Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 213 del 13 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 213/XVI - Interpellanza: "Notizie sull'esistenza di un'area ospedaliera dedicata ai pazienti in attesa di accertamento definitivo di positività da Covid-19".

Bertin (Presidente) - Consiglieri, vi invito a prendere posto e riprendiamo i lavori dopo l'incontro con l'associazione "La Valle d'Aosta non è una discarica". Eravamo al punto n. 26 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il vicepresidente del Consiglio Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Dopo questa lunga pausa riprendiamo a parlare di sanità tanto per cambiare, si tratta di una notizia che ha avuto molto risalto anche sui media a proposito di quel problema che si è verificato a livello di esame dei risultati dei tamponi quando appunto il 27 dicembre è stato rilevato un numero di tamponi positivi, poi risultati falsi positivi molto elevato e questo ha comportato che i pazienti risultati positivi naturalmente venissero trasferiti all'interno dei reparti Covid malgrado appunto di fatto poi non fossero, com'è risultato poi successivamente, positivi. Allora, preso atto del fatto che questi pazienti di fatto non affetti da Coronavirus, si sono però immediatamente visti trasferire in reparti in cui molto più alta diventa la possibilità di essere contagiati per essere i predetti reparti cosiddetti "sporchi", con l'ulteriore conseguenza di dover restare comunque in quarantena pur non essendo contagiati dopo il ritrasferimento e preso atto del fatto che non risulterebbe presente all'interno del nostro Ospedale un reparto "sospetti", cioè una zona dedicata ai pazienti che si trovano in una condizione di non assoluta certezza di positività o di negatività, visto anche l'impegno di cui alla risoluzione approvata dal Consiglio regionale del 5 novembre 2020, che impegna il Presidente e l'Assessore alla sanità a riferire alla competente Commissione consiliare le modalità e il contenuto dei dati trasmessi ai fini della classificazione della nostra Regione, interpello il Presidente della Regione o l'Assessore competente per sapere innanzitutto quale sia stata nel caso di specie la procedura attraverso la quale, in presenza di un evidente anomalo picco degli apparenti positivi al Covid, si è giunti al ricovero immediato dei medesimi nei reparti dedicati ai pazienti affetti da Covid; quali siano le conseguenze per i predetti pazienti poi risultati non contagiati e quali siano le conseguenze di tale dato errato sulla classificazione della nostra Regione; se siano giunte all'Azienda USL diffide o comunicazioni scritte, oppure lamentele verbali da parte di familiari di detti pazienti e se esisteva nella prima ondata del Covid e se esista oggi un'area ospedaliera dedicata a pazienti la cui reale positività o negatività è nella fase di accertamento definitivo prima dell'eventuale ricovero nei reparti di competenza adeguati.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse, ne ha facoltà.

Barmasse (UV) - Faccio una piccola premessa che ha già fatto il consigliere Sammaritani: nella giornata di lunedì 28 dicembre, a seguito della segnalazione di un'anomalia sulla refertazione di alcuni tamponi sottoposti a test molecolare nelle sedute precedenti, sono stati effettuati gli opportuni ricontrolli nei casi segnalati. Dall'immediata analisi della procedura non sono stati rilevati allarmi di malfunzionamento della strumentazione. È stata comunque contattata la ditta fornitrice dello strumento e del software per un supporto tecnico. Dall'analisi, eseguita in collaborazione via telefonica con la specialist della ditta, sono stati rilevati problemi di interruzione del segnale di rete. Questo molto probabilmente ha causato un batch informatico e la perdita dei settaggi preimpostati secondo il protocollo in uso, un'alterazione che ha modificato i parametri di analisi facendo sì che il sistema rilevasse anche basse fluorescenze inducendo il riscontro di false positività. Tutti i dati delle sedute coinvolte sono stati poi opportunamente rianalizzati.

Per quanto riguarda la domanda: "quale sia stata nel caso di specie la procedura attraverso la quale, in presenza di un evidente anomalo picco degli apparenti positivi al Covid, si è giunti al ricovero immediato dei medesimi nei reparti dedicati ai pazienti affetti da Covid", i pazienti con diagnosi di infezione da Sars-Cov-2 vanno ricoverati in reparti designati, i cosiddetti "reparti Covid" o anche definiti reparti "sporchi", come da disposizione ministeriale. Ciò vale sia per i riscontri in Pronto Soccorso, sia per i pazienti negativi all'ingresso e con un secondo tampone positivo in corso di ricovero. Il recente cluster dei casi positivi ha riguardato pazienti assegnati a numerosi reparti, per tale motivo l'unica struttura in grado di intercettare l'anomalia in corso, in quanto in possesso dei dati diagnostici aggregati, sia giornalieri che di periodo, era il laboratorio analisi, cosa che è avvenuta il giorno successivo, ossia il 28 dicembre.

Per quanto riguarda la trasmissione dei dati, la Protezione civile regionale è stata informata dell'errore il 28 dicembre al momento dell'invio della e-mail riepilogativa.

Per quanto riguarda le conseguenze per i predetti pazienti poi risultati non contagiati e quali siano le conseguenze di tale dato errato sulla classificazione della nostra Regione, sono stati riscontrati 61 casi falsi positivi, 45 pazienti esterni a domicilio e 16 pazienti interni di cui 2 ricoverati presso l'ISAV. Dalla segnalazione all'individuazione della causa e alla rettifica dei dati sono intercorse circa 8 ore, dalla comunicazione dei primi dati poi sottoposti a verifica sono passate circa 24 ore.

Per quanto riguarda la gestione dei pazienti spostati come da protocollo nei reparti Covid ma risultati falsi positivi, dopo un confronto tra Direzione Medica di Presidio e i medici internisti del Dipartimento delle Medicine, valutati i pro e i contro delle varie alternative, cioè mantenere i pazienti in precedenza certificati come positivi e successivamente controllati e refertati come negativi nei reparti Covid con probabile aumento però del rischio infettivo, oppure restituirli ai reparti di provenienza che conoscono la situazione clinica dei singoli pazienti e quindi sono in grado di gestirli al meglio, si è concordato di restituire la gestione della sorveglianza clinica nei pazienti falsi positivi ai reparti titolari degli stessi trasferendoli dai reparti Covid ai reparti di provenienza. In totale i pazienti ricoverati in un primo tempo ritenuti positivi e successivamente e definitivamente valutati come negativi in base ai referti di laboratorio sono stati 16, di cui 2 ricoverati presso la clinica ISAV di Saint-Pierre. Tutti i pazienti ricoverati di cui sopra sono stati spostati in seguito a referto dai reparti Covid ai reparti di competenza cosiddetti "puliti" e sottoposti a sorveglianza clinica, screening con tampone molecolare e a isolamento funzionale nei giorni successivi.

Per quanto riguarda i tamponi in oggetto effettuati sul territorio, tutti gli utenti sono stati telefonicamente avvisati dalla CUS e i contatti stretti sono stati oggetto di liberatoria da parte del Dipartimento di Prevenzione. Tutti i pazienti falsi positivi trasferiti invece temporaneamente nei reparti Covid sono risultati negativi al tampone molecolare del 5 gennaio e sono tutt'ora tutti negativi, mentre uno di questi pazienti, non trasferito nei reparti Covid che era già ospedalizzato da tempo, si è positivizzato, quindi indipendentemente da questa evenienza.

Nessuna conseguenza ha avuto tale dato errato sulla classificazione della nostra Regione in quanto prontamente comunicato all'Istituto Superiore di Sanità e rettificato nella giornata successiva.

Per quanto riguarda la domanda: "se siano giunte all'Azienda USL diffide o comunicazioni scritte oppure lamentele verbali da parte di familiari di detti pazienti", comunico che risultano ad oggi richieste di chiarimenti da parte del Ministero della Salute, della Procura della Repubblica e dell'Assessorato della Sanità. Uno dei pazienti ospedalieri falsi positivi ha inoltrato richiesta scritta per la risoluzione di una sua problematica specifica relativa alla falsa positività del tampone che è stata prontamente presa in carico dall'azienda e risolta. Vi è stata inoltre una lamentela scritta di un parente di un paziente domiciliare falso positivo alla quale è stato dato riscontro scritto.

Riguardo alla richiesta: "se esisteva nella prima ondata del Covid, se esista oggi o in caso contrario se si intende realizzare un'area ospedaliera dedicata ai pazienti la cui reale positività o negatività è nella fase di accertamento definitivo prima dell'eventuale ricovero nei reparti di competenza adeguati", vi posso dire che il cosiddetto "reparto astanteria", attivo da marzo a giugno 2020, non è stato ripristinato nell'autunno 2020 poiché nel frattempo sono stati resi disponibili i test rapidi che forniscono esito della ricerca di Sars-Cov-2 in poco tempo con buona sensibilità e specificità. Si ribadisce infine che l'Azienda USL sta eseguendo tutte le necessarie verifiche interne a livello tecnico sulle macchine e a livello gestionale sull'attività analitica affinché simili episodi non debbano mai più ripetersi. Nel frattempo sono state date immediate disposizioni scritte per il personale sulle azioni preventive da adottare a ogni seduta di analisi ed è stata redatta un'istruzione operativa che riporta le azioni correttive da applicarsi nelle refertazioni.

Vorrei aggiungere solamente magari una specificazione e un dato sull'astanteria, nel senso che l'astanteria era stata istituita nella prima fase perché i tempi di refertazione dei tamponi molecolari erano circa di 24-48 ore, quindi c'era la necessità di avere un reparto dove queste persone aspettassero in realtà solamente l'esito del tampone. Questo aveva creato nella prima fase delle grosse problematiche perché l'astanteria voleva dire mettere esclusivamente un paziente per ogni stanza, questo vuol dire che in un reparto con 30 posti noi se ne utilizzava solamente 15. Ovviamente soprattutto con un afflusso importante di pazienti al Pronto Soccorso in fase acuta questo comportava l'occupazione fisica da parte dell'astanteria di gran parte dei reparti e questo aveva creato una grossa problematica, ma è una criticità alla quale non si poteva far fronte diversamente perché appunto l'esito dei tamponi era molto lento. A questo è stato ovviato nella seconda fase, i tamponi molecolari rapidi pronti in due ore ci hanno permesso di portare direttamente il paziente nel reparto Covid positivo e quindi evitare questa dispersione di personale e di posti letto su tutto l'Ospedale nel momento in cui ce n'è bisogno e questa è un pochettino la problematica.

Paradossalmente il problema di una cosiddetta "astanteria" potrebbe essere invece più importante nei cosiddetti "pazienti negativi", con tampone negativo, perché in realtà un tampone negativo allora a quel punto dovresti metterlo in quarantena e tenerlo 15 giorni, perché potrebbe positivizzarsi e il tampone negativo clinicamente fa più danni se si positivizza, perché poi invece è proprio quel paziente che se metti in reparto, te lo infetta tutto. Questa ovviamente è comunque una cosa grave ma paradossalmente il paziente comunque falso positivo... il rischio fondamentalmente è dell'unica persona, questo non per diminuire l'importanza anche di questo dato ma solo per dire dal punto di vista epidemiologico chi è in realtà quello che potrebbe creare più danni. Non è possibile quindi creare un'astanteria in cui noi teniamo il negativo o presunto tale in realtà due settimane in attesa di vedere se si sviluppa la patologia o anche il positivo perché dovrebbe rimanerci comunque più giorni e poi non è detto che anche un secondo tampone ripetuto dopo un po' di giorni sia veramente un falso positivo, perché abbiamo avuto più falsi positivi in questi pazienti. Questo solamente per dare un quadro di quanto un'astanteria di questo tipo potrebbe impattare sia sui tempi di ricovero, sia sull'impegno dei reparti e del personale dell'Ospedale, quindi le astanterie in questo momento non vengono utilizzate neanche negli altri ospedali.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore perché era una questione sulla quale era opportuno fare chiarezza anche all'esterno nei confronti dei cittadini, che naturalmente si sentono a volte e magari in pericolo nell'affrontare certe situazioni perché si verificano eventi come questo, che sicuramente, com'è stato spiegato, ma è stato ormai accertato visto che il fatto è del 27 di dicembre, una serie di circostanze che, come spesso accade quando si verificano degli errori, vanno a concatenarsi, a incastrarsi una nell'altra e provocano appunto il cosiddetto "errore", ci sono anche teorie varie su questo ma non è questa la sede per affrontare questa tematica.

La nostra iniziativa non aveva sicuramente un intento polemico, però, visto che la pandemia la affrontiamo ormai da molti mesi ma anch'essa si sta modificando nei suoi aspetti, a volte anche la reazione si deve adeguare alle modificazioni, è stato spiegato bene dall'Assessore: una volta c'erano i tamponi che richiedevano un processo lungo per essere esaminati, adesso sono molto più rapidi e quindi anche le esigenze del trattamento dei pazienti che sono in attesa dei risultati è diverso. È chiaro che in ogni caso la capacità organizzativa dell'emergenza, così come quella della direzione medica di presidio, deve essere orientata e attenta proprio a far sì che si possa prevedere anche qualche volta l'esistenza di possibili errori, come in effetti si è verificato, ahimè, perché magari la concomitanza del 26... è una domenica, tra l'altro. Credo quindi che tutti questi fattori in qualche modo abbiano un pochino inciso e, messi assieme, abbiano provocato un errore, perché sicuramente non è stato un errore immagino del laboratorio al quale si potrebbe imputare in via immediata da parte del profano una responsabilità. In realtà, non è così, credo, perché il laboratorio esamina i tamponi e dà i risultati e, al di là di quello che può essere magari un risultato anche un po' anomalo in un certo momento, probabilmente non è in grado di valutare appieno quale sia la portata, anche perché credo che il laboratorio - non so poi se sia così - non sappia distinguere se il tampone è riferito a un esterno o a un paziente interno, penso che non venga segnalato questo, è deputato a esaminare il tampone e a verificarne la positività o meno.

Il fatto quindi che anche chi poi ha letto questi dati non si sia magari subito allarmato di questa presenza di incidenza positiva così elevata può far venire da pensare al fatto che forse la cosa su cui bisognerebbe prestare molta attenzione è il fatto del contagio che avviene all'interno dell'Ospedale, questo è molto importante credo, cioè organizzarsi per far sì che il percorso "pulito" o "sporco"... che gli stessi operatori sanitari che transitano da un reparto all'altro possano essere molto ben monitorati. È sui protocolli di sicurezza, sui protocolli che vanno impiegati in questi casi che, secondo me, i vertici, coloro che hanno questo ruolo a livello ospedaliero e a livello dirigenziale devono fare molta attenzione e occorre strutturarci perché adesso la pandemia la stiamo affrontando, come dicevo all'inizio, da mesi, ma, come abbiamo visto, non dobbiamo abbassare la guardia.

Credo quindi che anche dagli errori si debba assolutamente imparare e credo che anche questa esperienza, seppur negativa, grandi conseguenze negative non ne abbia portate, per fortuna, quindi impariamo, facciamo ancora più attenzione e questo credo sia lo spirito con cui si debba procedere.