Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 225 del 14 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 225/XVI - Interpellanza: "Motivazioni dell'esternalizzazione del servizio di assistenza domiciliare nell'Unité Mont-Emilius".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 38 all'ordine del giorno. La parola al collega Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Con questa interpellanza volevo portare all'attenzione dell'aula e del contesto regionale il processo che è iniziato in una Unité des Communes, la Mont-Emilius, di esternalizzazione del servizio di assistenza domiciliare, un servizio che soprattutto in questo periodo si è potuto vedere fondamentale per il mantenimento e per la cura degli anziani e non solo degli anziani nelle loro case.

Questo direi che possa creare un precedente, perché comunque si parla proprio di una esternalizzazione del servizio. La cosa che però mi preoccupa di più, o meglio, sono due le cose che mi preoccupano di più: la prima, è la questione essenzialmente di principio, perché comunque se il pubblico abdica a un suo ruolo, mi chiedo a cosa serva il pubblico e a cosa servano certe competenze. D'altro canto, mi preoccupano comunque anche i lavoratori, perché dalle parole del presidente della Unité des Communes, Michel Martinet, tratte da La Vallée del 24 dicembre, si dice che i lavoratori saranno progressivamente riassorbiti all'interno delle microcomunità, quando si verificheranno situazioni di carenza del personale. Quindi il riassorbimento, almeno dalle parole del presidente, non è di sicuro automatico.

So benissimo che è un campo che riguarda essenzialmente la competenza delle Unités des Communes, ma come ho detto, visto che comunque anche la Regione contribuisce con dei fondi alle Unités des Communes, è fondamentale porre l'attenzione su questo genere di servizio.

Non voglio dire che esternalizzare e dare in mano a dei privati sia per forza ridurre i servizi o declassificare anche la qualità dei servizi, però per quanto riguarda soprattutto la tutela dei lavoratori io direi che sicuramente ci potrà essere più flessibilità per l'assunzione da parte di privati rispetto a ciò che accade nel pubblico, ma ciò che mi chiedo è la tutela dei lavoratori, che credo nel privato non sia effettiva quanto avviene nel pubblico.

Con questa interpellanza chiedo se l'Assessore sia a conoscenza delle motivazioni con cui si voglia procedere alla esternalizzazione e, in caso di risposta affermativa, quali siano e quale sia la posizione del Governo regionale riguardo proprio a questo processo di esternalizzazione del servizio di assistenza domiciliare.

Presidente - La parola all'assessore Barmasse per la risposta.

Barmasse (UV) - Come premessa direi che giustamente, come anche lei Consigliere ha già detto, è più materia di competenza delle Unités des Communes, poi è ovvio che l'Assessorato in tutto ciò ha i suoi compiti di vigilanza, di orientamento, indirizzo, eccetera.

L'interpellanza riguarda la materia dei servizi attribuiti alle competenze, come dicevamo, degli enti locali. Una doverosa premessa riguarda il fatto che la materia di cui si tratta è permeata da un ampio margine di autonomia da parte dell'attore pubblico sulla scelta dei modelli organizzativi da adottare, gestione diretta o esternalizzazione, che devono rispondere a un generale principio di efficientamento della pubblica amministrazione, previsto tra l'altro dall'articolo 29 della legge 448 del 2001, legge finanziaria 2002, anche attraverso l'esternalizzazione di servizi già svolti in via diretta.

Entrando nel merito del quesito, gli elementi conoscitivi relativi alle motivazioni che hanno portato l'Unité des Communes Mont-Emilius a decidere di esternalizzare il servizio di assistenza domiciliare, sono esplicitati nelle premesse alla deliberazione della Giunta dell'Unité stessa, la quale muove dalla considerazione delle difficoltà riscontrate nell'erogazione diretta del servizio, stante la nota carenza di operatori sociosanitari da impiegare per tale funzione.

Il servizio di assistenza domiciliare è di fondamentale importanza per gli anziani residenti nel territorio dei dieci comuni che costituiscono l'Unité, in quanto consente una maggiore autonomia nella vita quotidiana degli stessi ed evita che, in mancanza di supporti familiari, gli stessi siano collocati prematuramente in strutture residenziali che hanno anche costi di gestione ben più alti. L'esternalizzazione del servizio, che verrà affidato mediante procedura di appalto, mira quindi a una maggiore funzionalità del servizio rendendolo più flessibile e idoneo alle esigenze degli utenti stessi. Infatti, al di là della già richiamata carenza di OSS, la gestione diretta del servizio comporta la diretta assunzione del personale con le rigidità previste dal sistema pubblico, mentre la gestione esternalizzata, avendo i privati una maggiore libertà di azione nelle assunzioni e nella gestione del personale, consente una maggiore flessibilità, necessaria nell'erogazione di tale servizio caratterizzato da richieste che iniziano e terminano con rapidità.

Appare del tutto evidente che il tema della gestione del servizio di assistenza domiciliare si inserisce in un contesto più ampio di gestione dei servizi rivolti agli anziani, sui quali sarà opportuno procedere a una complessiva revisione. L'Amministrazione sarà quindi chiamata a rivedere il sistema dei servizi per gli anziani, che soprattutto durante questi ultimi mesi di pandemia ha evidenziato difficoltà nel coordinamento dei vari enti gestori.

L'obiettivo di questa Amministrazione è dunque duplice: da un lato riformare i servizi agli anziani per omogeneizzare i servizi sociali sul territorio regionale, consapevoli comunque della diversità tra la plaine e le vallate laterali e dall'altro farlo coinvolgendo tutti i soggetti interessati, la Regione, gli enti locali, i sindacati e il terzo settore. Sarà quindi necessario ripensare il modello attuale, individuando i servizi che potrebbero essere esternalizzati e quelli che invece è opportuno rimangano a gestione diretta delle amministrazioni pubbliche.

Infine, si ribadisce, come la riforma del welfare e della sanità territoriale siano tra le priorità di questo Assessorato. C'è già stata anche una delibera in tal senso, perché quello che noi vogliamo comunque in questo momento - come vedete è intenzione dell'Assessorato rivedere e fare una riforma del welfare, in particolare per quanto riguarda il problema del territorio - è di omogeneizzare sul territorio il tipo di servizio e il tipo di assistenza. Quindi, al di là del fatto che giustamente le Unités, in questo momento, possono e hanno il diritto di fare delle scelte di un certo tipo, come dicevo prima il compito dell'Assessorato è quello poi di programmare, andare oltre, cercare di omogeneizzare i servizi possibilmente rendendoli migliori.

Presidente - Per la replica il collega Lavy.

Lavy (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Diciamo che è quell'ultimo "possibilmente migliori" che mi lascia un pochino perplesso. Sono totalmente d'accordo sul fatto che una revisione dei servizi dell'assistenza in generale debba essere fatta e bisogna comunque conformarsi ai bisogni del territorio perché, come ha detto giustamente lei, i bisogni della plaine e i bisogni delle vallate sono totalmente diversi.

Per quanto riguarda proprio la questione trattata dall'interpellanza nel particolare, giustamente per quel genere di servizio è necessaria una flessibilità che non per forza il pubblico garantisce. Il problema è che magari una troppa flessibilità nelle assunzioni può portare anche a una flessibilità nella qualità dei servizi perché, almeno per quanto riguarda se uno è assunto a tempo indeterminato nel pubblico, certe qualità che queste persone possono garantire non credo che, almeno a livello teorico, possano essere garantite da persone assunte a livello di privati, anche perché credo che i requisiti siano leggermente diversi e credo che anche la cura che certe persone abbiano nel settore pubblico verso certi anziani sia totalmente diversa rispetto a ciò che accade nel settore privato. Comunque, questo processo può essere, ed è quello diciamo il dubbio che mi pongo, il primo di tanti, perché oggi può toccare all'Unité des Communes Mont-Emilius, domani può toccare alla Grand-Paradis e via dicendo.

Mi auguro veramente che comunque al di là di tutto si faccia attenzione sulla tutela dei lavoratori che è fondamentale e che comunque si metta mano anche a questo genere di sistema, tutelando sia i lavoratori ma comunque creando o comunque armonizzando questo sistema al territorio e ai vari territori.

OGGETTO N. 226XVI - Interpellanza: "Notizie in merito al conferimento di incarichi dirigenziali di I e II livello dell'Amministrazione regionale".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 39 all'ordine del giorno. La parola al collega Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Vengo a esporre un'interpellanza che purtroppo è nata vecchia, perché poi nel frattempo sono subentrate delle ulteriori evoluzioni, però cercherò di tenere conto sia della prima finalità dell'interpellanza sia di quello che è successivamente avvenuto.

L'interpellanza richiama la pubblicazione delle delibere di Giunta 1398 e 1400 del 24 dicembre 2020, relative al conferimento degli incarichi dirigenziali di primo e secondo livello dell'Amministrazione regionale. Analizzando in particolare la pubblicazione della 1400 ho rilevato che, come definito in premessa, alcuni incarichi dirigenziali di secondo livello sono stati oggetto di revoca ed in particolare alcuni a far data dal primo gennaio, tra cui in particolare, mi sono concentrato su questa struttura, quella relativa al finanziamento del servizio sanitari investimenti e qualità dei servizi sociosanitari.

Perché mi sono concentrato su questo aspetto? Un po' perché ovviamente siamo in piena situazione pandemica, un po' perché giustamente tra le funzioni di questa struttura vi è appunto quella di programmazione, finanziamento e controllo delle attività del servizio sanitario, di provvedere agli adempimenti in materia di certificazione di bilanci, di armonizzazione dei sistemi contabili della Azienda USL e poi tra l'altro una ulteriore funzione molto importante che è quella di supportare, finanziare e controllare le procedure di ampliamento dell'ospedale e gli altri interventi di edilizia sanitaria, che non sono sicuramente argomenti che in questo momento particolare non sono à la une; poi ci sono anche altre strutture che riguardano la programmazione europea. Giustamente mi sono chiesto: come può una struttura così importante privarsi comunque di una figura apicale di questo tipo, pur essendoci sicuramente una struttura dietro, ma poi lo vediamo, come anche in risposta ad alcune iniziative, si dice che ovviamente le strutture sono oberate e impegnate in tutta una serie di attività. Ho trovato abbastanza particolare questo aspetto, tenuto poi anche conto di un principio che è tipico e che ho voluto riportare, un principio del decreto legislativo 118, che è il principio del processo di programmazione, cioè io dovrei definire la mia struttura e i miei bilanci in funzione di una programmazione che tenga anche conto non soltanto delle necessità attuali, ma delle necessità future della amministrazione. Ci si priva al primo di gennaio di una struttura di questo genere, tra l'altro con un lasso di tempo molto breve tra il 24 dicembre e il fine anno, perché poi sappiamo come vanno le cose, e quindi giustamente richiedo le motivazioni che hanno portato, in una situazione di particolare complessità come quella attuale per l'ambito sanitario, a dar corso a questa revoca.

Mi sono poi però trovato il 31 dicembre, la scadenza termini era il in quella data, una nuova delibera di Giunta, la 1443, che in parte mi specifica e mi risponde già alla mia domanda. Quindi voi direte: Aggravi fa le domande, si dà le risposte, ma io penso che sia utile avere la risposta - non so chi mi risponderà - riguardo al fatto che vi è poi - è anche uscito sui giornali - una missiva da parte del titolare della sanità in cui si precisa che tale trasferimento creerebbe gravissime difficoltà di funzionamento del dipartimento sanità e salute, presso il quale è già vacante la struttura programmazione sociosanitaria e assistenza ospedaliera, e di rettificare con urgenza tale deliberazione differendo la decorrenza del suddetto trasferimento al 31 maggio. Poi il differimento verrà solo definito di due mesi. Quindi mi sono poi successivamente detto: "caspita, la domanda era pertinente!", perché la struttura era più che importante.

Chiederei, visto che nel frattempo c'è stato un aggiornamento, di avere una risposta che non tenga conto solo della situazione iniziale che ho citato, proprio perché c'è stata una evoluzione particolarmente importante. Infatti, nella delibera si trovano poi delle deliberazioni conseguenti, tra cui ad esempio quella di modificare la pubblicità del posto presso la struttura finanziamento del servizio sanitario, perché ovviamente sono cambiate le prospettive, in quanto chi poi si siederà a guida di quella struttura lo farà non più dal primo di gennaio, ma poi successivamente, e lasciamo soprattutto perdere il fatto che comunque ci sono dei lassi di tempo molto ristretti.

Chiedevo anche quali sarebbero state le modalità operative definite a livello organizzativo per evitare che tale vacatio possa determinare degli effetti distorsivi sulla quotidiana attività della struttura, in particolare in ottica di programmazione, finanziamento e controllo delle attività relative al sistema sanitario. Mi potreste dire che le modalità operative sono il differimento, però io sinceramente vorrei capire quando avete deciso di revocare questo incarico cosa avevate pensato? Perché non è che l'errata corrige può funzionare, perché altrimenti il principio della programmazione decade.

Poi ho anche chiesto, visto che ci sono anche ulteriori strutture che comunque hanno una loro importanza soprattutto nell'economia e nell'organizzazione dei relativi assessorati, quali altre modalità operative sono state definite a livello organizzativo per evitare che altre vacatio generino appunto delle problematiche rispetto all'attività amministrativa. Parlo in particolare degli affari di prefettura e dell'assistenza economica, trasferimenti finanziari e servizi esternalizzati che anche quelli, a far data dal primo gennaio, ovviamente sono vacanti, a meno che io non mi sia perso delle ulteriori delibere che hanno sostituito appunto la deliberazione di Natale; magari me le sono perse e se è così vi chiedo una specifica in questo senso.

Il principio di base che vorrei rimarcare qual è? Che poi nello stesso momento c'è una parte non citata, ovvero io all'epoca vado a revocare l'incarico di dirigenza dal primo gennaio a una struttura importante per metterla da un'altra parte, oggi differisco questa vacanza, però genero un problema su una ulteriore struttura, che è già stata oggetto tra l'altro di un'iniziativa di altri colleghi, riguardo appunto la struttura credito e previdenza che non è nuova, c'è sempre stata, ha delle ulteriori incombenze molto importanti e quindi, se risolvo l'effetto distorsivo da una parte, lo creo anche dall'altra.

Quindi volevo un attimo capire che cosa è successo tra Natale e Capodanno e quali sono le valutazioni che avete fatto soprattutto in ottica programmatoria, tenuto anche conto di una cosa, e non me ne voglia il Presidente della Regione ma io l'ho già citato in bilancio: io mi ricordo che quando fu pubblicata la delibera di Giunta 1076 del 23 ottobre, si parlava di un provvedimento - cito le parole della macrostruttura - "il provvedimento adottato oggi, così la nuova ripartizione delle deleghe vuole essere il punto di partenza per una riforma della macchina amministrativa".

Vede Presidente e vedete colleghi di Giunta, quando ho avuto l'onore di essere assessore e di far parte della giunta Spelgatti, c'era un réfrain che sentivamo dall'altra parte dei tavoli, ovvero che eravamo inadeguati, inesperti e soprattutto spesso non sapevamo cosa fare, anche con dei termini a volte un po' offensivi. Noi sinceramente non abbiamo mai parlato di grandi riforme, anche perché, diciamo la verità, abbiamo trovato tutta una serie di difficoltà, non solo nei dossier ma anche politiche perché partivamo in diciotto, che voi oggi non dovreste avere, però se questi sono segnali di grande riforma della macchina amministrativa, alla faccia del bicarbonato di sodio!

Presidente - Per la risposta il presidente Lavevaz.

Lavevaz (UV) - In realtà il collega Aggravi si è già dato tutta una serie di risposte, giustamente vista poi l'evoluzione delle cose tra la delibera di Natale, come l'ha chiamata lui, e la delibera di San Silvestro. In realtà non è che le cose siano così straordinarie, nel senso che ovviamente l'articolazione delle strutture, a seguito dell'inizio della legislatura, hanno un iter che è ben specificato peraltro dalla legge 22 e quindi con la delibera citata dal collega, la 1076 del 23 ottobre, questo procedimento ho preso avvio e naturalmente tutta una serie di passaggi di pubblicità, eccetera, vanno espletati.

In particolare, ai sensi dell'articolo 20 della citata legge 22, sono stati resi noti il numero e le tipologie dei posti disponibili, le competenze richieste, i criteri di scelta stabiliti, la cosiddetta pubblicità di cui parlavo, e sono state acquisite le disponibilità dei dirigenti interessati appartenenti alla qualifica unica dirigenziale. In tale contesto la dirigente della struttura finanziamento del servizio sanitario, investimenti e qualità dei servizi sociosanitari, ha presentato - come detto - una domanda di interesse per un'altra struttura dirigenziale, la struttura credito e previdenza. Essendo l'unica candidatura su questa struttura, la Giunta regionale, con la deliberazione 1400 del 24 dicembre, ha stabilito di conferire alla dirigente in questione nuovo incarico, revocando contestualmente l'incarico precedente. Per inciso, la stessa cosa è avvenuta per la struttura affari di prefettura, l'ha ricordato il collega Aggravi, per la quale il dirigente incaricato nella passata legislatura ha presentato candidatura per un altro incarico.

Quanto invece alle modalità operative richieste, proprio per garantire la continuità amministrativa della struttura, su richiesta dell'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, la Giunta regionale, con deliberazione n. 1443 che abbiamo già ricordato del 31 dicembre, ha differito la decorrenza del nuovo incarico di cui alla deliberazione 1400, prorogando fino al 28 febbraio alla dirigente in questione la direzione della struttura finanziamento del servizio sanitario, investimenti e qualità dei servizi sociosanitari.

Per quanto riguarda infine la terza domanda, la copertura dei posti vacanti -ce ne sono altri, peraltro, oltre a quelli citati - sarà effettuata con la programmazione necessaria e come previsto dalla legge regionale 22 del 2010, ad esempio con ricorso alla mobilità all'interno del comparto unico, fermo restando che nel frattempo le relative funzioni sono affidate al dirigente di primo livello sovraordinato senza, pertanto, alcuna distorsione o interruzione dell'attività amministrativa.

Presidente - Per la replica il collega Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Per usare un termine calcistico, lei ha applicato il catenaccio in questa risposta, però ne do atto. Vede Presidente, a me spiace perché io avevo incentrato la prima domanda, ma soprattutto anche il mio intervento, a parlare di programmazione e lei mi ha risposto con il minimo indispensabile, ricordandomi quella che è la situazione prevista dalle normative e le procedure. Però io mi chiedo - mi perdoni - ma in Giunta vi parlate? Perché trovarsi nel fatto che c'è una missiva da parte di uno degli assessori che chiede di differire ufficialmente i termini di una decisione presa qualche giorno prima, io mi dico: ma programmate, vi siete parlati nella riorganizzazione? Che cos'è che avete deciso? Questo era il dubbio: com'è che programmate? Perché altrimenti di grandi riforme non ne vedo, ma neanche di piccole. È questo che mi preoccupa, perché in un argomento così importante come la programmazione vi scrivete delle lettere e dovete fare delle contro delibere per porre rimedio a un errore molto grave, e voglio pensare che sia un errore o non qualcos'altro.

Però vede, c'è un altro problema. Quando io parlavo di creare degli effetti distorsivi poi successivamente nella scala, quando ho parlato della struttura credito e previdenza, c'è un altro elemento: nell'interessantissima delibera di San Silvestro - io una volta mi sono affidato a San Grato, aggiungiamo anche San Silvestro e altri santi - si delibera anche di revocare l'incarico di reggenza del dipartimento personale organizzazione al coordinatore del bilancio, dottor Peter Bieler, con decorrenza dal primo gennaio 2021 fino al 28 febbraio e questa reggenza viene affidata al Segretario generale.

Io ho già avuto più volte occasione di specificarlo già al suo predecessore Fosson, riguardo alla nomina che fu fatta il 27 luglio 2019 in cui si diceva che appunto le funzioni in capo al Segretario generale, in particolare l'anticorruzione e gestione della protezione dei dati, bisognava prima o poi, nelle more di una riallocazione delle medesime, darle ad altra struttura organizzativa, al fine di aderire al suggerimento previsto dal piano nazionale anticorruzione per l'anno 2018 che sconsiglia di associare le predette funzioni, cioè quelle dell'anticorruzione, al responsabile della protezione dei dati, perché chi assolve a queste due deleghe ha un ruolo particolarmente importante. Nella delibera prima di San Silvestro, del 30 dicembre, la 1436 in cui si riassegna la carica di Segretario generale, questa raccomandazione è sparita. Quindi, nelle more di una futura riallocazione, non la consideriamo.

Sa perché le dico questo? Perché c'è varia dottrina normativa in cui si ribadisce che cosa? Non soltanto che bisognerebbe separare la funzione di responsabile anticorruzione dalla funzione di chi si occupa di gestione dei dati, ma soprattutto dovrebbe evitarsi la presenza anche di conflitti di interesse, chiamiamoli così per semplicità, riguardo alla gestione del personale. Ora noi ci troviamo che c'è una reggenza: per carità, è una reggenza, però nel facente funzione della reggenza il Segretario generale si trova a essere responsabile anticorruzione, responsabile DPO, quindi si occupa di privacy, e anche di fare la reggenza del direttore del dipartimento del personale, il quale si occupa anche di attività sanzionatoria, potrebbe, però è una delega che ha. Ecco, io la invito, visto che volete riformare la macchina amministrativa, a stare attenti e di valutare bene questo caso, sempre nell'interesse e nella tutela dell'Amministrazione. Buon lavoro!

Presidente - Con questo abbiamo finito le interpellanze. Credo che si possa riprendere il lavoro del Consiglio alle ore 15:00. Buon appetito a tutti.

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La seduta termina alle ore 12:58.