Oggetto del Consiglio n. 214 del 13 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 214/XVI - Interpellanza: "Valutazioni sulla disponibilità di personale, a presidio, assistenza e soccorso, in vista della riapertura dei comprensori sciistici".
Bertin (Presidente) - Punto n. 27 all'ordine del giorno. Si è prenotato il consigliere segretario Distort, ne ha facoltà per l'illustrazione.
Distort (LEGA VDA) - Illustro l'interpellanza relativa alle valutazioni sulla disponibilità del personale a presidio, come ha ben esplicitato il collega Consigliere Segretario, in vista della riapertura dei comprensori sciistici. Esattamente questa è la ratio profonda di questa interpellanza, che vuole essere un auspicio, vuole andare esattamente in questa direzione, l'obiettivo è fondamentalmente questo.
All'epoca di redazione dell'interpellanza, che è stata depositata il 30 dicembre scorso, era in vigore il DPCM del Governo del 3 dicembre 2020 e l'ordinanza n. 580 del Presidente della Regione del 23 dicembre. Dall'una e l'altra risultava che, stando a quanto era espresso in questi documenti, le condizioni di restrizioni si sarebbero dovute concludere il 7 gennaio. Già allora, all'epoca della redazione, io ho scritto: "salvo eventuali successive diverse disposizioni". Spero di non aver portato sfortuna però, di fatto, poi si è rivelato così ed è esattamente per questo che io pongo l'attenzione su alcuni aspetti. L'obiettivo è entrare nella logica di estote parati non solo come nota citazione evangelica, non solo come, mi pare, anche motto assunto da Baden Powell per gli scout, ma proprio come la ratio di fondo per noi che operiamo come Consiglio della Valle d'Aosta, voi che operate come Governo della Regione. Essere pronti ad avere tutti i protocolli necessari e a fare praticamente i compiti, anticipando il più possibile le situazioni, cercando di dare un messaggio a noi stessi come comunità di essere perfettamente in grado di saper gestire l'emergenza, essere in grado di avere le possibilità di poter rassicurare lo svolgimento in sicurezza delle attività qualora il Governo abbia la compiacenza di metterci nelle condizioni di poterle attuare e dare un messaggio anche alle altre Regioni e dare un messaggio infine allo Stato relativo al fatto che noi ci siamo preparati. Prepararsi cosa vuol dire in questo senso? Vuol dire che, nel momento in cui - voglia Dio il più presto possibile - possano aprire gli impianti sciistici e ci possano essere le condizioni anche di contorno, quindi accesso tra le regioni per l'apertura degli impianti sciistici, sarà opportuno avere un personale di presidio sugli impianti, sulle zone di biglietteria, su tutto il territorio occupato dalle attività sciistiche corollarie, questo non certo per creare uno stato di polizia, ci mancherebbe, ma per dare le condizioni di sicurezza, per rassicurare. L'obiettivo è esclusivamente questo. Cito, ad esempio, il Cantone dei Grigioni, che ha pensato a nuove soluzioni, a nuovi modelli per garantire la sopravvivenza delle attività produttive nel suo territorio, in particolare per il settore dello sci hanno studiato, tra le varie misure, l'adozione di un corpo di sorveglianza che loro hanno denominato i Covid Angels. Piccolo inciso, non capisco perché dobbiamo sempre andare a elemosinare alla perfida Albione i termini quando abbiamo la possibilità di esprimerli nella nostra lingua madre, per la Sinistra preciso che la citazione "perfida Albione", prima ancora che nel ventennio, è stata fatta dal teologo Bossuet nel 700. Questi Covid Angels, questo reparto, questo corpo ha il compito di presidiare le zone più sensibili dei comprensori sciistici, in questo modo ha permesso ai comprensori del Cantone dei Grigioni di mantenere aperti gli impianti, seppure in misura ridotta, e questo in qualche modo ha concesso tutta una serie di possibilità, il che, purtroppo, per il nostro territorio non è avvenuto mettendo in serissima difficoltà tutto l'indotto collegato al mondo sciistico. A questo punto noi percepiamo che la possibilità di presidiare queste zone è una condizione di sicurezza che permette lo svolgimento dell'attività. Dobbiamo entrare in quest'ottica e in quest'ottica è necessario quindi a questo punto avere il personale sufficiente, il personale preparato, quindi nella qualità e nei numeri personale che sia in grado di gestire e di svolgere tutte queste operazioni di presidio, di verifica del rispetto delle regole ma anche di soccorso e quindi, nell'ambito di questo personale, è un fatto già noto, esiste comunque un'attività che è già definita: ci sono i pisteurs e tutto quel personale che è formato dalle società, c'è il concorso delle Forze dell'ordine, la Guardia di Finanza, la Polizia. Personalmente mi permetto di segnalare che c'è un po' un eterno assente non per sua negligenza ma perché poco coinvolto: il Corpo delle nostre Forze armate delle truppe alpine. Noi abbiamo la fortuna di disporre di forze armate che, in quanto truppe alpine, hanno una formazione e un addestramento che è perfettamente adeguato a tutte le esigenze sia di ordine pubblico, sia di sicurezza, sia di presidio, tutte quelle esigenze che servono allo svolgimento sereno e rassicurante della funzione di tutta l'attività prevista sulle piste. Dal mio punto di vista, quindi si tratta con questa interpellanza di portare l'attenzione del Governo sul tema dell'organizzazione di tutte le necessarie forze di presidio e in tal senso ricordare la disponibilità delle nostre truppe alpine con tutto il loro curriculum di altissimo livello su questo settore.
Chiaramente, a scanso di equivoci, faccio presente che non intendo minimamente spingere o comunque indirizzare le prese di posizione e le iniziative del Governo su una sorta di militarizzazione delle piste, penso che sia abbastanza chiaro il concetto del concorso delle varie forze, delle varie figure. Pertanto, nel caso in cui ci fosse qualcuno che ha una sorta di idiosincrasia nei confronti delle divise, soprattutto delle Forze armate, penso che ci sia una letteratura relativa alle patologie psichiatriche che possa in qualche modo risolvere questi problemi facendo rientrare il tema in una dimensione di sicurezza e ritornare a questo concetto: estote parati.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Bertschy.
Bertschy (AV-SA) - Devo dirle che avrei preferito risponderle: "finalmente ci possiamo preparare, finalmente si parte e possiamo mettere in atto tutto quello che abbiamo preparato", invece, come detto questa mattina, siamo ancora qua e non si colpevolizzi, ha fatto tutto il Governo da solo, tutte le date e i vari DPCM sono slittati per bontà loro e non per interventi suoi, quindi tutto è andato come non doveva andare fino ad ora, tant'è vero che a oggi mi pare che ci siano anche altre problematiche in capo al Governo Conte che speriamo si risolvano in fretta perché sono tanti gli argomenti da affrontare, compresi i ristori come abbiamo detto questa mattina. Noi oggi abbiamo fatto tutta l'attività di preparazione ma - è la ventesima volta forse che lo ricordo qui - oggi non abbiamo le regole e siamo riusciti ad arrivare in questa situazione senza avere un protocollo approvato. Lo abbiamo inviato a fine novembre, siamo ormai a metà gennaio e non siamo ancora riusciti ad avere le regole, quindi le società si sono preparate, ovviamente hanno formato le persone, nel protocollo originario si dice che il controllo dell'ordine pubblico è delegato alle forze di pubblica sicurezza. Attendo da tempo, in collaborazione con il Presidente, di poter organizzare con le Forze dell'ordine una riunione insieme alle società degli impianti a fune per argomentare sull'organizzazione delle piste, però, purtroppo, non riusciamo a organizzarla perché tarda ad arrivare l'aspetto principale. Le società ovviamente hanno lavorato, hanno formato le persone, hanno cominciato a organizzare gli impianti, hanno fatto gli investimenti che era necessario fare, si sono preparate per dividere le file alla partenza degli impianti per segnalare, soprattutto dove ci sono impianti di arroccamento, come non arrivare a formare degli assembramenti, attraverso le leggi dove finanziamo la formazione del personale, la presenza dei pisteurs, sono state fatte tutte quelle iniziative utili a gestire una stagione che si pensava di poter gestire in un'altra situazione e che invece ci troveremo a gestire se mai partirà - e spero anch'io, come lo speriamo tutti, com'è il suo auspicio, che anche questa iniziativa serva a trovare una soluzione -, sarà una stagione con numeri molto limitati e, dal punto di vista organizzativo, dovremo fare ulteriori valutazioni rispetto all'applicazione di queste regole sul numero chiuso e sul numero massimo che è stato definito in relazione alla portata degli impianti.
Segnalo credo anche con piacere che si è svolta la prima competizione agonistica lo scorso week-end, la scorsa domenica a La Thuile e ho letto nella giornata successiva gli apprezzamenti della società che gestisce gli impianti nei confronti del Comitato dell'ASIVA, e colgo l'occasione per ringraziare il Presidente, gli allenatori, i dirigenti e gli atleti per il perfetto rispetto delle regole che è stato osservato nello svolgimento di questa competizione, il che dice che le persone hanno comunque, almeno in campo agonistico, recepito la volontà di svolgere le attività sportive con il rispetto che serve. Perché dico questo? Perché, a mio avviso, le persone andranno organizzate, dovremo fare il possibile per dare maggiore presenza, ovviamente non pesando sull'attività militare delle Forze dell'ordine ma cercando di lavorare con le Forze dell'ordine in un senso propositivo e anche di informazione alle persone, ma io sono convinto che le persone e gli sciatori abbiano ormai recepito i messaggi che sono arrivati, anche perché tutti noi nei nostri comportamenti sempre di più ci siamo abituati a rispettare le regole.
Quello che viene a mancare è la possibilità di svolgere un'attività all'aria aperta in piena natura, in mezzo a un paesaggio bello, innevato come quello che stiamo vivendo adesso nella tranquillità che si può dare in una situazione come questa dove forse ancor di più di prima avremmo bisogno di poter stare appunto tranquilli sulle nostre montagne.
È giusto quello che dice lei, che dobbiamo essere da esempio come Regione Valle d'Aosta e in questo senso lavoriamo, visto che non sappiamo la caduta finale della pandemia e che cosa succederà... non è detto che ci ritroveremo in estate o forse il prossimo inverno ancora a dover fare attenzione a queste regole, quindi se si potrà partire, dobbiamo essere pronti e soprattutto gestire al meglio le regole che ci verranno date. Noi, insieme alle società - lo ribadisco per l'ultima volta -, aspettiamo di poter fare anche tutta un'attività di promozione e di comunicazione che vogliamo lanciare come Valle d'Aosta una volta che avremo definitivamente queste regole, perché il rischio è che il protocollo possa ancora essere modificato. È quindi una suggestione ancora una volta raccolta, da parte nostra c'è la volontà anche di eventualmente presentare in Commissione, una volta che si dovrà partire insieme alle società e alle strutture di riferimento, l'organizzazione che ci siamo dati. Spero veramente e vivamente a nome di tutti che finalmente si possano attuare le scelte e le decisioni che sono state assunte.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Distort.
Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la spiegazione. Nella mia linea di ricorso alle citazioni cito anche: "date a Cesare quel che è di Cesare" ed effettivamente voglio essere coerente a questa frase e quindi do atto a quanto lei mi ha detto, Assessore, quindi a voi Governo regionale che effettivamente i compiti li state facendo, state dimostrando, avete fatto quello che è stato nei vostri intendimenti, mi compiaccio di questo. Dico questo non per una mutata dinamica dei rapporti tra opposizione e Governo, continuo a rimanere nell'opposizione, so perfettamente qual è il mio ruolo, così come spero che voi conosciate e continuiate nella linea del vostro, però paradossalmente in questo frangente su questo argomento io esprimo solidarietà perché siete vittime, tanto voi quanto l'intera comunità valdostana, di un potere superiore: il potere dello Stato. Con tutta onestà ritengo che sia di tutta evidenza che, come ha detto lei, assessore Bertschy, mancano le regole, non sono arrivate le regole.
Effettivamente dopo un'estate passata con la certezza che si sarebbe rivelata una seconda ondata, il Governo centrale ha pensato di dedicarsi alla nobile arte della definizione dei bonus per i monopattini e i banchi scolastici con le rotelle e questioni di questo genere, piuttosto che pensare a normare, a definire, ad approfondire, a studiare protocolli, tra l'altro, tutto il mondo della imprenditoria ne ha preso atto, li ha assunti, li ha recepiti. Gli imprenditori hanno speso di tasca propria, si sono adattati, hanno adottato tutte le misure necessarie, quindi i compiti il mondo imprenditoriale li ha fatti, lo Stato no.
Sono quindi in quest'aula e sto parlando al Consiglio regionale, quindi, purtroppo, queste mie esternazioni faticheranno tantissimo ad arrivare al Governo centrale, però sicuramente sarà una povera voce la mia ma una voce ferma, chiara che denuncia questo comportamento, denuncia in termini letterali, non certo in termini giuridici, questo comportamento di assenza di programmazione, assenza di approfondimento, assenza di fiducia nei confronti delle realtà regionali, assenza di fiducia nei confronti delle capacità degli imprenditori, capacità del territorio di acquisire delle regole e di metterle in atto e di essere veramente preparati. Piena solidarietà quindi, ma vi dico, cari colleghi del Governo: continuate questa battaglia, seguite tutte le strade possibili e immaginabili. Lei, presidente Lavevaz, faccia sentire la voce, non solo la sua voce di Presidente della Regione, non solo Presidente della Giunta, ma espressione di tutta la comunità valdostana perché mai come in questo momento abbiamo bisogno che il Governo si renda conto che esistono dei cittadini e che ci sono delle misure da mettere in atto prima ancora di pensare alla strada molto semplice di chiudere e di impedire la possibilità di svolgere l'attività per motivi precauzionali, questo non è concepibile.
Presidente - Sono le ore 19:45, difficilmente riusciremo a evadere l'interpellanza in un quarto d'ora. Vi propongo di rinviare a domani mattina la trattazione degli altri punti. Ci sono obiezioni? Se va bene a tutti, rinviamo a domani, ripartiremo domani con il punto n. 28 dell'ordine del giorno.
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La seduta termina alle ore 19:45.
