Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 216 del 14 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 216/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'impegno per la realizzazione di un sistema diffuso di percorsi ciclabili sul territorio regionale assunto nella XV legislatura".

Bertin (Presidente) - Punto all'ordine del giorno n. 29. Consigliera Spelgatti ne ha facoltà.

Spelgatti (LEGA VDA) - Il 6 novembre del 2019 avevamo portato in Consiglio regionale una mozione che poi è passata e che riguardava non solo le piste ciclabili ma tutti i percorsi percorribili in bicicletta, a partire dalle strade poderali per arrivare soprattutto a tutte le nostre strade secondarie già asfaltate. L'impegnativa che poi era passata dopo una lunga discussione era la seguente: "impegnano la III Commissione consiliare permanente a proseguire il lavoro già avviato sugli approfondimenti giuridici e amministrativi relativi alle questioni della responsabilità civile per le strade poderali e inoltre a valutare la possibilità di addivenire: uno, alla mappatura dei possibili percorsi percorribili in bicicletta su tutto il territorio valdostano, in relazione a itinerari su strade asfaltate secondarie, apponendo la dovuta segnaletica e specificando il grado di difficoltà; due, alla realizzazione di un'applicazione scaricabile sugli smartphone, con indicazione dei suddetti percorsi con i più moderni sistemi di geolocalizzazione divisi per fasce di difficoltà; tre, a produrre una relazione in merito e trasmettere la stessa alla Giunta regionale per la determinazione del caso".

Qual è il problema? È passato più di un anno e mezzo e nulla è stato fatto. Da cosa nasce questa interpellanza? Nasce dal fatto che noi in Valle d'Aosta siamo profondamente indietro rispetto a tutto il discorso delle ciclabili e soprattutto a tutto il turismo sportivo.

L'obiettivo che noi come Regione dobbiamo avere e il mio sogno è quello di trasformare la Valle d'Aosta veramente in una palestra a cielo aperto. Teniamo presente che questo è assolutamente fondamentale sia per attirare un altro tipo di turismo rispetto a quello che già abbiamo, quindi implementare al massimo tutte le potenzialità che noi abbiamo sul nostro territorio, sia per portare la nostra società e soprattutto i nostri giovani a vivere una vita sempre più all'aria aperta, ma non solo, a vivere una vita incentrata anche sull'attività sportiva, nella speranza di allontanarli il più possibile da quelli ingegni terrificanti che sono i nostri cellulari, i nostri computer, i social e quant'altro.

Dobbiamo veramente pensare a una società diversa e ricominciare a pensare a tutto quello che è la società, a quello che è la salute e l'obiettivo deve essere portare le persone ad avere sempre di più un rapporto tra mente e corpo il più possibile equilibrato, a pensare sempre di più a quello che è la nostra cultura, la nostra bellezza, il nostro territorio, lo studio e quant'altro, per quanto riguarda tutto l'aspetto più intellettuale e spirituale, e la parte anche fisica della salute e quant'altro.

In più, da cosa nasce? Nasce proprio dal fatto che, dicevo, c'è un turismo enorme dietro tutto ciò che riguarda lo sport. Io in prima persona faccio parte di questa fascia di persone che si muovono in giro per l'Europa. Io faccio vacanze con la mia famiglia da tantissimi anni soltanto a piedi con gli zaini o in bicicletta e di conseguenza si incentrano le vacanze, quindi le ferie, a seconda degli itinerari sportivi che possiamo andare a fare. Ovunque ci muoviamo in giro per il resto dell'Italia, piuttosto che per l'Europa, partiamo dal presupposto che ci guardiamo le applicazioni che ci sono, a vedere i percorsi che ci possono essere, gli itinerari che si possono fare e il viaggio viene programmato in questa direzione.

In Valle d'Aosta tutto questo non lo abbiamo. È chiaro che rispetto ad altri territori, per quanto riguarda le biciclette, il fatto stesso di avere delle pendenze così elevate rende molto più difficoltoso e quindi molto più settoriale e riservato meno alla massa tutta la movimentazione e la possibilità di fare molti percorsi in bicicletta, ma è anche vero che nel frattempo c'è stato il boom delle biciclette elettriche. Tra l'altro questo sta continuando andare ed è un fenomeno che ormai per fortuna, grazie al cielo, è partito e di conseguenza c'è sempre più gente che si muove con le biciclette elettriche. Anche quando giriamo per le nostre strade regionali vediamo tantissime persone che si inerpicano per le nostre montagne, nelle vallate e ovunque con la bicicletta. Però cosa manca? Manca chiaramente l'indicazione di tutti i possibili anelli, percorsi, circuiti, eccetera, da poter fare ovunque all'interno della nostra Valle.

La proposta che era stata fatta era a bassissimo costo. Un conto è realizzare le ciclabili, che però hanno tutta una loro difficoltà, costi, eccetera, e un conto è dire: partiamo dal presupposto che abbiamo tutte le nostre strade regionali secondarie, che ogni comune può essere interessato a far individuare dei percorsi all'interno della propria zona, con attraversamenti del comune; pensiamo a quello che è stato fatto per i percorsi pedonali, tutto il percorso balteo e quant'altro e a quante persone ha portato. Pensiamo alle potenzialità che può avere ovunque il creare questi itinerari, che sono già creati perché si utilizzano le strade, però bisogna creare un'applicazione che li vada a individuare e bisogna chiaramente mettere le paline per indicare il giro che si sta facendo. Questo porterebbe immediatamente ad attirare moltissime persone che si muovono in questa direzione e soprattutto potrebbe portare la Valle d'Aosta a essere sempre di più un percorso a cielo aperto.

Non solo, c'era anche tutto il discorso delle poderali che sono importantissime sotto l'aspetto anche della percorribilità in bicicletta. Sappiamo che ci sono delle problematiche giuridiche in relazione ai sinistri che si possono avere, ai problemi di responsabilità e quindi quel percorso andava approfondito, nell'impegnativa c'è, ma bisogna assolutamente andare avanti proprio per riuscire a sbloccare questa situazione e velocizzare il tutto.

Quello che avevo chiesto nella mozione che avevo presentato era appunto di non passare attraverso la Commissione e c'era l'impegnativa secca di andare avanti e procedere per arrivare a questo risultato. La mediazione che si era trovata all'interno del Consiglio regionale era di fare il passaggio attraverso la III Commissione. Io sono molto pratica e parto dal presupposto che complicare le cose semplici e mettere sempre più persone che ragionano e che discutono su delle cose talmente banali, talmente semplici che vengono fatte ovunque, avrebbe comportato solo ed esclusivamente dei ritardi e ogni anno che passa noi perdiamo comunque delle opportunità; e ripeto che i costi sono ridicoli, perché c'è un'applicazione da fare e delle paline da mettere.

Bisogna partire, si parte, si cominciano a individuare un tot di percorsi e questo poi creerà chiaramente una quantità di comuni, eccetera, che cominceranno ad arrivare e a dire: "ma anch'io sul mio territorio voglio poter inserire sulla app quest'anello" e mettiamo le paline e lo inseriamo nella app, e via così. Ma bisogna partire, perché altrimenti le cose non vengono mai fatte e si vanno a complicare le cose più banali e semplici. E la prova provata del fatto che avevo ragione sul fatto di evitare tanti passaggi inutili e che bisognava partire in quattro secondi, perché in cinque si può realizzare, in quattro ci si pensa e in cinque si realizza, non è stato così. Comunque sia l'impegnativa che avevamo trovato era questa, però è passato più di un anno e anche su una cosa così semplice, così a poco costo per la Regione, che invece ha delle potenzialità future enormi, non si è fatto assolutamente nulla.

Noi interpelliamo la Giunta regionale per sapere se sia intenzione dell'attuale maggioranza di dare seguito agli impegni presi dal Consiglio regionale con l'approvazione della mozione di cui in premessa.

Presidente - Per il Governo l'assessora Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Grazie collega Spelgatti. La mozione a cui fa riferimento la sua interpellanza, come lei ha ricordato discussa in Consiglio a novembre del 2019, impegnava la III Commissione a effettuare una serie di approfondimenti e a produrre una relazione alla Giunta nel merito. È passato oltre un anno, giustamente, ma, lei lo sa meglio di me, nel 2020 la III Commissione non si è praticamente mai riunita per le note vicende. Di conseguenza, quegli impegni che erano previsti dalla mozione, la Commissione non ha chiaramente potuto affrontarli, e nei due mesi e mezzo che sono trascorsi dall'inizio della legislatura la Commissione è stata impegnata su altri argomenti, come le due petizioni di cui discuteremo oggi che avevano un carattere di urgenza.

Accolgo però questa interpellanza che mi permette di affermare che, nell'ambito delle politiche per la mobilità sostenibile, siamo impegnati nell'individuazione di un quadro articolato di azioni finalizzato a favorire la mobilità dolce, in primis quella ciclistica, sia per gli spostamenti quotidiani sia per gli spostamenti legati al tempo libero, al turismo in bicicletta e alle attività sportive.

Sul piano programmatico nei prossimi mesi sarà portata a termine la stesura del piano regionale della mobilità ciclistica, la cui bozza era stata inviata al Consiglio regionale, al CELVA e alle associazioni di categoria che si occupano di ciclabilità ed era stata rinviata al mese di aprile, in primavera scorsa.

Cosa fa questo piano? Il piano analizza i fondamenti della mobilità in bicicletta, una scelta modale che ha degli effetti direttamente collegati all'abbattimento dell'inquinamento ambientale, al miglioramento della qualità della vita e del rapporto con il contesto attraversato. Il piano si inserisce nel quadro normativo nazionale, che è previsto che ci sia, riporta dei dati e delle valutazioni di ordine economico, individua le azioni prioritarie in termini di investimenti infrastrutturali, di servizi correlati e di misure di supporto. Questa prima bozza del piano, nel mese di novembre, è stata inoltrata per la seconda volta alle associazioni interessate e, in seguito al rinnovo delle amministrazioni locali, anche a tutti i Comuni tramite il CELVA, con lo scopo di raccogliere delle osservazioni, dei pareri e dei suggerimenti che vadano anche nella direzione di quello che lei ha evidenziato. Il termine per il deposito di queste osservazioni del secondo invio è stato previsto per la fine del mese di gennaio, del corrente mese, e i riscontri che stanno arrivando e che sono arrivati finora sono propositivi, ricchi e importanti.

Il piano individuerà una prima serie di percorsi ciclabili sul territorio valdostano, che dovrà poi essere completata con la rete di percorsi per le mountain bike, di ogni Unité des Communes.

A questo proposito ho formulato una richiesta agli uffici, perché sia affrontato in tempi brevi il problema - l'annosa questione complicata - della responsabilità civile per l'utilizzo in bicicletta delle strade poderali, forestali e dei sentieri. Ho chiesto che venga fatto un approfondimento e proprio in questi giorni si sta lavorando a questo.

Un confronto sì è poi aperto con alcune associazioni che si occupano di ciclabilità e di cicloturismo sugli strumenti digitali più opportuni per promuovere gli itinerari, perché è possibile fare delle app nuove, ma bisogna comprendere se non è meglio utilizzare già degli strumenti che sono attivi e che potrebbero essere integrati per scaricare le tracce, per segnalare i punti di interesse per i ciclisti che, come lei anche ha ricordato, sono molti.

Io auspico che la Commissione competente, così come era previsto dall'impegno della mozione, possa lavorare anch'essa in questo senso e riprendere i tre punti, le tre attività che erano state previste, perché ritengo invece che un lavoro di approfondimento sarebbe importante.

Sul piano operativo siamo impegnati nella realizzazione della ciclovia Baltea da Pont-Saint-Martin a Courmayeur, un'infrastruttura essenziale per la promozione di una offerta cicloturistica in Valle d'Aosta, abbinata al cammino balteo e raccordata con la rete piemontese e con la ciclovia Vento, il tragitto in corso di realizzazione tra Venezia e Torino. Attualmente, lo dico per informazione, è stato realizzato con continuità il tratto che si percorre da Sarre a Fénis mentre sono in fase di progettazione e prossima realizzazione altri tratti per il prolungamento da Fénis a Pontey e alcuni tratti integrativi tra Saint-Marcel e Fénis. Per altri tratti è stata avviata la progettazione e l'itinerario è pressoché definito da Pont-Saint-Martin ad Arvier, ma rimane da risolvere il superamento delle strettoie di Bard e della Mongiovetta che sono, come sappiamo, particolarmente critiche. Oltre alla mappatura digitale della ciclovia sarà posta attenzione alla realizzazione di una segnaletica uniforme, sia verticale, sia orizzontale, sia informativa e così poi per gli altri itinerari ciclabili.

Per completare la ciclovia Baltea di fondovalle la necessità di risorse finanziarie è importante, è stimata tra i 20 e i 25 milioni di euro che al momento sono da reperire. Infine, è in fase di definizione la valutazione sulla gestione della ciclovia, la cui manutenzione è attualmente in capo agli enti locali. L'impegno è di portare a regia unitaria il completamento della ciclovia Baltea, al reperimento di risorse finanziarie e la successiva gestione con necessità di adeguate strutture dedicate.

Quello che lei, nell'impegnativa della mozione che aveva presentato aveva sottolineato era questo lavoro di approfondimento. Una parte di questo lavoro verrà fatto adesso nel piano della ciclabilità, ma io ritengo che un supporto in questo senso da parte dei lavori della Commissione, così come era stato previsto, possa essere utile e debba continuare.

Presidente - Per la replica la consigliera Spelgatti a cui passo la parola.

Spelgatti (LEGA VDA) - Vede Assessore, ci ritroviamo esattamente negli stessi termini della discussione del 2019, cioè punti di vista completamente divergenti su quello che io sto chiedendo. Mi si parla del piano della mobilità ciclistica, di tutti i grossi interventi da fare, delle cose da fare. Bene astrattamente, male per il fatto che se ne parla ed è tutto in ballo da una marea di tempo, ma risultati non ce ne sono. Le ciclabili in Valle d'Aosta sostanzialmente e praticamente non esistono, ne esistono dei tratti, dei pezzi, infrastrutture, lavori, eccetera. Ben venga semmai queste cose partiranno e riusciremo finalmente a realizzarle, ma sono soldi, ci vuole tempo e soprattutto si vede che qua le cose non si riescono a sbloccare.

Quello che io ho chiesto è una cosa completamente differente. Io sto parlando di sport e turismo legato allo sport, sto parlando di un qualche cosa che non costa nulla. Anche quando mi si diceva: "portiamo in III Commissione, bisogna fare gli approfondimenti, pensare alle strutture e infrastrutture", assolutamente no! Semplicemente guardare sulla cartina, chiaramente parlando con le associazioni e tutto quello che si vuole, che è fondamentale visto che poi conoscono i percorsi, ma sostanzialmente si guardano le nostre strade regionali. Non è che sono due cose in contrasto una con l'altra, devono andare avanti in parallelo: un conto è quello che dice lei, un altro conto è quello che sto dicendo io e che va fatto in più. Chi esce di casa e vuole andare a fare un giro in bicicletta in una vallata che magari conosce meno, forse non hai idea di come potrebbe farsi un giro e dove andare in bicicletta sulle strade regionali. Ci sono una marea di percorsi che si possono indicare: "se vuoi fare questo anello, questo giro, ci vuole tot tempo e la difficoltà è questa, le pendenze sono queste". Ne abbiamo una quantità infinita, basta utilizzare le nostre strade secondarie regionali. Basta individuarle, basta mettere la segnaletica, chiaramente tutta uguale, e caricarle sulla app; scegliete le app che ci sono già, app da fare, tutto quello che si vuole.

Il costo è ridicolo! Si dice che bisogna preparare i centri? Libera imprenditoria! Noi siamo per la libertà più totale, l'obiettivo è stimolare l'economia. L'economia come la stimoli? La stimoli proprio anche in questa direzione, perché nel momento in cui incomincia ad arrivare tanta gente in Valle d'Aosta anche attirata da questo, perché io vedo, lo sperimento ovunque vada, dal momento in cui ci sono dei percorsi da altre parti, si crea il bar perché lì c'è tanta gente magari che passa e che fa il giro, si crea il negozio che ti vende la bicicletta, che ti noleggia le biciclette soprattutto ovunque, perché sanno che quello è interessante, quello che fa il meccanico e quindi interviene sulla meccanica delle bici, qualsiasi cosa. L'economia sia autocrea dopo.

Qua si sta dicendo una roba velocissima, una roba facile, una roba già fatta: va individuata e lo si aggiunge rispetto a tutto quel lavoro mastodontico che in realtà non va mai avanti; preghiamo che un giorno veda la luce, però comporta costi, composta segnaletica... Non c'è da fare niente, non si deve dedicare la corsia per le biciclette... Si sta semplicemente dicendo: indicate alle persone che vanno o vogliono andare in giro per la Valle d'Aosta in bicicletta e aiutatele a trovare quali sono i giri che si possono fare facilmente, ma ovunque per la Valle d'Aosta; facilmente o meno facilmente, perché poi ci sono quelli che vogliono fare il giretto della domenica e che magari non sono abituati ad andare in bicicletta e adesso con la bicicletta elettrica vogliono andare, e ci sono anche tutti quelli che invece in bicicletta ci sanno andare seriamente e che vogliono inerpicarsi: vado su, vado giù, passo di qua, vado di là, torno indietro di qua. Però bisogna metterli a conoscenza: dei valdostani e del turismo.

È per quello che io dicevo di non continuare a pensare a piani e a fare cose gigantesche, perché è una roba semplicissima e basta guardare cosa fanno qua dietro il confine. Noi facciamo un paragone passato il confine quando arriviamo a Chamonix. Si arriva a Chamonix ed è pieno così di ragazzi, di turismo, che fanno mille sport; c'è vita. Noi la Valle d'Aosta la dobbiamo trasformare in questo, in tutte le direzioni, e poi pensare a competizioni sportive, pensare ad attrazioni di tutti i tipi, però dobbiamo partire. Questa è una roba semplice da fare, facilissima, già fatta, ripeto, non ci vuole manco la segnaletica per terra, perché non deve essere questo. Indicate solo questo e aiutate la gente solo con delle indicazioni per seguire il percorso agli incroci.