo quindi la necessità di lavorare tutti insieme in quest'alveo, sfruttando le peculiarità che offre la nostra autonomia.

Non sarà sicuramente - come è già stato sottolineato - da qui in avanti un percorso facile, però, se si lavorerà con lo spirito di confronto corretto e costruttivo con il quale è stata esaminata questa petizione, credo che ci sarà l'opportunità di dare una soluzione a questa problematica che attiene alle realtà di montagna della nostra valle.

Presidente - Il consigliere Padovani si è iscritto a parlare, ne ha facoltà.

Padovani (PCP) - In quanto componente della IV Commissione voglio ringraziare anche io i colleghi e tutte le persone che abbiamo audito per il lavoro fatto.

Lo sci era, è e sarà un settore decisivo per l'economia della Valle d'Aosta, almeno finché il clima ce lo permetterà, come decisivi sono gli impianti, come quello di Weissmatten, soprattutto da un punto di vista socio-economico per i territori sui quali insistono.

Penso anch'io, come è già stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto, che anche questi impianti debbano essere parte di un'offerta turistica che dobbiamo ampliare, che dobbiamo allargare, che dobbiamo rendere fruibile tutto l'anno, come penso che sia decisivo e fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali, sulle quali questi impianti appunto esistono e lavorano, per il rilancio e per il funzionamento di questi impianti, perché penso che sia soltanto coinvolgendo le comunità locali che si possa fare un lavoro comme il faut.

È per questo che condivido quanto scritto nella relazione che abbiamo votato, come sottolineava il Presidente, all'unanimità e condivido ovviamente anche la risoluzione che ricalca la relazione.

Presidente - L'assessora Minelli si è iscritta a parlare, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Desidero ringraziare la IV Commissione e tutti i Consiglieri che in questi mesi hanno lavorato con impegno sulla petizione popolare per il mantenimento della stazione di Weissmatten e vorrei fare alcune considerazioni.

Come è già stato detto, la seggiovia di Weissmatten e la stazione sono nate nel 1949 a opera della Sagit, la società i cui azionisti non erano soltanto i cittadini gressonari ma anche molti abitanti della Valle di Gressoney, della mia valle, tra questi ci sono stati prima mio nonno e poi anche mia mamma.

Centinaia di bambini e di ragazzi della mia valle hanno imparato a muovere i primi passi sugli sci proprio sulle piste di Weissmatten e per tutti loro è sempre stato motivo di orgoglio poter dire a un certo punto che erano stati in grado di affrontare il "Muro della Nera".

Quindi c'è anche per gli abitanti della Valle del Lys un'affezione particolare nei confronti di quella stazione e di quelle piste.

La stazione di Weissmatten, è stato ricordato, è quella che ha visto crescere campioni quali Franco e Wanda Bieler, Leonardo David e molti altri, ma è soprattutto il luogo in cui hanno operato e hanno lavorato decine e decine di maestri di sci e nel tempo anche tantissimi operatori economici, e che continuano a farlo.

La stazione non ha contribuito soltanto allo sviluppo di Gressoney-Saint-Jean e anche di La Trinité di riflesso, ma di tutti i paesi dislocati in quella valle, che ospitano un turismo che è spesso di prossimità, che vivono non tanto di realtà alberghiere, perché nei paesi vicini sono molto più limitate, ma anche di seconde case e pure di un turismo che è di giornata.

Vorrei evidenziare anche che la stazione e la seggiovia, non sono importanti soltanto per lo sci - questo è ovviamente l'elemento più importante, quello che va valorizzato in maniera evidente - ma anche per il turismo estivo ed è un peccato che negli ultimi anni soltanto nel mese di agosto l'impianto fosse in funzione, mentre per il resto del tempo solo nei fine settimana.

Credo che sia importante l'impegno che la risoluzione prevede: dar corso al finanziamento attraverso l'iter tecnico-amministrativo della revisione della seggiovia di Weissmatten, ma credo che sia altrettanto importante aver scelto e aver deciso di costituire questo tavolo di lavoro - che vedrà la partecipazione di Finaosta, della società Monterosa e del Comune di Gressoney, perché sono state recepite proprio le richieste che il Comune aveva formulato con la sua deliberazione - e che nella stipula, nella definizione dell'accordo di programma, ci sia come obiettivo anche quello di pensare a uno sviluppo che non sia esclusivamente legato alla pratica dello sci, benché questo rimanga un elemento assolutamente fondamentale.

Di conseguenza anche l'ampliamento della risoluzione a un disegno si legge che interessi tutti i piccoli comprensori regionali va nel solco delle considerazioni che abbiamo formulato, lo diceva prima il collega Marquis, anche nel momento in cui abbiamo esaminato, ormai quasi due anni fa, la petizione di Antagnod e delle persone che avevano sostenuto quelle richieste.

Quindi ben venga questa risoluzione che impegna a predisporre il disegno di legge regionale e anche ad attivare questo percorso di valutazione, perché non possiamo esimerci dal fatto che una valutazione, una riflessione approfondita e importante vada fatta, tenuto conto anche di quella che sta diventando una realtà sempre più evidente, che per molte stazioni prevede difficoltà legate all'insieme dei cambiamenti climatici.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (VdA Unie) - Devo dire, avendo vissuto già qualche anno all'interno di questo Consiglio, che potremmo affermare: "Lo avevamo detto"; avevamo detto che saremmo arrivati a questo punto, forse era il naturale percorso da seguire, senza evocare responsabilità degli uni o degli altri, senza dire che c'era qualcuno che voleva lavorare a favore o contro, anzi, sono sicuro che tutte le parti si sono sempre impegnate a lavorare per costruire e per dare il meglio di se stesse e il meglio possibile alle località gestite.

Sicuramente ci sono state delle incomprensioni, permettetemi di sdrammatizzare la situazione, forse dovute in alcuni casi e in questo caso all'utilizzo di una lingua derivante dal titsch da una parte e dall'altra parte all'utilizzo del francoprovenzale.

Fatto sta che si sono prese delle strade diverse, dei percorsi diversi, e ben venga l'operato della IV Commissione che ha impostato i lavori in una maniera diversa, in un clima sereno che ha portato ai risultati odierni.

Però permettetemi di fare un quadro della situazione passata e della situazione presente e di presentare qualche suggestione per il futuro.

È dal 2017 che parliamo all'interno di questo Consiglio della Monterosa e delle piccole stazioni, qualcuno direbbe satelliti della stazione più importante; guardo il collega Marguerettaz: abbiamo avuto degli scontri epocali sulla gestione e il futuro di Champorcher, per esempio, e siamo anche in quel caso arrivati a delle soluzioni che speriamo vedano la realizzazione a breve.

Poi, come ha evocato il collega Aggravi della Lega, c'è stata nel 2019 la petizione per il mantenimento dell'apertura della stazione di Antagnod e oggi siamo arrivati alla stazione di Weissmatten.

Già nel caso di Antagnod la Commissione aveva concluso i suoi valori ipotizzando all'epoca una valorizzazione delle piccole stazioni e devo dare atto, ancorché fossi seduto ai tavoli della minoranza, che l'assessore Bertschy - che si occupava della materia già nel 2019 - aveva concluso - un po' come è stato concluso in questo momento - pensando a una normativa per le piccole località, a una valorizzazione delle piccole località; cosa che ci vede d'accordo, come già detto da qualcuno, su un ragionamento che riguarda l'intero territorio regionale e, come detto dal collega Marquis, perché no, anche riconsiderando la posizione di alcuni impianti che a suo tempo sono stati molto importanti, come l'impianto del Col de Joux, se vogliamo fare un esempio, che è in attesa della sua revisione.

Detto questo, molte volte ci siamo trovati a parlare di Monterosa e non abbiamo mai parlato di altre località, probabilmente qualcosa non è andato nel senso dovuto; adesso guardiamo le cose in maniera più positiva e cerchiamo di lavorare per costruire, ma mai come oggi abbiamo potuto toccare con mano l'importanza del turismo invernale e l'importanza degli impianti; oggi che non possono lavorare, vediamo non solo qual è il valore dello sport e le possibilità di lavoro date dagli impianti, ma possiamo percepire l'indotto che portavano e che possono portare, anche nelle piccole stazioni, l'abbiamo potuto ascoltare nel caso di Antagnod, l'abbiamo alcuni giorni fa ascoltato parlando di Weissmatten, ma soprattutto quotidianamente ce lo ricordano gli operatori del turismo che ci chiamano chiedendo del futuro delle loro attività.

Ed è per questo che anche noi approviamo la risoluzione, l'abbiamo già stimolata in passato e quindi oggi convintamente la voteremo, però, permettetemi, le ultime notizie proprio di oggi o di ieri, che ci portano a conoscenza del prorogare i limiti di circolazione tra regioni al 15 di febbraio o forse anche a marzo, ci impongono una riflessione, e questa è la suggestione sul futuro utilizzo ai fini sportivi di questi impianti.

La nostra opinione è di tenerli aperti il più possibile, magari con dei percorsi limitati, proprio nel caso della Monterosa mi risulta sia stata sparata molta neve negli impianti alti di Gressoney e oggi dovrebbe essere utilizzata, magari per organizzare delle competizioni, perché le competizioni portano ritorno dal punto di vista dell'ospitalità alberghiera. Andranno fatte a brevissimo, nei prossimi giorni, delle valutazioni sull'opportunità di tenere aperti alcuni impianti, alcuni purtroppo non potremo aprirli.

Sull'opportunità di dare un'offerta agonistica che deve essere uguale in tutta la Valle: non possiamo avere la Thuile che propone un costo per l'organizzazione delle gare, un costo per il giornaliero e un'altra località - stiamo parlando di Gressoney, la Monterosa - che chiede il doppio. Deve essere, a mio modo di vedere, uniformato.

Questa è una suggestione che lascio all'Assessore e al Consiglio intero.

Un'altra suggestione: sento sempre parlare di un utilizzo estivo degli impianti, proprio parlando di Monterosa c'era stata una valutazione fatta dall'azienda che riguardava le singole località istituendo i bilancini, per capire il costo. Se lo dovessimo fare per l'utilizzo estivo degli impianti, avremmo forse delle grosse sorprese e ci troveremmo a valutare l'opportunità di tenerli aperti d'inverno e d'estate e credo che d'estate avremmo molti più costi e non riusciremmo a coprire le spese, salvo in alcune località che hanno già investito tanto nel tempo, ma non si può ripetere lo stesso investimento dappertutto.

Queste sono le suggestioni che volevo lasciare all'Aula.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Alla fine del '700, inizio '800 il filosofo Hegel lasciò una famosa lettera che molti studenti si ricordano per il contenuto, nella quale, parlando di Napoleone, disse: "Ho visto lo spirito del mondo a cavallo".

Allora cosa c'entra Napoleone con le piste di sci, oggi? Lo spirito del mondo diciamo che non è venuto meno, cosa era lo spirito del mondo? Era la modernità che arrivava, la rivoluzione francese che portava nuovi ideali e cambiava il mondo. Anche oggi lo spirito del mondo ovviamente è in azione e qual è lo spirito del mondo oggi?

Abbiamo a che fare con cambiamenti climatici più o meno importanti, anche qua saranno da valutare nel futuro, grandi cambiamenti climatici e politiche ambientali anche a livello mondiale, europeo, poi declinate, come ben sappiamo, nei fondi europei... e le grandi discussioni che avvengono oggi per come verranno usati questi soldi, ammesso che arrivino, perché devono essere usati verso una direzione, cioè verso un mondo più sostenibile.

Allora noi oggi siamo a discutere di un tema che ha a che fare con forza con questo spirito del mondo, perché noi qui dobbiamo cercare di far collimare i cambiamenti climatici, le politiche ambientali da una parte, ma dall'altra parte un'istanza rappresentata, come in questo caso, da una petizione, dalla gente, dalla conservazione di uno stile di vita, dalla nostra economia, dalla nostra tradizione, perché è troppo facile dire: "Questa è la parte politica a sinistra, il progressismo assoluto per cui tutto il passato deve essere cancellato e si va avanti verso un mondo nuovo da rifare da zero".

E invece no, noi dobbiamo trovare una via di mezzo e in questo caso non possiamo appunto cancellare il passato ma dobbiamo trasformarci ed evolvere, e questa non è una cosa che dobbiamo fare nei prossimi due-cinque mesi/anni, dobbiamo guardare ai prossimi dieci, venti e cinquanta.

Quindi in questo caso, la nostra sfida, la sfida legislativa che ci poniamo e che abbiamo di fronte è questa: costruire la Valle d'Aosta dei prossimi venti, cinquanta anni, facendo collimare queste due grandi istanze, da una parte i cambiamenti climatici e le politiche ambientali, ma dall'altra il nostro stile di vita e la nostra tradizione, perché altrimenti se non evolviamo, la Valle d'Aosta è destinata a stagnare nella migliore delle ipotesi o, peggio, a soccombere in un mondo globale che ci triterà e ci supererà.

Quindi questo è il nostro obiettivo e credo che dovremmo sempre tenerlo a mente quando interverremo in ambito normativo e legislativo anche su questa questione.

Presidente - Consigliere Testolin ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Succede poco sovente di assistere a dei dibattiti dove ci sia una condivisione così forte in merito a temi che nel recente passato sono risultati anche divisivi, quindi è merito della popolazione di Gressoney essere riusciti a portare a casa un proprio interesse legittimo, assolutamente sottolineato da tutti coloro che hanno preso parte a questo dibattito e che hanno preso parte alle sedute della Commissione consiliare competente, che ha analizzato nel dettaglio in questi mesi con attenzione e con dovizia di particolari le caratteristiche e le istanze presentate da un territorio, da una popolazione, da una comunità, che vedono premiato questo sforzo con un'intenzione politica chiara, precisa, di dare la possibilità di studiare nuove ipotesi di sviluppo sul proprio territorio e quindi di vedere riconosciuta l'importanza socio-economica di un investimento creato dallo stesso territorio, dalla stessa popolazione, tanti anni or sono.

Ma, a mio avviso, questa petizione ha un merito ancora più grande: aver aperto un dibattito e aver rasserenato un clima che vedeva nello sci qualcosa da demonizzare, per certi versi.

Questo momento del tutto particolare - è stato sottolineato da alcuni colleghi che mi hanno preceduto - ci ha dato la dimensione del valore di queste attività sul nostro territorio, peraltro gestite in modo assolutamente compatibile perché alimentate da un'energia pulita; è un modo di approcciarsi alla montagna che vuole essere sempre di più a 360 gradi e 365 giorni all'anno, proprio perché il mondo degli impianti di risalita non vuole essere solo sci, lo dimostra ad esempio l'investimento di Skyway con un approccio alla montagna che è per tutti, anche per chi non può farlo in maniera autonoma, anche per chi vuole farlo a una certa età, anche per chi vuole provare una sensazione che senza questo tipo di approccio non potrebbe avvicinare. Ebbene, credo che questa petizione oggi ci dia il senso della partenza.

Non è un momento di arrivo, le conclusioni, gli inviti e gli impegni che questa petizione hanno fornito e che questa scelta di presentare una risoluzione ci mette a disposizione è un momento di partenza, un momento di ripartenza sul quale mi fa piacere sentire che ci dovrà essere un'opportunità di rilancio del nostro settore turistico tramite lo sci, anche attraverso i grandi interventi, anche attraverso le grandi opere di cui si è discusso, si sta discutendo e si discuterà ancora, fondamentali per mantenere sul nostro territorio delle opportunità, perché la Valle d'Aosta ci insegna che le opportunità sono di diverso tipo.

La Valle d'Aosta è piccolissima eppure io ricordo sempre con piacere che nel nostro territorio vengono rappresentate circa il 40% delle tipicità floreali, faunistiche e ambientali di tutto il territorio italiano, quindi in un piccolo territorio ci sono delle opportunità molto diversificate e questo deve avvenire anche attraverso l'offerta turistica. Ci sono delle località che si caratterizzano per i loro piccoli impianti, per la loro realtà contenuta, e altre che devono caratterizzarsi assieme al resto della Valle d'Aosta come un unicum dal punto di vista della fruibilità e, nel momento in cui ci sarà di nuovo la possibilità di farlo, devono essere in grado di attrarre persone da ogni dove nel mondo; questo penso che sia un momento estremamente importante per rilanciare questo messaggio, l'ha detto chi ha parlato prima di me: il momento, nonostante tutte le difficoltà che ci potranno essere, di rivedere e rivoluzionare un sistema degli impianti di risalita che dovrà trovare un'uniformità e un'unicità per proporsi al mondo, e dovrà farlo con dei numeri.

Lo ha fatto benissimo, ripeto, con Skyway, lo dovrà fare con la possibilità di offrire dei comprensori che in altri posti non si possono trovare.

Penso che questa sia l'ennesima opportunità che nasce da uno stimolo di una piccola comunità e che si dovrà insinuare nel Consiglio regionale tutto, per dar vita a un albero che sappia portare i frutti dovuti in questo momento non semplice per la comunità valdostana.

Presidente - Assessore Caveri ne ha facoltà.

Caveri (VdA Unie) - Spetterà al collega Bertschy chiudere la discussione per il merito che ha, assieme ovviamente alla Commissione, per aver affrontato questo problema delicato. Io vorrei però aggiungere qualche cosa che spero sia utile nella discussione, perché io trovo che il meglio del Consiglio Valle si dia proprio nelle discussioni su temi concreti, com'è questo tema.

Vorrei cominciare con tre fotografie.

La prima fotografia è l'inaugurazione di questo impianto nel 1949: è un più giovane mio zio Severino Caveri che con la popolazione di Gressoney inaugura questo impianto. Per noi oggi può essere una banalità, allora non lo era affatto, perché era il colpo d'avvio dello sci in Valle d'Aosta con questo impianto.

La seconda fotografia è quella di molti di noi a prendere questo impianto negli anni '60, quando ti davano ancora la coperta, prendevi la coperta e salivi su perché l'impianto era lento e quindi faceva un po' freddo.

La terza fotografia che io non vorrei dimenticare è invece di una tragedia. Leonardo David, cui è dedicata la pista di Weissmatten, che è anche il riconoscimento di un atteggiamento sbagliato da parte della Fisi e della Fis. Nel momento in cui questo impianto - soprattutto le piste - fu modernizzato per ospitare una gara che avrebbe dovuto ricordare doverosamente la tragedia del grande Leo, che ho avuto l'onore di conoscere e ho avuto l'onore di poter vivere le tragedie e la grande umanità della famiglia David al capezzale di Leonardo, ebbene Fis e Fisi non sono state corrette, perché questa gara è finita nel dimenticatoio quando, come è stato ricordato ampiamente, c'era stato un investimento cospicuo da parte della Regione per avere una pista all'altezza della Coppa del Mondo.

Tolto questo aspetto un po' romantico vorrei dire perché, a mio avviso, è importante questa decisione assunta a commento della petizione. All'inizio degli anni 2000 si creò già un grosso dibattito attorno ai finanziamenti pubblici negli impianti di risalita, me ne occupai anche come parlamentare europeo e fu un'esperienza molto interessante, che vorrei ricordare proprio per sottolineare la necessità di essere sempre vigili anche nei rapporti con l'Unione Europea.

All'epoca sostanzialmente la Commissione Europea contestò gli aiuti pubblici al settore degli impianti di risalita e a occuparsi del dossier era, nel paradosso comunitario, un funzionario olandese che, con grande semplicità, nel momento in cui noi avviammo una trattativa, disse di non aver mai visto un impianto a fune e di non aver mai visto una montagna.

Dopodiché la fortuna volle che il commissario alla concorrenza fosse all'epoca Monti, che invece aveva una sensibilità nei confronti dei temi alpini e comprese una questione di sostanza, cioè da una parte capì la divisione fra i grandi comprensori sciistici, che sono ovviamente facenti parte di un sistema di concorrenza europea e come tali sottoposti a delle misure che mai eccedano gli interventi pubblici e dall'altra comprese invece la presenza degli impianti medi e piccoli che sono la sostanza di salvaguardia di zone che potrebbero essere senza impianti di risalita marginali.

Così si concluse la trattativa, con grande soddisfazione personale perché all'epoca mi occupavo degli impianti di Estoul Palasinaz e ho vissuto personalmente in concreto che cosa significhi per una comunità l'indotto degli impianti di risalita, questo effetto moltiplicatore che quest'anno purtroppo non ci sarà sul territorio e, quando presenteremo i conti delle chiusure di quest'anno, dovremmo ricordarci sempre di questo effetto moltiplicatore, perché non ci sarà solo un peso gravosissimo nel settore degli impianti di risalita per le chiusure, ma ci sarà anche un danno globale che colpirà l'intero settore del turismo invernale.

Un'ultima annotazione di soddisfazione evocando la prima chiusura che abbiamo avuto, la prima chiusura che non è il piccolo impianto di Challand o il piccolo impianto di Emarèse costruito negli anni '70, ma è la decisione del Comune di Saint-Vincent di chiudere il Col de Joux, che personalmente contestai, firmando una petizione. Il Col de Joux era molto simile al Weissmatten, nel senso che era anch'esso un impianto che poi è diventato una serie di piccoli impianti costruiti sulla base del sacrificio delle famiglie di Saint-Vincent, che credevano nella presenza di una piccola stazione.

Io mi auguro che anche in questo caso, come per Weissmatten, si torni su questa decisione proprio pensando a una necessità che mi sembra emerga anche nel dibattito di oggi e cioè dare una personalità, una mission, un utilizzo estivo anche degli impianti di risalita, laddove possibile, nel caso di Saint-Vincent questo si concretizza in una seggiovia.

È molto importante ricordare l'importanza degli impianti a fune, lo si fa in un inverno strano, in cui molto spesso i quotidiani in Italia titolano che è la fine dello sci da discesa, che è la fine dello sci alpino. Io trovo che talvolta ci siano su questo delle visioni romantiche legate al cosiddetto "Turismo dolce", che è giustissimo, noi abbiamo tante vallate dove gli impianti non ci sono, abbiamo ampi spazi dove non esiste un problema di sviluppo sciistico, bisogna avere il coraggio di guardare sempre in maniera laica alla necessità di rafforzare gli impianti e non bisogna avere tabù, se studiato opportunamente anche rispetto a collegamenti.

Io trovo comunque che il livello del dibattito odierno dia conto di una grande sensibilità del Consiglio Valle di cui mi compiaccio fortemente e cioè un'attenzione ai più piccoli, non solo una visione dei grandi domaines skiables, come avviene magari in grandi paesi vicini, quindi ritengo che questa scelta di comprendere le ragioni dei firmatari della petizione sia un atto estremamente nobile.

Presidente - Consigliere Cretier ne ha facoltà.

Cretier (PCP) - Mi permetto di esprimere anche io un parere - e sarà particolarmente tecnico - su questa risoluzione, in quanto ho partecipato con interesse ad alcune audizioni, soprattutto perché è una struttura esistente e sottoposta ai cambiamenti climatici.

Le vallate alpine vivono principalmente di turismo, ma anche di agricoltura e principalmente a questa quota il settore zootecnico svolge la sua attività nel periodo estivo con la gestione degli alpeggi e soprattutto la produzione di eccellenze, che danno una qualità anche sotto l'aspetto di gestione delle piste da sci, perché i tecnici, io non sono competente, mi dicono che la tenuta del manto nevoso è condizionata anche dalla copertura del suolo, quindi la gestione ottimale degli alpeggi, che in determinate zone sfruttano anche le piste da sci, è una caratteristica importante e a quella quota è risaputo che il fondo deve essere gestito correttamente altrimenti bisogna, soprattutto sui terreni in pendenza, prendere dei provvedimenti. Chiaramente sono le società di gestione che devono preoccuparsi di risolvere il problema.

Nell'oltralpe, in Francia particolarmente, il legame tra impianti e allevamento è in forte espansione con diverse esperienze che permettono di abbattere anche i costi di gestione dei pendii e il contenimento degli arbusti; nel caso di Gressoney mi sono permesso di percorrerlo soltanto nel periodo estivo e chiaramente c'è un'invasione importante. Dico questo perché nelle audizioni ci è stato anche raccontato delle corvée che vengono fatte direttamente dal personale, anche qualificato. Partecipano tante persone, prevalentemente per il senso di appartenenza a una comunità ma anche per l'amore del territorio e per amore chiaramente del paese di origine e per le tradizioni e questo sostegno che è descritto nella risoluzione permette di mantenere le attività e i giovani in loco e soprattutto di reinvestire, di sviluppare occupazione, reddito e ottenere un sostegno politico, in questo caso condiviso da tutte le forze politiche

Presidente - Si è prenotato il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Ringrazio anch'io tutti i colleghi Consiglieri per l'ottimo lavoro svolto, un grande lavoro dove per una volta all'unanimità si è lavorato nella stessa direzione, con la stessa opinione e soprattutto con grande attenzione riguardo a questo tema, il tema dello sci di cui, finalmente, si parla in maniera positiva in un periodo dove purtroppo in altre sedi è visto come un mondo, un settore di grande pericolo, purtroppo.

Sono particolarmente legato alla realtà di Weissmatten in quanto per diversi anni ho preso parte alla competizione di scialpinismo proprio su quella pista intitolata al grande atleta Leonardo Follis che purtroppo durante i suoi allenamenti, nelle vicinanze dell'impianto di Weissmatten, ha perso la vita.

Posso confermare che quella pista ha delle grandi potenzialità tecniche e qualitative e, come ha affermato chi mi ha preceduto, merita grande attenzione per portare per esempio dei raduni ed eventi competizioni nazionali e internazionali, che sotto l'aspetto mediatico possono dare delle grandi potenzialità alla località e all'immagine intera della Valle d'Aosta.

Quindi mi auguro che a breve ci sia questa attenzione- come è stato sottolineato in precedenza - nell'ottica di valorizzare queste piccole località. Molte volte parliamo di puntare a promuovere le piccole e grandi realtà e questa è un'occasione per mettere in campo azioni che vadano in quella direzione.

Presidente - Ha chiesto di intervenire l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (AV-SA) - Direi che non c'è molto da aggiungere, se non segnalare con compiacimento l'interesse che i Gruppi consiliari e tutti i colleghi in Consiglio hanno dimostrato per il settore degli impianti a fune, per lo sci e soprattutto per le persone che nel tempo hanno permesso a tutti noi di godere dei servizi che gli impianti hanno dato alle popolazioni e agli sciatori.

Nel dicembre 2018, quando ho iniziato a occuparmi d'impianti a fune, ho cercato di lavorare insieme al Governo e alla maggioranza ma, devo dire, sempre anche in Consiglio con l'intenzione di costruire una visione strategica per il futuro di questo settore.

Quando si mettono insieme i numeri dei fatturati delle nostre aziende che nella sola stagione invernale rappresentano, come ci siamo detti più volte, ormai una media che va intorno agli 80 milioni di euro - purtroppo malheureusement non quest'anno - non si può che avere un'attenzione in termini politici importante, per far sì che questa che è una grande azienda, la nostra grande azienda e la nostra grande economia, possa avere oggi, come in futuro, tutte le attenzioni del caso.

In questo percorso però arriviamo - nonostante un anno di difficoltà di ordinaria amministrazione e questa stagione - per la seconda volta e direi definitivamente, come è stato ben ribadito in aula, a ragionare sul futuro dei piccoli comprensori che è anche il futuro dei grandi comprensori.

Oggi parliamo di Weissmatten, ieri abbiamo parlato di Antagnod, è stato giustamente fatto osservare che ragionando sui nostri piccoli comprensori costruiamo anche una strategia per le grandi stazioni, perché non possiamo - dopo aver giustamente dieci anni fa ragionato sulla fusione delle varie stazioni per dare loro un futuro - dimenticarci che la competitività e la capacità di attrarre nuovi sciatori e di fare economie sempre più performanti attraverso i nostri impianti, passa per gli investimenti che faremo sui grandi comprensori.

Vi ringrazio perché sono sicuro che nel sostenere questa petizione sosteniamo tutti insieme l'idea strategica che lo sci è fondamentale per il futuro della nostra regione. È fondamentale a Gressoney-Saint-Jean è fondamentale ad Antagnod come è fondamentale al Breuil, ad Ayas, a La Thuile, a Courmayeur, a Pila, in tutti quei posti dove facciamo importanti numeri per far sì che si possa creare, attraverso gli investimenti strategici che sapremo mettere in campo, il futuro di questo settore.

Dobbiamo recuperare sciatori, gli altri territori sono sempre più competitivi, dobbiamo far sciare di più i Valdostani, dobbiamo sciare di più noi Valdostani.

L'Austria, la Svizzera, paesi che credono veramente nella montagna e nello sci, lo praticano anche e nel praticarlo si appassionano e sostengono, attraverso la passione che dimostrano, anche l'economia che bisogna sviluppare, che è l'economia del territorio.

Qui non si importa niente, è il nostro territorio, sono le nostre montagne, bisogna utilizzarle al meglio, quando qualcuno dice sfruttare sbaglia, utilizzare al meglio il nostro territorio per far sì che si possa rendere sempre più complementare lo sci con tutto quello che sta crescendo come attrazione.

Allora, se questa è la strada, ben venga questa iniziativa e soprattutto ben venga la capacità che la comunità di Gressoney ha avuto non solo nel raccogliere le firme sul proprio territorio per questa petizione ma pure nel raccogliere l'interesse per il comprensorio del Weissmatten al di là dei cittadini.

Ho incontrato alla fine della scorsa legislatura i rappresentanti del comitato e non ho nascosto che rispetto al futuro di un investimento sulla revisione generale non mi sarei permesso d'indicare che questa era l'unica strada per la società. Dico questo perché è molto importante il percorso che la Commissione ha fatto: ringrazio il Presidente e ringrazio soprattutto i Commissari e il Consiglio regionale, perché sarebbe molto diverso oggi essere qui a discutere di un obbligo per la società di fare una cosa per conto nostro.

Qui oggi, attraverso questa petizione, si è aperta una strada che è di tipo tecnico per la revisione generale e bisognerà essere molto concreti, perché la società, se non vorremo far perdere un'altra stagione al Weissmatten, si dovrà mettere subito al lavoro una volta ottenuta la possibilità di finanziamento, perché i tempi sono molto stretti, seppur pare che ufficiosamente si tratti di nuovo per un allungamento di una deroga delle concessioni a livello nazionale. Se noi vorremo però essere concreti, dovremo far sì che la società - una volta ottenuta l'autorizzazione e la possibilità di finanziamento - si attivi immediatamente; però non avrei lasciato questo compito in via esclusiva alla società, che ha compiti di sviluppo dei territori ma anche compiti di mantenimento e di rispetto dei propri bilanci.

Oggi noi abbiamo aperto una strada insieme a quella della revisione generale che ci permette di ritornare a dare attualità al tema dello sviluppo economico dei territori attraverso le piccole stazioni e attraverso i piccoli impianti; quindi il tavolo di lavoro renderà corresponsabile l'Amministrazione comunale, insieme all'Amministrazione regionale e a Finaosta, di un progetto di sviluppo delle idee, ma anche di finanziamenti perché la corresponsabilità sarà su quel piano.

Io credo che sia importante - ed è la democrazia che la petizione ha sviluppato - il confronto che ci ha permesso di arrivare a questo punto di osservazione che crea da un lato la responsabilità e dall'altro la corresponsabilità per far sì che Weissmatten torni a essere una stazione d'interesse per il paese, per Gressoney-Saint-Jean, per la vallata e per tutta la Valle d'Aosta, perché dovrà essere qualche cosa d'innovativo, altrimenti ovviamente non avremmo raggiunto i nostri obiettivi.

Dall'altra parte, l'idea è che attraverso questa seconda petizione non si aspetti la terza ma si lavori a un disegno di legge, e qui - lo ha detto bene il collega Aggravi - abbiamo esempi nelle realtà vicino a noi, ci sono paesi in Italia, nell'Alto Adige. dove ci sono leggi che permettono i contratti di concessione tra i concessionari e i paesi dove sono presenti le infrastrutture; il nostro modello sappiamo essere diverso - il capitale è quasi completamente pubblico su tante società - quindi dovremo studiare e questa fase dovrà dimostrare che siamo capaci di trovare una soluzione per il futuro, una soluzione valdostana, perché questo settore ha una particolarità, un'identità tutta nostra, sia in termini politici che amministrativi.

Quindi bene ha detto chi ha ricordato che abbiamo concluso una fase e adesso inizia la fase decisiva, quella importante, quella ancora più concreta, perché attraverso le leggi che sapremo costruire, dovremo dimostrare di aver dato una risposta completa.

Io vorrei concludere dicendo che a mio avviso questa è la strada giusta per affrontare i problemi e i temi; con molto umiltà credo che il Governo sia a disposizione delle Commissioni e del Consiglio regionale per progetti di riforma, lo avete detto in occasione di altri dibattiti, in altri settori. Stanno cambiando così velocemente le situazioni, anche l'attività che dobbiamo affrontare è un'attività di riforma delle nostre leggi e anche di riforma della nostra organizzazione e in questo momento noi abbiamo bisogno di dare, attraverso una risposta come quella di oggi, una risposta alla brutta stagione che viviamo, al brutto momento che viviamo che oggi è peggiore che in altri giorni, perché con la richiesta di sospensiva accettata da parte della Corte Costituzionale non potremo neanche usare la nostra legge per aprire eventualmente qualche piccolo comprensorio per i Valdostani.

La risposta che il Consiglio regionale dà oggi è: "crediamo allo sci, chiediamo lo sviluppo strategico degli impianti a fune, rispettiamo le popolazioni che vivono nelle nostre vallate proprio per i sacrifici che fanno e ci mettiamo a disposizione per nuove strategie, nuove leggi, nuove risorse".

Ci sono comuni che hanno continuato, nonostante le fusioni, a gestire in proprio i propri impianti, sono mi pare cinque le località, forse quattro visto lo stop temporaneo del Col de Joux; questa legge potrà dare anche risposte a quei comuni che in questi anni hanno mantenuto attraverso contratti di servizio la gestione delle proprie strutture. Abbiamo a disposizione qualche risorsa, la legge sul "contributo battitura piste" per iniziare a ragionare, una legge che può essere implementata visto che tratta di spesa corrente che può essere il punto di riferimento per garantire alle nostre località gli accordi necessari per far sì che le grandi stazioni possano ritornare a sviluppare le loro strategie.

Quindi grazie a tutti e continuiamo a lavorare, perché la risposta politica alla petizione è arrivata con questa risoluzione, la risposta concreta arriverà attraverso il lavoro che faremo nei prossimi giorni e nei prossimi mesi.

Presidente - Non vedo altre richieste d'intervento, passerei dunque alla votazione della risoluzione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

Il Consiglio approva all'unanimità.