Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 217 del 14 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 217/XVI - Interpellanza: "Presentazione di un piano per la riqualificazione e l'utilizzo degli immobili di proprietà regionale".

Bertin (Presidente) - Punto n. 30 all'ordine del giorno. Consigliere Baccega per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Baccega (PA) - Questa interpellanza non è certamente nuova al dibattito che negli anni si è sviluppato in questo Consiglio regionale e magari richiamerà anche riflessioni già fatto in passato, però credo che sia venuto il momento di decidere e di fare in questo ambito.

Concedetemi alcune considerazioni. Abbiamo l'opportunità di avere risorse, in parte investimenti, che riguardano appunto le risorse europee, l'eventuale Recovery Plan, eccetera. Siamo all'inizio di una legislatura e quindi c'è il tempo di programmare, progettare e avviare i lavori. Avete una maggioranza consolidata nei numeri che traguarderà sicuramente i cinque anni - e non sto gufando, vi assicuro -. Mi sembra che l'opposizione in tutte le sue manifestazioni stia assumendo un atteggiamento di opposizione costruttiva e propositiva, mantenendo anche dei toni riguardosi rispetto alle ultime due legislature che si sono succedute, quindi vi consente anche di lavorare in un certo modo, direi sicuramente serenamente.

Tenuto conto che la pandemia porterà a breve e a medio termine la Regione ad attivare... un po' di silenzio per favore, Presidente.

Presidente - Consiglieri, consiglieri! Invito i consiglieri o a uscire o a rimanere attenti. Consiglieri! Lo ripeto ancora una volta poi sospendo, oppure vi invito in modo meno garbato a uscire. Scusi consigliere Baccega.

Baccega (PA) - Grazie Presidente. Tenuto conto che la pandemia a breve e a medio termine ci porterà ad attivare misure di ottimizzazione della spesa corrente, per sostenere le priorità che inevitabilmente si presenteranno - la sanità, il lavoro, il commercio e il turismo, il sociale e il territorio - si rende necessario, dal nostro punto di vista, cercare di ridurre i costi e ottimizzare le risorse.

Inoltre, abbiamo fatto un'attenta valutazione rispetto al fatto che l'Amministrazione regionale dispone di numerosi edifici ora inutilizzati perché non più rispondenti alle normative di sicurezza: in alcuni casi mancano i CPI, in altri casi le normative di sicurezza non sono okay, la valutazione sismica non è stata fatta. Insomma, ci sono una serie di immobili che sono presenti nei piani di alienazione e di valorizzazione immobiliare che potrebbero essere sicuramente riutilizzati. Ma aggiungo anche un'altra cosa, abbiamo approfondito meglio la questione e abbiamo verificato che i dati presenti sul sito della Regione evidenziano un valore in locazioni passive superiore a 1 milione 400 mila euro l'anno, proprio riferite a locazioni di uffici, interi assessorati o dipartimenti, magazzini e capannoni vari.

Che cosa chiediamo? Chiediamo che, attraverso un serio e adeguato piano programmatico e di interventi di ristrutturazione, si riesca ad arrivare a un concreto e migliore utilizzo degli spazi e degli edifici inutilizzati, magari coinvolgendo anche in questo approfondimento gli stabili di Valle d'Aosta Structure. Quindi, chiediamo al Governo regionale se condivide con noi la necessità di effettuare una ricognizione per programmare interventi di riqualificazione di spazi e immobili regionali, per un futuro e migliore utilizzo degli edifici e degli immobili, ovviamente predisponendo preventivamente una valutazione sui fabbisogni, sulle effettive necessità dell'Amministrazione e quindi presentare un piano di ricollocazione e di riutilizzo degli immobili entro l'approvazione della legge di assestamento. Però abbiamo letto che probabilmente l'assestamento sarà anticipato, mentre noi sì traguardava a giugno, perché il lavoro è certamente corposo, quindi se l'Assessore che ci risponderà ci dirà che entro il 30 giugno si potrebbe arrivare a fare una valutazione di questo tipo, coinvolgendo anche le Commissioni, noi saremo sicuramente soddisfatti.

Presidente - Per il Governo risponde l'assessore Marzi.

Marzi (AV-SA) - È sicuramente questa un'iniziativa che si inserisce all'interno dell'ambito della valorizzazione patrimoniale in senso lato, che risulta essere particolarmente interessante sia per predisposizione personale, nel senso che in alcuni casi il fatto di aver amministrato aiuta a conoscere alcuni aspetti, anche se li si è gestiti in enti diversi, e quindi il semplice fatto di averli dovuti analizzare in enti diversi fa sì che poi nel momento in cui ci si trova a doverli gestire anche in Regione, semplicemente ci si trova già avvantaggiati nel recepire quali siano le razze di fondo. Inoltre - lo dico perché spesso amministrare nel bene e nel male è comunque sia un atto che si espleta in continuità - il piano di alienazioni e valorizzazioni, che a partire da una serie di normative che di fatto hanno raccolto gli enti locali italiani negli ultimi dodici anni, ha in ambito regionale avuto un percorso che raccoglie il frutto di un lavoro assolutamente corposo, e nessuno di noi si deve nascondere dietro al dito per il fatto che il piano di alienazione e valorizzazioni è diventato un allegato al bilancio al quale oramai ci siamo abituati. Per cui lo spirito di questa interpellanza non soltanto lo raccogliamo positivamente rispetto a quanto espresso, ma anche per una proposta di rilancio che viene sottolineata.

Sicuramente l'attuale piano alienazione e valorizzazione della Regione autonoma Valle d'Aosta è frutto di un lavoro che è stato posto in essere negli anni, ovviamente reso necessario da obblighi di natura normativa, ma agli obblighi e alle domande degli obblighi di natura normativa si può rispondere in maniera scolastica, oppure con delle ratio di fondo che partono da motivazioni e con un chiarissimo intendimento che è quello appunto di valorizzare che cosa? Quei beni che sono inseriti nel piano non è che per forza sono stati inseriti per essere alienati, ma sicuramente per renderli disponibili a finalità diverse da quelle che sono di ordine e impiego unicamente pubblico. Quindi questa è la ratio con la quale il piano alienazioni e valorizzazioni della Regione autonoma Valle d'Aosta negli anni è stato predisposto e che viene continuamente aggiornato.

Per cui risulta essere l'ipotesi di ricognizione all'interno del piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari considerata a seguito di un fabbisogno reale dei beni che vengono indicati. Nel momento in cui un bene immobile viene messo in disponibilità, in quanto non più utilizzato solo ed esclusivamente con finalità pubbliche, sicuramente può prevedere un passaggio nuovamente a finalità di natura pubblica. In tal senso è anche in previsione la possibilità da parte di questa amministrazione di porre in essere un'azione di ricognizione logistica, che potrebbe anche prevedere la disponibilità da parte di alcuni macro stabili che sono attualmente inseriti nel piano valorizzazioni e che sicuramente nel loro passato hanno accolto assessorati, piuttosto che altre finalità pubbliche o scuole: sicuramente in questo momento si stanno facendo delle valutazioni anche in questo senso.

Come richiamato tra l'altro dal collega Baccega nel momento in cui un bene che oggi è stato posto "declassato", essendo inserito nel piano alienazione e valorizzazioni, dovesse tornare nuovamente nella disponibilità del patrimonio indisponibile con l'obiettivo di svolgere delle funzioni istituzionali e pubbliche, naturalmente a quel punto, da un punto di vista manutentivo, come da lei richiamato, si dovrebbero prevedere tutta una serie di interventi. Collegata alla volontà di questa ricognizione, ci sono anche tutta una serie di valutazioni che si stanno facendo per riportare, con gli annessi costi che ci dovrebbero essere per la loro manutenzione straordinaria, una serie di macro stabili ad accogliere nuovamente funzioni tipicamente istituzionali e pubbliche.

Oltre a questo, nell'analisi che stiamo facendo con gli uffici in questi 70-80 giorni rispetto al piano alienazione e valorizzazioni c'è sicuramente anche la volontà, per dare nuovo stimolo a questo piano, di chiedere nuovamente ad alcuni enti locali, soprattutto ad amministrazioni comunali, la volontà rispetto, ad esempio, ad alcuni edifici di natura storica piuttosto che culturale rispetto alla riconferma della presenza di questi stabili all'interno dell'attuale piano alienazione e valorizzazioni.

Per cui, filone uno: la possibilità di riportare alcuni grandi stabili inseriti nel piano di nuovo a poter ospitare funzioni di natura pubblica; stiamo lavorando in tal senso. Filone due: la possibilità su alcuni beni di natura storica e culturale di poter aprire delle interlocuzioni con le amministrazioni comunali per valutare la conferma di questi beni all'interno del piano alienazioni e valorizzazioni attualmente presenti. Filone tre: sono stati inviati nel corso del mese di novembre alcuni stabili all'attenzione dell'ARER per la possibilità - questi sempre già inseriti nel piano alienazioni e valorizzazioni - che li definisca o ne valuti la possibilità di inserimento e quindi di destinazione nell'edilizia residenziale pubblica in maniera dislocata sul territorio. Alcune interlocuzioni sono poi aperte con alcuni assessorati, per eventualmente valutare la possibilità che alcuni stabili che avevano delle finalità anch'essi istituzionali sul territorio, però non ad Aosta e nella plaine, possano tornare nuovamente a svolgere funzioni pubbliche.

In tal senso mi sento di dirle, collega Baccega, che l'unica cosa sulla quale non sono in grado di garantirle una conferma rispetto all'intendimento della sua interpellanza sono i tempi, nel senso che siccome i filoni aperti per una ricognizione corretta di tutto quanto quello che sono andato ad esplicitare sono su vari ambiti, mi auguro che questo avvenga entro il primo semestre, ma sicuramente, nel momento in cui ciò dovesse avvenire, sperando magari anche prima del mese di giugno, sarà la Commissione il luogo deputato nel quale fare una sintesi di tutto quello che si è raccolto.

Si è già cominciato a lavorare e lo avrà capito dal fatto che, oltre a rispondere alla sua interpellanza, le sto dando anche dei dati in più che eventualmente stiamo cercando di portare in essere. L'unico aspetto sul quale stiamo facendo delle valutazioni è nell'interlocuzione con VdA Structure, perché per sua stessa ratio la partecipata è in disponibilità di beni immobili che non hanno, per loro stessa natura, una funzionalità e un obiettivo di matrice pubblica, ma di altra natura. Per cui naturalmente il fatto di tornare eventualmente, su alcuni stabili attualmente in gestione a VdA Structure, a volergli dare delle connotazioni di ordine pubblico, non soltanto in questo caso bisognerebbe portare il bene patrimoniale da una classificazione di bene indisponibile, ma anche a quel punto toglierla dal patrimonio che viene gestito da VdA Structure stessa.

Spero di aver fatto un quadro sintetico. L'intendimento è assolutamente quello di procedere come ci stiamo muovendo. Posso già dirle che sicuramente su alcuni macro stabili che erano scuole piuttosto che assessorati anche molto vicini a questa sede, la volontà, anche finalizzata a un piano appunto di ricognizione logistica che stiamo svolgendo, è sicuramente quello di valutare un ritorno a funzioni e istituzioni pubbliche. In tal senso però stiamo anche facendo i conti -questa non è una cosa che prima si è mai dovuta fare e che tra l'altro stanno facendo tutti "i datori di lavoro" che mettono in disponibilità degli spazi lavorativi - con l'impatto che avranno le nuove modalità di lavoro, in alcuni casi necessitate dal lavoro agile al coworking, rispetto agli spazi che si devono rendere disponibili per i dipendenti. È una novità che avrete avuto occasione di frequentare anche voi: anche nelle grandi città si stanno mettendo a disposizione tutta una serie di spazi che prima venivano utilizzati da uffici, perché probabilmente la necessità data dalla crisi pandemica ha comunque spinto a un tipo di "fruizione degli spazi lavorativi" completamente diverso dal passato.

Presidente - Consigliere Baccega per la replica, ne ha facoltà.

Baccega (PA) - In realtà l'obiettivo nostro era proprio quello di fare una riflessione a tutto tondo rispetto alla tematica che abbiamo posto all'attenzione.

Parto proprio dall'ultima suggestione: gli spazi lavoro. È chiaro che il Covid ci porta a guardare a spazi di lavoro per i dipendenti dell'Amministrazione regionale molto più ampi, molto più performanti: quindi spazi di lavoro per i dipendenti, spazi di lavoro per gli insegnanti, quindi nelle scuole lavorando anche in una certa direzione. Questo è inevitabile e quindi bisogna agire in qualche modo al più presto.

L'altra riflessione che facciamo è che comunque il piano di alienazioni e valorizzazioni, ma soprattutto alienazioni, si scontra spesso con i valori di perizia che impongono corposi investimenti, ma quelli sono i parametri, che solo determinate holding possono mettere a disposizione, quindi i progetti sono certamente di là da venire.

Il riutilizzo degli stabili regionali a funzione pubblica sarebbe davvero importante. Noi abbiamo uffici dove una volta si stava in quattro, adesso non si può più stare in quattro, bisogna essere massimo due persone. Abbiamo uffici distribuiti sul territorio: vada a vedere i servizi sociali a Saint-Christophe e si renderà conto che è davvero difficile lavorare in quella situazione. Inoltre, abbiamo una forte esigenza di magazzini e archivi e anche in questa direzione abbiamo certamente tutta una serie di edifici che possono essere utilizzati all'uopo.

Ci piacerebbe anche sapere nel piano generale di prospettiva che fine farà il palazzo Cogne, il CCS Cogne, perché lì, a parte la porzione sociale e commerciale del piano terra, c'erano anche una serie di uffici e una serie di associazioni che vivevano appieno il quartiere. Ci piacerebbe sapere dell'edificio di Piazza Narbonne che ospitava l'Assessorato al turismo. L'ex Maria Adelaide sarà ancora una scuola? Potrà essere qualcos'altro? Non si sa. L'ex area Sima a Pollein: anche quella era oggetto di interesse da parte di privati per poter realizzare un'impresa che certamente serviva quella parte di autoporto, che è ancora lì in sospeso, anzi, credo che ci sia stato un diniego da parte della Protezione civile. C'è uno spazio a Tzamberlet che potrebbe arricchire la zona sportiva. Quindi tutte queste sono le riflessioni che ci sentiamo di fare e che proporremo a una eventuale proposta che in ambito di Commissione potremo fare. Grazie comunque per l'attenzione.