Oggetto del Consiglio n. 219 del 14 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 219/XVI - Interpellanza: "Intendimenti relativi all'attuazione di misure prescrittive per la tutela del territorio dagli effetti dell'inquinamento luminoso".
Bertin (Presidente) -Preciso, anche per facilitare poi il prosieguo dei lavori, che le interpellanze attribuite all'assessore Barmasse e che saranno spostate sono la n. 34, la 36 e la 38; per quanto riguarda il presidente Lavevaz la n. 35. Pertanto, queste interpellanze, nel caso in cui non fossero ancora ritornati in aula il Presidente e l'Assessore, sono spostate a fine discussione. Per cui chi vuole illustrare le interpellanze ne tenga conto.
Punto n. 33 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, consigliere segretario Distort.
Distort (LEGA VDA) - La presente interpellanza, che esplicito subito con i quesiti, propone all'Assessore competente le seguenti domande: qual è la posizione, qual è la visione e quali gli obiettivi che il Governo regionale si propone in merito all'importanza di una corretta illuminazione del territorio? Secondo quesito: quali sono gli intendimenti del Governo regionale in merito all'attuazione di misure prescrittive per la tutela del territorio dagli effetti dell'inquinamento luminoso e per la valorizzazione della percezione del paesaggio in fase notturna. Quali siano le linee di azione che intende adottare per favorire la corretta realizzazione degli interventi di adeguamento degli impianti esistenti, anche in ambito delle iniziative a carico degli enti locali. Terzo ed ultimo quesito: qualora sia adottata una politica di ridefinizione della disciplina in materia di illuminazione esterna, quale sia la previsione sui modi e sui tempi di redazione del relativo corpus normativo.
Ho voluto subito andare al sodo delle domande, perché ritengo che sia estremamente opportuno, per chi ci ascolta fuori da questa sede, chiarire un fatto: quale collocazione ha questa interpellanza con il contesto di crisi sanitaria ed economica in cui si trova in questo periodo la nostra comunità? È estremamente importante avere una collocazione di questo, perché è presumibile che ci si chieda da fuori: "ma con tutti i problemi che stiamo vivendo in questo momento, dobbiamo metterci a discutere sull'inquinamento luminoso?".
Allora vorrei soltanto chiarire un fatto, che la ratio è sempre la stessa, è quella che io ho cercato di definire in altri interventi e ribadisco adesso, è il leitmotiv che anima la mia attività di consigliere, l'attività del gruppo Lega e che dovrebbe animare l'attività di tutto il Consiglio a partire dal Governo: la sintesi è nell'espressione estote parati, siate pronti. Dobbiamo assolutamente essere pronti e in questa fase di crisi non dobbiamo abbassare la guardia anche su quello che riguarda la programmazione, la visione. Noi dobbiamo pensare che come questa crisi si attenua e ci permette lo svolgimento delle attività, l'affluenza del pubblico turista nel nostro territorio, noi dobbiamo avere un territorio pronto per essere sempre più competitivo e capace di potersi riprendere con maggior velocità, proprio in virtù di questa competitività, rispetto alla situazione di crisi che è in atto adesso.
In una regione come la nostra, a forte vocazione turistica, la percezione del paesaggio costituisce un elemento fondamentale di indirizzo delle scelte dell'utenza turistica. Il ruolo e la qualità dell'illuminazione artificiale permettono di valorizzare le strutture architettoniche e paesaggistiche del territorio nelle ore serali e notturne che - evidenzio semplicemente un'evidenza totale - nell'arco dell'anno equivalgono al 50 percento del periodo, quindi è estremamente importante pensare che noi nel 50 percento del periodo di un anno solare dobbiamo gestire la comunicazione di immagine del nostro territorio. Il paesaggio urbano può essere dispersivo di giorno, ma di notte si può filtrare, scegliere cosa e come evidenziare il bello da presentare. E proprio il ruolo della bellezza rientra nelle dinamiche antropologiche delle scelte umane ed entra anche nelle dinamiche di scelta delle sedi e delle destinazioni turistiche.
La luce - sia il colore, quindi l'intensità, la gradazione, i gradi Kelvin, la luce calda piuttosto che la luce fredda, così come la luce colorata ma la luce in genere - racconta! E noi questo dobbiamo fare, per questo noi dobbiamo prepararci e dobbiamo prepararci per tutte le aziende legate al settore turistico che oggi sono in difficoltà: devono essere assolutamente confortate dal fatto che in questa sede si sta lavorando anche per questo.
Si tratta quindi di pensare di illuminare anche i corsi d'acqua, alcuni tratti dei corsi d'acqua, si tratta di illuminare adeguatamente. Sappiamo benissimo che abbiamo già un'illuminazione, tra l'altro fortemente invasiva del nostro territorio, quindi si tratta di illuminare correttamente i corsi d'acqua, gli edifici, usare gli effetti di tutta quanta la disciplina dell'illuminotecnica, la luce radente usando gli edifici stessi per riflettere la luce, anziché usare una riflessione immediata data dal corpo illuminante. Intervenire sull'illuminazione di facciate cieche, andare a creare giochi di luce su facciate cieche e degradate, andare a lavorare sull'intensità di illuminazione su tutto il territorio per avere un effetto luminoso soffuso, evitare l'abbagliamento, permettere la visione della volta celeste.
C'è una normativa vigente e c'è tutto un assetto normativo, sia a livello di legge regionale, da quanto mi risulta la legge regionale 17 del 1998 e le successive modificazioni e integrazioni e l'attuale norma UNI 11248, e tutto quanto il corpus normativo e legislativo del settore. E chiaro che sono già state date indicazioni in merito alle ottiche: evitare di avere una diffusione del cono di luce a 360 gradi, evitare emissioni verso l'alto, ridurre le emissioni orizzontali e privilegiare le emissioni verticali verso il basso.
Ci rendiamo conto che l'illuminazione svolge un ruolo di racconto del paesaggio, di legame anche antropologico tra la percezione del paesaggio, la vita del paesaggio, il solcare il paesaggio e lo sguardo verso la volta celeste. Non è romanticismo, è una necessità atavica.
In questo periodo esistono diverse iniziative di efficientamento energetico, per cui i Comuni, che sono i maggiori competenti in materia di interventi sull'illuminazione, perché la maggior parte dei punti luce di illuminazione pubblica sul territorio sono di competenza comunale, stanno svolgendo interventi di riqualificazione energetica che non riguardano soltanto l'involucro o la dotazione impiantistica degli stabili di propria competenza, ma riguardano in gran parte anche gli interventi di rifacimento ed efficientamento dei sistemi di illuminazione del territorio. È estremamente importante che ci sia una regia regionale non per andare a tarpare le ali sulle iniziative delle realtà comunali, assolutamente no, ma per accompagnare le amministrazioni comunali nelle corrette scelte di tipo illuminotecnico. Quindi indirizzi relativi al direzionamento delle ottiche, al direzionamento dei fasci di luce e anche sull'intensità luminosa.
Una illuminazione stradale dove non sentiamo il bisogno di attivare i fari della nostra automobile è una illuminazione sbagliata. E guardate che, se noi osserviamo il territorio, vediamo che sono tantissimi i casi in cui abbiamo una iper illuminazione e questa iper illuminazione a volte, pur diretta verso il suolo e non in direzioni sbagliate, è un'illuminazione errata.
Con queste premesse aspetto e ascolto la risposta del Governo.
Presidente - Per il Governo l'assessora Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Prima di rispondere alle domande dei colleghi Distort e Ganis vorrei ringraziarli per aver portato all'attenzione di questo Consiglio un tema di cui effettivamente si parla poco: l'inquinamento luminoso. Un tema, tra l'altro, che ricordo il collega Distort aveva già portato all'attenzione di questa aula nella passata legislatura.
I colleghi sollevano la questione rilevando come, pur a fronte di un indubbio servizio fornito dall'illuminazione pubblica in termini di fruibilità delle strade, di sicurezza notturna, eccetera, l'eccessiva diffusione dell'illuminazione stessa possa comportare delle ricadute negative in tema di consumo energetico, di disturbi del comportamento animale e dell'osservazione della volta celeste.
Siamo dell'avviso che il cielo notturno debba essere certamente considerato un bene ambientale da tutelare, al fine di consentire alle generazioni presenti e future la possibilità di continuare a conoscere, a studiare e ad ammirare la volta celeste e i suoi fenomeni. Ovviamente ridurre l'inquinamento luminoso non significa spegnere le luci, lei lo ha chiaramente evidenziato, ma cercare di illuminare in maniera più corretta, senza danneggiare le persone e l'ambiente in cui viviamo, operando al contempo un doveroso risparmio energetico. È dunque necessario porre la massima cura a contenere il più possibile l'inquinamento illuminando razionalmente, che significa, per esempio, non disperdere la luce verso l'alto, utilizzare impianti e apparecchi correttamente progettati e montati, dosando la giusta quantità di luce in funzione dei bisogni e senza costosi e dannosi eccessi.
L'inquinamento luminoso può avere degli effetti negativi, in particolare degli effetti ecologici: il ciclo naturale notte giorno della flora e della fauna può essere disturbato. Può avere effetti sanitari: la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate al riposo può provocare dei disturbi del sonno. E poi quelli relativi all'alto consumo energetico e alla sicurezza stradale: l'abbagliamento e la distrazione che possono essere indotti in chi è alla guida di autoveicoli.
Fatte queste premesse rispetto al primo punto della interpellanza, "qual è la posizione e la visione, quali gli obiettivi che il Governo si propone in merito all'importanza di una corretta illuminazione del territorio", rispondiamo sostenendo che la prevenzione di ogni forma di inquinamento del nostro ambiente, ivi compreso l'inquinamento luminoso, rientra fra i nostri obiettivi generali. La normativa regionale e l'ARPA sono gli strumenti che permettono il controllo e il monitoraggio dello stato dell'illuminazione pubblica e privata del nostro territorio.
Rispetto agli altri due punti, "quali sono gli intendimenti in merito all'attuazione di misure prescrittive per la tutela del territorio dagli effetti dell'inquinamento luminoso e per la valorizzazione della percezione del paesaggio in fase notturna, quali siano le linee di azione che si intende adottare" e l'altra domanda, "qualora sia adottata una politica di ridefinizione della disciplina in materia di illuminazione esterna, quale sia la previsione sui modi e i tempi di redazione del relativo corpus normativo", le risposte si trovano anch'esse in parte già nei contenuti della normativa regionale e nel ruolo di ARPA stessa. L'argomento, come lei ricordava, è disciplinato dalla legge regionale n. 17 del 1998, norme in materia di illuminazione esterna. La nostra Regione è stata all'avanguardia nella regolamentazione dell'inquinamento luminoso, è stata una delle prime ad approvare una norma specifica e il tema era talmente nuovo che non erano ancora state adottate delle norme tecniche di riferimento.
L'articolo 2 della legge indica i requisiti da adottare nelle more dell'emanazione delle norme tecniche UNI e CE; queste norme poi sono state nel tempo emesse, alcune hanno per oggetto specifico l'illuminazione stradale e sono state citate anche da lei nella sua esposizione. Per quanto riguarda nello specifico la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione stradale, questo deve essere dotato di un certificato di conformità, come definito dall'articolo 5 della nostra legge, e le normative tecniche di riferimento, di cui all'articolo di questa legge 17 del 1998, sono quelle che lei citava: la UNI 11248, ma anche la UNI EN 13201, aventi per oggetto l'illuminazione stradale.
La legge 17 del 1998, fatte salve alcune esclusioni, introduce dei divieti e delle limitazioni nell'uso di alcuni sistemi di illuminazione e prevede che, alla fine dei lavori di esecuzione degli impianti che rientrano nell'ambito di applicazione della legge, l'installatore rilasci al committente un certificato di conformità ai requisiti di legge e poi affida all'ARPA Valle d'Aosta un ruolo di controllo di questi certificati. L'articolo 6 demanda poi all'ARPA due funzioni, che sono la formulazione di pareri e indicazioni su richiesta di enti pubblici e privati e la raccolta e l'esame della documentazione in merito all'applicazione della legge, a cui si potranno aggiungere nel prossimo futuro quelle di informare e di sensibilizzare la popolazione sul problema dell'inquinamento luminoso, una parte questa che non è prevista attualmente nella normativa. Riguardo al primo punto, formulazione di pareri e indicazioni su richiesta di enti pubblici e privati, dal 1998 a oggi l'agenzia ARPA ha ricevuto due richieste a seguito di esposti di cittadini; riguardo al secondo punto l'ARPA ha raccolto ed esaminato la documentazione relativa ai due casi citati e ha garantito che la legge fosse applicata nel rispetto di questa documentazione acquisita.
Si ritiene opportuno richiamare il fatto che gli enti responsabili dell'illuminazione pubblica si orientano oggi, già in maniera abbastanza importante, verso delle tecnologie via via meno energivore, per esempio con l'utilizzo dell'illuminazione a led, cioè verso tecnologie che sono migliorative rispetto alle precedenti, con l'uso di lampade più sottili e piatte, che consentono di inserirsi meglio nella coppa superiore del punto luce, riducendo di conseguenza, rispetto alle precedenti lampade, l'emissione di luce verso l'alto, a cui facevamo riferimento prima.
Per quanto concerne il consumo energetico dovuto all'illuminazione pubblica sul territorio, si segnala che Terna evidenzia per la nostra regione un costante decremento dei consumi energetici nel corso degli anni, tale da passare da 31,1 gigawatt/ora del 2006 ai 24,3 gigawatt/ora del 2018, anche a seguito dell'adozione di tecnologie come queste che abbiamo citato, le luci a led, meno energivore delle precedenti.
Pertanto, stante l'esistenza di normative tecniche di riferimento nazionali e vista la possibilità prevista dalla legge di avere il supporto tecnico da parte di ARPA, in caso di dubbi interpretativi o di contenziosi amministrativi relativi all'applicazione della legge, non ravvisiamo la necessità di intervenire sulla normativa vigente, però può essere opportuno, tramite l'intervento di ARPA e una corretta campagna di sensibilizzazione, prevedere delle azioni appunto di questo tipo. È anche possibile in fase di elaborazione del piano rifiuti, che è in corso di redazione, soffermarsi su questa problematica e anche lì prevedere una corretta informazione e sensibilizzazione. Quando parliamo di inquinamento luminoso non parliamo di un rifiuto materiale vero e proprio, però può rientrare in questi termini.
Presidente - Per la replica il consigliere Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Io voglio svolgere il mio ruolo con umiltà e l'umiltà non è abbassare il proprio valore, ma essere sinceri con sé stessi e la sincerità è la base di qualunque tipo di rapporto autentico. Siccome voglio essere autentico nel mio ruolo di opposizione nei confronti del suo ruolo di governo, voglio essere sincero e le dico: io ho capito che lei ha a cuore l'argomento e conto più su una componente umana-ideologica che non su quanto lei mi ha detto nella risposta, perché comunque la risposta in sintesi dice che dal punto di vista normativo non si vuole andare a operare correzioni, ritenendo che evidentemente esiste già tutto un sistema normativo che impedisce l'esecuzione e la realizzazione di interventi che rientrino tra gli errori di illuminazione scorretta. In particolare l'attuale normativa va a disciplinare fondamentalmente - come dicevo prima - il direzionamento dei flussi luminosi, però per quanto riguarda l'intensità luminosa o la colorazione, non è approfondito il tema.
Per deformazione professionale - noi sappiamo benissimo la mia provenienza dal mondo della progettazione - mi rendo conto che non si tratta soltanto di indirizzare delle progettazioni che non portino con sé degli errori, bisogna indirizzare la progettazione verso un alto livello di progettazione. C'è tutto il campo dell'illuminotecnica che ha la capacità di definire e determinare un buon progetto rispetto a un progetto compatibile con l'assetto normativo.
Noi dobbiamo andare verso il buon progetto e forse vale di più l'impegnativa relativa alla campagna di sensibilizzazione. È chiaro che nei suoi dieci minuti di risposta non può dirmi qual è la campagna di sensibilizzazione posta, però Assessore io le dico che vigilerò su questo punto, su questo aspetto, perché è estremamente importante. La sensibilizzazione passa innanzitutto nell'approfondimento della formazione del nostro corpo di progettisti. Fortunatamente ci sono i crediti formativi previsti per i progettisti e all'interno dei crediti formativi i rispettivi ordini sanno già in qualche modo andare a definire gli argomenti su cui è necessario creare degli approfondimenti, ma se anche dal punto di vista regionale noi diamo ulteriori input sotto questo punto di vista è estremamente importante, perché noi non dobbiamo soltanto andare a creare degli interventi di illuminazione del territorio che evitino sprechi, inquinamenti luminosi e sbagliate ottiche, noi dobbiamo veramente avere il massimo, dobbiamo puntare a livelli qualitativi alti.
Questa è la nostra linea, su questo noi lavoriamo e su questo noi vigileremo. Buon lavoro Assessore.
