Oggetto del Consiglio n. 223 del 14 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 223/XVI - Interpellanza: "Intenzioni sul proseguimento del progetto di ampliamento dell'Ospedale Parini".
Bertin (Presidente) - Punto 36 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione consigliere segretario Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Esplicito l'interpellanza. Ricordato il dibattito tra varie forze politiche e associazioni di cittadini in merito alla proposta di realizzare una nuova sede ospedaliera in alternativa all'ampliamento dell'ospedale Parini, culminato con il referendum del novembre 2007, relativo alla costruzione di un unico e nuovo ospedale regionale, i cui risultati evidenziarono 63 percento circa di voti per il sì, il 36 percento circa per il no, ma tuttavia il risultato non fu valido, perché non venne raggiunto il quorum.
Considerato che il Consiglio regionale votò poi contro la proposta del nuovo ospedale e preferì investire le finanze previste per la soluzione di ampliamento del Parini, pure a fronte di varie criticità tra le quali la sostenibilità dell'area di parcheggio di competenza, il relativo tunnel di collegamento, oltre a problematiche relative al turnover.
Preso atto che con la convenzione stipulata in data 2 marzo 2010 si affidava alla società COUP S.r.l. l'avvio delle attività inerenti la progettazione e la realizzazione dell'opera di ampliamento del polo ospedaliero Umberto Parini, ricordato che a seguito del ritrovamento avvenuto nel 2014 dei reperti archeologici all'interno dell'area nella quale avrebbe dovuto sorgere il secondo edificio, attraverso vari passaggi amministrativi e istituzionali i lavori di ampliamento sono stati interrotti e risultano tali a tutt'oggi.
Evidenziato che in occasione dell'emergenza sanitaria in atto le sorti relative alla soluzione di ampliamento dell'ospedale Parini, oppure in alternativa l'ipotesi di realizzazione di nuove strutture ospedaliere, risultano in entrambi i casi soluzioni di importanza urgente, per cui è necessario il relativo approfondimento per operare alle scelte necessarie nel più breve tempo possibile.
Atteso che in linea ai principi generali di tutela e valorizzazione dei beni culturali, di cui alla convenzione di Faro del 2011, si evidenza il riconoscimento del valore che per la società e per la propria economia hanno il patrimonio culturale e la cultura - in questo caso mi riferisco al rinvenimento dei ritrovamenti archeologici - e quindi al principio di tutela e valorizzazione di tale patrimonio.
I sottoscritti Consiglieri regionali interpellano il Governo regionale per conoscere: primo quesito, quali sono le intenzioni presenti e future relative alla prosecuzione del progetto di ampliamento dell'ospedale Parini, rispetto a eventuali altre ipotesi alternative e, nel caso di prosecuzione del progetto di ampliamento, quali siano gli intendimenti in particolare verso la specifica area dei ritrovamenti archeologici; secondo quesito, quali azioni di tutela sono state poste in atto a tutt'oggi in merito a quanto emerso nell'area in questione, quindi indagini effettuate, scavi, gare di scavo, se possibile i costi, i progetti sviluppati, i risultati e, importante, anche l'interlocuzione con gli uffici dell'archeologia per capire in che modo si sono posti e le condizioni che hanno posto; terzo quesito, quali azioni di tutela e valorizzazione il Governo intende condurre in merito ai ritrovamenti archeologici in questione, con quali criteri e con quali tempi.
Dalle ore 11:53 assume la Presidenza il vicepresidente Marguerettaz.
Marguerettaz (Presidente) - La parola all'assessore Barmasse, ne ha facoltà.
Barmasse (UV) - Intanto come premessa condivido, consigliere Distort, il fatto che una soluzione dal punto di vista ospedaliero sia comunque un argomento urgente, non solo per il Consiglio regionale e per il Governo, ma per la Valle d'Aosta.
Partendo dal progetto esistente, che è l'unico che abbiamo in questo momento di ampliamento dell'ospedale regionale, nel mese di novembre 2018 è stato redatto lo studio di compatibilità dei servizi ospedalieri con il sito archeologico, oggetto di approfondimento nel corso del 2019, che aveva diverse ipotesi risolutive per l'integrazione dei reperti rinvenuti nel corpo di ampliamento ospedaliero. Nel dicembre 2019 è stata approvata l'ipotesi maggiormente rispondente alle esigenze sanitarie. Rispetto al progetto esecutivo esistente, sulla base di questa ipotesi progettuale, i piani fuori terra sono interessati solo da apportare modificazioni interne, mentre quelli interrati necessitano di revisione, ricollocazione spaziale e modificazione delle strutture interferenti con i reperti, al fine di mantenere in loco e preservare il tumulo e i cippi lapidei rinvenuti.
Le indicazioni della Sovrintendenza per la tutela dei ritrovamenti archeologici sono infatti di valorizzarli in sito, inserendoli nel progetto di ampliamento dell'ospedale, come ritenuto corretto per il loro particolarmente importante interesse dal comitato scientifico appositamente creato nel 2015. Il comitato scientifico, nella relazione del 26 luglio 2016, aveva infatti evidenziato l'unicità del complesso monumentale cerimoniale funerario rinvenuto e sottolineato la necessità della sua tutela e conservazione attraverso la realizzazione di un sito archeologico, fornendo indicazioni operative sulle soluzioni di conservazione dei reperti rinvenuti o che potevano ancora emergere. In sede di ampliamento verso est dell'ospedale occorrerà mettere in atto specifiche azioni di intervento. Nel caso non fosse possibile ovviamente procedere con l'ampliamento, i resti monumentali, cioè il circolo di pietre e tumolo dovranno comunque essere valorizzati con la realizzazione di un sito archeologico ad hoc.
A tutela dei beni archeologici, man mano che sono emersi nei diversi cantieri del 2015, la Sovrintendenza regionale forniva indicazioni e predisponeva apposite relazioni contenenti le specifiche sui materiali da impiegare e sui metodi di lavoro da adottare. Ad esempio, come curiosità, sono stati utilizzati lapilli vulcanici per il tumulo, oppure sacchi di sabbia, teli in PVC, tessuto non tessuto, sabbia stesa, terreno addossato alle scarpate, dirigendo archeologicamente i lavori. Questo avveniva sia per i reperti che poi sono rimasti in loco, ad esempio il tumulo e il cerchio di cippi lapidei, sia per quelli poi rimossi, come ad esempio le tombe di epoca romana.
Nello specifico, per quanto riguarda il tumulo, è stata realizzata un'apposita struttura modulare diversamente ripartita in funzione delle caratteristiche delle parti componenti il manufatto. Per le altre evidenze monumentali in generale si è operata una protezione tramite rinterro con sabbia e ghiaia e copertura con idonei teli. Alcuni reperti sono stati trasferiti negli appositi depositi di materiali archeologici, ai fini di procedere al loro studio e restauro.
L'area è inoltre dotata di impianto di videosorveglianza con pronto intervento. Tutti i fronti di scavo dei precedenti cantieri sono stati protetti con scarpate in terreno di qualità per evitare crolli e l'accesso al sito archeologico per le manutenzioni avviene in sicurezza attraverso una apposita scala pedonale, essendoci una differenza di quota di oltre tre metri.
Al momento dell'ampliamento dell'ospedale i resti monumentali saranno comunque integrati e valorizzati nel progetto, ovviamente in accordo con la Sovrintendenza. Nel caso in cui non fosse possibile realizzare l'ampliamento, andrà progettato un sito archeologico per la visita di quanto emerso. In entrambe le ipotesi, i criteri e i tempi saranno da definire.
Consigliere Distort, per quanto riguarda la domanda sui costi in questo momento non sono in grado di darli, ma sicuramente se vuole possiamo dare completamente tutti i costi di tutto ciò che è stato fatto fino a ora.
Presidente - Per la replica il consigliere segretario Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Mi rendo perfettamente conto che stiamo parlando di un tema estremamente vasto e che, tra l'altro, la COUP S.r.l. si trova sotto la competenza dell'Assessorato alla sanità. Questa situazione fa sì che formalmente risponda lei, però mi rendo perfettamente conto che il discorso è estremamente ampio e comprenda vari aspetti, compreso l'Assessorato del suo collega Guichardaz. Con questo non voglio invocare interventi ulteriori, però la natura di un'interpellanza è proprio questa: avere una ricognizione di qual è lo stato di fatto, lo stato dell'arte e quali sono gli intendimenti. La risposta è un po' generica, ma capisco perfettamente le condizioni in cui lei si trova, tra l'altro neo insediato, a trattare temi che addirittura vanno al di là dell'aspetto della sanità, rientrano nell'ambito dell'edilizia, nell'ambito dell'architettura, nell'ambito della tutela dei beni culturali, nell'ambito anche degli aspetti economici, quindi un tema estremamente vasto.
Avevo piacere comunque di portare all'attenzione dell'aula il discorso, avevo piacere di sollevare gli interrogativi posti pur evidenziando il fatto che già il governo Spelgatti allora aveva avviato uno studio per la comprensione del rapporto tra benefici e costi relativo alle due soluzioni: una soluzione relativa al mantenimento, alla prosecuzione del progetto di ampliamento del Parini, piuttosto che una soluzione di nuova costruzione e, nel caso anche di prosecuzione dell'ampliamento, in che modo e in che direzione svolgerlo. Questo lavoro di benefici-costi poi, con il Governo successivo, è finito nel nulla e oggi lei si trova a riprendere in mano questa situazione, questa sorta di vaso di Pandora. Ma mentre Pandora, avendo avuto il vaso consegnato da Zeus che non doveva essere aperto e doveva esser tenuto chiuso, lei stessa per sua curiosità ha voluto aprirlo scatenando tutti i mali che si abbatterono poi sull'umanità, in questo caso non è la sua curiosità, ma è la mia che ha un po' aperto questa situazione estremamente complessa. Conforta il fatto che nel mito di Pandora in fondo al vaso l'unico elemento rimasto è stata la speranza, ultima a morire.
Tuttavia, ho piacere semplicemente di ricordare che nel 2017 il quotidiano AostaCronaca.it aveva riportato queste parole: "L'Assessore alla sanità ha sintetizzato le tappe dei lavori di ampliamento. Per rispettare le prescrizioni archeologiche e ottimizzare le tempistiche l'Assessore alla sanità", allora il qui presente Assessore Bertschy "dice: è prevista la realizzazione di due lotti prioritari, il collegamento sanitario interrato di Viale Ginevra, avvio del procedimento di revisione progettuale, eccetera. Il cronoprogramma prevedeva l'inizio dei lavori del primo lotto ad aprile 2017, del secondo a settembre 2017, del terzo a gennaio 2019. La gara per l'aggiudicazione del secondo lotto verrà avviata a settembre con un ritardo di almeno tre mesi. Siamo inoltre in attesa di capire se occorre indire una nuova gara per la progettazione, ha spiegato l'Assessore, in quanto le nuove norme nazionali sugli appalti molto più stringenti hanno costretto COUP ad interrompere i contratti in essere. Entro fine mese dovremmo risolvere questo passaggio cruciale, in quanto l'indizione di una gara allungherebbe i tempi". Il capogruppo del PD Jean-Pierre Guichardaz nella replica ha sottolineato: "Questo tema non vede grandi progressi, si parla sempre di ritardi e di problemi. È un tema divisivo da ormai quarant'anni, perché non si arriva mai a un risultato concreto, limitandosi a rappezzare continuando a dilapidare denaro. A oggi abbiamo speso di più rispetto alla variazione di bilancio di quest'anno. Evidentemente quest'opera ha la capacità di raddoppiare i costi preventivati. Per Guichardaz, prima di parlare con la cittadinanza, sarebbe opportuno definire direttive politiche in modo da poter offrire dati certi e alternative".
Sono praticamente certo che nella prossima legislatura si continuerà a parlare di questo progetto. Questa è la speranza in fondo al vaso di Pandora.
Presidente - Collega Baccega per mozione d'ordine.
Baccega (PA) - Solo per dire al Consiglio che la valutazione costi-benefici che la presidente Spelgatti aveva a suo tempo indirizzato è stata completata dall'Università Bocconi e da un gruppo di lavoro importante, trasferita alla presidenza della Commissione competente e non è rimasta nel nulla.
Presidente - Ovviamente per par condicio dobbiamo lasciare la parola a chi l'ha chiesta, però siamo fuori dal seminato, quindi replica alla mozione d'ordine, consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Solo per pura completezza, correttezza e trasparenza nei confronti del Consiglio. La prima versione che il governo Spelgatti scaricò nel bilancio prevedeva una valutazione comparativa di scenario in cui era anche previsto lo scenario di nuova costruzione di un ospedale ex novo. Successivamente in aula venne poi rettificata con un emendamento quella valutazione e definita una valutazione dove lo scenario di nuova costruzione non veniva contemplato. Questo è solo per riportare i fatti come sono andati.
