Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 224 del 14 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 224/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla prospettata riattivazione della linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier".

Marguerettaz (Presidente) - Direi che possiamo tranquillamente passare al punto 37 all'ordine del giorno. Per la presentazione consigliera Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - L'interpellanza torna sulla tematica riguardante la riattivazione della linea Aosta-Pré-Saint-Didier e più in generale, con alcuni quesiti legati al futuro, all'evoluzione di quello che era il piano strategico degli interventi e un po' della riorganizzazione del sistema dei trasporti.

Come già accennato dal collega Carrel nella sua iniziativa, l'interpellanza mira prima di tutto, è questo il primo quesito, a comprendere - tra l'altro l'Assessore aveva preannunciato che la risposta sarebbe stata più completa su questo quesito - quale sia stata la risposta di RFI alla richiesta dell'Assessore, e quindi conseguentemente del gestore Trenitalia, riguardo alla riattivazione, seppur anche parziale, della linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier in vista della prossima apertura delle scuole. Questa richiesta può essere poi - noi ovviamente l'abbiamo poi declinata negli altri due quesiti - utile a comprendere quale sia la strategia che il Governo regionale intende perseguire per il raggiungimento degli obiettivi di cui alle lettere B e D dell'articolo 1 della legge 22. La legge 22 citava al comma 2 dell'articolo 1 lettera B: la riattivazione e potenziamento della linea del servizio ferroviario sulla direttrice Aosta-Pré-Saint-Didier, valorizzando le stazioni storiche, le potenzialità turistiche e l'integrazione con la linea Aosta-Ivrea. Al punto D invece si citavano le possibilità di attingere a risorse statali europee, per il finanziamento delle opere necessarie al potenziamento ferroviario e per la prosecuzione della linea fino a Courmayeur.

Questo aspetto era già stato oggetto di discussioni in quest'aula nella precedente legislatura, quando abbiamo discusso e poi approvato il piano strategico degli interventi. Ricordo che ci furono due questioni che tennero banco in quella discussione. La prima, una questione puramente di metodo, ovvero a giudizio già del nostro gruppo e di altri gruppi di opposizione, si disse che forse prima dovevamo definire puntualmente quello che era il piano dei trasporti e quindi le scelte da fare, e poi definire gli interventi. Ma soprattutto vi era un grosso problema, e lì ricordo la presentazione da parte del nostro gruppo di un emendamento che poi è stato accolto, riguardo ai finanziamenti per gli interventi, perché noi possiamo ipotizzare qualsiasi tipo di intervento, ma se poi dopo non abbiamo le linee di finanziamento e le coperture, ovviamente non possiamo fare nulla.

Ricordo, ed è agli atti, che se si va a ripercorrere il programma strategico degli interventi, che è un lavoro che ha delle parti molto ben dettagliate e molto definite, la parte che riguarda appunto i fondi e i finanziamenti cita in maniera molto pratica il fatto che bisogna andare per la maggior parte degli interventi a trovare le risorse, siano esse europee, siano esse regionali, siano esse di terze eventualità. Infatti, noi inserimmo la possibilità, e il Consiglio lo accettò, anche di andare su canali più privatistici o comunque anche di indebitamento pro-investimento, perché qui di questo si parla.

Infatti, possiamo citarlo, nelle schede che avete inviato per contribuire al Recovery Fund - poi in realtà anche oggi vedendo un'ennesima bozza che ho ricevuto, io sinceramente a parte non capire dove verranno fatti gli interventi, non solo in Valle, in tutta Italia, ma questo lo lasciamo a chi a Roma sta gestendo una crisi al buio, se possiamo dire così - avete ovviamente prospettato e richiesto, in particolare per la Aosta-Pré-Saint-Didier stimato sui 40 milioni di euro e sul resto della linea sugli 81 milioni di euro, se non erro, proprio perché bisogna comprendere dove andare a trovare giustamente le risorse.

In particolare, ne approfitterei per capire e comprendere definitivamente, visto che parliamo di risorse, se la copertura finanziaria per l'elettrificazione, posto che io mi trovo gli 81 milioni appunto richiesti nel PNRR, ci sono o non ci sono, perché altrimenti abbiamo un problema ulteriore rispetto che fare pushing, un po' come l'Assessore già aveva detto, nei confronti di RFI e di Trenitalia, perché ci si sbrighi su questo aspetto.

L'ultimo punto riguarda poi invece la comprensione, ovvero chiediamo quale sia lo stato delle valutazioni relative al completamento della flotta dei treni bimodali, come da programma strategico degli interventi. Perché chiediamo questo? Perché non è stato chiaro, nel corso anche della discussione avuta sul bilancio, se c'è l'intenzione di sfruttare la possibilità di completare la flotta con un ulteriore acquisto di ulteriori tre veicoli, a fronte del fatto che comunque, come l'Assessorato ha detto in Commissione, ci sono oggi le risorse e a fronte di un finanziamento statale ci potrebbe essere a carico della Regione una spesa di quattro milioni di euro. Cito questo perché? Perché un aspetto di questi treni, che è citato anche dalle specifiche tecniche, prevede la possibilità di sostituire, nel momento in cui la linea fosse totalmente elettrificata, il power back diesel con delle batterie, quindi sfruttare appieno la linea elettrica.

Io in questi ultimi giorni mi sono appassionato al tema e ho avuto anche la fortuna di potermi confrontare con Stadler, che è il produttore appunto di questi veicoli - se l'Assessore avesse piacere vorrei poi inoltrarle anche la comunicazione che ho avuto da parte della società - riguardo a una possibilità. Ci sono delle esperienze, in particolare Ferrovie Nord, la Regione Campania, ma anche la Germania, cui guardo in maniera molto più interessata, per cui in alcune realtà, a fronte di pesanti costi per elettrificazione o non delle linee, i gestori stanno passando a sfruttare la possibilità di convertire alcuni treni, come quello bimodale, a una totale gestione elettrica sfruttando l'evoluzione delle batterie, che consentono appunto, a fronte della realizzazione di stazioni di ricarica, di poter far percorrere a questi veicoli un chilometraggio maggiore. Quello che volevo capire era se l'Assessorato aveva valutato questa ipotesi, perché oggettivamente io ho visto delle tempistiche che avete riportato nelle tabelle del Recovery Fund per quello che riguarda i lavori: prospettati tre anni, siamo in Italia, sappiamo qual è poi il vero problema. Quindi mi chiedo se a fronte di questo magari ci potrebbe essere la valutazione di dire: beh, io ho già fatto un investimento che riguarda dei treni che hanno la doppia forza motrice, potrei, a fronte della tecnologia batteria che sta aumentando il chilometraggio, fare una valutazione ulteriore e avere un treno totalmente elettrico che possa, a fronte di un costo minore e soprattutto forse più certo, proprio perché 80 milioni di euro sono comunque tanti e non si sa quando potrebbero arrivare, anche a fronte delle progettazioni, avere un costo opportunità che mi fa pensare a una soluzione più rapida, che poi tra l'altro non escluderebbe l'elettrificazione, perché ovviamente io avrei delle batterie e in caso di elettrificazione potrei avere una ricarica gestita dal pantografo e non dalle stazioni di ricarica.

Presidente - Per la risposta l'assessore Minelli.

Minelli (PCP) - Grazie collega Aggravi. Come avevo detto ieri nella risposta all'interpellanza dei colleghi di Pour l'Autonomie ritenevo che fosse più utile inquadrare la materia in un'unica risposta, ma è stato scelto così e mi attengo alle domande che lei ha posto.

1) Quale sia stata la risposta di Rete Ferroviaria Italiana alla richiesta dell'Assessore e se conseguentemente vi siano stati riscontri anche da parte di Trenitalia.

Sulla proposta di riapertura a breve termine, l'eventualità della riapertura a breve termine, di una tratta limitata e con corse soprattutto rivolta agli studenti, RFI ha evidenziato una difficoltà a intervenire immediatamente, ma non ha escluso una valutazione attenta dell'ipotesi, tanto è vero che è programmato per la settimana prossima un sopralluogo lungo la tratta Aosta-Arvier tramite un carrello ferroviario, sopralluogo a cui parteciperà anche la direttrice di RFI del nord Italia, che vuole rendersi conto personalmente della situazione. Questo in risposta a quanto lei chiedeva e a ciò che RFI mi ha comunicato.

2) Quale sia la strategia che il Governo regionale intende perseguire per il raggiungimento degli obiettivi di cui alle lettere B e D dell'articolo 1 della legge 22 del 2016. Lei mi fa quindi delle domande sulla strategia. Come emerge dalla premessa che io ho fatto nella precedente interpellanza, c'è stata una serie, che definirei coerente, di atti da parte della Regione Valle d'Aosta a partire dal 2016: prima la legge regionale 22 del 2016, poi l'accordo quadro con RFI del 2017 e infine il programma strategico per gli interventi sulla ferrovia del luglio 2019. Evidentemente il Governo regionale, come è scritto peraltro nel programma di maggioranza, intende proseguire su questa linea di comportamento e perseguire le strategie che sono contenute nel programma strategico degli interventi, che sostanzialmente prevede due cose: nel breve termine la riattivazione della linea Aosta-Pré-Saint-Didier e nel più lungo termine l'elettrificazione della stessa e la possibilità di utilizzarla per un eventuale servizio di tram-treno in grado di arrivare fino a Courmayeur, un progetto da perseguire per fasi e ovviamente con gli opportuni approfondimenti.

Rispetto al punto A, cioè la riattivazione della linea, evidenzio che la ripresa dell'esercizio consentirebbe di dare attuazione al servizio che è già previsto nel contratto con Trenitalia, contratto l'ho ricordato ieri sottoscritto ad agosto dello scorso anno, del 2020, che consiste in sei coppie di corse giornaliere e anche che, sulla base degli studi condotti da Rete Ferroviaria Italiana, la riattivazione della linea potrebbe avvenire con un potenziamento consistente nell'incremento del carico assiale a 18 tonnellate/asse, cosa che consentirebbe a una più ampia tipologia di treni di circolare sulla tratta e non solo quelli che si utilizzavano al momento della sospensione.

Rispetto al punto B, quindi l'elettrificazione e la possibilità di utilizzare per un servizio di tram-treno la tratta, evidenzio che il Governo regionale, con un provvedimento dell'ottobre 2019, ha deliberato la scelta di acquisire uno studio tecnico economico di approfondimento sull'ipotesi del sistema tram-treno, con le opzioni o Pré-Saint-Didier-Courmayeur o Aosta-Pré-Saint-Didier-Courmayeur, allo scopo di approfondirne la fattibilità, confrontare le diverse opzioni di realizzazione e di gestione, di acquisire gli elementi necessari per procedere eventualmente al successivo affidamento della prima fase di progettazione ed una serie di informazioni utili per eventuali candidature dell'iniziativa a bandi ministeriali o dell'Unione Europea. Prevediamo di poter acquisire questo studio nel corso del 2021.

Quale sia lo stato delle valutazioni relative al completamento della flotta di treni bimodali, come da programma strategico degli interventi. Il programma strategico prevede delle valutazioni sull'opportunità di procedere all'ordinazione di tre ulteriori treni bimodali finanziati dallo Stato, ma con una quota a carico della Regione. Di seguito espongo alcune considerazioni, che sono di tipo molto tecnico, del servizio competente in materia di ferrovia. Innanzitutto, a tutela dell'Amministrazione, si è voluto aspettare che i treni bimodali fossero operativi e funzionanti anche in doppia composizione, ovvero con due treni uniti. La relativa omologazione, con l'autorizzazione di messa in servizio, è stata acquisita nel mese di settembre 2020 e poi, dopo alcuni passaggi interni a Trenitalia, il treno bimodale, unito insomma, ha fatto il suo primo viaggio in doppia composizione un mese fa, il 12 dicembre 2020. Una prima valutazione riguardante il buon funzionamento dei treni si è quindi conclusa negli ultimi mesi, quando tutti i cinque bimodali hanno superato la fase di verifica in esercizio.

Nel frattempo, è stato svolto un approfondimento rispetto alla manutenzione dei treni nei primi cinque anni che è compresa nel contratto di fornitura, ma che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ritiene che vada scorporata dal finanziamento statale, a valere sui fondi FSC per gli ulteriori treni che si intendono ordinare. A questo proposito è stato necessario separare, in modo condiviso con il Ministero, le diverse lavorazioni inerenti le manutenzioni da quelle assimilabili agli interventi in garanzia ed è tuttora in corso con il direttore di esecuzione del contratto la relativa quantificazione economica, ai fini del ricalcolo delle quote di finanziamento regionale e statale. Potrà poi seguire la convenzione con il Ministero ed in parallelo il perfezionamento della procedura di affido. Questa era la parte più tecnica.

Dal punto di vista strategico, in accordo con il servizio competente si ritiene opportuno che prima di ordinare la fabbricazione di ulteriori bimodali siano definite le penali, il ritardo maturato nella fornitura dei primi cinque treni, su cui Stadler ha formulato alcune osservazioni, in modo da evitare di avviare una nuova procedura con delle contestazioni pendenti su quella precedente.

Infine, occorre considerare poi due ulteriori aspetti: primo, che nell'ambito del nuovo contratto di servizio tra Regione è Trenitalia, siglato appunto ad agosto, è prevista l'integrazione della flotta dei bimodali. C'è un allegato al contratto che prevede questa integrazione della flotta dei bimodali con ulteriori quattro bimodali forniti direttamente da Trenitalia. Seconda cosa, visti i tempi lunghi necessari alla nuova fornitura Stadler, questa presumibilmente avverrà a ridosso della prima parte dell'elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta, situazione che poi dovrà essere affrontata praticamente disattivando la modalità diesel e utilizzando esclusivamente la modalità elettrica.

Per quanto riguarda Stadler preciso che anche la sottoscritta ha avuto nel mese di novembre un'interlocuzione con la società che ha illustrato le nuove tecnologie: non so se è la stessa documentazione che ha ottenuto anche lei, ma possiamo vederla e si possono ovviamente fare delle valutazioni su queste possibilità. Comunque, l'ipotesi di avere solo batterie elettriche, che è quello che lei ha praticamente spiegato per quanto ha ricevuto nella documentazione, è interessante e si potrebbe valutare per la Aosta-Pré-Saint-Didier.

Nella sua domanda lei parlava di strategie e non espressamente di finanziamenti, ma io credo che tutte le strade e le soluzioni per i finanziamenti restino aperte e siano da considerare.

Presidente - La parola al collega Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Devo farle dei complimenti, assessore Minelli, perché anche politicamente vedo che sta tarando le sue risposte: me lo consenta, ma è anche quota parte della visione strategica sapere se ci sono i soldi e sapere se le coperture consentono di definire la strategia. Io forse nella mia domanda, e qui ho fatto forse un errore, ho concentrato la domanda sulla strategia, ma il y a le temps e quindi le risposte le troveremo in una maniera o nell'altra, anche perché in realtà una risposta su questo aspetto me l'ha data con la chiosa finale e quindi il grosso problema sarà trovare i soldi per fare ovviamente tutta una serie di interventi.

Nella sua risposta al quesito numero 2 vorrei solo aggiungere un aspetto e rimarcarlo: lei ha parlato di una serie coerente di atti del 2016. Me lo consenta, ma forse prima dell'approvazione del programma strategico degli interventi una maggiore coerenza si sarebbe potuta trovare definendo il piano regionale dei trasporti e quindi i conseguenti interventi. Perché questo? Perché, come abbiamo già avuto occasione di discutere, il piano strategico degli interventi ha, su tutta una serie di aspetti, delle variabili che devono essere valutate e devono essere fatte delle scelte, quindi ci sono molti interventi che sono potenziali oppure eventuali e forse meritava una visione prima più strategica e ampia e poi la definizione puntuale degli interventi. Ma si sa, anche la ragion politica all'epoca ebbe il suo peso: comunque qualcuno ci ha guadagnato da annunci sul giornale all'epoca, però forse era meglio fare meno annunci - lo dice una parte politica che spesso è accusata di fare tanti annunci - e su queste cose forse prima si doveva decidere cosa fare e poi decidere come farlo.

Per quanto riguarda poi invece la parte della fornitura, mi sorge un'ulteriore domanda, ma avremo tempo per parlarne. Mi dico: è vero, come lei giustamente ricorda nell'accordo quadro con Trenitalia c'è questa possibilità, ovvero valutiamo la riattivazione della Aosta-Pré-Saint-Didier, vedremo come andrà questo sopralluogo; lei giustamente citava l'integrazione della flotta con quattro bimodali da parte di Trenitalia, sarebbe bene, ma forse l'ha già verificato, se Trenitalia questi quattro veicoli ce li ha e soprattutto sarebbe bene capire se Trenitalia ha intenzione di farlo, perché a me sembra che ci sia una possibilità che continuiamo a portarci dietro, ma poi in realtà l'opzione o comunque l'obiettivo non lo raggiungiamo, cioè continuiamo sempre a rimandare il momento dell'attivazione. A questo punto però, giusti i passi che sono stati fatti e rimarcati dalle strutture nell'interesse e nella tutela dell'amministrazione su eventuali nuovi acquisti, mi dico anche se i nuovi acquisti potrebbero arrivare quando c'è di fatto un'elettrificazione compiuta; io lo vorrei sperare, perché oggi mi sembra che l'elettrificazione completa della linea, non sto parlando di Aosta-Pré-Saint-Didier, sto parlando dell'altra, mi sembra che è sempre più eventuale e sempre più avanti.

Sono contento infine, almeno questo devo dirlo, e sono disponibilissimo a condividere e anche a confrontare la documentazione che ho con la documentazione che magari ha analizzato, perché forse anche la possibilità di sfruttare la tecnologia della batteria potrebbe essere utile magari a un certo punto a fare una scelta diversa, quando capiremo se l'elettrificazione si potrà fare o non si potrà fare e soprattutto quando si potrà finalmente pensare che sia definita, perché mi sembra che le eventualità siano ancora troppe rispetto alle certezze.